(alicenonlosa.it del 09/02/2010)
Vasco Errani lancia la sua candidatura alla guida della presidenza dell'Emilia Romagna. Se eletto, Errani sostenuto da una coalizione con Pd, Idv, Prc-Pdci, Sinistra, Verdi e Socialisti, sarebbe al suo terzo mandato.
I sondaggi a due mesi dal voto vedono in questa regione nettamente favorito il centrosinistra rispetto agli altri contendenti.
Abbiamo chiesto ad Errani di fare una sintesi sul suo mandato ed i propositi.
Presidente Errani dopo due legislature lei si ricandida per la terza volta alla guida della Regione Emilia Romagna. Può tracciare una sintesi del suo mandato?
In questi ultimi anni sono uscite di ricerche fatte da moltissimi istituti dal centro Einaudi, all'istituto Cattaneo, alla Banca d'Italia, l'Istat. Cosa emerge ? Che questa Regione è un’eccellenza di questo Paese. Ai primissimi posti in Europa.
Su quali temi ad esempio è leader in Europa?
Faccio alcuni esempi. La differenza tra la provincia con il reddito pro capite maggiore e quello minore è minima. C'è la minor differenza rispetto a tutte le altre regioni italiane. Primeggiamo sul tema della libertà economica, sulla qualità della sanità; sull'export prima della crisi avevamo raggiunto un risultato storico superando il Veneto ed il Nord est.
Tutto questo però non deve renderci soddisfatti e quindi metterci a sedere sugli allori.
Qual è il tema cruciale del futuro?
Il problema principale è come collochiamo la nostra Regione nell'ottica del cambiamento globale che sta avvenendo. Parlare di pessimismo ed ottimismo è sciocco. La crisi c'è e va affrontata. Bisogna pensare ad una nuova economia.
Come imposterebbe una nuova economia?
Ricerca e innovazione. Noi su questo abbiamo fatto moltissimo e continueremo a farlo. Abbiamo fatto moltissimo di più di quello che, aimè, ha fatto il Governo. Non è per polemica ma è un dato oggettivo.
Se si dovesse guardare allo specchio e dire " Errani su questo non hai fatto abbastanza"… su quali punti si poteva fare di più?
Bisogna fare sempre di più sull’efficienza e sull'efficacia della pubblica amministrazione. Abbiamo lavorato su questo ma non possiamo essere soddisfatti dei risultati: bisogna fare di più.
Abbiamo fatto due grandissimi investimenti: la rete telematica che garantirà la possibilità di avere servizi in rete per cittadini ed imprese; la riduzione dei costi. Non aumentiamo i consiglieri anche se la legge ce lo permetteva vista la nostra popolazione. Lo statuto diceva 67 consiglieri, abbiamo detto 50. Abbiamo detto di no. Abbiamo ridotto Comunità Montane e Consorzi di Bonifica. Dobbiamo andare avanti sull'autoriforma. Le risorse che abbiamo le dobbiamo mettere sui servizi ed investimenti per i cittadini.
Quanto spende la Regione per i suoi costi di gestione interna?
Spendiamo il 2.9% del nostro budget: una percentuale molto bassa ma dobbiamo lavorarci ancora di più.
Le polemiche di Bologna con le dimissioni del sindaco Delbono, ex vicepresidente della Regione, travolto dallo scandalo giudiziario legato a rimborsi ai tempi di quando era in Giunta regionale. Pensa che ciò inciderà sull'esito del voto del 28-29 marzo?
Io la vedo così. Mi aspetto polemiche, accuse fango ma i cittadini di questa regione sono persone che vogliono sapere che cosa si vuole fare. Io prescinderò da tutto questo modo di fare campagna elettorale.
La destra e altri sbagliano a fare così e i cittadini sono convinto capiranno che la strada è un’altra: dire le cose che si sono fatte, dire che cosa ha fatto la Regione, dire cosa si farà per il futuro, perchè i cittadini e le imprese vogliono sapere dove si va.
Io farò così. Serenamente, pacatamente ma con grande fermezza.