INTERVISTA – Zingaretti non passa a Salsomaggiore. Pizzati: “Il nostro circolo renziano è molto combattivo”

Intervista a Raffaele Pizzati, attivissimo dirigente del Circolo del Pd di Salsomaggiore, sostenitore della candidatura di Giachetti alla segreteria nazionale del Pd.

“Zingaretti non è passato a Salsomaggiore”… alla convenzione degli iscritti per le primarie del Pd ha vinto Giachetti, da te da sempre fortemente sostenuto. Sei una mosca bianca?

Vero qui a Salsomaggiore Terme, alla convenzione degli iscritti ha vinto la mozione Giachetti-Ascani SempreAvanti col 54% dei voti. Evidentemente la matrice renziana del nostro circolo è ben radicata negli iscritti. Attribuire a solamente a me questo successo non è pensabile; un risultato così è il frutto di un percorso che noi rivendichiamo con orgoglio.

Che opinione esprimi del livello del dibattito di queste primarie, che davvero poco hanno in comune con quelle scoppiettanti tra Bersani e Renzi…?

Il dibattito congressuale é vivo, ma purtroppo questa vitalità non emerge. Alcuni hanno l’interesse che il 3 marzo, giornata delle primarie aperte del Pd, sia un qualcosa di chiuso, anzi “aperto agli elettori del M5S e di LEU” come vorrebbero Smeriglio (vice presidente della Regione Lazio) e Bonaccini (presidente della Regione Emilia-Romagna). Da parte mia ti posso assicurare che negli incontri a sostegno di Giachetti ho incontrato amici e compagni di ogni età desiderosi di far parte di un PD all’attacco, che non faccia sconti a questo governo, il più a destra della storia repubblicana. Un governo composto da Lega e M5S, due entità simili, due facce della stessa medaglia.

L’ultimo sondaggio del Corriere della Sera di qualche giorno fa attesta il Pd al minimo storico, intorno al 16%. Cosa sta succedendo? Perchè il Pd continua a perdere anche a fronte delle difficoltà del Governo e della crisi economica che sta ritornando?

Il minimo storico il Pd lo ottiene quando il gruppo dirigente nazionale non riesce a esprimere una linea chiara e netta. Non puoi dire no a questo governo di cialtroni e nello stesso tempo schiacciare l’occhiolino a una componente di questo governo. Un partito non può sperare di risollevarsi quando il gruppo dirigente nazionale auspica il ritorno di coloro i quali diedero vita a una scissione, ovvero di coloro che per anni hanno lavorato dentro il Pd per procurargli danni veri. Ti ricordo che i comitati del No al referendum non li hanno creati Salvini o Berlusconi ma D’Alema, Bersani e Speranza (che quella riforma l’avevano votato in Parlamento per ben tre volte).

Dopo le primarie tutti parlano di scissione del Pd. E’ realistico pensare che i renziani non rimarranno nel partito di Zingaretti, se questi dovesse vincere?

Chiariamo bene un concetto: Giachetti queste primarie le vuole vincere, e conti alla mano è possibile. Dovesse vincere Zingaretti, noi resteremo nel PD a patto che il PD non venga snaturato con l’avvicinamento ai 5 Stelle e col ritorno dei ‘traditori” artefici di troppi danni. Voglio rimarcare che la nostra è l’unica mozione col simbolo del PD proprio perché crediamo nel PD e vorremmo che finalmente giungesse a compimento il fine per cui venne fondato a vocazione maggioritaria.  Se Zingaretti dovesse snaturare il partito, beh, noi non siamo quelli che sparano sul segretario… saluteremo e assisteremo, purtroppo, alla morte del Pd.

Un anno fa il centrosinistra vinse le elezioni comunali di Salso, anche qui in controtendenza nazionale. Quali suggerimenti ti senti di dare ai candidati sindaci del Pd che tra qualche mese andranno al voto?

Salsomaggiore Terme è stato l’unico comune in Emilia-Romagna in cui al ballottaggio il candidato sindaco del PD ha vinto. Con un circolo “renziano” e combattivo come il nostro il candidato ha avuto un validissimo sostegno…
Che consiglio dare alla trentina di nostri candidati sindaci? Rivendicare con orgoglio il lavoro fatto nel precedente mandato, sia se eravamo alla guida del Comune sia se eravamo all’opposizione fautori di proposte alternative.
A proposito, qui a Salsomaggiore Terme, fin da subito, ho creduto nella vittoria. Ma secondo te, Andrea, nel caso in cui avessimo perso, riesci a concepire l’immagine di Filippo Fritelli che chiede scusa agli elettori? Perché è questo messaggio che Zingaretti e Martina stanno trasmettendo… “Abbiamo perso? Scusateci…”  No, non funziona così! Pertanto a tutti i candidati sindaci di centrosinistra parmense auguro di ottenere il miglior risultato raggiungibile, rivendicando il proprio passato ma con la testa e il cuore rivolti al futuro. Sempre Avanti insomma.

Candidato governatore dell’Emilia Romagna per il centrosinistra: meglio Bonaccini o Pizzarotti?

Qui mi collego a quanto detto prima, Bonaccini è stato un bravo presidente di Regione? Secondo me si. È innegabile che l’ Emilia-Romagna sia una regione “guida” nei settori fondamentali. Bonaccini deve rivendicare con orgoglio quanto realizzato da lui e dalla sua giunta.  A mio avviso, Pizzarotti è persona fondamentale per la tenuta di valori importantissimi quali l’antifascismo e il rilancio del centro-sinistra. Questo lo dico da tempi non sospetti.  Ecco, quanto detto in questa intervista, di cui ti ringrazio, conferma che vi è un gruppo di persone, come me, che fa scelte non facili in determinati momenti. Fa scelte di campo e le rivendica. Dico sempre: “Non dobbiamo dire di aver commesso errori solo perché gli avversari dicono che li abbiamo commessi”. Dobbiamo sempre migliorare ma non possiamo abiurare o chiedere scusa per quanto abbiamo fatto.  Anche perché, come dice il candidato alla segreteria nazionale del Pd Roberto Giachetti, o si vince o si impara. E dato che in queste primarie voglio vincere o imparare, io voto Giachetti. Votiamolo in tanti!

Andrea Marsiletti