Salvini vince su tutta la linea e vola sempre più alto (di Andrea Marsiletti)

Era l’impresa impossibile, il fenomeno epocale irreversibile, fin l’espiazione di secolari colpe coloniali… lui ha avocato a sé il ruolo di Ministero degli Interni e ha fatto “all in”… e ha vinto, stravinto.

Il ministro Minniti lo aveva già insegnato: tutto sembra impossibile fino a quando non si agisce; allora, ci si accorge che era possibile (leggi).

Piaccia o non piaccia, si sia d’accordo con lui o in disaccordo, qualunque opinione si abbia su di lui e sulla Lega, si deve prendere atto che sul tema degli sbarchi Salvini ha vinto, su tutta la linea. Vincere non vuol dire avere ragione: vincere vuol dire semplicemente vincere.

Ha vinto culturalmente, radicando nel Paese un nuovo concetto di immigrazione che ha negato tutti gli altri. Oggi “Ong” è solo una brutta, bruttissima parola. Pronunciarla ha la stessa gravità di bestemmiare in chiesa. La vista dello straniero seduto sulle panchine dei parchi ripugna il comune sentire nazionale. Ce lo insegna lo stesso Lenin: la storia è piena di esempi di come una minoranza più cosciente e determinata e meglio armata abbia imposto la sua volontà alla maggioranza apatica e l’abbia conquistata.

Salvini ha vinto elettoralmente: con un solo provvedimento, ovvero chiudere i porti, ha fatto salire la Lega al 30%, quasi al 50% al nord. Mai nessun partito era riuscito a raddoppiare i suoi consensi in 5 mesi.

Ieri Salvini ha vinto anche giuridicamente, aprendo in diretta Facebook la busta della Procura di Catania contenente la richiesta di archiviazione dell’indagine a suo carico per la nave Diciotti. Per i magistrati il ritardo nello sbarco dei 192 migranti a bordo fu “giustificato dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale per la separazione dei poteri, di chiedere in sede Europea la distribuzione dei migranti in un caso in cui secondo la convenzione sarebbe spettato a Malta indicare il porto sicuro”.

E pensare che per settimane l’opposizione e alcune associazioni avevano organizzato presidi e gridato alla dittatura, all’abuso di potere, alle torture, invocando il fascismo, quando non i campi di concentramento nazisti. Accompagnati dalle telecamere, i politici di centrosinistra fecero la spola sul molo della Diociotti contro le decisioni incostituzionali, arbitrarie, immorali, eversive del Ministro degli Interni, di cui si chiedeva l’incarcerazione e che fosse buttato in mare al posto dei migranti.

Nulla di tutto ciò, per la Procura “nessun reato fu commesso”. Anzi, venne “tutelato l’interesse nazionale”.

E così per Salvini sono in arrivo altre vagonate di voti, mentre chi lo contrasta sbaglia tutto e sprofonda. L’opposizione al salvinismo con i Mimmo Lucano, i Roberto Saviano, le bandiere arcobaleno, le candeline dell’Ikea, le danze etniche, i giochi di parole sui cartelloni, i cori di Imagine di John Lennon non funziona… al contrario, lo spinge sempre più in alto.

Per la maggior parte delle persone, il cielo è un limite. Con l’alternativa che rappresentano i suoi avversari, per Salvini il cielo è casa.

Andrea Marsiletti