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16/02/2010, h.15.30
Alle europee del 2009 feci
dichiarazione di voto
per la sinistra cosiddetta “radicale”, ovvero quella composta da Rifondazione Comunista e dal Partito dei Comunisti Italiani.
Il risultato elettorale fu deludente, la sinistra rimase fuori dal Parlamento europeo, così come nel 2008 da quello italiano, ma ciò non ha fatto venire meno le ragioni di quella scelta che pertanto rinnovo anche in queste regionali.
E’ immutata in me la convinzione che consentire la presenza della sinistra dentro le istituzioni, così come avviene in tutti i Paesi europei, sia in questo momento un voto più utile che premiare le scassate coalizioni che oggi vanno per la maggiore, un valore aggiunto per la democrazia italiana e non un impiccio, anche quando la sua azione si riduce a testimonianza e proclamazione di principi a favore dei più deboli, dei pensionati, dei diritti civili. Del resto non ci vuole molto a dare un contributo migliorativo all’avvilente confronto politico messo in piedi in questi ultimi due anni dal PDL, PD, Lega Nord e Italia dei Valori a colpi di trans, escort, leggi ad personam, forse il più deprimente della storia della Repubblicana italiana… a meno che non si voglia incolpare i comunisti anche dell’infima qualità del dibattito parlamentare sebbene essi siano fuori dal Parlamento, o di quello altrettanto indecente condotto sui mass media dal quale il PRC e il PdCI sono tagliati fuori tanto dalle testate vicine al centrodestra e ancora di più da quelle supporter del centrosinistra.
Confermo il mio voto alla sinistra e quindi a Vasco Errani anche se le tentazioni in queste regionali non sono mancate.
In primis la lista Cinque Stelle Emilia Romagna per la stima che ho per la persona di Beppe Grillo e per le sue battaglie a difesa dell’ambiente, dell’acqua pubblica, del Parlamento Pulito, contro i privilegi della casta.
Ma ad un ex popolare ed ex Margherita come il sottoscritto tocca pure resistere al richiamo del ritorno a casa, dell’UDC, che non so dire se alla fine sarà lo sbocco inevitabile per tanti di noi, ma che già oggi appare un voto piuttosto naturale.
E poi, e questa è sì per me una novità grossa, per la prima volta in vita mia nelle scorse settimane mi è venuta la voglia di fare la mattata, e ho metabolizzato un pensiero che non avrei mai creduto potesse neppure sfiorarmi: votare il PDL! Un voto certamente non indotto da un’infatuazione berlusconiana ma dalla presenza in lista di una persona capace, generosa ed onesta come Luigi Villani.
Guardiamoci intorno e proviamo ad immaginare cosa sarebbe il centrodestra senza di lui. I numeri parlano chiaro, al di là delle opinioni: se oggi il PDL di Parma è un caso unico al punto che nel pieno dell’Emilia Romagna “rossa” governa più della metà dei cittadini della provincia avendo vinto Comuni importanti quali quello di Parma, Fidenza, Noceto, Medesano, Torrile… il merito è dei candidati locali ma anche della regia di un politico di razza come Villani.
E’ tutto. Cari compagni di Parma, a questo punto io la mia parte l’ho fatta e adesso tocca a voi… mi raccomando, andare a prendere dei voti altrimenti mi fate fare sempre la figuraccia di quello che si espone con chi poi rimane al palo!!! :-)
Dai, qualcosa mi dice che questa sia la volta buona!
“Hasta la victoria siempre!”. “Fino alla vittoria, sempre!”.
Andrea Marsiletti
MA Space
, lo Spazio del direttore Marsiletti Andrea