(alicenonlosa.it del 04/02/2010, h.14.40)
“Un polmone verde proprio dove c'è il Tardini, per costituire un'unica area connessa con il parco Ferrari e la Cittadella. Il nuovo stadio potrebbe essere dislocato a Moletolo”. E’questa la proposta del vicesindaco di Parma Paolo Buzzi lanciata durante la trasmissione Parma Europa di Teleducato.
Ma il dibattito si è poi spostato su un altro tema: ristrutturare il Tardini o costruire un nuovo impianto? L’assessore allo sport del Comune Roberto Ghiretti ha spiegato che la partita è aperta perché il Parma Calcio ha presentato un progetto che prevedela risistemazione del Tardini, specie in vista dell’assegnazione degli Europei del 2016. Parma rientra tra le città che ambiscono a diventare sede della manifestazione .
Per questo il Parma vorrebbe un Tardini ampiamente rinnovato, con il rifacimento completo della tribuna Est e la totale copertura degli spalti. Un progetto dal costo complessivo di 40 milioni di euro del quale si potrebbero fare carico vari soggetti tra cui lo stesso Parma calcio ma anche l’Uefa e lo Stato, oltre all’impegno del Credito Sportivo. Nel nuovo Tardini troverebbero spazio anche nuovi volumi edilizie per ospitare negozi, ristoranti, attività commercial e un museo del Parma calcio.
Molto polemici con Buzzi gli Ultras Boys 1977 del Parma che hanno diffuso un comunicato: "Dopo aver letto di un tragico addio al celibato, dove un tipo è morto soffocato durante uno spettacolo di lap dance, pensi di averle sentite tutte.
Poi arriva Buzzi.
Se non lo sai te lo diciamo noi: è il vicesindaco di Parma. Senti senti: lui farebbe un nuovo stadio per il Parma Calcio a Moletolo. No no, non è uno scherzo, è vero. Cioè: l'ha detto davvero. A Moletolo, magari come lo stadio del rugby, sfrattato dalla città con la scusa dell'Efsa. Un impianto definito "indegno, vergognoso, umiliante" dal presidente del Federazione Italiana Rugby.
Traslocare il più grande luogo d'aggregazione parmigiana in periferia, per risolvere drasticamente il problema dei parcheggi, dell'ordine pubblico, e dei disagi ai residenti, racconta il Buzzi. Ma allora bisognerebbe trasferire tutto in periferia, fino a cementificare tutta la campagna (cosa che per altro si sta già facendo...). Magari si potrebbe portare anche il Duomo e il Battistero a Moletolo, o a Baganzola (...), così i turisti potrebbero parcheggiarvi comodamente a fianco. Stessa cosa per tutte le manifestazioni: fuori, in periferia. E per fortuna che siamo in una città piccola, dove la periferia non dista troppo dal centro.
Invece di riconoscere il Tardini come simbolo della comunità, patrimonio storico, sportivo e culturale della città; e potenziare il trasporto pubblico per muoversi in città in modo moderno ed ecologico, il Buzzi propone una qualche bella tonnellata di cemento a Moletolo. Un'opera, ovviamente, a carico della collettività che, guarda caso, farebbe guadagnare la classica carretta di soldi a qualche privato. E l'area Tardini? Diventerebbe parco pubblico, dice il Buzzi. Lo dice però adesso. Poi tra qualche anno... chissà. Visto che costruiscono ovunque è difficile pensare che tale area, così centrale e prestigiosa, non finirebbe per essere oggetto di speculazioni. Ma poi, se le cose stanno veramente così (e abbiamo molti dubbi), si lasci il verde dov'è, a Moletolo, e lo stadio dov'è, a Parma. Non c'è bisogno di toccare, spostare e cementificare nulla.
Se poi si vuole proprio spostare qualcosa, che crea tanti disagi e costi alla cittadinanza, proponiamo di delocalizzare i politici del Cemento.
Se è serio parlare di Tardini a Moletolo, troverete il nostro sondaggio, che propone la delocalizzazione di Buzzi, particolarmente scientifico”.