Ancora tu? (di Andrea Marsiletti)

“Ancora tu, non mi sorprende lo sai. Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?”, così direbbe Lucio Battisti al senatore Giorgio Pagliari rivedendolo tornare sul luogo del delitto e colpire ancora.

Dopo aver svolto un ruolo determinante nel far cadere l’amministrazione di Vignali quando sedeva sui banchi del Consiglio comunale da capogruppo dell’opposizione, con quel suo esposto sul Teatro Regio che è costato a Pizzarotti l’avviso di garanzia, Pagliari sta affossando anche quella a 5 Stelle. E scrivo questo nella convinzione totale che un avviso di garanzia non rappresenti in alcun modo una colpevolezza, a differenza dell’interpretazione, dell’ignoranza e della strumentalizzazione che i grillini attribuiscono a questi atti da quando sono nati.

Ma ognuno è vittima di se stesso o dei suoi, e quindi se Pizzarotti fosse anche solo rinviato a giudizio per i fatti del Regio sarebbe spacciato. E purtroppo per lui poco conta se tra 1 mese, 6 mesi, 1 anno quell’indagine verrà archiviata (fino ad oggi la Procura ha ritenuto di non farlo) perchè quell’avviso di garanzia ha già prodotto una conseguenza politica oggettiva e deflagrante: la rottura definitiva tra Beppe Grillo e Pizzarotti.

Per quattro anni a Pizzarotti era andata di lusso, avendo potuto amministrare senza il contrasto di un’opposizione consiliare. Se si fa mente locale, infatti, si realizza che in questo mandato amministrativo la minoranza non è mai riuscita, una volta che fosse una, a tirare fuori motu proprio un argomento o una carta che abbia messo in reale difficoltà la Giunta a 5 Stelle. Quest’ultima è andata in fibrillazione solo a seguito di attacchi e questioni portati avanti da soggetti esterni al Consiglio comunale quali il Comitato Genitori Infuriati, il Coordinamento del Welfare, il Movimento dei Nuovi Consumatori, l’associazione Millecolori e da ultimo “Parma non ha paura”.

La minoranza di Parma credo possa essere assunta a caso di studio universitario: in nessun Comune in Italia l’opposizione sarebbe stata silente, ad esempio, sulla comprovata falsa notificazione seriale di Parma Gestione Entrate (che oggi non nega neppure il Comune di Parma) (leggi) oppure sull’iniziativa della Polizia Municipale di Parma che indaga dei cittadini millantando un mandato della Procura che non ha (leggi).

Il fatto che pubblici ufficiali dipendenti comunali in divisa vadano in giro ad indagare dichiarando falsamente di agire in nome della Procura (leggi) è di una gravità inaudita, al punto che è stato oggetto (ancora una volta solo fuori dal Consiglio comunale) di un’interrogazione alla Camera e al Senato dei parlamentari Dambruoso, Benamati, Pagliari (ancora tu?), Maestri e Romanini (leggi). Sulla vicenda si è mobilitato Dambruoso, questore della Camera, già sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, Pubblico ministero in vari maxiprocessi a Palermo e contro il terrorismo, componente della Direzione distrettuale antimafia di Milano, consulente dell’Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia, agenzia dell’ONU, sostituto procuratore alla Procura di Milano, Capo dell’Ufficio per il Coordinamento dell’attività internazionale dal Ministro della Giustizia, nel 2003 inserito da settimanale TIME nelle lista degli eroi moderni per il suo impegno nelle indagini sulla rete di al-qaida… ma non i consiglieri di “opposizione” di Parma che hanno scelto di non proferire una parola a riguardo, di fare finta di niente. E pensare che avrebbero tutti i titoli (e il dovere) di intervenire, visto che l’Amministrazione comunale si è immessa e assunta la responsabilità di dichiarare in un comunicato stampa ufficiale che “le attività poste in essere dalla Polizia Municipale si sono svolte nel pieno rispetto della legge” (leggi).

In nessuna altra città italiana i consiglieri e i partiti di minoranza si sarebbero comportati in questo modo, non fosse altro per difendere il prestigio e la credibilità della Procura di Parma, financo per fare chiarezza a tutela della reputazione della Polizia Municipale.

Un mistero. Io un’idea a riguardo me la sono fatta ma per ora me la tengo per me… non vorrei mai che qualcuno mi mandasse ancora in ufficio i vigili urbani per una seconda “indagatura”…

Così va il mondo… a questo punto, in assenza della politica, non rimane che sperare nell’intervento della Procura.

Andrea Marsiletti


SPECIALE INDAGINE POLIZIA MUNICIPALE DI PARMA

Movimento dei Nuovi Consumatori: “La Polizia Municipale non è la Procura… perchè manda delle specie di avvisi di garanzia… senza firme, senza timbri, ecc ecc?”

Il Comune di Parma: “Le attività poste in essere dalla Polizia Municipale si sono svolte nel pieno rispetto della legge”

Pagliari: “Senza impulso della Procura l’informazione della Polizia Municipale al MNC è di una gravità inaudita”

Andrea Marsiletti: “Ecco l’informativa del mio status di indagato… non dalla Procura ma dalla Polizia Municipale di Parma”

Massimo Rutigliano: “Il sindaco e Noè chiariscano subito quelle notifiche della Polizia Municipale”

Senza mandato della Procura, la Polizia Municipale di Parma impone la nomina di avvocati alle persone che indaga per violazione della privacy. E’ un abuso?

Andrea Marsiletti: “Lunedì c’è un’altra conferenza stampa del MNC. Chiedo alla Polizia Municipale di Parma l’autorizzazione a potervi partecipare”

La Polizia Municipale di Parma indaga chi il giorno dopo avrebbe tenuto una conferenza stampa contro il loro Comandante: “Ci manda la Procura”. Ma è vero? Noè risponda

Interrogazione parlamentare sulle indagini della Polizia Municipale di Parma: “Intervenga il Ministro”