Il Sì al Referendum in città in vista delle comunali: una sorpresa in controtendenza nazionale e provinciale (di AM)

L’esito del Referendum è andato come la logica prevedeva andasse: quando in Italia ci sono tre poli e due si mettono insieme contro l’altro (tre o quattro poli contro Renzi se consideriamo anche quelli della sinistra e di Casapound), quando il Governo personalizza il voto referendario e ne fa una chiamata alle arme per sé e soprattutto contro di sè, quando c’è la minoranza del partito del Premier che vota contro il Governo, quando i sindacati, l’Anpi e tantissime associazioni di sinistra si mobilitano contro, quando fai una Riforma costituzionale pasticciata… come avrebbe potuto finire diversamente? A pensarci bene è già fin troppo che prendi il 40%.

A Parma città, poi, il Sì ha superato il 50% (leggi). E questo risultato è stato raggiunto nonostante alle difficoltà di cui sopra si sia aggiunto l’immobilismo manifesto di tanti del partito cittadino che in questi mesi di campagna elettorale non hanno trovato neppure la voglia di fare un post a favore del sì sul loro profilo Facebook. Di raccolta firme e comunicati stampa men che meno. Una vittoria in città in controtendenza con la quasi totalità dei Comuni della provincia che hanno visto prevalere il no anche nelle storiche roccaforti rosse.

Se, come tutti i politici e commentatori dicono e scrivono, il voto di domenica è stato un referendum pro o contro Renzi, gli elettori di Parma hanno rivelato un inaspettato “renzismo” in un contesto nazionale di sconfitta generalizzata del renzismo.

Il voto di domenica è una buona base di partenza per il centrosinistra di Parma in vista delle prossime elezioni comunali. La sfida per il Pd sarà valorizzare questo 50,3% con un progetto che possa non solo rappresentarlo ma allargarlo.

Vedremo se ci riusciranno o se riusciranno, ancora una volta, a fare le scelte sbagliate.

Andrea Marsiletti

  1. BELLI I Guastatori del PD !

    Quelli del NO DEL PD hanno festeggiato con brindisi su tutte le Piazze e nei salotti buoni di tutta Italia: peccato però che fascisti e neo fascisti di qualsiasi ordine facessero la stessa cosa a stretto diro di gomito.

    Avranno provato vergogna ?

    Macchè cantavano Bella Ciao a tutto fiato tra la viva soddisfazione della destra politica italiana : bello vederli alleati appasionatamente !

    Faranno anche liste comuni alle prossime votazioni dopo questa concreta e fattiva prova di alleanza ?

  2. SCARPA: “MI DISPIACE, SPERAVO CHE RENZI RIMANESSE ALLA GUIDA DEL PAESE”

    Il candidato alle primarie del centrosinistra Paolo Scarpa commenta sul suo profilo facebook l’esito del referendum di domenica: “Il day after referendario lascia il paese alle sue ferite ancora aperte, dopo troppi mesi di una campagna elettorale infinita che ci hanno sfiancato. Non mi sembra semplicistico dare una lettura di carattere soprattutto sociale a quello che è avvenuto ieri, se le regioni del Sud, dove il disagio è maggiore, sono quelle in cui il No ha maggiormente trionfato. Non può stupire la manifestazione di scetticismo verso la riforma del bicameralismo da parte di chi non ha prospettive di futuro, di chi fatica a arrivare a fine mese, di chi vede la legalità come un’utopia sempre meno realizzabile.
    Oggi il paese ha un bisogno estremo di parlare in termini concreti di lotta alla povertà, di sviluppo, di investimenti per innovazione e ricerca, e della vera riforma di cui abbiamo bisogno, che è quella della giustizia abbinata alla lotta alla criminalità, in modo da garantire sicurezza e legalità ovunque, da Scampìa al Quartiere San Leonardo di Parma, dal Brancaccio di Palermo a Bolzano.
    Renzi ieri sera si è dimesso con dignità e mi dispiace profondamente, perché speravo che invece rimanesse, per occuparsi di un paese che ha bisogno di tornare urgentemente a crescere. Renzi ha legittimato all’estero in questi anni l’immagine di un paese che ha energie e voglia di futuro. Ma Renzi ha puntato tutto sul referendum e ha perso. La personalizzazione (ingenua) della campagna elettorale si è rivelata un errore gigantesco e l’ubriacatura referendaria è stata una forzatura, che ha bruciato energie preziose. Credo nella divisione dei poteri e credo che un governo debba governare, esercitando il potere esecutivo e il parlamento debba legiferare. Il primo sbaglio è stato confondere i ruoli, caricare il Governo del compito prioritario di fare propria una riforma della Costituzione che avrebbe dovuto vederlo in secondo piano, dietro al Parlamento, per occuparsi invece della gestione esecutiva dei problemi del paese.
    E non si dica che questa è la vittoria di Grillo o di Berlusconi o di Salvini, che non ce lo vengano a raccontare, perché non è vero. Nessuno di questi ha vinto. L’unico messaggio autentico di ieri è che la gente vuole contare, vuole decidere e chiede che la politica si prenda cura dei suoi problemi e della sua voglia di futuro.
    Finisco con una nota positiva, ovvero la vittoria dell’ecologista Van Der Bellen in Austria che mette in un angolo Hofer. C’è un’Europa che non si arrende.”

  3. Gli italiani non ti meritano…sei stato il miglior Presidente del Consiglio, ma soprattutto differente, per onesta’ e intraprendenza, dalla maramaglia becera che ora ci ritroveremo…sara’ un periodo buio per la democrazia. Grazie Matteo

  4. A Parma il vero renzismo si è materializzato nei comitati per il Si. Il Pd di Lavagetto &co sono spariti, come saranno anche alle primarie

  5. “Non è il risultato che ci aspettavamo e quello per cui abbiamo lavorato in questi mesi ma, come ha detto Matteo Renzi, in politica le sconfitte ci sono e non solo si debbono accettare ma anche capire cosa non ha funzionato e provare a ripartire senza commettere gli stessi errori”. Il segretario provinciale del Partito democratico, Gianpaolo Serpagli, usa queste parole per commentare l’esito del referendum sulle riforme costituzionali e sottolinea due aspetti positivi. “In questo passaggio elettorale – spiega – tanti italiani sono tornati ad interessarsi di politica e quindi a votare: questo è un dato positivo, ora spetta a noi riuscire ad interpretare meglio questo bisogno di partecipazione. Inoltre nel Comune di Parma ha prevalso il sì, e questo ci fa ben sperare per il futuro visto che abbiamo davanti mesi in cui affronteremo una sfida decisiva per il futuro della nostra città, sono certo che tutti gli uomini e le donne del Pd continueranno a lavorare per il bene del territorio e dei suoi cittadini come hanno sempre fatto”.
    “Ci tengo, anche in questo momento non facile – conclude Serpagli – a dire grazie alle decine di esponenti del nostro partito e non solo, che hanno speso il loro tempo a sostegno del Sì e il risultato di Parma città, dimostra che è stato fatto un buon lavoro. La maggioranza degli italiani ha fatto una scelta diversa, ma questo non scalfisce l’impegno e la voglia di cambiamento che, come Pd, dobbiamo continuare a portare avanti sia a livello locale che nazionale”.

  6. Nota Cgil. In questo lunedì di esito referendario sento di poter dire che ha vinto innanzitutto il merito. Hanno vinto la Costituzione, la democrazia, la partecipazione e coloro che hanno scelto di difendere questi valori, come l’ANPI, come la CGIL. E sono stati sconfitti coloro che ritenevano Costituzione, democrazia e partecipazione ostacoli allo sviluppo o fattori di ritardo per il Paese. Questo è quello che conta, il resto è rumore di fondo, comprese le ragioni di coloro che, prevedibilmente, sperano di appropriarsi di questo risultato per opportunismo elettorale.
    Da oggi, salvati la Costituzione e i suoi principi, la CGIL rinnoverà il proprio impegno a tutto campo per rilanciare democrazia e diritti nel lavoro a partire dalla campagna per un nuovo “Statuto” per abrogare tramite referendum le inaccettabili norme sui voucher, gli appalti e i licenziamenti illegittimi.

    Massimo Bussandri, segretario generale CGIL Parma

  7. Nonostante i parmigiani continuino a dare fiducia al Pd a livello nazionale quando si vota alle comunali e gli elettori vedono in faccia i candidati locali votano dall’altra parte.

    • Il pd a Parma prende voti quando votano il simbolo e non i suoi esponenti locali. E’ la storia degli ultimi 20 anni in città.

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