Voi avete elaborato assieme al WWF un documento sui rifiuti che "ALICEnonlosa" ha publicato la scorsa settimana; con quali obiettivi?
Noi siamo preoccupati per tre questioni sostanziali. La prima è che la raccolta differenziata non decolla, e siamo ancora molto lontani dagli obiettivi previsti dal Decreto Ronchi (35%) e dalla Legge regionale (40%). La seconda è che in assenza di tale condizione, che dovrebbe rappresentare una priorità nelle strategie dei Comuni e degli enti gestori, si profilano all'orizzonte scelte ed accordi basati prevalentemente su logiche di tipo impiantistico (grandi inceneritori, riapertura di discariche esaurite, preselletori, ecc.). Quanto alla riduzione (primo obiettivo delle attuali normative) siamo proprio in alto mare, anche nei casi come Reggio e Piacenza, in cui le raccolte differenziate hanno subito un incremento significativo. Terzo elemento di preoccupazione è che la pianificazione di settore (PPGR) rischia di entrare in contraddizione con i criteri di gestione che la privatizzazione ha "imposto" alle municipalizzate e con la trasformazione delle competenze all'interno dell'Amministrazione Pubblica (Agenzie d'Ambito, ruolo dei Comuni e della Provincia). In parole semplici: se l'incremento delle raccolta differenziata rimane l' obiettivo prioritario per un qualsiasi Piano Provinciale, non è assolutamente scontato che lo sia anche per un gestore privato, per il quale i pesanti oneri economici (almeno in fase iniziale) possono rappresentare un valido deterrente.
Nel commento inviato alla nostra redazione, il Presidente dell'AMPS sembra ritenere un po' astratte ed eccessivamente polemiche le vostre osservazioni ...
Le questioni sollevate da Legambiente e WWF rientrano a pieno titolo in un contesto di discussione molto concreto che da alcuni mesi ha coinvolto enti locali, settori produttivi, enti di gestione e associazionismo, attorno ad una iniziativa della Provincia che, in vista della redazione del nuovo Piano rifiuti, ha attivato i forum di Agenda 21 e la Conferenza di Pianificazione tuttora in corso. A questi incontri l'AMPS è stata presente con contributi e tecnici qualificati. Spiace pertanto che il dottor Simonazzi non colga l'importanza di questo livello di discussione, richiamandoci ad un pragmatismo che, in assenza di strategia, rischia di rivelarsi inutile se non controproducente. Penso peraltro, e senza particolari intenti polemici, che dal Presidente di una azienda importante come l'AMPS fosse lecito aspettarsi un contributo di merito, e non la banalizzazione delle nostre opinioni.
Operativamente che proposte avete fatto
In questi mesi abbiamo avanzato diverse proposte di carattere operativo, che in gran parte sono state recepite dal Piano di Azione Locale di Agenda 21: penso a Ecofeste, agli accordi di programma con gli ipermercati per la riduzione degli imballaggi, penso ai progetti di riciclaggio degli inerti. Nel documento abbiamo preferito sollevare questioni più generali, individuando i decisori politici come interlocutore privilegiato. Abbiamo chiesto ai Comuni di inserire nelle convenzioni con gli enti di gestione clausole e obiettivi che vadano in direzione del recupero e del riciclaggio; abbiamo proposto di stabilire rapporti privilegiati con le cooperative sociali per la gestione di alcuni servizi, e di avviare sperimentazioni concrete per l'applicazione della tariffa. La questione che riteniamo però strategica è quella del consenso. Sono convinto che se la localizzazione di nuovi impianti di smaltimento, che pure dovranno essere realizzati anche nella nostra provincia, non sarà sostenuta da un reale volontà di confronto con il territorio e da percorsi decisionali capaci di ridare fiducia e garanzie ai cittadini, ogni possibilità di scelta rischia di essere compromessa dall'approssimazione e dalla superficialità con cui tradizionalmente, a questi problemi si è dato risposta.