Il PD: “I voti si contano, non si annunciano. Adesso è chiaro quanto vale Pizzarotti. Sarà lui a sedersi al nostro tavolo, non noi al suo”

Ieri sera l’ex senatore Giorgio Pagliari ha organizzato un incontro pubblico dal titolo “Elezioni europee ed elezioni amministrative: analisi e prospettive”. Il protagonista era il sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia Romagna Gianmaria Manghi.

Dopo le valutazioni sull’esito delle elezioni europee, anche e soprattuto in vista delle elezioni regionali di fine anno, si è arrivati alla “questione Pizzarotti-centrosinistra”.

Il moderatore e giornalista della Gazzetta di Parma Gian Luca Zurlini ha chiesto a Manghi la sua opinione sul rapporto tra Pd e Pizzarotti, ricordando che “tante volte a sinistra ci sono state alleanze che invece di portare un plus hanno portato un minus, ovvero o hanno lasciato invariata la situazione o l’hanno peggiorata.”

“Un’alleanza intesa come somma algebrica non ha alcun senso logico e non porta alcun valore aggiunto in termini di voti, che notoriamente non si annunciano ma si contano” ha risposto Manghi. “I voti che conti valgono, quelli che annunci non valgono niente. I cartelli elettorali artificiosi non hanno mai portato nulla, sono subito percepiti negativamente dagli elettori, e questo vale anche per noi e il Pizzarotti di turno.”

“Un giorno chiesi a Pizzarotti: “Tu cosa pensi di poter valere?” Mi rispose che non lo sapeva” continua Manghi. “Poi si è candidato alle europee con +Europa che non ha superato lo sbarramento. Se l’obiettivo, come dice lui, è quello di evitare che la Lega si impadronisca di questa Regione, in questo senso, evidentemente, siamo dalla stessa parte. Ma per stare insieme dobbiamo condividere dei valori e un programma. Se ci riusciremo saremo credibili, altrimenti non lo saremo né noi né lui o chi altri. Per me il centrosinistra deve aprirsi e il confronto con Pizzarotti va portato avanti, senza pregiudizi, ma su queste basi.”

“E’ bene sempre ricordiamoci che il centrosinistra alle ultime elezioni europee ha preso 100.000 voti in meno in valore assoluto rispetto al drammatico risultato delle elezioni politiche 2018, e solo la maggiore astensione ha consentito al Pd di crescere in percentuale. Il voto in uscita dal M5S è finito o nell’astensione o alla Lega” precisa Manghi. “Alle ultime elezioni europee il centrodestra ha preso più voti del centrosinistra in Emilia Romagna. Dobbiamo averne consapevolezza. Ma Bonaccini è un candidato che può raccogliere più voti della coalizione di centrosinistra per come ha amministrato e per la conoscenza che ha della Regione. Pensare oggi ad altre candidature diverse dalla sua sarebbe un errore gravissimo.”

Anche il segretario provinciale del PD Nicola Cesari è intervenuto sulla “questione Pizzarotti”: “Pizzarotti alle ultime europee si è misurato. Se c’erano dei dubbi su quanto valesse in città, adesso non ce ne sono più. Se Pizzarotti vuol ragionare sulle prossime elezioni regionali sarà lui a sedersi al nostro tavolo, non di certo noi al suo come immaginava fino a pochi giorni fa. Questo deve essere chiaro. La porta la lasciamo aperta a tutte le forze che vogliono contribuire a non far vincere la Lega”. PrD