INTERVISTA a Lavagetto (Pd): “La candidatura di Rutigliano fa bene non solo al Pd ma a tutta la città”

Intervista a Lorenzo Lavagetto, segretario cittadino del Pd di Parma.

Segretario, a che punto è Parmap? Da questa iniziativa sono uscite molte segnalazioni di zone di degrado e punti di forza. Stanno uscendo delle idee concrete di lungo respiro per lo sviluppo della città?

Parmap è una fotografia dello stato della città da cui sono emerse priorità di intervento in città come la sicurezza, lo stato di degrado, la disoccupazione, le povertà, l’aumento della popolazione anziana, l’inquinamento e altre che richiedono interventi immediati e pianificazione a lungo termine.

Ma è anche emerso che Parma ha perso terreno nei confronti di altre città e quindi deve specializzarsi e sfruttare potenzialità che spesso sottovaluta come la presenza dell’università. Una ricchezza non solo culturale ma anche in termini di sviluppo visto che ci sono imprese (e quindi occupazione), nate grazie all’ateneo o che attingono alle competenze di alta formazione. La specializzazione tecnico – scientifica nei settori agroalimentare e tecnologico è alla portata del nostro territorio e Parma può caratterizzarsi come polo scientifico d’avanguardia.

La futura amministrazione dovrà dotarsi di un piano di medio periodo per lo sviluppo valorizzando la partecipazione ed il coinvolgimento di tutti gli attori interessati. In questo senso le sinergie tra università e industria rappresentano un’occasione importante e potrebbero crescere. Tutti dovranno quindi fare il possibile perché si mantenga e perfezioni il dialogo tra l’ateneo e i soggetti economici e la prossima amministrazione dovrà identificare soggetti, conoscenze, metterle in rete e abilitare un confronto permanente per sviluppare opportunità, occupazione e crescita, studiando il mercato del lavoro sul territorio e le figure professionali di cui c’è necessità in modo da orientare la formazione anche non accademica per favorire l’occupazione e non lasciare indietro nessuno. Mi piacerebbe che fosse possibile far conoscere le imprese più innovative (del nostro territorio e non) a beneficio di tutto il sistema produttivo, tenuto conto che se la sfida è la globalizzazione, la conoscenza è un’arma.

Come può fare la città a diventare più “universitaria”?

La città deve rendersi più attrattiva per gli studenti e i futuri cittadini, invogliandoli a scegliere Parma. Va fatto un “patto” con l’ateneo per facilitare la gestione del mercato degli affitti, il trasporto pubblico ed i servizi alla popolazione più giovane, rafforzando i servizi sportivi, culturali e ricreativi rivolti a quella fascia di età. Sviluppare le infrastrutture tecnologiche che allo stato attuale, malgrado i proclami, vedono carenza anche delle cose minime come per esempio una rete wi fi pubblica gratuita e funzionante senza limiti di orario e senza autenticazione, oltre che biblioteche – sale studio aperte la sera.

Oltre al buon livello degli studi, è emerso quanto siano essenziali l’attrattività del contesto ed i possibili sbocchi occupazionali, cose che altre città curano da tempo.

La città può fare molto anche sul piano culturale (e non solo) in chiave turistica: si impongono progetti – oltre che soldi- per il Festival Verdi, e per il Teatro Farnese, che è un gioiello unico al mondo gravemente sottoutilizzato ma con un potenziale attrattivo enorme e ci sono sistemi museali e teatrali che nessuna città di queste dimensioni può vantare ma che spesso nemmeno ci rendiamo conto di avere.

Potenziare le reti di collegamento e di accesso alla città, a partire dalla interconnessione con l’alta velocità che, essendo stata realizzata a spese di tutti, dovremmo chiedere ogni giorno di attivare e poi in chiave di area vasta puntare su aeroporto, fiera ed efsa.

Questi sono esempi, tra gli altri, emersi dal lavoro di confronto con la cittadinanza e mi fermo. Non tutto dipende dall’amministrazione, ma se la sfida è il rilancio della città, al Comune tocca la regia e lo stimolo a fare squadra nell’interesse generale, tenendo però sempre ben presente che la città non riparte se non pensa prima di tutto a come affrontare crescenti problematiche sociali in un contesto di calo delle risorse pubbliche, in particolare per il welfare e la sicurezza che secondo noi sono due aspetti assolutamente prioritari e fortemente collegati: servono i controlli, le telecamere, ma anche prevenzione per esempio dei consumi di stupefacenti e politiche di tutela di chi è anziano, è solo o soffre la crisi economica. La città deve ritrovare il benessere che ha perso.

La posizione del Pd cittadino sulla Ti-Bre è quella favorevole del Pd provinciale o quella contraria del capogruppo del Pd in Consiglio comunale Nicola Dall’Olio?

La nostra posizione è stata discussa nel dibattito del partito provinciale che è competente sul punto trattandosi di materia che interessa tutta la provincia. Visto che me la chiedi ti espongo però la mia opinione: Parma non deve rimanere isolata dal sistema di trasporti nazionali, né dagli investimenti pubblici, tenendo però presente che la sostenibilità ambientale deve diventare parametro guida delle scelte di investimento. Nel caso della Ti.bre ferroviaria è mancata una chiara determinazione politica da un territorio che, per le titubanze del sindaco del capoluogo, non ha nemmeno potuto riunire l’assemblea dei sindaci. Io sarei ben felice se si facesse la ferrovia. Purtroppo però mi sembra che altri territori interessati non siano ancora in sintonia, tanto più che da Parma la risposta favorevole è stata debole.

Vista la propensione della Regione occorre quindi insistere molto sul raddoppio ferroviario e sarebbe ora di sapere dal sindaco Pizzarotti se ha sufficientemente valutato gli elementi di novità che avevano consigliato il rinvio della assemblea dei sindaci.

Quanto all’autostrada credo che su una cosa siamo tutti d’accordo: non avrebbe alcun senso fare solo il primo tratto, che però è stato appaltato e finanziato nei modi che sappiamo e che, da quanto leggo, potrebbe partire a giorni. Quindi nel caso in cui sia realizzata la Ponte Taro – Trecasali, si dovrà trovare una soluzione per non condannare Parma alla più assurda delle situazioni ossia un tratto autostradale “non sense”.

La soluzione poi potrebbe essere il collegamento con la cispadana, o in alternativa se la regione Lombardia farà la sua parte, il completamento (mancando a quel punto 5 km). La vicenda racconta di un territorio che ha mostrato debolezza polemizzando e dividendosi. Ma così si avvantaggiano altri territori più “furbi” che dopo avere discusso, decidono. E qui è stata clamorosa la assenza del Comune che a fronte di scelte così rilevanti per il futuro ha preferito fare proclami generici cantando vittorie mai conseguite, ma di cose fatte nell’interesse di Parma nemmeno l’ombra.

Massimo Rutigliano si è candidato alla primarie del Pd. Ma queste primarie ci saranno? Quanta autonomia ha il Pd cittadino nel convocarle rispetto al provinciale?

La candidatura di Massimo è la dimostrazione di una vivacità che fa bene non solo al Pd ma a tutta la città. Una vivacità che non è conflittualità, rivalità o incapacità di decidere, tre parole che voglio fuori dal dizionario del Pd a Parma.

Parma non ha bisogno di regole o decisioni preconfezionate. Al contrario qui occorrono studio e passione, uniti all’umiltà di ammettere i propri errori e di imparare da essi; ad esempio le primarie sono uno strumento bellissimo di mobilitazione popolare e per questo hanno bisogno di toccare il cuore della gente e non di diventare un regolamento di conti tra apparati.

Il Pd di Parma non può essere spettatore immobile della voglia di riscatto che scorre in città ma ne vuole essere protagonista. Un protagonista il cui peso e importanza ne fanno un interlocutore imprescindibile per ogni progetto di cambiamento. Un protagonista che innova con un percorso aperto che affronta i nodi irrisolti del nostro passato prossimo e realizza tutte le cose che per 20 anni si era evitato di fare. Ci siamo aperti al confronto e al dialogo quartiere per quartiere e promuoveremo l’incontro delle energie migliori della città, per restituire a Parma un governo che la riporti dove merita di stare e per superare la stagione dei cartelli di sigle, ormai inattuale. Questo non significa perdere la nostra identità né fare il partito della nazione in chiave Maria Luigia. Significa far vincere le idee che sono nate dal dialogo con cittadini, famiglie e imprese (prima ricordavi Parmap, appunto).

Un percorso in cui Parma decide il meglio per Parma, con una autonomia ampiamente riconosciuta dal livello provinciale e regionale, cui peraltro mi lega un ottimo rapporto e con cui è e sarà un piacere collaborare.

Da mesi il presidente della Regione Bonaccini è accreditato come il manovratore che punta a far entrare il sindaco di Parma Pizzarotti nell’orbita del centrosinistra, non è ancora ben chiara con quale modalità. Il Pd locale è nettamente contro Pizzarotti contro il quale non ha risparmiato alcuna critica. Nei fatti, soprattutto agli occhi di chi segue queste vicende ma anche dei normali cittadini tra i quali si sta radicando la percezione di questo tentativo, Bonaccini sta delegittimando il Pd cittadino?

La Regione sta avendo un atteggiamento che mi pare lontano da quanto mi chiedi visto che ha già dimostrato di guardare all’insieme di tutto il territorio regionale e non ad una sola parte di esso. Insomma il famigerato Bologna-centrismo appartiene al passato. Ovviamente opere, finanziamenti e scelte regionali necessitano della capacità di discutere anche con amministratori che hanno una tessera o una militanza diversa e questo è stato l’atteggiamento seguito con Pizzarotti nell’ottica della corretta relazione istituzionale tra Comune e Regione (per esempio la Regione ha grandi meriti per il riconoscimento UNESCO).

Le interpretazioni che citi le ho invece lette sui giornali o le ho sentite dire; anzi a riportarle sono soprattutto altre forze politiche che lo fanno per motivi loro. Semmai quindi chi tenta di delegittimarci sono altri, ma mi pare che ormai, viste tutte le recenti dichiarazioni, il tema si sia finalmente esaurito.

Che idea ti sei fatto dell’iniziativa “Parma, io ci sto”?

Ho sempre pensato, e l’ho detto anche recentemente, che le idee debbano venire prima delle persone; mi piacerebbe che a Parma sperimentassimo un confronto politico non basato su strumentalizzazioni (specialmente non quelle nazionali) ma libero, disinteressato e ricco di contributi e spunti espressi da più parti della società.

Da quanto ho letto questa iniziativa va in quella direzione, avendo lo scopo di formulare proposte da mettere a disposizione della cittadinanza e della politica.

Come sai, noi abbiamo puntato sulla partecipazione della cittadinanza coinvolgendola in vari modi perché riteniamo che il confronto di idee e:di conoscenze sia fondamentale, per cui accettiamo il contraddittorio come regola, salvo poi fare le nostre scelte. E mi piace notare che due anni fa con Parmap avevamo utilizzato un software online gratuito per raccogliere le segnalazioni e le idee dei cittadini, come mi pare che anche“Parma Io ci sto” stia facendo.

Se il dibattito “sul merito” cresce, ne guadagnerà la città, che poi deciderà nelle sedi democratiche.

Lorenzo Lavagetto potrebbe essere un candidato sindaco del Pd nel 2017?

Ah beh, glielo chiederò. Scherzi a parte mi sto adoperando per costruire un progetto che possa unire persone e forze, il più aperto e partecipato possibile.

Andrea Marsiletti