“Siamo Europei” Emilia Romagna: “Grande successo di Calenda”

I comitati “Siamo Europei” delle città emiliane romagnole si sono ritrovati sabato 8 giugno a Bologna, per fare il punto dopo la lunga quanto appassionata campagna elettorale per le elezioni europee.

Il successo di Carlo Calenda nel collegio del Nord-Est, unico collegio che aumenta in termini di voti assoluti rispetto alle elezioni politiche del 2018, evidenzia quanto sia importante per il centrosinistra la presenza di un movimento politico e culturale liberaldemocratico capace di dare voce alle forze del progresso che credono in un’Europa delle competenze, della cultura, della scienza, del lavoro e della produzione.

Le elezioni europee hanno sancito la sconfitta delle forze nazionalpopuliste, famiglia di cui fa parte la Lega di Salvini, che in Italia ha conosciuto una netta affermazione.

Lo schieramento europeista, a fronte del calo di consensi dei tradizionali partiti popolari e socialisti, ha visto crescere i partiti liberali e verdi. Con l’insediamento del prossimo Parlamento europeo si dovrà aprire la stagione di una profonda rifondazione dell’Unione Europea, delle sue istituzioni e delle sue politiche per affrontare le sfide cruciali causate dalla innovazione tecnologica , dal modello di sviluppo legato alla sostenibilità ambientale e dallo scenario mondiale molto più conflittuale e pericoloso.

L’Italia è uno dei grandi paesi fondatori dell’Europa per come l’abbiamo conosciuta dal dopoguerra ad oggi e, negli ultimi settant’anni, ha contribuito a costruire un continente di pace, di libertà, di progresso civile ed economico. Il nostro paese ora, causa le politiche della coalizione Lega-5Stelle, rischia seriamente di trovarsi in una posizione marginale e irrilevante rispetto ai nuovi equilibri che si stanno costruendo per il governo delle istituzioni europee. Emergono, ogni giorno sempre più, le spinte per portare l’Italia fuori dall’Unione Europea e dalla moneta unica (emblematica è la proposta dei minibot di questi giorni). Sono posizioni politiche che vanno fortemente respinte attraverso la capacità di parlare al paese e di argomentare come le politiche per la gestione dei flussi migratori, politiche di difesa delle frontiere e per un esercito comune, politiche del welfare, politiche per il lavoro e politiche fiscali, politiche energetiche e ambientali, vanno affrontate e governate nella dimensione continentale.

Siamo Europei, secondo i comitati dell’Emilia Romagna, si impegnerà a difendere i diritti e le conquiste ereditate, costruendo un’Europa capace di vincere le sfide dei prossimi anni.

A livello regionale il movimento si propone di mantenere vivo, il coordinamento e di assicurare un contributo propositivo alla discussione politica, con l’obiettivo di coinvolgere le forze civiche , i nuovi movimenti e personalità della società civile per allargare il fronte delle forze europeiste e progressiste.

Il comitato parmense era rappresentato tra gli altri da Massimo Pinardi.