INTERVISTA – Lavagetto: “Queste europee si sono trasformate in un referendum in città pro o contro Pizzarotti. A Renzi non andò bene un’operazione simile”

Intervista a Gianpaolo Lavagetto, già assessore del Comune di Parma, oggi attento conoscitore e attivo partecipante al dibattito politico locale.

Fammi capire, Pizzarotti ti portava via il pallone quando giocavate a calcetto da bambini… non passa giorno che non lo attacchi…

Difficile possa essere accaduto, io da piccolo ero molto bravo a giocare a calcio. In realtà, Pizzarotti gode di una straordinaria benevolenza dei mass media locali e soprattutto nazionali che gli permettono di dare una rappresentazione della situazione della città completamente diversa dalla realtà.

Sarà perché io vissi l’esempio di Ubaldi che il Sindaco lo faceva a tempo pieno e solo una volta perso il paracadute di Primo Cittadino si candidò per le politiche, a me non piace questo uso inopportuno che Pizzarotti fa del suo ruolo. Credo seriamente che questo, soprattutto con il fatto che sia evidente che l’obiettivo di ogni atto amministrativo non è il bene dei parmigiani ma quello di avere una visibilità politica nazionale, sia quanto di più dannoso ci possa essere per la città.

Secondo te qual è il significato vero della candidatura di Pizzarotti alle europee?

Al netto del mio giudizio negativo del suo operato per la città, ritengo che fino ad oggi Pizzarotti avesse giocato bene la sua personale partita politica. Credo, invece, che questa volta abbia rilanciato senza nemmeno guardare le carte che aveva in mano. Certo, l’occasione di contarsi sul campo in modo da fare pesare i propri voti reali alle prossime elezioni regionali, rischiosissime per l‘attuale centrosinistra, era molto ghiotta. Soprattutto quando altri schierano pedine di seconda o terza linea, (eclatante la scelta del PD). Ma credo non abbia ben soppesato le conseguenze in città. I parmigiani non tollerano essere presi in giro dai proprio amministratori locali. Il fatto che sia dovuto ricorrere all’arma di emergenza, la lettera di spiegazione ai cittadini, fa capire che probabilmente se ne sia accorto anche lui. Tuttavia non solo le motivazioni date aumentano l’idea che si tratti di una “furbata” politica, ma di fatto hanno trasformato queste elezioni in un referendum in città pro o contro il politico Pizzarotti. A Renzi non andò molto bene un’operazione simile.

“Parma in centro” sta conquistando un suo spazio nel dibattito locale… dì la verità, è qualcosa di più di un comitato di quartiere?

“Parma in centro” è il miglior esempio di cosa sia un comitato civico. Certo, mi ha lusingato e fatto molto piacere che abbiano chiesto il mio aiuto sulla base della mia esperienza amministrativa, ma l’iniziativa è nata dalla difficoltà di cittadini, residenti e lavoratori, i quali, di fronte al muro sordo e autoreferenziale alzato dall’Amministrazione verso i loro problemi, hanno deciso di mobilitarsi per far sentire le loro ragioni. Dopo tanti anni è la prima volta che vedo in città delle mobilitazione così spontanea, genuina e decisa nel non subire scelte che ritiene dannose per sè e le proprie famiglie. Ormai Parma è diventata una città di comitati spontanei che lamentano l’assenza di un dialogo costruttivo con il Comune. L’Amministrazione farebbe un grave errore a derubricarli come fastidiosi incidenti di percorso.

Pensi che a Parma si tornerà a votare prima della scadenza naturale o Pizzarotti saprà resistere alla tentazione per le regionali o, se anticipate, delle politiche?

Per le regionali, dipenderà molto dal voto delle europee e da quanto il PD deciderà di farsi cannibalizzare da Pizzarotti. Se il centrosinistra offrirà al sindaco di Parma la candidatura alla Presidenza della Regione, a meno che sia eclatante la previsione di una vittoria del centrodestra, sono convinto che accetterà. Questo non vuol dire che si dimetterà in caso di sconfitta, vedi esempio del sindaco di Bergamo, Gori. Credo, invece, che in caso di elezioni politiche anticipate Pizzarotti non vorrà perdere questo ultimo treno e allora in quel caso si voterà in anticipo anche per Parma…azzarderei a cavallo tra 2020\21.

Qual è il destino di questa maggioranza senza più Pizzarotti perché al secondo mandato?

Questa maggioranza monocolore esiste perché Pizzarotti era il candidato Sindaco, aveva i voti e ha vinto le elezioni. Ciò che resterà senza di lui alle prossime elezioni comunali è destinato a fare da supporto al tentativo del PD, o quello che sarà, di riprendersi il Comune, anche in ragione di una logica di scambio politico con Pizzarotti medesimo per una propria collocazione regionale o nazionale. Uno scenario che cancellerebbe un’autonomia da logiche di partito della città di Parma che dura da oltre vent’anni. Per questo bisogna lavorare già da oggi per impedirlo. Per questo già da oggi ci metto il massimo impegno, assieme a tutti coloro i quali condividano questa preoccupazione.

Quanto spazio c’è per i partiti fuori dal salvinismo oggi dilagante?

In realtà, vedo poco spazio sia a sinistra che a destra rispetto al modo in cui oggi Salvini ha saputo toccare nel vivo le aspettative degli italiani. Mancano negli altri partiti leader carismatici ed empatici con gli elettori. Inoltre non va dimenticato che la Lega è l’unico vero partito strutturato rimasto sul territorio. Tuttavia, se c’è una cosa che la politica di oggi ci ha insegnato, è che gli elettori, oltre ad essere molto esigenti, non perdonano chi non sa poi soddisfare le loro richieste. Credo che per Salvini questa prova del fuoco si stia rapidamente avvicinando. Gli auguro, per lui e per il Paese, di essere pronto.

Andrea Marsiletti