INTERVISTA – Gattara: “Per dare un futuro a Roccabianca conta solo la politica di lungo respiro”

A distanza di quasi un mese dalle elezioni amministrative del 26 maggio, andiamo a conoscere i nuovi sindaci della provincia di Parma.

Tra questi c’è Alessandro Gattara, sindaco di Roccabianca, candidato della lista “Roccabianca Civica”, sostenuto anche dai partiti di centrosinistra.

La domenica notte del 26 maggio i partiti del centrodestra a Roccabianca (così come in tanti altri Comuni della provincia) avevano la maggioranza assoluta dei consensi alle elezioni europee. Ti aspettavi di riuscire a vincere alle comunali con il 55% o, a quel punto, pensavi di aver perso?

La risposta è: no e no. Non mi aspettavo di vincere con una tale proporzione. Noi il 55%, la seconda lista il 29%, la terza lista il 16%. Se per molti l’ordine di preferenza era abbastanza previsto, non mi risulta che qualcuno avesse pronosticato questo risultato, o tantomeno avesse elementi concreti per poterlo pronosticare. La domenica notte, durante lo spoglio delle europee, ho dormito senza particolari preoccupazioni. Non perché fossi sicuro che avremmo vinto, ma perché, pur non potendo conoscere il risultato delle comunali, ero convinto di aver fatto tutto quanto era possibile e alla nostra portata. Dei risultati delle elezioni si deve poi semplicemente e democraticamente prendere atto, che si vinca o che si perda.

Cosa credi i tuoi concittadini più abbiano apprezzato della tua candidatura?

La domanda è interessante, però non sono sicuro quale sia la risposta corretta. Parmadaily dovrebbe fare un sondaggio. Penso, in generale, che il voto sia un atto di fiducia. A volte dipende dalla bontà della proposta in termini assoluti, a volte vale anche solo il termine relativo rispetto alle altre proposte. Penso, in particolare, nel nostro caso sia stato riconosciuto il valore di una proposta di amministrazione che non si preoccupa solo di indicare i problemi, che peraltro già vediamo tutti, ma che si preoccupa anche di indicare una soluzione possibile per migliorare concretamente le cose. Una soluzione possibile che, in termini generali, non è mai semplice e facile. E credo sia stata riconosciuta anche, e nondimeno, proprio la capacità, potenziale, di attuazione e di compimento del nostro programma amministrativo.

A Roccabianca il candidato di Casapound ha raccolto il 16% dei voti, un dato molto superiore alle medie regionali e nazionali. Cos’è successo a Roccabianca?

Niente di particolare, in questo senso. Intanto, come dicevo prima, gli si deve riconoscere il merito del risultato raggiunto. Può sembrare molto o può sembrare poco, a seconda delle aspettative. Personalmente, mi aspettavo un risultato più basso da parte loro. Tuttavia, va sottolineato il fatto che, su una base di residenti aventi diritto di voto molto ristretta (gli aventi diritto di voto – se escludiamo i residenti all’estero, che nella quasi assoluta totalità non hanno esercitato il loro diritto – a Roccabianca sono circa 2.200) dal momento in cui ci si riesce a candidare, attraverso la rete di familiari e amicizie personali, un risultato minimo è sostanzialmente quasi garantito.

Cosa ti porterai con te dell’esperienza amministrativa del precedente sindaco Marco Antonioli e cosa cambierà?

La precedente esperienza amministrativa è stata per me di fondamentale importanza e per questo sono personalmente grato al sindaco Antonioli. Senza quella non ci sarebbe stata neanche la mia candidatura quest’anno. Tutta la nuova proposta si basa su quanto si è ritenuto più necessario o più utile mantenere o cambiare rispetto agli ultimi cinque anni. Un aspetto che certamente sarà cambiato è la comunicazione dei servizi e delle attività che riguardano l’Ente, sia attraverso incontri pubblici sia attraverso la comunicazione online. Ogni anno, successivamente all’approvazione del bilancio di previsione, organizzeremo una presentazione sullo “Stato dell’Ente” e invieremo anticipatamente a tutti i cittadini un’illustrazione cartacea di sintesi. Per dare alle minoranze l’opportunità di lavorare con la maggioranza, intendiamo istituire Commissioni Consiliari su Bilancio, Tributi e Urbanistica.

Cosa bisogna fare per dare un futuro a Roccabianca?

La politica locale, a mio modo di vedere, è fatta di politica di breve respiro e di politica di lungo respiro. La politica di breve respiro è fatta di buche da sistemare, aiuole e giardini da tenere in ordine, lampade dell’illuminazione pubblica da sostituire. La politica di lungo respiro è fatta di scelte di cui non si vede immediatamente il risultato. Queste sono, ad esempio ed a titolo non esaustivo, il riconoscimento del tratto medio del Grande Fiume a Riserva ambientale e naturale Unesco, la promozione delle eccellenze letterarie, artistiche e architettoniche in occasione di Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura, la redazione del nuovo Piano Urbanistico, il ripristino delle infrastrutture come il Ponte Verdi di Ragazzola e il Ponte del Diavolo di Gramignazzo. Per dare un futuro a Roccabianca conta solo la politica di lungo respiro.

Consideri l’ipotesi di fusione con altri Comuni della Bassa?

L’ipotesi non è all’ordine del giorno. Tuttavia, i piccoli Enti Locali oggi necessitano di un sostanziale aggiornamento alle mutate condizioni della finanza pubblica. Una continua ottimizzazione delle risorse e una riorganizzazione dei servizi, attraverso la gestione associata con i Comuni limitrofi o attraverso l’Unione di Comuni (non la fusione), è strettamente necessaria per ridurre i costi di gestione e liberare risorse economiche utili per assicurare livelli di servizi adeguati alle richieste della popolazione. AM