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| Titolo | Autore | Data |
| LUCIA FANTETTI | 20/07/12 00.12 |
| il sindaco a 5 stelle che difende il debito delle partecipate comunali e non permette di indagare sui responsabili del disastro economico A DANNO DEI CITTADINI CONTRIBUENTI E NON http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/18/pizzarotti-si-oppone-al-fallimento-della-societa-pubblica-ereditata-da-vignali/296575/ |
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| Cercoquelloonesto | 19/07/12 09.17 |
| Toh!!!Il coglione!!!
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| Margherita Hacker | 19/07/12 08.44 |
| Ti sbagli direttore. Un coglione c'è rimasto e sono io , ancora irremovibilmente convinta che il termovalorizzatore ci vuole. Però non ti dirò "te l'avevo detto" : promesso |
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 | | Sims | 13/08/12 13.25 |
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| Ci mancherebbe pure che lo dicessi, facce di bronzo come te VIA fuori dalle balle |
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 | | Discarico | 19/07/12 11.09 |
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| No no, ce ne sono diversi. Sa qual'è il rischio? Che i coglioni si dimostrino poi altri, quelli che si pensano molto furbi. Mi spiace metterci dentro anche Marsiletti, sempre molto assertivo. Noi comunque tra i coglioni ci saremo comunque, rientrando tra i parmigiani che dovranno pagare le sparate da aspiranti stregoni di tanti dilettanti allo sbaraglio o carrieristi senza scrupoli. |
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|  | | Rag. Ugo | 19/07/12 11.43 |
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| Domenica pomeriggio “Discarico” ha accompagnato sua figlia Mariangela a un concorso di bellezza. In fondo lui non ce la voleva portare e anche la signora Pina era contraria: la bimba era troppo piccola (11 anni appena) e loro in linea di massima avevano sempre disapprovato le gare di quel tipo, ma le molte insistenze dei colleghi d'ufficio e quella sua maledetta incapacità a dire di no alla gente l'avevano travolto. Era successo questo: la direzione del personale della sua società aveva bandito il concorso “Bimbi belli”, al primo classificato si offriva un soggiorno di una settimana in un albergo di 3ª categoria a San Martino di Castrozza accompagnato da uno dei genitori, al secondo una bicicletta Graziella e al terzo l'abbonamento per il 1971 a Famiglia Cristiana. Il primo premio faceva gola a molti, e i colleghi gli descrissero le meraviglie di San Martino di Castrozza col sole. Ora Mariangela era un po' piccolina per la sua età, aveva gli occhi molto sporgenti, i dentini da roditore e un gran naso. Era decisamente una gran brutta bambina dal colorito giallastro, ma per ”Discarico” e la Pina era l'unica figlia, tutta la loro vita e la più bella creatura del mondo. Si prepararono al concorso con molta cura. La signora Pina non voleva affrontare la spesa di un abito nuovo, ma lui stravedeva per la bimba e andarono tutti e tre alla Rinascente sabato pomeriggio.“Abiti per bambini, per favore” chiese lui timidamente all'ingresso. “Primo piano” rispose imperiosamente la ragazza delle informazioni. “Prenda la scala mobile!” Presero la scala mobile in discesa e arrancarono per quasi mezz'ora. Poi, visto che la bimba era in difficoltà e stava per tornare a piano terra, lui se la prese sulle spalle e con uno sforzo tremendo attaccò una disperata volata in salita. La signora Pina intanto aveva ceduto di schianto ed era ritornata alla partenza. Una gran folla di curiosi intanto si era radunata ai piedi della scala per assistere allo spettacolo. Si sentirono già i primi risolini quando lui inciampò. Fece appena in tempo a buttare Mariangela al primo piano e tornò giù lentamente, a pelle di leone. La signora Pina, senza fare commenti, lo aiutò a rialzarsi. Lui rimase aggrappato a una colonna, col cuore che gli si spezzava, a riprendere fiato. Quando si riprese, salirono con la scala giusta al primo piano. Si era persa la bimba tra la folla! La fecero chiamare con l'altoparlante e alla fine la trovarono che piangeva in un cesto di rifiuti. Il commesso del reparto confezioni per bambini li accolse con tono vischioso e chiese subito: “È per questa bella bimba l'abito? Quanto ha questo tesoro, tre anni?”. “Undici” rispose “Discarico” con lo sguardo duro.“Ah, ah” rise il commesso, e fece alla bimba un buffetto sulla guancia con le mani sudate. Per la scelta del vestito litigarono un po'. La signora Pina voleva un vestito classico color vino, lui era per un genere beat, anticonformista. Vinse lui e comperarono a Mariangela un completino da marinaretto col fischietto e cordoncino. Domenica mattina lui la portò dalla parrucchiera sotto casa,e mentre le “cotonavano” i capelli, lui rimase in un angolo a guardare, incuriosito. Nel pomeriggio si recarono al teatro “Frescobaldi” per il concorso. C'erano già un 300 bambini e una gran confusione di genitori e di organizzatori. Un altoparlante pregò i genitori di scendere in platea e lasciare i bimbi soli. A Mariangela appuntarono sul braccio un cartoncino col numero 100. Lui tra la calca si sbracciava per farsi vedere, ma la bimba era accecata dai riflettori e molto intimidita. “Tieni su la testa, Mariangela!” urlava lui da fondo sala, ma veniva zittito dagli altri genitori. I bambini venivano fatti sfilare davanti al tavolo della commissione e raggruppati in un altro lato del palco. Erano arrivati al numero 95, quando dal fondo della sala entrò un gruppo di “ricchi”. Andavano tutti nella villa in campagna di loro amici a passare la domenica pomeriggio. Una delle signore, bionda e molto bella ed elegante, aveva avuto l'idea di entrare per “farsi due risate”. Era stata attirata dal cartellone “Bimbi belli”. “Ecco” disse “Discarico” alla moglie “ancora un numero e poi c’è Mariangela!” E gli sudavano le mani dall'emozione. Alle sue spalle si era assestato il gruppetto dei“ricchi” (quelli che hanno solo figli biondi, molto belli e tutti uguali come i figli di Paola di Liegi).“Mariangela “Discarico”!” chiamò l'altoparlante “il numero cento!” A “Discarico” balzò il cuore in gola.“Numero cento, come cesso!” urlacchiò il più “povero” dei “ricchi”, che appunto per questo doveva essere il più cattivo e il più spiritoso. Il teatro scoppiò in una fragorosa risata. Mariangela si fermò a metà palcoscenico. Da un palco gridarono: “Ma quella non e una bambina, è una scimmia!”. Le risate e i clamori si fecero assordanti. “Signori, per favore, silenzio!” pregò l'altoparlante. Nel silenzio tremendo “Discarico” ora fendeva la folla con decisione. Salì sul palco, prese sua figlia per mano e la portò lentamente verso l'uscita. Si era formato un corridoio di gente che lo guardava con grande rispetto. Stava per scomparire dietro le porte di velluto e tutti allora applaudirono. Quando salì in macchina non si accorse neppure che gli avevano “rigato”il parafango appena riverniciato. Fuori c'era ancora un po' di sole, che si posò sui capelli color topo e lui la vide bellissima. |
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| Dexter | 18/07/12 13.13 |
| Bravo direttore, hai tutta la mia stima per il coraggio di dire le cose come stanno. |
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| Enrico | 18/07/12 08.47 |
| Illustre Dott. V. Bernazzoli le invio questa pubblica missiva per sollecitarla a voler attuare tutti gli atti che il suo Ente è in grado di applicare, mirati alla chiusura del forno inceneritore di Ugozzolo (ritiro dell’autorizzazione). La soluzione da Lei sponsorizzata in campagna elettorale, sembra che contrariamente a quanto affermato abbia delle ricadute negative sulla salute della popolazione di Parma. Questo oramai è un dato appurato sia dagli organi di controllo ambientale e riconosciuto anche da tutte le parti politiche. Se esiste anche un dubbio, sulla possibilità che questo sistema possa impattare anche minimamente sulla salute dei cittadini di Parma, Lei come Dirigente dell’organo Provinciale ha un obbligo istituzionale e morale nel fermare quest’opera. Le ricadute economiche e politiche che quest’azione potrebbe provocare saranno importanti, ma come figura pubblica, Lei deve impegnarsi in prima persona. Un’assunzione di responsabilità di questo tipo sicuramente avrebbe un ritorno positivo di credibilità sulle attuali figure politiche, che attualmente siedono in Consiglio Comunale nella minoranza. |
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 | | G. G. | 18/07/12 13.22 |
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| "sembra che contrariamente a quanto affermato abbia delle ricadute negative sulla salute della popolazione di Parma". "Sembra"? Da cosa? Ha qualche strccio di dato? Così, tanto per sapere di cosa stiamo parlando. |
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|  | | Enrico | 18/07/12 17.58 |
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| E' un pò lungo da leggere si limiti a vedere l'ultima frase, ho partecipato a quel convegno, a me basta questo.
Effetti sulla salute umana degli impianti di incenerimento di rifiuti:
cosa emerge dallo studio di Forlì
A cura della d.ssa Patrizia Gentilizi, oncologa, Associazione del Medici per l'Ambiente, I.S.D.E. Italia
Abstract
Nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori sono stati segnalati numerosi effetti avversi sulla salute sia neoplastici che non. Fra questi ultimi si annoverano: incremento dei nati femmine e parti gemellari, incremento di malformazioni congenite, ipofunzione tiroidea, diabete, ischemie, problemi comportamentali, patologie polmonari croniche aspecifiche, bronchiti, allergie, disturbi nell’ infanzia.
Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze per quanto riguarda il cancro: segnalati aumenti di: cancro al fegato, laringe, stomaco, colon-retto, vescica, rene, mammella. Particolarmente significativa risulta l’ associazione per cancro al polmone, linfomi non Hodgkin, neoplasie infantili e soprattutto sarcomi, patologia “sentinella” dell’ inquinamento da inceneritori. Studi condotti in Francia ed in Italia hanno evidenziato inoltre conseguenze particolarmente rilevanti nel sesso femminile. I rischi per salute sopra riportati sono assolutamente ingiustificati in quanto esistono tecniche di gestione dei rifiuti, alternative all’ incenerimento, già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi.
Premessa
Gli impianti di incenerimento rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n. 220 del 20/09/1994 , s.o.n.129) e qualunque sia la tipologia adottata (a griglia, a letto fluido, a tamburo rotante) e qualunque sia il materiale destinato alla combustione (rifiuti urbani, tossici, ospedalieri, industriali, ecc) danno origine a diverse migliaia di sostanze inquinanti, di cui solo il 10-20% è conosciuto. La formazione di tali inquinanti dipende, oltre che dal materiale combusto, dalla mescolanza assolutamente casuale delle sostanze nei forni, dalle temperature di combustione e soprattutto dalle variazioni delle temperature stesse che si realizzano nei diversi comparti degli impianti, come è stato descritto anche recentemente (1). Fra gli inquinanti emessi dagli inceneritori possiamo distinguere le seguenti grandi categorie: Particolato - inalabile (PM10), fine (PM2.5) ed ultrafine ( inferiore a 0.1 micron) - metalli pesanti, diossine, composti organici volatili, ossidi di azoto ed ozono. Si tratta in molti casi di sostanze estremamente tossiche, persistenti, bioaccumulabili; in particolare si riscontrano: Arsenico, Berillio, Cadmio, Cromo, Nichel, Benzene,Piombo, Diossine, Dibenzofurani, Policlorobifenili, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) ecc. Le conseguenze che ciascuno di essi, a dosi anche estremamente basse, esercita sulla salute umana sono documentate da una vastissima letteratura e nuovi effetti sono stati descritti recentemente per molti di essi (2-3-4-5-6-7). Tali effetti possono essere diversi e più gravi in relazione alla predisposizione individuale e alle varie fasi della vita e sono soprattutto pericolosi per gli organismi in accrescimento, i feti e i neonati (8-9). Metalli pesanti e diossine rappresentano le due categorie più note e studiate di inquinamento prodotto da inceneritori, anche se un recente articolo (10) richiama l’ attenzione anche sulla pericolosità del particolato ultra fine che si origina dagli inceneritori. I metalli pesanti sono considerati un “tracciante” specifico dell’inquinamento di tali impianti (11): anche il recente studio “ Patos” (12) della regione Toscana - che ha raccolto e tipizzato il particolato atmosferico di diverse centraline dislocate nel territorio - attribuisce la maggior variabilità di metalli pesanti riscontrata a Montale, territorio rurale, proprio alla presenza di un impianto di incenerimento per varie tipologie di rifiuti. Arsenico, Berillio, Cadmio, Cromo, Nickel, sono cancerogeni certi (IARC 1) per polmone, vescica, rene, colon, prostata; Mercurio e Piombo sono classificati con minor evidenza dalla IARC (livello 2B) ed esplicano danni soprattutto a livello neurologico e cerebrale, con difficoltà dell’apprendimento, riduzione del quoziente intellettivo (QI), iperattività (13-14). Si calcola che ogni anno nascano negli U.S.A. da 316.000 a 637.000 bambini con un livello di mercurio nel sangue ombelicale superiore a 5,8 mcg/litro, livello che determina diminuzione significativa del Quoziente Intellettivo (Q.I.); la perdita di produttività negli U.S.A. conseguente all’aumento di popolazione con minor Q.I. è calcolato in 8,7 miliardi di $ (15). Per il Piombo si è calcolato che nel 1997 il costo per i danni sui bambini sia ammontato a ben 43.4 miliardi di dollari (16)! Per quanto riguarda le diossine gli inceneritori risultano essere la II fonte di emissione di diossine in Europa, dopo le acciaierie (17) ed una recente revisione (18) ne ha ribadito il ruolo. Le diossine, la cui tossicità si misura in picogrammi (miliardesimi di milligrammo), sono liposolubili e persistenti (tempi di dimezzamento 7-10 anni nel tessuto adiposo, da 25 a 100 anni sotto il suolo), vengono assunte per il 95% tramite la catena alimentare in quanto si accumulano in cibi quali carne, pesce, latte, latticini, compreso il latte materno, che rappresenta il veicolo in cui esse maggiormente si concentrano. La più tristemente nota è la TCDD (2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-dioxin) (tetraclorodibenzodiossina) che, a 20 anni dal disastro di Seveso, è stata riconosciuta nel 1997 dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) a livello I, ossia come cancerogeno certo per l’uomo ed il cui ruolo è stato anche di recente rivisitato (19). Del tutto recentemente, inoltre è stato individuato e descritto un altro possibile meccanismo di azione di queste sostanze: la formazione di enzimi atipici che interferiscono con i fisiologici meccanismi di degradazione delle proteine (20).
Le diossine, esplicano complessi effetti sulla salute umana in quanto sono in grado di legarsi ad uno specifico recettore nucleare - AhR - presente sia nell’uomo che negli animali, con funzione di fattore di trascrizione. Una volta avvenuto il legame fra TCDD e recettore con la formazione del complesso ARNT/HIF-1B, la trascrizione di numerosi geni - in particolare P4501A1 - viene alterata sia in senso di soppressione che di attivazione, con conseguente turbamento di molteplici funzioni cellulari, in particolare dell’apparato endocrino (diabete, disfunzioni tiroidee), dell’apparato riproduttivo (endometriosi, infertilità, disordini alla pubertà), del sistema immunitario e, soprattutto, con effetti oncogeni, con insorgenza soprattutto di linfomi, sarcomi, tumori dell’apparato digerente, tumori del fegato e delle vie biliari, tumori polmonari, tumori della tiroide, tumori ormono correlati quali cancro alla mammella ed alla prostata (21)
Dati di letteratura
Gli inquinanti emessi dagli inceneritori esplicano i loro effetti nocivi sulla salute delle popolazioni residenti in prossimità degli impianti o perché vengono inalati, o per contatto cutaneo, o perché, ricadendo, inquinano il territorio e quindi i prodotti dell’agricoltura e della zootecnia. Questo è il caso in particolare delle diossine. Non a caso, il Decreto Legislativo 228 del 18/05/2000 stabilisce che non sono idonee ad ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti. In diversi paesi europei ( Olanda, Spagna, Belgio, Francia) sono state segnalate contaminazioni da diossine, specie di latte e suoi derivati, in aziende agricole poste in prossimità di tali impianti. Non va dimenticato inoltre che gli alimenti eventualmente contaminati possono essere distribuiti e consumati altrove, per cui la popolazione esposta può essere ovviamente molto più numerosa. La stima dell’esposizione di fondo (TCDD e similari) nei paesi dell’Unione Europea è compresa fra 1,2-3.0 pg/WHO TEQ/kg pro capite; tali limiti sono già ampiamenti superati in diverse realtà e, se pensiamo che l’UE raccomanda come dose massima tollerabile 2pg/TEQ/kg.day, è ovvio che qualsivoglia ulteriore esposizione porterebbe facilmente a superare ciò che la stessa Unione Europea raccomanda!
La letteratura medica segnala circa un centinaio di lavori scientifici a testimonianza dell’interesse che l’argomento riveste. Fra questi, diverse decine sono costituiti da studi epidemiologici condotti per indagare lo stato di salute delle popolazioni residenti intorno a tali impianti e/o dei lavoratori addetti e, nonostante le diverse metodologie di studio applicate ed i numerosi fattori di confondimento, sono segnalati numerosi effetti avversi sulla salute, sia neoplastici che non. Prima di esporre i dati a nostro avviso più eclatanti, appare comunque opportuno ricordare come anche di recente (22) sia stato ribadito quanto pesantemente gli interessi economici influenzino la salute pubblica e come errori negli studi epidemiologici, sia nella selezione dei casi come dei controlli, possano sottostimare le conseguenze sulla salute. Di recente questo è stato ribadito per i rischi occupazionali (23), ma non si vede perché ciò non possa anche essere vero in epidemiologia ambientale, in cui le variabili in gioco sono ancora maggiori. Gli effetti non neoplastici più segnalati sono ascrivibili soprattutto agli effetti di diossine (e più in generale degli endocrin disruptor) ed all’emissione di particolato e ossidi di azoto. Sono stati descritti: alterazione nel metabolismo degli estrogeni (24), incremento dei nati femmine e parti gemellari (25-26), incremento di malformazioni congenite (27-28), ipofunzione tiroidea, disturbi nella pubertà (29), ed anche diabete, patologie cerebrovascolari, ischemiche cardiache, problemi comportamentali, tosse persistente, bronchiti, allergie. Un ampio studio (30) condotto in Giappone ha analizzato lo stato di salute di 450.807 bambini da 6 a 12 anni della prefettura di Osaka - ove sono attivi 37 impianti di incenerimento per rifiuti solidi urbani (RSU) - ed ha evidenziato una relazione statisticamente significativa fra vicinanza della scuola all’impianto di incenerimento e sintomi quali: difficoltà di respiro, mal di testa, disturbi di stomaco, stanchezza
Ancor più numerose e statisticamente significative sono comunque le evidenze emerse per quanto il cancro e più che analizzare i singoli studi sembra più utile riportare quanto segue:
la revisione di 46 studi, selezionati in quanto condotti con particolare rigore, (31) evidenzia un incremento statisticamente significativo nei 2/3 degli studi che hanno analizzato incidenza, prevalenza, mortalità per cancro (in particolare cancro al polmone, linfomi Non Hodgkin, sarcomi, neoplasie infantili). Segnalati anche aumenti di cancro al fegato, laringe, stomaco, colon-retto, vescica, rene, mammella.
L’indagine francese “Etude d’incidence des cancers à proximité des usines d’incenèration d’ordures ménagerer” dell’Invs. Departement Santè Environnement 2006 (32) ha esaminato 135.567 casi di cancro insorti negli anni 1990-99 su 25.000.000 persone/anno residenti in prossimità di inceneritori. In questo studio è stato considerato come indicatore l’esposizione alle diossine e passando dal minor al maggior grado di esposizione si registra un aumento statisticamente significativo (p<0.05) di rischio per: tutti i cancri nelle donne dal +2.8% al +4%, cancro alla mammella dal +4.8% al +6.9%, linfomi dal +1.9% al +8.4, tumori al fegato dal +6.8% al +9.7%; per i sarcomi il rischio passa dal +9.1% al +13% (p=0.1).
Le neoplasie che più appaiono correlate all’esposizione ad inquinanti emessi da inceneritori sono i linfomi non Hodgkin (LNH), i tumori polmonari, le neoplasie infantili ed i sarcomi; i dati a questo riguardo saranno pertanto analizzati più in dettaglio.
Linfomi Non Hodgkin
Si tratta di patologie di cui si è registrato un preoccupante aumento sia di incidenza che di mortalità nonostante i grandi progressi registrati dal punto di vista terapeutico. Il ruolo che inquinanti - peraltro normalmente presenti nelle emissioni degli inceneritori - hanno nella loro patogenesi è stato anche di recente ribadito ( 33)
Per quanto attiene i linfomi NH, alcuni degli studi più recenti che hanno evidenziato tale relazione sono:
lo studio condotto a Besancon (34) in cui è risultato un RR di incidenza di LNH pari a 2,3 nella popolazione residente in prossimità di impianto di incenerimento per rifiuti ed il cui impatto ambientale è stato anche di recente riconsiderato (35)
alcuni studi condotti in Toscana che hanno evidenziato eccessi di mortalità in conseguenza dell'inquinamento da diossine per la presenza di inceneritori (36- 37). Questi risultati sono poi stati confermati in un’analisi condotta su 25 comuni d’Italia ove sono attivi impianti di incenerimento: da essa emerge un eccesso di mortalità in media dell’8% nel sesso maschile (38). Nel comune di Forlì ad es., negli anni 1981-2001 si sono riscontrati 80 decessi invece dei 70 attesi .
Neoplasie polmonari
Per quanto attiene le neoplasie polmonari il rischio rappresentato dall’inquinamento ambientale è ormai fuori dubbio; esso risulta in particolare correlato all’esposizione a metalli pesanti ed al particolato ultrafine: per quest’ultimo si calcola che per ogni incremento di 10 microgrammi/m3 si abbia un incremento del 14% di mortalità per cancro al polmone (39-40). Per quanto attiene il Rischio Relativo di mortalità per neoplasie polmonari in persone residenti in prossimità di impianti o in personale addetto, esso è risultato variabile da 2 a 6.7 ( 41- 42).
Neoplasie Infantili
Le neoplasie infantili sono, fortunatamente, patologie relativamente rare, di cui tuttavia si sta registrando un costante aumento che non può non destare allarme: secondo i dati riportati su Lancet infatti i tumori infantili sono aumentati in Europa negli ultimi trenta anni di circa l’1.2% /per anno da 0 a 12 anni e dell’ 1.5% dai 12 ai 19 anni (43).
Numerosi fattori sono stati invocati per spiegare questi dati epidemiologici, non ultimo che si tratti di aumenti “fittizi”, legati alle migliori capacità diagnostiche della Medicina. Tali osservazioni sono state oggetto di vivaci disquisizioni scientifiche (44-45), ma, di fatto, l’aumento delle neoplasie infantili è un dato ormai universalmente riconosciuto ed attribuibile, verosimilmente, alla sempre maggior presenza nell’ambiente di agenti tossici ed inquinanti.
Gli studi epidemiologici condotti in Gran Bretagna dal Prof E.G. Knox sulle neoplasie infantili in quel paese sono, a questo riguardo, di particolare interesse; in prossimità di impianti di incenerimento segnalano un aumento di mortalità per neoplasie infantili con RR variabile da 2 a 2,2 ( 46-47-48). Del tutto recentemente questo ricercatore ha confermato (49) che le neoplasie insorte nell’infanzia sono correlate con esposizione a cancerogeni atmosferici noti quali quelli provenienti da combustioni industriali, Composti Organici Volatili (VOCs), composti esausti del petrolio e da altri agenti quali 1-3 butadiene, diossine e benzopirene. Il rischio è risultato statisticamente significativo per i bambini con indirizzo alla nascita entro 1 km dalla fonte di emissione.
Sarcomi dei Tessuti Molli
Da numerose segnalazioni proprio i sarcomi vengono ritenuti patologie “sentinella” del multiforme inquinamento prodotto da impianti di incenerimento e sono stati correlati in particolare all’esposizione a diossine. Fra questi ricordiamo l’indagine condotta a Besancòn (Francia) in prossimità di un impianto con emissione di elevati livelli di diossine, che ha riscontrato un aumento di rischio di incidenza di sarcomi del +44% (50) e lo studio condotto a Mantova, in prossimità di un inceneritore per rifiuti industriali che ha evidenziato un Odds Ratio, di incidenza di sarcoma dei tessuti molli nei residenti entro 2 km dall’ impianto pari a 31.4 (51)
Di grandissimo interesse risulta poi il recente studio (52) sui sarcomi in provincia di Venezia che ha dimostrato un rischio di sviluppare la malattia 3.3 volte più alto fra i soggetti con più lungo periodo e più alto livello di esposizione ed ha evidenziato jnoltre come il massimo rischio sia correlato, in ordine decrescente, alle emissioni provenienti rispettivamente da rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.
Dati di Forlì: cosa risulta dallo studio Enhance Health
Del tutto recentemente (marzo 2007) è stato presentato a Forlì lo studio Enhance Health, reperibile sul web nel sito di un consigliere comunale (53). Si tratta di uno studio, finanziato dalla Comunità Europea, i cui obiettivi erano:
dare una visione globale del possibile impatto sulla salute in aree ove sono ubicati inceneritori attraverso studi pilota sintetizzare i risultati dei 3 studi pilota condotti nelle vicinanze di inceneritori in Ungheria, Italia, Polonia ( di quest’ultimo non vengono forniti dati in quanto l’ impianto non è ancora attivo)
fornire spunti valutativi per l’implementazione di un sistema di sorveglianza integrato (ambientale e sanitario) i cui elementi fondanti vengono individuati in: monitoraggio dello stato di salute con dati di mortalità e morbilità e monitoraggio dell’inquinamento dell’aria.
Nel Report finale sono disponibili i dati relativi alle indagini effettuate in Ungheria ed in Italia e in entrambe, a nostro avviso, non mancano elementi di preoccupazione. Purtroppo le metodologie usate nei due paesi sono state diverse e questo rende i risultati non confrontabili fra loro (in palese contraddizione con le premesse, che letteralmente recitano “il Partner Ungherese, il Partner Polacco, l’ARPA e l’AUSL per l’Italia, hanno condotto l’attività di sperimentazione assicurando la comparabilità dei risultati al fine di garantire la “trasferibilità” nonché correttezza scientifica del progetto”).
Ungheria: Dorog
Per quanto attiene l’ Ungheria, l’indagine è stata condotta a Dorog - ove è presente un inceneritore per rifiuti tossici che dal 1980 al 1996 ha trattato 30.000 ton/anno. E’ stato valutato lo stato di salute della popolazione residente entro 30 km dall’ impianto attraverso l’analisi di dati di mortalità e morbidità. Le analisi sono state condotte per anelli concentrici di 5 km rispetto all’impianto, aggiustate per sesso ed età sia per la mortalità che per la morbilità e confrontate con i dati nazionali.
Per quanto riguarda la mortalità sono state analizzate le seguenti cause:
Tutte le cause, tutti i tumori, cancro al polmone, leucemie, cancro al colon-retto, malattie cerebrovascolari, malattie respiratorie croniche, malattie ischemiche cardiache.
I risultati sono:
nel sesso maschile si registrano i seguenti aumenti statisticamente significativi di SMR (standardized mortality ratio): +38% per cancro al colon-retto, +65% per eventi cardiaci, +35% per eventi cerebro-vascolari, +42% per malattie polmonari croniche.
nel sesso femminile si registra un aumento statisticamente significativo di SMR del +49% per eventi cerebrovascolari.
Particolarmente significativa è anche la mortalità per patologie polmonari croniche in funzione della distanza, in cui è evidente il progressivo incremento fino a 15 km dall’ impianto.
Per quanto riguarda la morbilità infantile, in particolare, si registra un incremento di problemi delle alte e basse vie respiratorie, di bronchiti e polmoniti sia in funzione dei livelli di PM 10 che di monossido di carbonio.
Italia: Forlì
Ancor più interessanti sono tuttavia i dati che emergono dallo studio di Forli, ove sono attivi due impianti: uno per rifiuti ospedalieri ed uno per RSU. L’indagine è stata condotta con metodo Informativo Geografico (GIS) ed ha riguardato l’esposizione a metalli pesanti (stimata con un modello matematico) della popolazione residente per almeno 5 anni entro un’area di raggio di 3.5 km dagli impianti. Sono stati analizzati dati di mortalità (per tutte le cause e per singole cause, per tutti i tumori e per singole neoplasie), di incidenza per i tumori ed i ricoveri ospedalieri per singole cause. Il confronto è stato fatto prendendo come popolazione di riferimento quella esposta al minor livello stimato di ricaduta di metalli pesanti.
Per il sesso maschile non emergono differenze per quanto attiene la mortalità complessiva e la mortalità per tutti i tumori, ad eccezione del cancro a colon retto (come già a Dorog) e prostata, che presentano entrambi un RR statisticamente significativo pari a 2.07 nel terzo livello di esposizione. Si fa notare comunque che gli stessi estensori, nella Discussione dei Risultati, letteralmente affermano: “l’analisi dei ricoveri ospedalieri mostra un aumento nella frequenza di angina, BPCO e asma negli uomini residenti nell’area più vicina agli impianti”
Per il sesso femminile i risultati che emergono sono invece, a nostro avviso, particolarmente inquietanti. Si registrano infatti eccessi statisticamente significativi sia nella mortalità complessiva che nella mortalità per tumori. Nello specifico risulta nelle donne un aumento del rischio di morte per tutte le cause, correlato alla esposizione a metalli pesanti, tra il +7% e il +17%.
La mortalità per tutti tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l’aumento dell’esposizione dal +17% al +54%. In particolare per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il + 32% e il +147%, per lo stomaco tra il +75% e il +188%, per il cancro della mammella tra il + 10% ed il +116%.
Questa stima appare particolarmente drammatica perché si basa su un ampio numero di casi (358 decessi per cancro tra le donne esposte e 166 tra le “non” esposte) osservati solo nel periodo 1990-2003 e solo tra le donne residenti per almeno 5 anni nell’area inquinata.
Tali risultati potrebbero essere ancora di ancora maggior rilievo, qualora la popolazione di riferimento fosse realmente non esposta: infatti il livello minimo di esposizione preso come riferimento corrisponde ad una ricaduta stimata dei metalli pesanti compresa tra 0,61 e 1.9 ng/m3, valore certo non nullo né trascurabile.
Davvero singolari appaiono pertanto le conclusioni dell’indagine in cui letteralmente si afferma “lo studio epidemiologico dell’area di CF nell’analisi dell’intera coorte per livelli di esposizione ambientale potenzialmente attribuibili agli impianti di incenerimento (tracciante metalli pesanti) con aggiustamento per livello socio-economico della popolazione, non mostra eccessi di mortalità generale e di incidenza di tutti i tumori.” Aggregando insieme il sesso maschile (in cui non si registrano eccessi) ed il sesso femminile si ottiene una “diluizione” dei risultati emersi e una sottostima di quelle che sono le reali condizioni di salute della popolazione esaminata. Le nostre preoccupazioni sembrano tuttavia, almeno in parte, condivise dagli stessi estensori del Report che più oltre affermano: “Tuttavia, analizzando le singole cause, sono stati riscontrati alcuni eccessi di mortalità e incidenza da considerare con maggior attenzione. Infatti è stato riscontrato nelle donne un eccesso di mortalità per tumori dello stomaco, colon retto mammella e tutti i tumori”.
Per i sarcomi possono farsi analoghe considerazioni. Anche in questo caso emergono - a nostro avviso - dati inquietanti: sono infatti elencati nella tabella riassuntiva n° 6 ben 18 casi di sarcoma, di cui si perde in qualche modo traccia nelle tabelle generali, in cui sono disaggregati per sesso. Trattandosi di patologie rare, disaggregando per sesso si perde di significatività, con l’ effetto di togliere rilievo ad un dato altrimenti particolarmente significativo in quanto riferito a una patologia “sentinella” dell’inquinamento da inceneritori. Anche in questo caso, tuttavia, gli stessi estensori dello studio non possono fare a meno di annotare nella discussione (pag. 42) che “gli eccessi di mortalità per sarcoma dei tessuti molli sono degni di nota” affermando, a pag. 39, che, “si osserva un aumento statisticamente significativo della mortalità nel livello più elevato di metalli pesanti ( RR = 10.97, IC 95%=1.14-105.7, 3 casi) per la coorte di tutti i residenti”.
Conclusioni
L’impressione che rimane, dopo un’attenta lettura del Report di Enhance Health come di tanta altra letteratura (23), è che le informazioni che di volta in volta potrebbero apparire per lo meno inquietanti, vengano poi immediatamente smentite, attenuate o corrette con intento tranquillizzante: la finalità delle indagini condotte sembrerebbe pertanto non quella di evidenziare i rischi per la salute delle popolazioni esaminate, ma quella di non destare allarme. A nostro avviso, viceversa, i risultati che emergono dallo studio Enhance Health sono fortemente preoccupanti ed in linea con quanto riportato dalla letteratura precedentemente esaminata e soprattutto con l’indagine francese (32) che registra i maggiori danni alla salute proprio nel sesso femminile, che appare essere particolarmente vulnerabile e più sensibile all’ inquinamento ambientale.
Questi dati sono ancora più allarmanti se li si considera alla luce del contesto geografico del nostro territorio. La Romagna è situata nella Pianura Padana, area fra le più inquinate non solo d’Europa ma dell’intero pianeta: si consideri che il comunicato del 10 ottobre 2007 dell’ Agenzia Europea dell’ Ambiente ha stimato una perdita di speranza vita alla nascita variabile dai 9 ai 36 mesi per i livelli di PM 2.5 di origine antropica emesso nel 2000! Nella nostra regione si registra inoltre una delle più alte incidenze di cancro di tutto il paese (54).
Per quanto attiene il sesso maschile la Romagna è al 1° posto per incidenza di cancro nella nostra regione e al 4° posto in Italia dopo Friuli Venezia Giulia, Veneto e Varese. Dai dati del Registro Tumori della Romagna pubblicati e riferiti al quinquennio 1998-2002 risulta infatti una incidenza di 498,2 casi/anno per 100.000 abitanti nel sesso maschile (tutti i tumori escluso cute), contro una incidenza in Italia di 470,3 casi /anno per 100.000 abitanti. Sembra inoltre che da noi non si stia verificando il rallentamento generalmente segnalato nell’incidenza di cancro nel sesso maschile: l’aumento in percentuale nel nostro territorio è infatti del 6,14% rispetto al quinquennio precedente (1992-1997), contro un incremento medio in Italia dell’ 1,4%.
Per quanto riguarda il sesso femminile si registrano dati per certi versi ancora più preoccupanti: l’incidenza di cancro nelle donne è infatti in Emilia Romagna la più alta d’Italia: la Romagna è al 3° posto in Italia dopo Parma e Ferrara per incidenza di cancro nelle donne con 425,2 casi/anno per 100.000 donne (tutti i tumori escluso cute) vs una incidenza in Italia di 398,70 casi/anno e l’incremento percentuale che si è registrato rispetto al quinquennio precedente ( 1992-97) è del 10,50% vs una media in Italia del 4,79%.
I dati sopra esposti vengono spesso attribuiti al buon livello di assistenza sanitaria e di diagnosi precoce (certamente presente e di cui non possiamo che rallegrarci), ma ancora una volta sembra che non si voglia indagare su altre possibili cause, in primis l’assenza di efficaci interventi di Prevenzione Primaria che appaiono indifferibili dato l’elevatissimo grado di inquinamento che ci caratterizza.
Una buona occasione di fare Prevenzione Primaria è a nostro avviso quella di scegliere metodi di gestione dei rifiuti alternativi all’incenerimento, evitando di costruire impianti che emettono pericolosi inquinanti, tra cui anche sostanze classificate come cancerogeni certi per l’uomo. Sotto questo profilo appare moralmente inaccettabile continuare ad esporre le popolazione a rischi assolutamente evitabili.
Tutto quanto sopra ci rammenta e conferma l’amara verità di Irwin Bross: “quando ( ..il governo e la classe dirigente medica e scientifica…) dicono che qualcosa è sicuro e buono per te, ciò che questo significa veramente è che è sicuro o buono per loro. A loro non importa quello che succede a te (…) Se c’è qualcuno che proteggerà la tua vita e sicurezza, quel qualcuno non potrai essere che tu.”
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|  | | PGR | 18/07/12 14.57 |
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| No, si sbaglia; sembra che faccia bene alla salute di un partito, il PD meno L.
Sembra che i loro tesserati vorrebbero vivere nel boschetto intorno al termo. |
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| |  | | G. G. | 18/07/12 16.16 |
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| Torno a chiederglielo: ha qualche dato in proposito? Perchè a Reggio Emilia hanno avuto un inceneritore per 44 anni, quindi qualche dato in proposito ce lo avrà, no? E l'Europa stessa è piena di inceneritori: nessuno mai ha pensato di guardare qualche dato in proposito? Ma che strano, eh... Per il momento i dati dicono che fa comodo a chi cerca poltrone facendo terrorismo a spese dei cittadini, ma se mi mostra altri dati possiamo parlarne, ci mancherebbe. |
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 | | cittadini di Parma | 18/07/12 11.31 |
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| i cittadini chiedono che chi ha responsabilita' Paghi che sia Spip, Che sia Ponte a Nord , che sia Stu pasubio , che sia Stazione ecc ecc, PERO' caro avvocato Allegri verifichi bene che eventuali fallimenti o azioni da eseguire non aumentino il bedito.
Grazie comunque per quello che ha fatto ,e sta facendo. LA VERITA' deve USCIRE |
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|  | | Enrico | 18/07/12 12.09 |
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| Mi scusi ma non ho nulla a che fare con l'Avv. Allegri sono un cittadino che abita in via Paradigna (con un mutuo da pagare). Credo e credo che tutti debbano rispondere delle proprie azioni, nel mio piccolo rispondo al mio datore di lavoro (x 1.000 euro al mese), credo che un Presidente della Provincia e un Sindaco debba rispondere ai cittadini. Se sono stati fatti errori non vedo perchè non si debba imputare alla persona il mal fatto, questo vale a destra a sinistra ed al centro, non ne faccio un colore. Sono anche coscente che questa è un'utopia per il ns sitema politico che su certe cose tace. |
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| |  | | G. G. | 18/07/12 13.24 |
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| Ecco, bravo, non ne faccia un colore. |
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| | |  | | Enrico | 18/07/12 18.12 |
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| Egr. G.G. posso con il cuore dirle che perdere tempo con persone come Lei è veramente deprimente. Legga tutto quello che ho postato sopra. Poi mi riconfermi le sue posizioni. Io non ne faccio una questione di soldi o di onore politico, verifico delle esperienze e se un minimo dubbio esiste penso che non vada sottovalutato quando si parla di salute. Non esistono cittadini di serie A e di serie B qundi io che abito a Fontanellato e non risento degli "eventulii" (badi bene EVENTUALI) effetti dell'iniceritore posso lasciare nel "dubbio" quelli di Via Paradigno o di Parma. Quindi se oncologi hanno preso delle posizioni penso che abbiano il diritto di essere ascoltati tanto come il Presidente della Provincia che afferma sugli inceneritori: migliorano la qualità dell'aria di una città. Poi non le rispondo più, credo che se un oncologo si espone non lo faccia per far dispetto o terrorizzare delle popolazioni, ma credo che se lo fa un esponente politico (visto quello che la cornaca ci ha fatto conoscere ultimamente) un qualche dubbio mi sovviene. Le auguro buona salute e che non debba mai fare i conti con queste "eventuali" ricadute. |
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| | | |  | | G. G. | 18/07/12 18.57 |
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| Perdo tempo io, quindi visto che non ha un dato, e si basa sulle frasette populiste di uno sconosciuto, lei rimanga sulle se posizioni che io rimango sulle mie e quelle del resto del mondo, compresa per esempio l'Olanda (il GCR la addita come leader nello smaltimento rifiuti) dove con 6 milioni di abitanti inceneriscono rifiuti ogni anno per 7 milioni di tonnellate, circa 5 volte, in proporzione quanto bruciato in Italia. La informo che se lei abita a Fontanellato ha una fonte cancerogena (certificata, non "ipotetica") qualche decina di volte più pericolosa di un inceneritore. Si chiama autostrada, si informi. Poi, se è coerente, faccia una bella battaglia per passare al trasporto a dorso di mulo. |
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| | | | |  | | Enrico | 19/07/12 12.00 |
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| Patrizia Gentilizi, oncologa, Associazione del Medici per l'Ambiente, I.S.D.E. Se considera questa persona e queste associazioni populiste ci sono anch'io e molti altri fra i populisti. Inoltre se li considera anche sconosciuti s'informi, fa delle figuracce (ma vedo anche su altri post che è una pratica a Lei nota il farsi compatire) |
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| | | | | |  | | G. G. | 19/07/12 13.56 |
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| Peccato che a fronte do Patrizia Gentilizi ci siamo migliaia di altri oncologi, tra cui il professor Umberto Veronesi avsostenere il contrario, e le scelte di decine di paesineuropei e di tutto il mondomabtestimoniare il contrario. Parlo di Svezia, Olanda, Danimarca, stati Uniti, Canada, Germania, Francia e decine di altri (evidentemente tutti sottosviluppati...), dove gli inceneritori sono la norma e dove non solo ci sono, ma ce ne sono in costruzione ed addirittura in fase di progettazione. Come vede le figure allucinanti le fa lei. È in buona compagnia, visto che il terrorismo del GCR ha attecchito alla grande e va molto di moda. Ma seguire il gregge è indice di stupidità, non di intelligenza. E lei non fa eccezione. Infatti sull'autostrada che le passa di fianco e che è decine di volte più cancerogena di un termovalorizzatore non fa una piega. Sevirebbe essere intelligenti... |
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| | | | | | |  | | Enrico | 19/07/12 16.28 |
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| Per chiarezza, abito a in Via Paradigna a Parma sono un operaio (quini dnon un illuminato come Lei)quindi oltre l'autostrada come dice Lei mi devo preoccupare anche dell'inceneritore. Grazie chiudo basta ,Lei si eleva a vette inraggiungibili per me ... |
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| | | | | | |  | | PGR | 19/07/12 15.47 |
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| "migliaia di altri oncologi a sostenere il contrario", escluso Veronesi che ha ritrattato completamente per non scadere nel ridicolo com lei, quali sarebbero gli altri? Non quelli che scrivono le moratorie, ad esempio.. |
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| | | | | | | |  | | G. G. | 19/07/12 17.27 |
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| Ah, davvero? Allora mi posti gli studi dei tanti oncologi che dicono il contrario di Veronesi (che non ha mai "ritrattato" come dice lei), visto che in anni di terrorismo i signori del GCR non hanno mai potuto produrre uno studio del genere. Molte volte è stato chiesto loro di postarenle differenze di incidenza tumorale tra Parma (senza in eneritore) e Reggio Emilia, che l'inceneritore lo ha avuto per 44 anni. Non lo fanno, perchè l'evidenza è che non c'è differenza, e nel resto del mondo lo sanno, infatti fanno gli inceneritori (addirittura in Olanda si prendono ridendo i nostri rifiuti, lautamente pagati dai nostri "geni" per farlo), ma gli "scienziati" del GCR hanno lavato ben benino i cervelli di tanta gente in buona fede e scarso cercello. Pagheremo molti milioni di euro queste loro sparate, ma è giusto così: il popolino si manovra con la paura. Intanto Folli del GCR si è portato a casa la sua poltrona, De Angelis, sempre del GCR richiede la poltrona di vicepresidente IREN. E via così. Intanto che le auto - quelle sì, eccome! - seminano sostanze tumorali decine di volte in più di un inceneritore. |
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| | | | | | | | |  | | PGR | 20/07/12 00.13 |
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| Allora? Le migliaia stanno solo nella sua testa? Veronesi è passato dal dire che non facevano male gli inceneritori, poi che lo avrebbero detto i suoi "Tecnici" adesso dichiara pubblicamente che a dirlo sono "esperti" del Ministero della Sanità! Ha abiurato; ha fatto una figura di merda colossale e non sa come uscirne fuori, si è sputtanato la fama che si era fatto come oncologo per quelle dichiarazioni!!!!!!!!!!! Le consiglio un Aerosol al camino di Brescia, migliaia di oncologi e "Cancronesi" dichiarano che faccia Bene alla Salute, ossigena il Cervello (lei ne avrebbe un gran bisogno) |
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| | | | | | | | | |  | | G. G. | 20/07/12 15.13 |
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| Hahahaha, e magari un decerebrati come lei va per strada, com migliaia di macchine che passanoa. Fianco emettendo molte più sostanze cancerogene di un onceneritore. E continuate a non avere un singolo dato in tutto il mondo che attesti la pericolosità degli inceneritori. E continuate a ignorare che in tutto il mondo li fanno avendo ben presenti centinaia di studi sill'argomento. Ma la cosa che taglia la testa al toro (ma non ai cretini, che come noto si riproducono furiosamente) sono i dati comparati tra Parma e Reggio Emilia, dove pur avendo avuto per oltre 40 anni un inceneritore non hanno mezzo tumore in più che da noi. Come è altrettanto noto al cretino i fatti fanno un baffo, l'inportante è un buffone che urla da un palco. |
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| | | | | | | |  | | Enrico | 19/07/12 16.26 |
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| Non postate piu con G.G., nega le evidenze oltre ad essere spocchioso e altrezzoso (mi ricorda un certo Vincenzo che dava della squadra di serie B ai gillini) |
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| | | | | | | | |  | | Graziano. O | 19/07/12 18.47 |
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| No, non confondiamo, Vincenzo è molto più pericoloso,il secondo, come tutti hanno capito non ha colpe. |
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| | | | | | | | |  | | Rag. Ugo | 19/07/12 18.15 |
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| Il capufficio conte Gavazzeni, prima di estendere a “Discarico” e “G.G.”, l'invito al gran ballo in maschera della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, li fece soffrire dolorosamente fino all'ultima ora: poi improvvisamente li invitò entrambi. Era il conte un uomo maligno, non brutto, però con le mani sempre sudaticce e grande mangiatore di gelati anche in pieno inverno, ma soprattutto bugiardissimo, la qual cosa molto disorientava i suoi subalterni che lo odiavano decisamente. “E ricordate” disse il Gavazzeni “che la festa è fissata per sabato alle ventuno precise nella villa in collina della contessa.” Per “Discarico” l'emozione fu sconvolgente. Per tutto il giorno in cui gli fu comunicato l'invito non riuscì a concentrarsi nel lavoro. Andrò al ballo della contessa!Andrò al ballo della contessa! pensava, e per tutta la giornata non combinò un accidente. “G.G.” di fronte a lui, da tre ore immobile, con lo sguardo vetrizzato forse era già al ballo mascherato perché lo portarono via rigido le donne delle pulizie. Tutto questo accadde giovedì: la festa sabato. Il tema era “la pittura preraffaellita inglese dell'800”. Sull'argomento i due non si consultarono neppure, ma quando la signora Pina domandò a “Discarico” consiglio lui prima domandò tempo, poi si dichiarò disperato. Telefonarono a “G.G.” in casa del quale stavano consultando una vecchia enciclopedia per ragazzi, ma con scarsi risultati. Chiedere direttamente al conte Gavazzeni? Era troppo bugiardo e diffidavano. “Discarico” domandò allora lumi ad un rappresentante di vernici col quale aveva avuto degli sporadici incontri al bar e questi li fece orientare sulla pittura fosforescente.“Roba da fantascienza” disse “Discarico” riattaccando la cornetta del telefono. “Ci vestiremo da astronauti, però,con delle vernici speciali.” L'ingresso alla festa delle due coppie fu allucinante. La gente non rideva neppure perché capiva che non era uno scherzo, ma una tragedia dovuta alla mancanza della Treccani in casa di “G.G.”. Gli astronauti avanzarono fra due ali di nobildonne e baronetti inglesi vittoriani, il colpo d'occhio era stupendo sembrava di essere alla Esposizione universale di Londra del 1851 organizzata dal principe Alberto a Crystal Palace. Per colmo di jella quando a “Discarico” stavano per presentare la contessa Serbelloni che era per forza anche zia del megapresidente, la signora Pina in un moto di giovanile entusiasmo gli sparò una manciata di coriandoli. Lui stava proprio sbadigliando per darsi un tono distaccato e quando cercò di parlare con la contessa era già cianotico e respirava a fatica con un fischio. I balli erano d'epoca. Nessuno faceva ballare le astronaute, ma “G.G.” prese una iniziativa eroica: invitò la moglie di un grande avvocato che indossava uno stupendo e costosissimo costume confezionato per l'occasione. l'orchestra attaccò subito uno sfrenato galop. Quando la dama secondo le regole si fermò di colpo con la musica per rifare la sala in senso inverso, “G.G.” preso in contropiede volò in strada dalla finestra aperta accompagnato dall'urlo dell'intera sala. Poi si fece un grande silenzio di quattro minuti esatti, nei quali “G.G.” rientrò dalla porta principale col morale un po' a terra. Pensò di invitare un'altra dama, ma gli rifiutarono tutti i balli. “Discarico” come sempre si ubriacò e cominciò a trovare la gente molto simpatica e dimenticò anche il suo costume da astronauta. Sul finire della festa segnalò a “G.G.” due dame velate che ammiccavano e occhieggiavano da un po' di tempo. Intrigarono per rispedire le astronaute a casa in taxi, poi rimasti soli cominciarono a ballare con le dame misteriose dei “lenti”. l'orchestra aveva abbandonato i balli d'epoca e le luci erano state abbassate da una sapiente regia. Ballarono stretti e voluttuosi per una mezz'ora, alle tre in punto improvvisamente le dame velate fuggirono con dei curiosi gridolini nell'oscurità del parco. E i due dietro. Le raggiunsero vicino a degli oleandri e qui “Discarico” cercò di baciare la sua dama. Le strappò il velo e si trovò faccia a faccia con il rag. Fonelli dell'ufficio legale che aveva fama di noto omosessuale. Da dietro un cipresso “G.G.” uscì con un velo in mano, era pallidissimo: aveva baciato un giovane artificiere del genio, l'amico notorio del rag. Fonelli. Lunedì in ufficio ai colleghi che domandavano se avevano fatto conquiste alla festa, i due rispondevano molto evasivamente. |
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| | | | | | | | |  | | Rag. Ugo | 19/07/12 17.34 |
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| Il capufficio conte Gavazzeni, prima di estendere a “Discarico” e “G.G.”, l'invito al gran ballo in maschera della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, li fece soffrire dolorosamente fino all'ultima ora: poi improvvisamente li invitò entrambi. Era il conte un uomo maligno, non brutto, però con le mani sempre sudaticce e grande mangiatore di gelati anche in pieno inverno, ma soprattutto bugiardissimo, la qual cosa molto disorientava i suoi subalterni che lo odiavano decisamente. “E ricordate” disse il Gavazzeni “che la festa è fissata per sabato alle ventuno precise nella villa in collina della contessa.” Per “Discarico” l'emozione fu sconvolgente. Per tutto il giorno in cui gli fu comunicato l'invito non riuscì a concentrarsi nel lavoro. Andrò al ballo della contessa!Andrò al ballo della contessa! pensava, e per tutta la giornata non combinò un accidente. “G.G.” di fronte a lui, da tre ore immobile, con lo sguardo vetrizzato forse era già al ballo mascherato perché lo portarono via rigido le donne delle pulizie. Tutto questo accadde giovedì: la festa sabato. Il tema era “la pittura preraffaellita inglese dell'800”. Sull'argomento i due non si consultarono neppure, ma quando la signora Pina domandò a “Discarico” consiglio lui prima domandò tempo, poi si dichiarò disperato. Telefonarono a “G.G.” in casa del quale stavano consultando una vecchia enciclopedia per ragazzi, ma con scarsi risultati. Chiedere direttamente al conte Gavazzeni? Era troppo bugiardo e diffidavano. “Discarico” domandò allora lumi ad un rappresentante di vernici col quale aveva avuto degli sporadici incontri al bar e questi li fece orientare sulla pittura fosforescente.“Roba da fantascienza” disse “Discarico” riattaccando la cornetta del telefono. “Ci vestiremo da astronauti, però,con delle vernici speciali.” L'ingresso alla festa delle due coppie fu allucinante. La gente non rideva neppure perché capiva che non era uno scherzo, ma una tragedia dovuta alla mancanza della Treccani in casa di “G.G.”. Gli astronauti avanzarono fra due ali di nobildonne e baronetti inglesi vittoriani, il colpo d'occhio era stupendo sembrava di essere alla Esposizione universale di Londra del 1851 organizzata dal principe Alberto a Crystal Palace. Per colmo di jella quando a “Discarico” stavano per presentare la contessa Serbelloni che era per forza anche zia del megapresidente, la signora Pina in un moto di giovanile entusiasmo gli sparò una manciata di coriandoli. Lui stava proprio sbadigliando per darsi un tono distaccato e quando cercò di parlare con la contessa era già cianotico e respirava a fatica con un fischio. I balli erano d'epoca. Nessuno faceva ballare le astronaute, ma “G.G.” prese una iniziativa eroica: invitò la moglie di un grande avvocato che indossava uno stupendo e costosissimo costume confezionato per l'occasione. l'orchestra attaccò subito uno sfrenato galop. Quando la dama secondo le regole si fermò di colpo con la musica per rifare la sala in senso inverso, “G.G.” preso in contropiede volò in strada dalla finestra aperta accompagnato dall'urlo dell'intera sala. Poi si fece un grande silenzio di quattro minuti esatti, nei quali “G.G.” rientrò dalla porta principale col morale un po' a terra. Pensò di invitare un'altra dama, ma gli rifiutarono tutti i balli. “Discarico” come sempre si ubriacò e cominciò a trovare la gente molto simpatica e dimenticò anche il suo costume da astronauta. Sul finire della festa segnalò a “G.G.” due dame velate che ammiccavano e occhieggiavano da un po' di tempo. Intrigarono per rispedire le astronaute a casa in taxi, poi rimasti soli cominciarono a ballare con le dame misteriose dei “lenti”. l'orchestra aveva abbandonato i balli d'epoca e le luci erano state abbassate da una sapiente regia. Ballarono stretti e voluttuosi per una mezz'ora, alle tre in punto improvvisamente le dame velate fuggirono con dei curiosi gridolini nell'oscurità del parco. E i due dietro. Le raggiunsero vicino a degli oleandri e qui “Discarico” cercò di baciare la sua dama. Le strappò il velo e si trovò faccia a faccia con il rag. Fonelli dell'ufficio legale che aveva fama di noto omosessuale. Da dietro un cipresso “G.G.” uscì con un velo in mano, era pallidissimo: aveva baciato un giovane artificiere del genio, l'amico notorio del rag. Fonelli. Lunedì in ufficio ai colleghi che domandavano se avevano fatto conquiste alla festa, i due rispondevano molto evasivamente.
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| IL Ghibellino | 18/07/12 07.23 |
| Anche i bambini hanno capito che dietro gli Inceneritori ci sono interessi trasversali tra grandi gruppi industriali e il PD con la Sinistra Ecologista. Basti solo pensare che nelle regioni governate dal PD o dalla sinistra i camini proliferano come funghi (Emilia Romagna, Toscana, Puglia, ecc...). Stranamente nelle Regioni Governate dal Centrodestra lo stesso PD e la sinistra ecologista si battono contro la costruzioni degli Inceneritori. Salvo poi farli costruire quando vanno al Governo. Emblematico il caso Puglia, ai tempi del Governatore Fitto la sinistra fa guerriglia contro gli inceneritori. Viene eletto VENDOLA e spuntano 5 nuovi Inceneritori, scompaiono per magia gli ecologisti. |
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 | | Anti-Ghibellino | 18/07/12 15.31 |
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| In Lombardia (nota regione "rossa" da secoli) ci sono 13 inceneritori se non sbaglio, tra cui diversi sovradimensionati. Tutti opera delle occasionali amministrazioni del PD? |
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|  | | il Ghibellino | 18/07/12 19.21 |
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| Non dimentichi che la Lombardia li sta dismettendo. |
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| |  | | G. G. | 18/07/12 21.36 |
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| Quali? Visto che quello di Brescia è pure il più grande in Europa. |
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| | |  | | Il Ghibellino | 18/07/12 23.45 |
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| Quali? Tutti. Intanto la Puglia ha quelli ad alto rischio. |
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| | | |  | | G. G. | 19/07/12 07.46 |
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| Hahaha. Ha qualche link in proposito? Glielo chiedo perchè non è vero, lei sta semplicemente inventando balle. Come sono balle, anzi forse perfino di più, che la Puglia abbia "quelli ad alto rischio". Chissà mai perchè, visto che sono anche più recenti, alcuni, e meno numerosi di quelli lombardi. Spiace dirglielo ma lei apre bocca per dare aria ai denti. |
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| | | | |  | | Il Ghibellino | 19/07/12 10.19 |
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| http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=112110 Addirittura ARPA Puglia prende le distanze. Come vede qua nessuno apre la bocca tanto per, eccetto Lei. Anzi la metterò nella lista degli intellettuali di sinistra. Vedi post all'articolo di Ferrari il trozkista. |
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| | | | |  | | Il ghibellino | 19/07/12 10.15 |
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| http://www.inchiostroverde.it/news/inceneritore-di-massafra-le-precisazioni-di-arpa-puglia.html |
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| | | | | |  | | Enrico | 19/07/12 11.54 |
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| G.G. Glauco e Discarico, probabilmente tre teste con uno stesso cervello. Non perdete tempo a postare con loro non hanno la volontà e/o la capacità di capire e valutare. Semplici concetti e ragionamenti logici non sono accettati e valutati per quello che sono. |
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| | | | | | |  | | G. G. | 19/07/12 13.59 |
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| Eccolo, un altro poveretto che si beve che in Lombardia si chiudono gli inceneritori (quali? Quando? Mistero...) e in Puglia sono più pericolosi che altrove (perchè mai? Mistero). Basta avere portato il cervello all'ammasso e fregarsene dei fatti, e il gioco èbfatto. |
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| | | | | |  | | G. G. | 19/07/12 11.14 |
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| No no, le chiedevo link sulla dismissione degli inceneritori lombardi. Poi su quelli pugliesi, che sono iguali a quelli lombardi ma mediamente più piccoli: guardi, non ci sono olti modi di incenerire il rudo: un inceneritore, a parte le dimensioni, è uguale aun altro, dato che da ormai almeno 10 anni vengono fatti tutti nello stesso modo, con identiche temperature di esercizio e filtri del tutto simili. Quindi o sono pericolosi tutti o non lo è nessuno. Non è che perchè in Lombardia ci sono i suoi amici del PdL lì sono diversi, sa? E poi la balla che li stanno chiudendo... Suvvia, ce ne sono molti più che nella mesia nazionale... Ma cosa si inventa?? |
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| | | | | | |  | | Il Ghibellino | 19/07/12 14.51 |
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| http://noinceneritoreto.altervista.org/amministra_contro.htm QUESTO È PER LA LOMBARDIA. Ormai in Italia siete rimasti in tre a volere gli inceneritori; Lei, Discarica e Bernazzoli. |
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| | | | | | | |  | | G. G. | 19/07/12 17.30 |
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| Hahahahaha, e lì ci sarebbe scritto che in Lombardia stanno chiudendo degli inceneritori?? Ma la smetta, di renderai ridicolo con simili scemenze, su. |
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| | | | | | | | |  | | NO INCE | 20/07/12 12.41 |
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| Ho letto il link. Se per lei la dichiarazione di PODESTÀ, non vale insieme alla direttiva Europea allora siamo messi bene. |
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| | | | | | | | | |  | | G. G. | 20/07/12 15.16 |
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| 1) non esiste nessuna direttiva europea in materia, le consiglio di informarsi di A) cosa sia una direttiva europea. B) cosa dica il documento di cui parla, che, ripeto, non è una direttiva. 2) la dichiarazione di Podestà non chiude un bel nulla. Quindi nessun inceneritore lombardo è in via di chiusura, nè oggi nè in un futuro definito. Magari fra 10 anni chi lomsa; ad oggi non è prevista alcuna chiusura. |
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| Fischia il vento | 20/07/12 17.59 |
| Che Il Ghibellino abbia ragione quando vi da del cretino? |
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 | | G. G. | 21/07/12 09.06 |
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| Che tu sia un ignorante che non sa scrivere dà accentato come si fa in italiano? E non abbia un mezzo argomento e risponda ad offese come fanno gli imbecilli da bar? |
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|  | | G.G. | 25/07/12 17.45 |
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| Effettivamente sono un cretino |
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 | | G. G. | 18/07/12 11.07 |
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| "Genocidio di massa". Fatti curare, va'. |
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 | | Lusi in carcere | 18/07/12 09.51 |
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| Ben Detto, Ghibellino! Tra il SEL di Vendola e il PD non saprei proprio chi sia il più opportunista, voltagabbana, arruffapopolo, infido o ipocrita.. E' una bella battaglia! |
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| catone il censore | 17/07/12 22.24 |
| continuare ad alimentare una campagna di stampa sulle ragioni od i torti dell'impianto che è quasi costruito non credo serva a nessuno, se si vuole concretizzare una linea d'informazione seria ed intelligente.
Bisogna essere pragmatici, abbandonare gli argomenti, a favore e contro, che le fazioni hanno portato avanti in questi anni e chiedere all'amministrazione, senza partigianerie, di acquisire analisi ed elementi di giudizio su tutti i profili delle prospettive di immediato, medio e lungo termine: tecniche, legali,finanziarie e funzionali, dell'impianto che, piaccia o non piaccia (personalmnete non mi piace ) Parma si ritrova sul territorio.
Le analisi e gli obiettivi,però,debbono essere elaborate da soggetti qualificati e sicuramenti terzi, rispetto agli enormi interessi in gioco.
Solo allora si potranno avere campagne comunicative mirate al vero interesse pubblico; al punto in cui siamo credo interessi molto ai cittadini che si facciano in futuro scelte giuste, non tanto ciò che è stato.
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| GCR | 17/07/12 21.25 |
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Da ormai tanto tempo alla Procura di Parma giacciono diversi esposti sull'inceneritore di Ugozzolo.
Sappiamo che il fascicolo non è stato archiviato e che diverse indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza.
Indagini che hanno anche comportato l'acquisizione di parecchia documentazione nelle sedi delle società ed enti coinvolti nella vicenda.
I cittadini di Parma potranno prima o poi vedere la pratica portata a termine?
I cittadini di Parma hanno saputo in questi giorni che l'inceneritore è stato uno specchietto per le allodole.
Dipinto a tinte allegre dai suoi sostenitori, giorno per giorno, mese per mese, ha perso per la strada i suoi colori primari, svanendo in un grigio privo di brillantezza.
L'inceneritore era presentato come risolutore dei rifiuti: li avrebbe fatti sparire. Si scopre invece che ogni anno emetterà a sua volta 40 mila tonnellate di rifiuti (le ceneri) ricche di sostanze dannose per la salute.
L'inceneritore doveva servire a calmierare le tariffe per i cittadini. Si scopre invece che il costo non sarà competitivo ne tornerà allo sbandierato 119 euro alla tonnellata, anzi è lanciato verso vette incredibili.
L'inceneritore doveva migliorare l'ambiente e il clima della città, perché si sarebbero spente 20 mila tossicchianti caldaie domestiche. Si scopre poi che ogni anno immetterà in ambiente più di 3 tonnellate di Pm 10, peggiorando di fatto l'ecosistema urbano.
L'inceneritore doveva garantire una rete di teleriscaldamento, sfruttando l'energia termica prodotta dall'incenerimento dei rifiuti. Si scopre poi che le tariffe del teleriscaldamento sono superiori, e di molto, ad un impianto di riscaldamento tradizionale, e in varie città i consumatori stanno facendo ricorso contro questa situazione di monopolio.
L'inceneritore non dovrebbe far male. Eppure in giro per l'Italia non si contano le situazioni allarmanti. A Montale hanno condannato i vertici della società pubblica di gestione del locale inceneritore. A Pietrasanta una cittadina ha contratto un tumore ed ora è parte civile contro l'impresa che lo gestiva, prima che fosse sequestrato.
Oggi che il cantiere ferve per finire il prima possibile e battezzare in fretta questo eco mostro, i cittadini della città e della provincia, le associazioni che si prodigano per il futuro di Parma, vorrebbero sapere qualcosa in più, conoscere com'è finita la storia.
Siamo fiduciosi che presto sarà fatta la luce che serve.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
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| Pasquino | 17/07/12 18.51 |
| Il programma ambientale del Pd, stando alle parole di Dall'Olio, punta tutto sull'inceneritore, perché di lui c'è bisogno “nel provvisorio”. Si sono dimenticati di aggiungere che una volta acceso l'impianto dovrà bruciare per vent'anni, per recuperare i 200 milioni di investimento. E per 20 anni i cittadini di Parma, nonché elettori del Pd (una quota in costante calo), pagheranno profumatamente Iren alla modifica retta di 166 euro la tonnellata di rifiuti bruciati, nel 2013. Poi ogni anno il costo salirà, è l'inflazione baby. Bruciarli a Brescia costa 93 euro. Sono 73 euro la tonnellata in meno, che per 70 mila tonnellate fa la cifretta di oltre 5 milioni di euro l'anno, pagati in più rispetto al concorrente. Fate i vostri conti e sbalorditevi, tanto non importa a nessuno. Dicevamo, la pazienza aiuta, e se aspetti con calma anche 20 anni sono provvisori, rispetto all'età del mondo. E la pazienza al Pd non manca. Dal 2005 sostiene la teoria del forno inceneritore e neanche le nuove leve al potere sembrano aver intaccato il loro credo. Del resto anche Dall'Olio non manca di passione per i roghi. Nella sua azienda Stuard ha sperimentato con successo il bioetanolo di seconda generazione, per sostituire i combustibili fossili con le biomassa. Peccato che poi tutto si trasformi in business e queste centrali, che ormai la fanno da padrone anche in provincia, rubino terreni all'agricoltura, sfalcino boschi interi per approvvigionarsi di legna, rischino di diventare inceneritori di rifiuti, quando la biomassa diventi troppo cara. Ma lo Stuard spicca anche per il progetto che prevede la cementificazione del frutteto storico, fino ad oggi vanto parmigiano con centinaia di specie di frutta antica. Le visite religiose arrivavano da tutta Italia, ma ora la prugna e il melo dovranno far posto a cemento armato e parcheggi. Il progetto è quello di trasferire, senza che nessuno lo abbia richiesto, la scuola Bocchialini dall'attuale sede di viale Piacenza (comoda per i ragazzi che arrivano da fuori), direttamente sui campi dello Stuard (con incremento della scomodità, del traffico, dei mezzi, dello smog). La scuola stessa ha mugugnato ma quando gli ordini arrivano da piazzale della Pace tutto torna subito al sussurro. Un professore si voleva incatenare agli alberi, ma poi gli hanno proibito perfino di avvicinarsi a San Pancrazio. Appena si avvicina suona la sirena. Dall'Olio che è il regista di un fortunato cortometraggio sul consumo del suolo non ci fa una bella figura a sostenere, come Jeckyl, le centrali a biomasse e la cementificazione di un frutteto antico. Del resto il Pd rimane il partito degli inceneritoristi, degli ambientalisti al contrario. Che del progetto Moniter dicono che è rassicurante, quando fra le righe si legge che è scientificamente provato l'incremento dei parti pre termine, a Modena sono cresciuti i tumori intorno all'inceneritore, ed altre quisquilie di questo genere. Niente da fare. Nonostante il cambio di guardia ai vertici ancora non si vedono all'orizzonte svolte verdi o scelte davvero di sinistra: si fa piccolo cabotaggio, soffocando col cloroformio le istanze ambientaliste che ogni tanto qualche tesserato tenta di porre all'ordine del giorno. Del resto era stato Bersani a schiaffeggiare l'ordine dei medici dell'Emilia Romagna, quando nel 2007 i medici chiesero la moratoria sugli inceneritori. Quei terroristi in camice bianco non avevano capito con chi avevano a che fare. Ora i pidini fanno le pulci ai grillini di Parma, diteci come farete a spegnere il forno (e giù le risate). Peccato che non si accorgano della trave conficcata nei loro occhi. |
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| Rete Ambiente Parma | 17/07/12 18.02 |
| Il programma ambientale del Pd, stando alle parole di Dall'Olio, punta tutto sull'inceneritore, perché di lui c'è bisogno “nel provvisorio”.
Si sono dimenticati di aggiungere che una volta acceso l'impianto dovrà bruciare per vent'anni, per recuperare i 200 milioni di investimento.
E per 20 anni i cittadini di Parma, nonché elettori del Pd (una quota in costante calo), pagheranno profumatamente Iren alla modifica retta di 166 euro la tonnellata di rifiuti bruciati, nel 2013.
Poi ogni anno il costo salirà, è l'inflazione baby.
Bruciarli a Brescia costa 93 euro. Sono 73 euro la tonnellata in meno, che per 70 mila tonnellate fa la cifretta di oltre 5 milioni di euro l'anno, pagati in più rispetto al concorrente.
Fate i vostri conti e sbalorditevi, tanto non importa a nessuno.
Dicevamo, la pazienza aiuta, e se aspetti con calma anche 20 anni sono provvisori, rispetto all'età del mondo. E la pazienza al Pd non manca. Dal 2005 sostiene la teoria del forno inceneritore e neanche le nuove leve al potere sembrano aver intaccato il loro credo.
Del resto anche Dall'Olio non manca di passione per i roghi.
Nella sua azienda Stuard ha sperimentato con successo il bioetanolo di seconda generazione, per sostituire i combustibili fossili con le biomassa. Peccato che poi tutto si trasformi in business e queste centrali, che ormai la fanno da padrone anche in provincia, rubino terreni all'agricoltura, sfalcino boschi interi per approvvigionarsi di legna, rischino di diventare inceneritori di rifiuti, quando la biomassa diventi troppo cara.
Ma lo Stuard spicca anche per il progetto che prevede la cementificazione del frutteto storico, fino ad oggi vanto parmigiano con centinaia di specie di frutta antica. Le visite religiose arrivavano da tutta Italia, ma ora la prugna e il melo dovranno far posto a cemento armato e parcheggi.
Il progetto è quello di trasferire, senza che nessuno lo abbia richiesto, la scuola Bocchialini dall'attuale sede di viale Piacenza (comoda per i ragazzi che arrivano da fuori), direttamente sui campi dello Stuard (con incremento della scomodità, del traffico, dei mezzi, dello smog).
La scuola stessa ha mugugnato ma quando gli ordini arrivano da piazzale della Pace tutto torna subito al sussurro. Un professore si voleva incatenare agli alberi, ma poi gli hanno proibito perfino di avvicinarsi a San Pancrazio.
Appena si avvicina suona la sirena.
Dall'Olio che è il regista di un fortunato cortometraggio sul consumo del suolo non ci fa una bella figura a sostenere, come Jeckyl, le centrali a biomasse e la cementificazione di un frutteto antico.
Del resto il Pd rimane il partito degli inceneritoristi, degli ambientalisti al contrario.
Che del progetto Moniter dicono che è rassicurante, quando fra le righe si legge che è scientificamente provato l'incremento dei parti pre termine, a Modena sono cresciuti i tumori intorno all'inceneritore, ed altre quisquilie di questo genere.
Niente da fare. Nonostante il cambio di guardia ai vertici ancora non si vedono all'orizzonte svolte verdi o scelte davvero di sinistra: si fa piccolo cabotaggio, soffocando col cloroformio le istanze ambientaliste che ogni tanto qualche tesserato tenta di porre all'ordine del giorno.
Del resto era stato Bersani a schiaffeggiare l'ordine dei medici dell'Emilia Romagna, quando nel 2007 i medici chiesero la moratoria sugli inceneritori. Quei terroristi in camice bianco non avevano capito con chi avevano a che fare.
Ora i pidini fanno le pulci ai grillini di Parma, diteci come farete a spegnere il forno (e giù le risate).
Peccato che non si accorgano della trave conficcata nei loro occhi.
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| Gianni Caligaris | 17/07/12 17.56 |
| Per essere sereni, occorrerebbe scindere il tema in due:
PRIMO “Rifiuti zero” è ovviamente l’obiettivo obbligato, ma, come la pace in Palestina, nessuno può dire quando si raggiungerà; ciò per tre motivi principali:
A) Richiede forti investimenti: il “porta a porta” è caro, servono nuove linee industriali di trattamento della differenziata, in tempi senza soldi. Inoltre, per la legge del “costo marginale”, arrivare ad un 75% può essere relativamente facile, ma dopo ogni 1% in più ha un costo crescente
B) Comporta il coinvolgimento di entità non sottoposte alle autorità amministrative: produttori (packaging), grande distribuzione (raccolta), circuiti di alimentazione di massa, come mense, ospedali, catene di ristorazione (per una differenziata efficace e “conforme”). Percorso possibile ma lungo.
C) Una mutazione culturale dell’utenza privata né facile né, soprattutto, veloce.
Serietà vorrebbe che i numeri sulla differenziata delle varie esperienze fossero accompagnati dalle percentuali di questa raccolta che poi tornano allo smaltimento perché di fatto non riciclabili; ma questo è un dato quasi sempre sottaciuto. Quindi l’interrogativo corretto è il “que faire?” nel frattempo.
SECONDO Iren si sta dimostrando un’azienda incapace di gestire al meglio il proprio business, con un indebitamento stratosferico i cui costi ricadono sugli utenti in termine di tariffe. Ma Parma ha una pedina importante in Iren, il Vice Presidente. Bisogna chiedere a lui (e magari a chi ce lo ha messo dopo aver deciso l’assorbimento di Enia) perché le tariffe di Iren sono più alte di quelle praticate, secondo il noto esempio, a Brescia o comunque ad altre soluzioni. Non mi sembra un problema di forno si/no, ma di sana o insana contabilità industriale. E’ su questo che occorre ingaggiare Iren con durezza e senza sconti. Bisogna averne la voglia, esserne capaci, ed essere laici. Incastrarli sulla responsabilità sociale d’impresa (CSR), non sulle ideologie. Iren è una azienda, il Comune di Parma è un’Amministrazione Pubblica: non si discute su slogan, ma su fatti e dati. Gli slogan vanno bene per i movimenti, non per le Istituzioni.
Una considerazione, in chiusura. Visto che siamo tutti ecologisti, ragioniamo sull’impronta ecologica dei rifiuti di Parma. Il non riciclabile può essere smaltito a Parma, configurando il “rifiuto a km. zero). Oppure può essere smaltito altrove (non dimentichiamo che nel settore sono molto attive le ecomafie), con la stessa quantità di fumi (o di percolato e vapori in discarica), ma con in più centinaia di chilometri per centinaia di mezzi pesanti . Quale tonnellata di rifiuti ha l’impronta ecologica più pesante? Non si può sfuggire al sospetto che la battaglia di Parma sia il classico NIMBY .
Purtroppo, da buoni italiani, siamo abituati a trasformare tutto in guerre di religione. Dopo di che, non chiedetemi se sono favorevole o contrario al forno. Sono contrario a tante cose che, laicamente, so di dover accettare per un po’. Gli unici forni di cui sono entusiasta sono quello a legna per la pizza o gli arrosti, o quello della cucina economica della casa in cui sono nato. Ma, attenti, il GCR mi informa che in Canada autorevoli studi correlano l’uso della legna per la cucina ed il riscaldamento domestici a rischi di asma a tumori. Le grigliate sono sotto accusa da anni, fra poco non mi resterà più nulla. Amen
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 | | Dexter | 18/07/12 13.30 |
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| Mi limito a dire che di facile a questo mondo non c'è nulla. Bisogna però mettersi al più presto nella direzione di marcia giusta, con la consapevolezza che più si aspetta e peggio è. A Parma abbiamo perso anche troppo tempo, e ora ci troviamo in mezzo al guado, sapendo che la costruzione di un inceneritore è un abominio, ma ce lo troviamo comunque sul groppone. E' il frutto avvelenato di scelte opache e per niente lungimiranti, fatte da una classe politica marcia, che la collettività pagherà per tanti anni a venire. |
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 | | Sarcastico | 18/07/12 09.09 |
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| Meno male che esiste ancora qualcuno che la pensa come Bernazzoli. Peccato che si consideri un mezzo coglione (lo dice Lei). |
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 | | PGR | 17/07/12 20.30 |
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| No, un coglione intero! |
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|  | | Gianni Caligaris | 18/07/12 10.44 |
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| Ovviamente, ma un coglione che non cambia idea solo perché è apparentemente in minoranza, che preferisce le analisi agli slogan, che vent'anni fa si è battuto per la chiusura del Cornocchio e, infine, che ci mette faccia, nome e cognome. Perché non discutete di ciò che ho scritto anziché misurare la mia coglioneria? |
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| |  | | Glauco | 18/07/12 11.08 |
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| Perchè un insulto o uno slogan non hanno bisogno di informazioni e ragionamenti. Il decerebrato medio preferisce la strada più breve... |
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| Il Ghibellino | 17/07/12 17.01 |
| Troppo facile uscirne così. Credo e sia giusto che il Comune istituisca una commissione d'inchiesta e nel caso di inadempienze e/o azioni fatte a danno della salute pubblica e dell'ambiente vada chiesto l'intervento della Procura. Sopratutto per chi ha avuto favori come assunzioni di parenti o incarichi. Non è possibile che tutto ciò sia stato fatto a danni della gente e che rimangano, i responsabili liberi. |
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 | | Enrico | 17/07/12 17.39 |
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| Giustissimo diretto e preciso |
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|  | | Mario | 18/07/12 08.00 |
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| Bernazzoli e Villani e il Presidente Allodi i primi tre. Poi tutti i tecnici che in TV in questi anni hanno detto il falso. |
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| GCR | 17/07/12 15.56 |
| Da quando era ancora in gestazione l'inceneritore di Parma era presentato come soluzione di tutti i problemi riguardanti i rifiuti e il loro trattamento.
Oggi scopriamo che l'inceneritore è un affarone solo per chi lo gestisce, mentre per i cittadini si intravedono solo aspetti negativi.
Si sosteneva che l'inceneritore avrebbe abbassato le tariffe.
Ecco cosa scriveva pochi mesi fa il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli, prima di essere annichilito dal voto di maggio.
“Non dobbiamo infine dimenticare che Parma, oggi, non è autonoma nello smaltimento. Situazione che ci fa costare lo smaltimento di una tonnellata di rifiuti ben 162 euro, a fronte dei (circa) 117 euro di Piacenza, e dei 121 euro di Reggio Emilia. Grazie al termovalorizzatore, invece, i parmigiani pagheranno tariffe più basse, allineate a quelle delle città vicine”.
Bene, ora Bernazzoli ci farà un grande piacere se ci spiegherà, matematicamente parlando, quale sia la similitudine, l'allineamento tra 166 euro a tonnellata e 117 o 121.
Grazie presidente Bernazzoli per il servizio reso alla verità.
I cittadini ora si stanno chiedendo se tutto il battage promozionale sia stato in realtà una vera e propria presa per i fondelli, o forse meglio una presa per le tasche, dei contribuenti.
Poi vi è l'altro grande tema del teleriscaldamento, la soluzione per tutti i mali provocati dall'inquinamento. Spegneremo 20 mila caldaie, sradicheremo l'inquinamento da Parma.
Poi scopriamo che dati alla mano anche a fronte di tutti quegli spegnimenti il bilancio rimane a sfavore, con la produzione annua in sovrappiù di oltre 3 tonnellate di Pm10, proprio quel particolato che ci fa impazzire durante i lunghi mesi dell'inverno.
Non poteva mancare anche il dato negativo sulle tariffe del teleriscaldamento che, adeguate a rese di impianti di riscaldamento antidiluviano portano i costi per gli utenti a lievitare fino a livelli impossibili. Tanto che a Piacenza si sono rivolti all'Antitrust, a Reggio stanno pensando a tornare al vecchio sistema.
Ma quanto costerà a Parma l'inceneritore ancora non è dato sapersi.
Iren si trincera dietro al segreto di Borsa, quando l'autorizzazione prevedeva totale trasparenza sul progetto e assoluta disponibilità a fornire tutti i dati richiesti.
A quanto pare nel piano economico finanziario consegnato alla nuova amministrazione non si fa menzione dei costi di manutenzione e di revamping che questi impianti necessitano almeno ogni 5 anni, come è scritto anche nell'autorizzazione integrata ambientale, alla prescrizione numero 39.
Oggi l'affaire inceneritore assomiglia sempre di più ad una stangata.
E qualcuno ne dovrebbe rispondere.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR |
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 | | Sarcastico | 17/07/12 17.07 |
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| Ma all'ora il PD ha fatto bene a brucire/sbugiardare Bernazzoli, ma non se ne sono accordi prima che non è capace di programmare/amministrare (chiarmente per i cittadini intendo)? Ma lo stesso PD ha presenatato un cadidato Sindaco senza prima valutare il suo curriculum? Ingenui ... |
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| Cattivello | 17/07/12 15.51 |
| Parliamo di soldi e di food valley:
- Barilla, noto benefattore dell'umanita' il quale fa la pasta non per vendela ma per sfamare il mondo, compra il 35% del grano in Turchia e lo mpasta a Parma, utilizzando il calore prodotto da un TURBOGAS DA 80 MEGAWATT che ha installato nel cortile, con un semplice SCRin uscita per abbattere gli ossidi di azoto. Poca spesa, molta resa, specialmente dalla energia elettrica venduta al GRTN DA FONTE COGENERATIVA, quindi ammessa ai certificati verdi e bianchi al pari di IREN. LE EMISSIONI? Ma chi se ne impipa.
Ora spostera' le produzioni dei sughi da Ozzano a Rubbiano, accanto all'inceneritore della Laterlite. Fa chiudere anche quello? Paga un altro comitato?
- GRECI, noto inscatolatore di sughi di Ravadese in crisi finanziaria, fino a qualche mese fa andava a omperare i pomodori in Puglia, tanto per restare a chilometri zero. Gran parte dei suoi imballaggi non sono riciclabili, eppure e' un accanito avversario del forno che ha il difetto di distare 4 km dalla sua fabbrica.
- CHIESI, noto sfruttatore di brevetti internazionali propri o acquistati, dispensatore alle farmacie di specialita' dal costo esoso. Qualcuno dovrebbe spiegare come, ad esempio, la sua specialita' PRIXAR, fino all'avvento del governo Monti era mutuabile e costava al SSN 22 euro. Oggi ne costa 8. I miracoli accadono anche in Farmacia. Chiesi ha realizzato il suo nuovo centro ricerche di fianco all'autostrada, noto luogo ameno, ed e' preoccupato per la salute dei suoi dipendenti a causa del camino del forno ancora da accendere, che ha il difetto di distare 3 km dal suo centro ricerche...
Vogliamo continuare? |
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| Giovanardi Roberto | 17/07/12 15.34 |
| Marsiletti, continui pure a gettare sterco su tutti, vedra' che le ritornera' indietro con gli interessi. Il teleriscaldamento e' una cosa positiva, non negativa come lei e i suoi accoliti vogliono fare credere. Rifiuti zero e' impossibile a meno di una completa rivisitazione dei processi produttivi.
Lei e' un cattivo maestro, un parolaio nemmeno troppo arguto per capire cosa c'e' sotto questa strategia di Casaleggio e soci: la conquista del potere. Potiri rerum, dicevano i latini, a qualunque costo. Poteva essere una diga, una pala eolica, un ponte, un qualsiasi manufatto, tutto andava bene per spaventare la popolazione ed acchiappare il 19% dei voti.
Lei continua a cavalcare la tigre per dividersi lo share con i grillini, lei e Simone Rossi, colui che ha imbrattato o fatto imbrattare il sottopasso di Via toscana con scritte contro il forno.
Marsiletti, lei e' la peggiore penna di questa citta', talebano tra i talebani, che non sanno alzare lo sguardo al di la' dei propri interessi di bottega. Potrei stare a raccontarle di San Francisco per ore e ore, potrei metterle davanti i dati, ma lei rimarra' sempre ancorato alla politica di spaventare la gente senza motivo. Perche' questa politica paga, fa consenso, spaventa le casalinghe, i vecchi, coloro he nn hanno sveglie le facolta' intellettive a causa della troppa tivu di Belusconi a loro propinata in questi anni. A causa dei teleimbonitori da strapazzo, dei pennivendoli interessati come lei e' a dividersi il dividendo di questa campagna di disinformazione orchestrata ai fini della creazione del consenso.
Continui pure su questa strada. Fino a quando gli altri si romperanno le scatole di smaltire i miei e suoi rifiuti. Dopo saranno dolori, ma a quel punto sia lei che Caffagnini che Pallini sarete scomparsi per paura di dovere rendere conto delle enormi scempiaggini che avete sostenuto. Solo a Parma potevate avere un seguito, una citta' di corrotti e biscazzieri che lascia sempre spazio al peggio. E il peggio siete voi.
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 | | Alessandro | 18/07/12 00.03 |
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| A me pare uno dei pochi che alza la testa. Sorvoliamo poi sul perfido casaleggio alla conquista del potere e successiva invasione aliena ma dopo le lettura di questo articolo sorge spontanea una domanda, ma quale coglione fa costruire un bell'inceneritore in piena food valley per pagare nel migliore dei casi la stessa cifra? Converrà che fino a quando si parlava di dimezzamento o quasi delle tariffe poteva avere un senso discuterne, ora non più. Il clamoroso errore politico di chi ha compiuto queste scelte nascondendo dati fondamentali (le tariffe mica le ha decise ieri Iren) è oggi chiaro a chiunque. |
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 | | Andrea Marsiletti | 17/07/12 21.45 |
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| Ho pubblicato la tua critica su ParmaDaily http://www.parmadaily.it/Notizie/Dettaglio.aspx?pda=PDV&pdi=56387 Ciao |
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 | | LEONIDA | 17/07/12 17.51 |
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|  | | Leonidino | 17/07/12 18.29 |
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| Leonida, torni a commentare dopo tanto tempo per un post così misero? |
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| |  | | Anonimo | 17/07/12 21.06 |
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| Il peggio è chi lucra sui tumori ai polmoni dei nostri figli, il resto sono chiacchere |
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 | | Enrico | 17/07/12 16.49 |
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| Egr. Sig. Giovanardi quindi Lei conferma che l'inceneritore è una soluzine ambientalmente sostenibile. Non impattante sulla slaute delle persone della città di Parma e del sua periferia. Lei si allinea sulle posizioni del ns. attuale Presidente della Provincia, prima candidato Sindaco, "l'inceneritore migliora l'aria di Parma". Complimenti, penso che Vincenzo Bernazzoli sarà contento di sapere che ci sono ancora persone che non lo sbugiardano pubblicamente. |
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 | | G.G. | 17/07/12 15.58 |
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| Discarico | 17/07/12 14.34 |
| Lo hai censurato eh Marsiletti il mio post intitolato "scemnze"? Complimenti, conteneva un bel po' di informazioni che squadernavano le tue sciocchezze e balle totalmente disinformate. Potevi fare figura migliore sforbiciandolo, ma hai preferito mettere nel cassetto la dignità per l'ennesima volta... |
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 | | E.F. | 17/07/12 16.54 |
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| Egr. Sig. Discarico la prego di chiarirmi alcune sue affermazioni fatte sull'argomento tariffe rifiuti , "quello che vogliamo". Mi sono permesso di farle alcune osservazioni. Grazie cordialità |
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 | | Andrea Marsiletti | 17/07/12 15.51 |
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| Il tuo post è pubblicato e ti ho risposto. Alla prossima, ciao |
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 | | LG | 17/07/12 15.50 |
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| mò tès, nàdor, clè'mmej |
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 | | Rag. Ugo | 17/07/12 15.39 |
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| Era dai primi di novembre che i colleghi d'ufficio avevano cominciato, incontrando “Discarico” nei corridoi, a dargli delle maligne pacche sullo stomaco: “Si mette su pancia eh!”. “Discarico” contraeva gli addominali e, siccome gli dava un gran fastidio sentirsi mettere le mani addosso, era tentato ogni volta di reagire con un ceffone così violento tra nuca e collo del collega da scaraventarlo a pavimento. In realtà lo esasperava quel pubblico e spietato riconoscimento di un suo possibile decadimento fisico. Poi da ogni parte cominciarono a piombargli addosso macigni del tipo: “Ma sai che sei un po' ingrassato!” e ancora: “Ma lei è molto ingrassato!”. Lui non ci aveva fatto caso finché un giorno la Pina sua moglie non gli aveva fatto il discorso serio. “Non che tu sia molto grasso, ma sai... Anche per il lavoro, adesso leggo che quelli che vogliono fare carriera devono essere un po' più “ben conservati”.” Quello era stato il campanello d'allarme. Lui decise allora di provvedere, ma erano i primi di dicembre e rimandò ogni progetto a dopo le feste. Le feste sono la grande moratoria, la dilazione di ogni cambiale e impegno. D'altronde l'idea di dover rinunciare alle orge di polli d'allevamento, tacchini di plastica e vini sofisticati lo metteva in uno stato di grande ansia. Ma quando si presentò al lavoro dopo l'Epifania la prima cosa che gli disse il portiere della ditta fu:“Ma guardi che lei è ingrassato in un modo spaventoso!” in ufficio poi fu tutto un coro di: “Siamo scoppiatelli!... Si invecchia eh!”. Così, consigliato dal solito Fracchia, decise per la formula “anno nuovo vita nuova” e si recò, con il timore del novizio, alla palestra “Giovani in un mese”. Lo colpì uno strano odore di disinfettante misto a sudore e il continuo passaggio di giovani muscolatissimi:delle autentiche montagne umane. C'era un clima un po' ambiguo, dovuto alla viscida gentilezza del gestore che lo ricevette nella saia di entrata, dove era stata piazzata una scrivania. Gli disse i prezzi:dodicimila mensili, che comprendevano due ore alla settimana di pesi in palestra sotto la sorveglianza di istruttori qualificati e poi la famosa sauna finlandese. Il vischioso titolare lo fece poi denudare in una saletta dove c'erano una bilancia e un misuratore di statura e prese nota delle sue misure: altezza 1,68, peso 81 chili, spalle 12 centimetri, torace 80, ventre 129! “Vedrà,” disse il“misuratore” con una fastidiosa pacca sulla pancia “in quattro settimane la rimetteremo in sesto...mi dia dodicimila d'anticipo e l'aspetto lunedì prossimo alle 20!” “Discarico” versò la quota. Il lunedì successivo si presentò alla palestra. Gli assegnarono un armadietto e subito si trovò completamente nudo in mezzo a una ventina di muscolatissimi ragazzotti sui vent'anni. Aveva le infernali scarpe da tennis della sua infanzia, mutandoni di lana sapientemente cuciti sul davanti dalla signora Pina e un maglione: non se l'era sentita di sobbarcarsi l'onere della spesa di una tuta regolare. Entrò nella palestra e l'istruttore lo mise in fila con i ragazzi. “Venti giri di corsa” ordinò e il gruppo dei ragazzi partì al galoppo sotto la sferza di un fischietto implacabile. Al terzo giro a “Discarico” si annebbiò la vista. Al quarto sbandò leggermente, ma nessuno ci fece caso. Sentiva solo il ritmo feroce del fischietto trapanargli il cervello. Al quinto giro andò a sbattere contro la parete e lo portarono a braccia in sauna. Era una sauna di fortuna: un vecchio forno di una pizzeria (perché prima della palestra c'era un negozio che faceva pizze e il forno era rimasto) nel quale lo infilarono attraverso uno stretto sportello. Dentro c'erano altri due sciagurati nudi. “Discarico” cominciò a respirare a fatica e le pulsazioni gli salirono a trecento al minuto. Dopo quattro minuti uno degli “infornati” cominciò a suonare il campanello che gli avevano mostrato per usarne in caso di bisogno. Poi, non ottenendo risposta, cominciò a gridare: “Aiuto!”. Gridarono allora tutti e tre disperatamente e alla fine furono salvati. “Si sente meglio ora?” domandò il vischioso titolare della palestra a “Discarico” che veniva rianimato da alcuni giovinastri. Lo pesarono: aveva perso un etto e mezzo. Quando uscì bevve due litri di minerale ghiacciata che quasi lo stroncarono e mangiò tre chili di polenta bollente. Quando tornò a casa la signora Pina gli chiese: “Ma cosa hai? Ti senti male?”. “Mi sono sentito poco bene in ufficio” rispose “Discarico”. Decise di perdere le dodicimila lire della palestra- pizzeria e si rassegnò a invecchiare come tutti quelli che non hanno i soldi di Agnelli.
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| un prof di Italiano | 17/07/12 14.31 |
| Bello stile, concetti chiari. Voto 9. |
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| graziano | 17/07/12 14.24 |
| Per i politici e Iren l'inceneritore doveva essere un business, il problema salute, ambiente ecc.. lo avevano sottovalutato. E' stato lo stesso Bernazzoli, che in un confronto pubblico ha ribadito che l'aria uscita dalla ciminiera era più pulita di quella esterna. Quello invece che non riesco a capire è l'ambigua, conciliante, posizione di alcuni personaggi vicini al PD, contro l'inceneritore in linea di principio ma poi......... |
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| Enrico | 17/07/12 14.14 |
| Ho riscoperto una nuova giovinezza, sono populista, e sempre più a 5 stelle. Il PD dice di rinnovare ma cambia le idee ogni giorno per raccogliere consensi, bruciando personaggi politici di spessore (vedi Presidente della Provincia e Garbi). Altro che rinnovamento questo è una strage. RIDICOLI e pericolosi visto che se non c'era Pizzarotti (sempre nella speranza che non vi mangiate anche questo) avreste sicuramente fatto un'impianto, anche a Vs. dire insalubre. |
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 | | Lusi in carcere | 17/07/12 15.06 |
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| Mi unisco anche ai complimenti al Direttore per il Pezzo di giornalismo audace. |
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| Discarico | 17/07/12 13.55 |
| L'Olanda ha 6 milioni di abitanti. E ha 12 impianti di incenerimento rifiuti, per una capacità di incenerimento di 7 milioni si tonnellate, quindi circa 1,2 tonnellate di rifiuti annui per abitante vengono incenerite ogni anno in Olanda. L'inceneritore di Parma ha una capacità di 130.000 tonnellate, e dovendo servire la provincia di Parma brucerebbe una media di 0,3 tonnellate di rifiuti/anno. Domnde: 1) quali patologie devastanti si riscontrano in Olanda che qua siano sconosciute, e in che misure? 2) Van Gansewinkel, indicata dal GCR come sempio di strategia per IREN in quanto tutta dedita al riciclaggio e non all'incenerimento, al contrario INCENERISCE nei suoi impoanti circa 650.000 tonnellate annue, cioè citca 5 volte quanto l'impianto si Ugozzolo. E l'incenerimento di rifiuti è il suo maggior business. 3) a questo punto si dovrebbe chiedere perchè vorrebbe affidare a van Gansewinkel l'incenerimento dei rifiuti parmensi, pagando la società olandese e facendole fare un grossissimo business, invece di incenerire gli stessi rifiuti in un impianto la cui proprietà è detenuta per il 6,6% dal comune di Parma. Come se mio padre vendesse le macchine Fiat e io andassi a comprare una Panda da uno sconosciuto in Olanda. Chi ci guadagna, a parte Van Gansewinkel..? Le domnde potrebbero essere molte di più e più dettagliate, ma per il momento mi fermo qua. Postilla: se fossi il Procuratore La guardia comincerei, come dice lui, ad "attenzionare" la vicenda... |
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 | | Il Ghibellino | 17/07/12 14.48 |
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| Capisco che senza i soldi di che ti passa per scrivere queste sciocchezze, non riesci a pagarti il mutuo e tu moglie sarebbe costretta a lavorare. Ma almeno taci. Difendere quel mostro chiamato Incacrenitore è da cretini oltre che da venduto. |
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 | | Alessandro | 17/07/12 14.38 |
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| La vicenda andava attenzionata da tempo. Attendiamo con ansia di sapere come mai a Parma costa il doppio che a Brescia incenerire rifiuti
Comunque qualche coglione che ancora difende l'inceneritore pare si trovi, pochino ci sono |
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|  | | Discarico | 17/07/12 17.18 |
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| Vedo che ha un mucchio di risposte alle mie domande, eh? Ah, forse le interesserà sapere che i 166 euro sono il costo per la raccolta, il compattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Il costo riferito a Brescia è solo quello dello smaltimento, mancano raccolta e trasporto, perchè a Brescia il rudo non ci va da solo. E nemmeno si raccoglie da solo, il rudo... Pregasi collegare il cervello. |
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| |  | | Rag. Ugo | 17/07/12 17.39 |
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| In fondo, a “Discarico”, la signorina Silvani, che lavorava su in contabilità, piaceva abbastanza. Non era certo una bellezza, anzi a voler essere un po' severi era un “mostrino” di gamba corta all'italiana,denti da coniglietto e capelli tinti, ma certo più viva di sua moglie signora Pina, della quale lui odiava la rassegnazione nel subire il loro tragico ménage matrimoniale senza speranze, ma soprattutto più giovane. Ecco l'idea di avere a che fare con una donna che aveva dodici anni meno di lui lo solleticava molto. Domenica pomeriggio la invitò per una passeggiata e lei aveva accettato. Aveva cominciato a intrigare con la Pina già da venerdì sera, dicendole che domenica pomeriggio c'era una partita che lo interessava e che ci sarebbe andato con i colleghi. Gli intrighi di questo tipo con sua moglie erano un po' inutili, perché lei avrebbe “bevuto” con occhio spento qualunque balla. Si era comperato per l'occasione una bottiglietta di profumo dal tabaccaio sotto casa, e quando all'una e trenta di domenica salutò sua moglie, questa fiutò l'aria e disse: “Ti profumi per andare alla partita?” lui sobbalzò e tentò: “Chi? Io profumarmi? Ma cosa dici... È il dopobarba nuovo”. La signora Pina non fece commenti e sembrava una statua di sale, lui la guardò mentre scendeva la prima rampa di scale e la vide orrenda, e si sforzò di ricordare, senza riuscirvi, perché diavolo si era innamorato di quel curioso animale domestico. L'appuntamento con la signorina Silvani era alle due otto casa di lei. Era già pronta che l'aspettava con un abitino verde con la gonna molto corta. Aveva sbagliato il trucco dell'occhio destro e sembrava un po' strabica. Lui le aprì cavallerescamente (cosa che con sua moglie non faceva da quindici anni) la porta della macchina, la fece accomodare sul sedile e si richiuse violentemente la portiera sul pollice. Cominciò a bussare disperatamente sul vetro con la mano libera per farsi aprire, ma più bussava e più la signorina Silvani, credendo che fosse un modo affettuoso di salutarla, bussava anche lei con le nocche sorridendo. Quando lui svenne lei scese dalla macchina e aiutata da alcuni passanti lo coricò sul sedile. Dopo un'ora lui si riprese e con tono eroico disse: “Non è nulla! Dove vuole andare?”. “Alla città vecchia,” fece lei trillante “i bassifondi li trovo molto affascinanti.” Lui posteggiò la macchina vicino al quartiere malfamato e scesero. Mentre si avvicinavano all'epicentro della malavita, lui le spiegava che nulla gli faceva paura, che l'aveva ben visto lei nell'episodio di poco prima, che lui sopportava benissimo il dolore fisico e che non aveva paura di nulla. Il dito intanto era diventato un dito da “marina” e gli faceva un male da urlare. Passarono vicino a un gruppo di giovinastri. Uno disse forte: “Che cesso quella donna con quell'imbecille!”. Tutti risero e lui sperò che la signorina Silvani non avesse sentito, anzi per precauzione alzò ancora di più la voce. “Guarda che dice a te, sai,” incalzò un altro giovinastro “e ti dice che la tua amichetta è un cesso!”. E questa volta glielo urlò quasi in faccia.“La prego, dica qualcosa!” fece la signorina Silvani. A lui tremavano le ginocchia e aveva 680 pulsazioni al secondo. “Ripeta se ha il coraggio!” e la voce gli uscì per caso dalla gola. E quello:“Siete due cessi e tu un gran vigliacco!!”. E gli mollò un pugno tremendo sul labbro superiore che subito cominciò a sanguinare. “Badi come parla!” disse “Discarico”. E il giovinastro: “Ma io non parlo imbecille, io ti spacco la faccia!”. E gli sparò un secondo tremendo pugno sulla ferita. “Guardi che se osa alzare le mani io la...” Non finì la frase perché il giovinastro gli strappò la manica della giacca e la gettò sghignazzando al gruppo che la accolse con applausi. “Cerchiamo di parlare” disse “Discarico” con la vista annebbiata, e il giovinastro gli prese il naso con due dita e glielo cominciò a girare lentamente come una vite. “Provi a mettermi le mani addosso e le faccio vedere” disse “Discarico” con un fil di voce, e quello gli strappò tutta la parte anteriore della giacca e la buttò per terra, poi con sadica lentezza gli strappò la camicia in quattro pezzi, gli sputò in faccia, gli diede un calcio tremendo all'osso sacro e gli urlò dietro, mentre lui si allontanava: “Vai, fila prima che ti ammazzi di botte!”. Lui riprese la passeggiata con la signorina, continuando con un leggero tremito nella voce il discorso interrotto, senza commentare l'episodio.
Lui era ormai una maschera di sangue ed era quasi in mutande con dei brandelli di vestito addosso. Si accorse che aveva anche perso una scarpa e che la gente lo guardava esterrefatta. Tornarono alla macchina e lui la riaccompagnò a casa. Erano le quattro del pomeriggio. La signora Pina gli domandò che partita aveva visto. Lui cadde in alcune contraddizioni e lei capì che non era stato allo stadio. Più tardi la sentì singhiozzare in cucina. Lui corse verso camera sua e chiuse con violenza la porta sul dito che si era maciullato in macchina. Non urlò neppure, ma pare Non urlò neppure, ma pare (e questo è solo un pettegolezzo a livello portineria) che abbia pianto in silenzio con grande dignità.
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 | | Rag. Ugo | 17/07/12 14.17 |
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| Nel mese di maggio ha luogo la famosissima Fiera Campionaria di Milano. Giunse notizia alla società che c'era la possibilità di visitarla, a condizioni economiche favorevolissime. Decisero allora di organizzare una spedizione di impiegati. Partenza in pullman alle cinque del mattino, quattro gradi sotto zero! Sotto una pioggia torrenziale e con qualche nevicata isolata. Si erano attrezzati tutti contro quel tempaccio: fiaschi di vino. Tutti si ripetevano: “Beva, che fa sangue!” Si levarono subito i primi tristissimi canti della montagna, e al casello dell'autostrada il pullman fu anche investito da alcune valanghe. I canti erano così belli che per il vino e per il grande impegno interpretativo e per il freddo molti avevano le lacrime agli occhi. Gli italiani quando sono in due si confidano segreti, tre fanno considerazioni filosofiche, quattro giocano a scopa, cinque a poker, sei parlano di calcio, sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza, otto formano un coro di montagna. Si esaurì subito il repertorio dell'arco alpino e dopo una breve carrellata di canti abruzzesi si passò a canti armeni. All'autogrill scese a prendere un caffé un branco di avvinazzati. E qui il dottor Lucidi dell'ufficio personale, che era stato assunto per una sua bellissima tesi di laurea dal titolo “L'orientamento professionale dei giovani”, perse completamente l'orientamento, causa vino, sbagliò scala e salì su di un pullman sulla corsia di ritorno: alle nove del mattino di quella domenica era già di ritorno a casa completamente distrutto e in uno stato di ubriachezza molesta, guardato con diffidenza dai vicini che cominciarono a pensarlo un debosciato per di notte. Il pullman venne posteggiato ai parcheggi più vicini, e cioè a trenta chilometri dal recinto della fiera. In quattro ore di marcia arrivarono ai cancelli, ed ecco l'ordine di arrivo: I° “Glauco” 4 ore e 16', 2° Semenzi a 6', 3° “Discarico” a 12', che era stato in testa per tutta la gara ed era poi crollato clamorosamente nel finale. Furono classificati a pari merito tutti gli altri, tranne Leone e Mughini dell'ufficio sinistri, arrivati fuori tempo massimo (quando avevano già tolto il traguardo).All'ingresso “Discarico” radunò il gruppo e disse: “Stiamo sempre uniti!”. Ed entrarono... Persero immediatamente i contatti. “Discarico”, che era entrato in testa, fu subito travolto da una nuvola di giapponesi (saranno stati un centinaio, erano tutti raggruppati in un metro quadrato. In quell'occasione “Discarico” capì che Tokio non è la città più grande del mondo, ma sono i giapponesi che sono piccoli) e portato al padiglione della scienza e della tecnica che aveva giurato che non avrebbe mai visitato. “Glauco”, che aveva affidato il portafoglio alla moglie, intorno a mezzogiorno fu costretto all'accattonaggio più umiliante per un tozzo di pane. Molti approfittarono di quell'occasione per lasciare definitivamente la famiglia e fuggirono nella lontana Erzegovina. Ogni tanto c'erano dei commoventi incontri con le famiglie, con abbracci e scene di entusiasmo, ma in due o tre minuti quei poveracci avevano nuovamente perso i contatti. Le visite ai padiglioni si facevano più che altro nella disperata ricerca della famiglia e del proprio gruppo. “Discarico” entrò con un gruppo di agenti segreti valacchi nel padiglione dei vini. La cosa gli fu fatale, uscì dopo due ore con un gruppo aziendale di Sesto S. Giovanni: erano tutti in mutande e cantavano a pieni polmoni canti di protesta del 1848. I protestatari entrarono nell'attiguo padiglione spagnolo dove tutti comperarono delle gigantesche sciabole di Toledo. Ed è qui che il gruppo di “Discarico” si scontrò all'arma bianca con un gruppo di Pescara: fu uno scontro brevissimo e fortunatamente incruento, ma una scena terrificante. All'uscita del padiglione dei vini c'era una mostra di scavatori grandi come dinosauri e “Discarico”, che era in uno stato di grande euforia, fu qui ritrovato dalla moglie mentre trattava l'acquisto di una gru da trecento milioni. L'altoparlante incominciava a pregare i visitatori di andare a ritrovare nel padiglione rumeno i bambini perduti, credo fossero cinquemila, e all'interno si sentivano già i rumori degli spari delle molte esecuzioni sommarie. Il ragionier “Glauco” entrò in un grande padiglione in vetro dove si teneva una tavola rotonda. Certamente equivocando cercò di ordinare ai severi signori in riunione una pizza. Ci vollero due ore per spiegare a “Glauco” la differenza che corre fra una tavola rotonda e una tavola calda. Quando “Glauco” trovò finalmente un self-service fu subito catturato dai solerti inservienti portato nelle cucine e fatto alla livornese: “Glauco” assomiglia tragicamente a una triglia. Fu servito quasi subito in un piatto di cellofan a un gruppo di esterrefatti colleghi. Aveva due ciuffi di prezzemolo sotto le ascelle, un limone in bocca, e gli avevano pietosamente risparmiato la carota. Alla prima forchettata alle natiche fece dei curiosi gridolini. “Discarico” ubriaco come una bestia, entrò nella rotativa del padiglione del giornalismo e venne stampato e letto con curiosità dalla moglie. Alla sera nessuno ritrovò il proprio pullman. Solo il venticinque per cento dei partiti fece ritorno in città a piedi sotto una pioggia battente inseguiti anche da branchi di lupi che da 150 anni non facevano la loro comparsa in quelle zone. L'indomani tutti in ufficio: era ricomparso il sole. I megapresidenti partirono allora per la Costa Smeralda. |
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| Discarico | 17/07/12 13.25 |
| Marsiletti conferma - lui sì - di non avere capito nulla di ciò di cui parla. A parte le tariffe comparate ad minchiam (ripete a macchinetta le sparate di Folli, quindi che vuoi che dica...): non ci dice che i 95 euro che paga Bergamo sono al netto della raccolta e trasporto, mentre quelle di IREN riferite a Parma sono comprensive si tutto, quindi imparagonabili. Ma poi non ci dice quanto costa portare il rudo in Olanda come vorrebbe Folli. Perchè non lo chiede, Marsiletti? Forse perchè altrimenti non potrebbe scrivere questi articoli che sembrano dettati dal GCR? E a proposito di domande, Marsiletti, perchè non chiede, finalmente, a Pizzarotti CON QUALE ATTO AMMINISTRATIVO INTENDE IMPEDIRE L'APERTURA DELL'INCENERITORE? E a proposito invece di credibilità, potrebbe chiedere allo stesso sindaco se l'inceneritore intende chiuderlo, oppure convertirlo (in cosa? Un'astronave?), oppure smontarlo e portarlo altrove, o che altro, visto che tutte queste ridicolaggini sono state dette? Addirittura hanno scritto in una mozione che promuoveranno un concorso di idee riguardante in che cosa convertire l'inceneritore!!! Cioè chiedono ai passanti in cosa, secondo loro, potrebbero convertire un impianto di incenerimento altrui!! Come se si presentassero a casa si Marsiletti quelli del comune a dire "Scusi ma adesso convertiamo il suo appartamento in un dirigibile. Sa abbamo fatto un concorso di idee tra i cittadini..." Robe da matti. E Marsiletti parla di credibilità perduta da parte di altri!!! |
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 | | Rag. Ugo | 17/07/12 16.16 |
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| “Discarico” è entrato in clinica per una cura dimagrante. Entrò alla clinica “Le Magnolie” alle 7 del pomeriggio di un sabato. Versò subito un anticipo terrificante e lo misero in una cella. La clinica in realtà era una vecchia galera asburgica e i pazienti venivano chiusi nei loro loculi e per quanto battessero sui muri o urlassero non gli veniva portato per i 10 giorni della cura né da mangiare né da bere. Fu svegliato in piena notte da tremendi urli e lamenti: “Assassini, datemi da bere... pietà...”Erano gli altri carcerati. Ad un tratto “Discarico” credette quasi di impazzire quando sentì distintamente un odore micidiale di spaghetti alla carbonara e risotto ai funghi, che il direttore del carcere immetteva nell'impianto dell'aria condizionata. Sentì poi nel corridoio un cigolio: era un inserviente con una gigantesca e fumante spaghettata ai 4 formaggi. Dagli spioncini tutti i ricoverati tendevano le mani con i soldi. Pagavano e ricevevano in cambio una porzione di spaghetti. Quando l'inserviente guardò dentro il suo spioncino “Discarico” domandò: “Quanto?”. “28.000 lire la porzione” rispose. “Non ho contanti” disse “Discarico” e l'inserviente da sotto il carrello gli passò una penna con una cambiale già compilata. Nelle prime tre notti “Discarico” firmò circa 190 mila lire di cambiali a scadenza 1 mese. Poi perse il conto di tutto: delle cambiali e dei giorni che doveva stare ancora in clinica. Al mattino del quarto giorno, visto che non calava di peso, il megaprofessore de“Le Magnolie” lo mandò, previo pagamento di 20.000 lire per volta, a fare la sauna. “Discarico” entrò in sauna senza sapere neppure che cosa fosse: nel suo intimo sperava che fosse un ristorante dal nome esotico. Si trovò completamente nudo in una stanzetta in legno con una temperatura sui 100gradi. C'erano molti altri clienti, pure nudi e molto imbarazzati. “Discarico” respirava a fatica. L'altoparlante annunciò: “I signori che vogliono lasciare la sauna e buttarsi nella piscina gelata, a destra, possono uscire!”. “Discarico” uscì con la vista annebbiata, mentre cominciava a sentire “le voci” come Giovanna d'Arco. Svoltò (invece che a destra) a sinistra e si gettò nella piscina senz'acqua. Si schiantò sul fondo maiolicato sotto gli occhi esterrefatti di due suore. Cercò di bluffare nuotando a rana sul fondo, poi gli cedettero i nervi e cominciò a piangere disperatamente. Fu recuperato con una audace manovra da alcuni inservienti e riportato in cella, dove trovò una nota di demerito, firmata dal megaprofessore in persona, per il suo “indecoroso comportamento in piscina”. La nota concludeva che, poiché era incensurato e data la buona condotta, per questa voltala direzione de “Le Magnolie” si limitava a comminargli una forte multa: 80 mila lire. Allegata c'era una cambiale già compilata. Quella stessa notte “Discarico” firmò una cambiale gigante e comperò la chiave della sua cella. Alle 4 e mezzo fuggì nudo attraverso i mille meandri della ex-galera. Alle 5 e 15 scavalcò un muro di cinta e sfuggì miracolosamente alle fucilate delle guardie. Lo cercarono fino alle 6 con i riflettori e i cani, ma riuscì a seminarli rimanendo immerso per più di due ore in uno stagno ghiacciato. Alle 11 del mattino lo fermò la stradale mentre attraversava l'autostrada del Sole coprendosi con una foglia di quercia. Ora è al neurodeliri in una camicia di forza. |
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 | | Andrea Marsiletti | 17/07/12 15.59 |
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| Discarico, ciao! Io non ho accesso al Piano Economico e Finanziario e quindi riporto i dati diffusi pubblicamente da Folli in conferenza stampa. Ovviamente li considero veri, perchè se così non fosse Iren si avrebbe smentiti. Cosa che puntualmente non è avvenuta. Ciao |
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|  | | Discarico | 17/07/12 17.15 |
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| Ma IREN non deve smentire proprio nulla, visto che IREN ha rapporti istituzionali con il Comune di Parma e non con GCR! GCR può dire ciò che vuole, tanto 9 su 10 sono sciocchezze... il fatto è che lei si beve tutto quello che sgorga da quella fonte risibile, e non si premura nemmeno di verificare... "166 euro a tonnellata" lei li confronta a "93 euro a tonnellata", e poi iizia a costruirci sopra, Peccato che uno sia il costo complessivo per il comune di Parma di raccolta e smaltimento, e l'altro sia il costo di incenerimento di Brescia. Purtroppo però a Brescia il nostro rudo non ci va da solo, prima bisogna raccoglierlo, compattarlo, portarlo in un luogo di raccolta e poi ricaricarlo e portarlo a Brescia. Veda un po' lei se è la stessa cosa e se le sembra di avere scritto cose sensate. |
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| |  | | Rag. Ugo | 17/07/12 17.41 |
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| Qualcuno di voi forse non è mai montato in sella ad un cavallo. Quel qualcuno stenterà quindi a capire tutto quello che è successo a “Discarico”. Ma, questo è un consiglio valido per tutti: se avete dei nemici, se volete ferocemente vendicarvi di qualche pericoloso rivale, consigliategli “una domenica pomeriggio a cavallo” e la sua distruzione fisica e morale sarà definitiva. In Italia l'equitazione è uno sport per élite, e quindi “Glauco” e “Discarico” ne erano del tutto esclusi per una serie di ragioni economiche. “Glauco” ha notizia che nell'entroterra c'è un tale che affitta dei cavalli ad ore. Trova l'idea così seducente che convince “Discarico”: e domenica partono tutti e due, attrezzati per una gita a cavallo. Attrezzatura di “Glauco”: stivali Iª guerra mondiale, giganteschi pantaloni alla zuava ascellari, casco coloniale, giacca blu prima comunione a doppio petto e guanti da violinista. Attrezzatura “Discarico”: scarpe chiodate da montagna modello 1906, calze corte, calzoncini da mare scozzesi, giacca da frac a coda di rondine, elmo tedesco residuato di guerra. Guanti da violinista.(Questa attrezzatura era stata giudicata da “Glauco” “un po' insufficiente”, ma non c'era di meglio al momento.) Partirono con l'utilitaria di “Glauco” e subito, su errata indicazione di un segnalatore specializzato dell'ANAS, anziché il tunnel dell'autostrada infilarono un tunnel ferroviario, facendo un frontale con l'Orient-Express che li riportò subito in centro città. Evitarono allora prudentemente l'autostrada e arrivarono al maneggio un po' in ritardo sulla tabella di marcia, quando i cavalli erano quasi tutti fuori. Per fortuna il custode del maneggio riuscì a scovare nel fondo delle scuderie due vecchissimi esemplari equini, dei quali non ricordava l'esistenza. Vedendoli ne ricordò però subito i nomi: “Si chiamano uno “Glauco” e l'altro “Discarico”!” disse l'affitta-cavalli. Ci fu un leggero smarrimento dei nostri per quel curioso caso di omonimia, ma poi faticosamente montarono in sella. Dico faticosamente perché ogni volta che infilavano il piede sinistro nelle staffe per salire i cavalli si spostavano e loro finivano a terra sullo slancio. In un momento di miracolosa immobilità dei cavalli ce la fecero: “Discarico” su “Glauco”, “Glauco” su “Discarico”. Ci fu nella prima mezz'ora un po' di confusione a causa dell'omonimia, però senza gravi inconvenienti. Un po' di suspense si ebbe quando “Discarico” diede una tremenda scudisciata a “Glauco” (il collega, non il cavallo). “Glauco”(sempre il collega) partì al galoppo con un nitrito fra il grande stupore dei cavalli, ma poi tornò e fu molto comprensivo. Quando i cavalli andavano al passo tutto funzionava, ma quando cominciavano a trottare era un dramma: rimbalzavano e ricadevano. rimbalzavano e ricadevano sulle selle, non riuscivano ad andare a tempo e prendevano dei contraccolpi che gli squassavano le cervella e le budella. Nell'attraversamento di Belmonte, al semaforo si schiantò a terra senza preavviso per stanchezza il cavallo “Glauco”. “Discarico” fu abilissimo nel cercare di convincerlo a continuare la gita: gli disse della sua misera situazione di impiegato, gli fece presente che il tassametro correva ugualmente. Alla fine con uno zuccherino la spuntò. E qui nacquero le prime polemiche. “Glauco” sosteneva che gli animali andavano trattati col pugno di ferro a frustate, “Discarico” era per un metodo montessoriano tutto a base di zollette di zucchero, non senza qualche appello alla coscienza professionale dei cavalli. Si fermarono ad una trattoria rustica e legarono i cavalli ad un olivo. Dalla finestra videro l'olivo senza i cavalli, che si erano immediatamente slegati. “Vado fuori a dargli una lezione” disse “Glauco” che era il sostenitore del sistema della violenza. “No, la prego,” fece “Discarico” il montessoriano “li convincerò io con gli zuccherini, lasci fare a me.” Uscì, parlò amorosamente ai cavalli e gli offrì il solito zuccherino.
Forse schifati per il troppo zucchero (ma soprattutto, penso, esasperati per tutti quei discorsi noiosissimi), i cavalli adottarono loro il sistema della violenza e “Discarico” (il cavallo) “partì” con una terrificante doppietta in natica al suo omonimo. Questo rientrò a bomba dalla finestra e planò davanti al bar dove si ordinò al volo un cognac.“Funziona?!” gli domandò “Glauco”. “A meraviglia!” rispose “Discarico”, bianchissimo, pur senza riuscire a nascondere i segni dei ferri. Rimontarono in sella e i cavalli ripresero un infernale e squassante trotto polemico. I nostri non osavano parlare, anche perché in un tentativo di: “Che bella idea questa dei cav...”, “Glauco” subì un contraccolpo e si amputò la lingua. Ballavano muti un ritmo infernale, senza poter governare le bestie. I due cavalli decisero a questo punto di organizzarsi la giornata: vollero far colazione in un posticino tranquillo, che loro solo conoscevano a un centinaio di km. di distanza. Dopo pranzo dormirono due ore, quindi via al trotto più diabolico. Essendo amanti delle cose belle vollero visitare il museo di Storia patria di Torino e imposero ai cavalieri un bagno gelato nella Beresina. Riattraversarono trottando a notte fonda, con i tassametri fumanti,Belmonte. I cavalieri urlavano invano: “Passo, andate al passo, figli di puttana!...”. Al maneggio i due dovettero pagare la corsa e furono scaricati brutalmente. Senza salutarsi andarono a dormire. Da terra “Discarico”, che aveva subìto uno spostamento generale degli organi interni, si tolse un rene dall'orecchio e domandò furtivamente: “È stata sua, “Glauco”, l'idea della passeggiatina a cavallo?”. Non attese risposta, gli balzò sulle spalle e urlò: “Al galoppo ora!”. E lo frustò selvaggiamente,ormai convertito lui pure al sistema della violenza.
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| |  | | Andrea Marsiletti | 17/07/12 17.33 |
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| Ciao Discarico, i costi li ha resi noti Folli in quanto assessore del Comune, quindi l'interlocutore di Iren. Ripeto, se sono dati sbagliati avrebbero smentito. Per il resto, la domanda è molto semplice: perchè adesso paghiamo 169 euro, e sarà la stessa cifra (166) che pagheremo quando funzionerà il forno? Ma non ci avevate detto che le tariffe si sarebbero abbassate e che quindi anche per questo bisognava fare il forno? Se mi sa dare una risposta le sono grato. |
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| | |  | | Discarico | 18/07/12 08.08 |
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| "Voi avete detto"? Se mi posta il link con la mia affermazione... Invece le domande sono quelle che ho posto sopra. Ma lì non risponde, vero? E, da giornalista e non da agit prop del GCR, mi verrebbe piuttosto da domendare a Folli, se si parla di tariffe, quali soluzioni intenda mettere in campo, con chi (IREN oltre a smaltirlo, il rudo, lo raccoglie pure...), in quali tempi e modalità, e con quali costi e impianti. Invece tutto resta alla sparata polica al punto che non capisci mai se Folli parla da assessore o da componente del GCR. Un po' di fatti, Marsiletti, di intenzioni concrete sulla raccolta, smaltimento e costi, a Folli glieli chiediamo o continuiamo a berci qualsiasi paragone di mele con pere e a fare articoletti contro il PD? Sempre poi dimenticando che i contratti del comune di Parma con IREN sull'inceneritore non li ha fatti certo il PD ma i suoi passati amicissimi Ubaldi e Vignali. O no? |
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| | | |  | | Alessandro | 18/07/12 10.03 |
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| Per ora l'unica cosa che si sono bevuti i cittadini di Parma sono le balle di Bernazzoli e c. sulle necessità della costruzione del forno che avrebbe abbassato le tariffe quasi della metà ... Ilresto lo vedremo presto |
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| | | | |  | | Discarico | 18/07/12 11.16 |
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| Per la verità, come già ampiamente spiegato, i ontratti con IREN li hail comune di Parma e non la Provincia. E magari sarebbe il caso si chiedere a Folli cosa intende fare, visto che oltre a essere attivista del GCR è anche assessore all'ambiente del comune, se non sbaglio. Fra qualche mese l'inceneritore sarà peonto a partire, e ogni mese IREN spende 10 milioni si euro in lavori. Visto che il comune è socio al 6,6% di IREN, ogni mese che passa il comune vede volare via 660.000 euro dei cittadini in lavori sull'inceneritore. E Folli fa i suoi inutilissimi comunicatini a nome GCR. Bastano quelli? |
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| | | | | |  | | Rag. Ugo | 18/07/12 11.43 |
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| Il Direttore Generale fece domandare dai suoi segretari chi poteva essere l'uomo ad hoc e che soprattutto sapesse parlare in tedesco. L'indagine aveva dato esito negativo: nessuno o quasi. Quei pochi che parlavano altre lingue non avevano osato avanzare la loro candidatura: i rischi erano troppi. Il Direttore Generale era disperato e non sapeva più dove battere la testa, quando “Discarico” disse a “Glauco” (erano le 6 di quel drammatico venerdì pomeriggio): “Ma veramente io un po' di tedesco alle commerciali l'ho studiato!”. “Glauco” sobbalzò sulla sedia: “la sua grande occasione, tutti gliene saranno grati, le aumenteranno lo stipendio, lo faccia per i nostri figli...” “Discarico” era irremovibile: non se la sentiva, anzi si fece giurare da “Glauco” che non avrebbe fatto trapelare la notizia. Ma “Glauco” lo tradì e lo disse al caposervizio Montorsoli. Come una folgore la notizia rimbalzò di tavolo in tavolo, di telefono in telefono fino al Direttore Generale. Questi chiamò “Discarico” e gli disse semplicemente: “Siamo nelle sue mani... vada all'aeroporto domenica mattina e ce lo porti qui sano e salvo lunedì per il consiglio”. “Discarico” fu mandato con la macchina della società a casa a riposare e si mise in salotto con una grammatica tedesca in mano. Era terrificato, aveva freddo e ogni tanto gli girava la testa. Passò una notte tremenda. La giornata di sabato mangiò solo un brodo tiepido,ma vomitò subito. Il Direttore Generale gli telefonò a casa e lo rincuorò. Domenica mattina alle 4era già all'aeroporto, completamente distrutto. L'aereo da Dusseldorf arrivò a mezzogiorno. La direzione gli aveva dato un foglietto con una descrizione sommaria del professore. “Nome: Otto. Tipo da tedesco” ed era tutto! Scesero dall'aereo 40 “tipi da tedeschi”. “Discarico” aspettava dietro le transenne del pubblico. Vide il gruppo minaccioso che si avvicinava. Tentò il tutto per tutto: “Otto!”gridò (era il nome più diffuso in Germania!). Su 40 venti alzarono la testa. Si affidò alla fortuna, si diresse verso l'“Otto” più vicino e gli baciò la mano e gli chiese in dialetto armeno: “Venga... professore, ho qui la macchina”. Salirono in macchina. Lo portò a casa sua, e “Otto” mangiò tre piatti di spaghetti, una bistecca, bevve mezza bottiglia di Chianti e si addormentò. Gli calarono lentamente le serrande e lo lasciarono dormire due ore. Si svegliò con una fame tremenda, e “Discarico” scese di volata dal portinaio e si fece prestare sei uova. Alle 7 di sera, Otto in perfetto italiano disse: “Beh! Me ne vado a casa... abito qui vicino, vi ringrazio tanto, mi chiamo Ottonelli”.”Discarico” non cercò neppure di ucciderlo e si scaraventò all'aeroporto. Qui c'era un “tipo da tedesco”di nome Otto che stava cercando di accoltellare i funzionari dell'Alitalia. “Discarico” vomitò alla toilette e carponi gli si avvicinò. Lo pregò di salire in macchina. Otto diede una tremenda coltellata a un barista e docilmente si avviò verso l'auto. Salirono in macchina, fecero cento metri e “Discarico” si accorse che aveva una gomma a terra. Si scusò in dialetto romagnolo e fece un tragico cambio di ruota. Il prof. Kraus-Kollman rimaneva seduto in macchina e pesava una novantina di chili. “Discarico” si sporcò anche le orecchie di grasso, si squarciò la giacca nuova e si portò via quasi un occhio con la chiave avvita bulloni. Partì dimenticandosi la ruota cambiata e gli attrezzi, partì ma non osò tornare indietro. Disse a Otto in sloveno: “Vuole visitare la città?”. Il prof. Otto Kraus-Kollman fece di sì con la testa. Girarono per tre ore senza che il prof. Otto Kraus-Kollman dicesse una parola né desse un segno di approvazione o disapprovazione. Passarono vicino alla stazione di Monta taurina. “Cosa è questo?” domandò il professore in tedesco. “Discarico” capì: “Voglio vedere questo!”. Scesero ed entrarono. Subito all'ingresso il prof. Kraus-Kollman si chinò fino a terra per decifrare una oscura iscrizione nel pavimento finemente mosaicato. In quel preciso istante Gorgo, il più grosso toro colà ospitato si faceva sulla porta e certamente equivocando usava al professore lunga quanto atroce pubblica violenza. Risalirono in macchina e “Discarico” si accorse che il prof. Otto Kraus-Kollman era disorientato. Passarono vicino al tendone del Gran Circo Tonbai. “Ridere? Vuole ridere?” propose “Discarico”. Il prof. Kraus-Kollman fece di sì con la testa ed entrarono. Erano vicini alla pista, e al professore cadde il fazzoletto: si chinò fino a terra per raccoglierlo. In quel preciso istante Urus, il più grande rinoceronte del circo, da 12 anni in astinenza, partiva dalle lontane scuderie. Il prof. Kraus-Kollman partì con l'aereo della sera per Düsseldorf, non senza aver prima accoltellato un tassista. “Discarico” non osò neppure telefonare in ufficio, e dopo due settimane lo trovarono sulle colline che predicava e aveva allineato sull'erba dei pani e dei pesci e prometteva ad una folla inesistente che li avrebbe moltiplicato.
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| | | |  | | Rag. Ugo | 18/07/12 09.45 |
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| Domenica è stata una giornata infernale con pioggia a dirotto fino a sera, ma la scampagnata con il direttore dell'ufficio acquisti, conte dottor Mughini, era stata programmata da tempo. L'appuntamento era alle 4 del mattino sotto la casa del conte. “Discarico” alle 3 e venti era già inattesa, stravolto dal sonno. Non aveva dormito per paura di non svegliarsi e aveva due borse sottoagli occhi che gli arrivavano fino alla vita. Il conte si presentò a mezzogiorno in punto: “Mi scusi,mi ero assopito”. Partirono; volle guidare il conte. Dopo tre ore tremende di macchina lungo una strada tutta a curve, nella quale “Discarico” vomitò anche il polmone sinistro, arrivarono alla “Trattoria del cacciatore”: un posto tragico, su una curva pericolosissima, con continuo passaggio di macchine lanciate a folle velocità. Ogni 26 minuti un'utilitaria usciva di strada: ed entrando dalle cucine raggiungeva la sala ristorante e falciava il novanta per cento degli avventori. Ma c'era una tale ressa,in piedi ad aspettare, che gli investiti venivano subito rimpiazzati da nuovi clienti. “Discarico” e il conte aspettarono ventitrè minuti esatti. Poi, dopo il dodicesimo incidente, presero posto. Era finito tutto e mangiarono solo una squallida spaghettata al burro. “Venga,” il direttore si alzò dandogli una tremenda manata sulle spalle, che gli fece ingoiare l'ultima capsula d'oro, “andiamo a farci la partita di bocce.” “Discarico” non aveva osato dirlo al conte Mughini, ma non aveva mai preso una boccia in mano in vita sua. Quando venne il suo turno si fece un grande silenzio nella valle, le tribune si riempirono di spettatori. “Venga adagio qui sul pallino!” gli ordinò il conte. “Discarico” giocò così debolmente che la boccia fece solo due giri e si fermò a dieci centimetri dalla linea di partenza. “Discarico” era nervoso e gli sudavano le mani. “Cosa fa, dorme?” gli urlò il conte facendolo sobbalzare. “Tocca a lei, sa, giochi le sue bocce!” Questa volta “Discarico” giocò con grande violenza e colpì netto una tibia di un giocatore, che lasciò la partita ululando. Per farsi coraggio, tracannò una bicchierata di vino che lo travolse, e partì. Veniva giù dalle colline in un silenzio orrendo. Quando fu a un chilometro dal campo inciampò in un arbusto, e fece un volo di dodici metri in un cespuglio spinato. Si distrusse completamente l'abito della domenica (era una pesantissima “grisaglia” che nei suoi piani gli doveva durare quindici anni). Lacero e sanguinante si alzò, il vino stava facendo il su oeffetto. Entrò ansimando e con la vista annebbiata in campo e da quattro metri sparò una cannonata terrificante: la pesantissima boccia di metallo di 42 chili centrò in piena nuca il suo direttore, che aveva accostato alle labbra in quel momento un bicchiere di vino ristoratore. “Discarico” non si fermò neppure a chiedere scusa ma si diede alla macchia sulle montagne. Cominciò allora una delle più feroci cacce all'uomo degli ultimi centovent'anni. Parteciparono alla ricerca cani-poliziotto e feroci molossi napoletani, mescolati ai quali c'erano moltissimi impiegati ruffiani che si erano offerti come cani da riporto per segnalarsi presso la direzione sperando in un aumento. Dopo tre giorni e tre notti di drammatica caccia tra gli acquitrini, “Discarico” fu circondato da un gruppo di colleghi abbaianti,tenuti al guinzaglio da alcuni feroci dirigenti. Ora si trova nel canile municipale di Montezemolo inattesa di processo. I molossi napoletani lo guardano con disprezzo.
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| Fiorenzo | 17/07/12 13.22 |
| Il PD è il partito dell'inceneritore che è stato incenerito alle elezioni. Adesso è un partito di cadaveri. |
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| Socialismo o barbarie | 17/07/12 13.10 |
| Giuste osservazioni del direttore nel'articolo,ma si potrebbero semplicemente sintetizzare con "Le privatizzazioni sono una fregatura per il popolo e un'affare per pochi dirigenti ed azionisti".
Non solo le bollette da urlo di Iren o la presa in giro del risparmio di 3 euro a tonnellata.Basti pensare a cosa sta succedendo alle ferrovie italiane che per aiutare i treni più redditizi stanno disastrando i treni dei comuni mortali pendolari.
Il profitto privato più alto possibile,sempre quello.E Monti sta cercando di privatizzare tutto,sanità compresa.Stiamo attenti,ci vogliono morti per i loro guadagni.
Socialismo o barbarie. |
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 | | Enrico | 17/07/12 17.08 |
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| un cittadino | 17/07/12 12.08 |
| Un pò di chiarezza sulle tariffe, grazie. |
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 | | Alessandro | 17/07/12 13.02 |
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| C'è da dire che sono scandalose pure adesso senza l'inceneritore è... Sono bravi i nostri rappresentanti a trattare quando pagano con i nostri soldi. |
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 | | Nadia82 | 17/07/12 12.55 |
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| Paolo | 17/07/12 11.59 |
| Giusto una precisazione. Non e' la prima volta che leggo "i rifiuti di Napoli che vengono smaltiti a 100 euro in Olanda".
Ora, Caro Direttore, invece di riportare dati ricopiati da una scopiazzatura di una cartrella stampa di una campagna elettorale (napoletana) di due anni fa, perche' non vai a controllare quanto costano DAVVERO i rifiuti mandati in Olanda?
Ah, gia' che ci sei, di passaggio, perche' nel farlo non vai a cercare anche SE e QUANTI rifiuti sono stati DAVVERO spediti in Olanda? Mi riferisco ai quantitativi partiti e accettati, non a quelli annunciati nella medesima cartella stampa in cui si parlava di 100 euro.
Non sarebbe un giornalismo migliore? |
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 | | Alessandro | 17/07/12 13.01 |
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| Sai benissimo visto che sembri informato che i rifiuti di Napoli hanno problematiche differenti, non si fida nessuno a prenderli perché pare ci finiscano in mezzo rifiuti pericolosi.
Napoli in effetti è un caso limite, non hanno comunque mai superato i 135 € |
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|  | | Paolo | 17/07/12 14.11 |
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| Perdona Alessandro
Non sono io quello che cita sempre i 100 euro dei rifiuti di Napoli. E' una filastrocca che ormai ha stufato, e che torna ogni volta che si parla dell'inceneritore.
Fare una legittima e giusta battaglia CONTRO l'inceneritore e' doveroso. Io osservo semplicemente che condire le proprie posizioni con dati FALSI equivale a mettersi in condizioni di perdere la battaglia medesima.
Quindi l'osservazione la giro, come ho fatto prima, al Direttore, che ha riportato (non e' la prima volta) la bufala che gira sul web come i coccodrilli nelle fogne di NEw York.
Semplicemente, chi fa di mestiere il giornalista (non io), ha usualmente il dovere di controllare, verificare le fonti, anche quando fa un articolo schierato. Fa parte del lavoro, no?
Tutto questo lavoro per sbugiardare, giustamente, i dati falsi forniti a suo tempo da un'azienda privata, e per sbugiardare si utilizzano un dato platealmente non veritiero?
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|  | | Glauco | 17/07/12 13.28 |
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| Hanno pagato fino a 215 €/ton., si informi! |
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| Alessandro | 17/07/12 11.54 |
| Non avevano calcolato potesse vincere qualcuno contrario a questo scempio e alla spartizione dei soldini pubblici tra i soliti noti, altrimenti non conosceremmo ancora le tariffe (non a caso nessuno ha tirato fuori documenti ufficiali in campagna elettorale), ce le mascheravano con l'aiuto dei giornaletti amici e tutti felici e contenti con il bellissimo inceneritore a dare il benvenuto a chi arriva nella food valley. |
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 | | ex lettore Gazzetta | 17/07/12 14.21 |
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| hai ragione, se vincevano riuscivano nella loro operazione. La Gazzetta è stata vergognosamente dalla loro parte. |
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| Emiliano | 17/07/12 11.47 |
| altrimenti l'inceneritore si sarebbe attuato. |
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 | | Lucyfero | 17/07/12 13.17 |
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| Sarà avviato lo stesso. Vai tranquillo! |
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| voto M5S | 17/07/12 11.20 |
| Considividetelo sulle vostre bacheche di Facebook. |
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 | | Luca N | 17/07/12 12.23 |
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| erik il rosso | 17/07/12 11.18 |
| Dall'Olio evita di tornare a fare la bella statuina al Fuori Orario: o contrasti il forno o vai a casa. tuo oramai ex elettore |
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 | | Jaky | 17/07/12 13.14 |
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| ma come hai fatto a credere a uno così anche la prima volta? Ce l'ha scritto in faccia che è uno che conta balle alla gente e si presenta per quello che non è. Quando Bernazzoli gli ha offerto una poltrona in giunta si è subito buttato a capofitto. |
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| Sergio80 | 17/07/12 11.12 |
| Voi due siete stati quelli che avete mentito ai parmigiani. Il politico che mente deve dimettersi perchè ha tradito la sua gente. |
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 | | G. G. | 17/07/12 13.58 |
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| Chi, Bobo Vieri? Questo non sa neanche che gli accordi con IREN li ha il Comune di Parma, e non la provincia. Poveri ignoranti... |
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|  | | Malc | 17/07/12 16.21 |
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| Questi del PD-Parma si renderanno veramente conto nel 2013. Ma sarà tardi! |
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 | | Alessandro | 17/07/12 11.45 |
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| Non ci sperare, faranno finta di niente come al solito, tanto gli altri giornali mica si permettono di scrivere articoli alla Marsiletti |
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| Franco | 17/07/12 11.08 |
| Complimenti direttore...finalmente uno che dice le cose come stanno...a sentire i nostri giornalisti locali l'inceneritore è necessario....quelli del PD ormai non sanno neanche piu cosa dire per difendere l'inceneritore non sono convinti neanche loro però devono in tutti i modi farselo piacere il risultato è grottesco...consiglieri che diventano rossi e che danno motivazioni imbarazzanti appena si parla della spazzatura....speriamo che il movimento riesca veramente a fermare questo mostro!avranno il mio voto per i prossimi anni. |
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| Vecchio Comunista | 17/07/12 10.57 |
| Gran pezzo, Direttore. |
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| Malc | 17/07/12 10.52 |
| Dall'Olio l'ecologista Pd che difende L'inceneritore, giù la maschera! |
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 | | Dalloliano | 17/07/12 13.45 |
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| Dall'Olio è uno che è sempre stato dalla parte dell'ambiente. Lei non è neanche degno di pronunciare il suo nome. |
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|  | | matteo | 18/07/12 15.00 |
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| Dall'Olio ambientalista, ahahahah! Allora è vero che Cicciolina è vergine!! |
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|  | | Enrico | 17/07/12 17.13 |
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| Meno male che è un ambietalista ... altrimenti sarebbero stati C...I nostri ... |
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| Iaro | 17/07/12 10.41 |
| Ma quante balle ci hai raccontato in questi anni. meno male che hai perso le elezioni così non siamo stati costretti a vedere la tua faccia tronfia per il potere per cinque anni. |
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| Catone il censore | 15/07/12 12.57 |
| sostanzialmente sono convinto che l'operazione inceneritore prescinde da un interesse generale e nasconde interessi economici di pochi, senza tener conto della salute pubblica.
Sono però dell'idea che quelli dell'associazione e dei grillini siano degli ingenui che non si rendono conto che non basta mirare ad obiettivi giusti, ma occorre che questi obiettivi siano di fatto e concretamente realizzabili sotto il profilo giuridico-amministrativo ed economico.
Segnalare alla corte dei conti le tariffe fuori mercato di Iren è una affermazione INUTILE e PRIVA di qualunque possibilità di risultato concreto alla luce del nostro ordinamento giuridico.
Su questo argomento la Corte dei conti, più precisamente la Procura della Corte dei Conti non ha alcuna competenza nè strumenti di verifica.
Per evitare di prendere posizioni cervellotiche e prive di sviluppo, sarebbe meglio prima assumere informazioni ed elementi di conoscenza della materia trattata, e solo dopo assumere iniziative.
L'aria fritta fa perdere ogni credibilità alle battaglie. |
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 | | G. G. | 15/07/12 20.21 |
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| L'aria fritta rende tantissimo in termini elettorali, però. Questi sono dei totali analfabeti amministrativo/giuridici(la Procura della Corte dei Conti) nemmeno può ricevere esposti del genere e non ha nessuna competenza a giudicare cose simili, ma questi vanno avanti come zombies decerebrati su strade che porteranno alla città danni gravissimi. Ma intanto, elettoralmente, hanno incassato e poltrone ne hanno portate a casa. E mi poacerebbe anche sapere chi e come ha contattato Van Gansewinkel e cosa conta di averne in cambio. Sarebbe molto, molto interessante. |
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| Zahir | 14/07/12 12.18 |
| Ieri il sindaco ha parlato di Villani come di figura la cui sostituzione non è prevista prima della scadenza del mandato. Bene, due giorni fa l'assessore Folli aveva detto il contrario, cioè che era imminente la sotituzione di Villani alla vicepresidenza IREN. Ora, evidentemente il sindaco non conosce il Codice Civile all'art. 2383, ma soprattutto si nota un'altra cosa: l'incontro serale e lontano da occhi indiscreti tra il sindaco che ignora il Codice Civile ed il boss locale del PdL deve essere stato molto interessante. Ma proprio molto, molto interessante... |
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| Glauco | 13/07/12 23.29 |
| Al CGR. Che gli frega delle tariffe del termovalorizzatore? Tanto lo chiudono/smontano/ riconvertono (adesso fanno anche un concorso di idee, voglio partecipare: suggerirò di convertirlo in un parco divertimenti).
Quindi quale mai Corte dei Conti, che tra l'altro non c'entra nulla ma fa parte dell'abissale ignoranza di questi personaggi.
Insomma, visto che ci hanno assicurato che non aprirà mai, chissà che gli frega delle tariffe, a questi cialtroni? |
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| IBAN | 13/07/12 19.36 |
| promesso in diretta tv...anche se molossi avrà già bruciato le registrazioni |
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| Alessandro | 13/07/12 18.53 |
| Questo sarebbe se i dati sono corretti, stupisce anche poco visto che dove arrivano questi raddoppiano le tariffe in brevissimo tempo.
E noi continuiamo a pagare per questi banditi bipartisan
Grazie Bernazza & co. |
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 | | Glauco | 14/07/12 11.57 |
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| Chettifrega? Hanno detto che non aprirà mai, no? Quindi di che ti preoccupi, mi spieghi? |
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|  | | Alessandro | 14/07/12 18.30 |
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| Costruito per le tasche di pochi a danno di tutti. Mi preoccupo dei tanti ladri che ci governano raccontandoci cazzate |
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| |  | | Glauco | 14/07/12 21.32 |
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| Per adesso a raccontarci colossali cazzate sono Pizzarotti e i suoi, visto che la costruzione dell'inceneritore va avanti speditamente e tranquillamente al ritmo di costi di 10 milioni di euro al mese. Non sarà che in Comune non hanno nessuna idea di come non aprirlo e IREN lo sa benissimo? Altrimenti IREN dovrebbe essere la prima a fermarsi per non spendere soldi inutilmente? Ma qualche domanda minimamente logica non ve la ponete proprio..? |
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| | |  | | Alessandro | 15/07/12 12.10 |
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| No mi spiace caro, lei confonde le responsabilità, la classe politica di incompetenti che ha fatto costruire l'inutile inceneritore raccontando in giro la filastrocca dell'abbassamento delle tariffe oltre a quella che tanto non fa male ha la responsabilità politica e finanziaria e deve chiedere scusa per l'enorme danno arrecato ai cittadini (sia che si smonti o che si accenda), opera utile più o meno quanto il ponte nord, utili a portarci via soldi.
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| | | |  | | Glauco | 15/07/12 20.23 |
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| I soldi, e molti, ce li porterà via Pizzarotti con le sue promesse elettorali impossibili. Ma mi viene un dubbio: lei sa chi hanpagato l'inceneritore? Da quello che dice direi proprio che lei non lo Sto arrivando!. Anzi, che non sa proprio nella, di questo argomento... |
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| | | | |  | | Alessandro | 16/07/12 08.28 |
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| Contento lei, si vede che le piace farsi fregare i soldi se li fregano quelli a lei più vicini politicamente. Rimane comunque una truffa ai danni dei cittadini (dei molti che ci rimettono, non dei pochi che ci guadagnano) |
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| | | | | |  | | Glauco | 16/07/12 10.38 |
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| Guardi che truffano lei, con me: l'inceneritore lo ha pagato IREN, ma stanno trovando la maniera di farle pagare 200/300 milioni di danni per la mancata apertura dello stesso a causa delle decisioni del comune di Parma. Il costo sarebbe invece ammortizzato da tutti comuni che ne facessero uso per lo smaltimento rifiuti. Invece lo pagheremo solo noi cittadini parmigiani. E senza usarlo, quindi pagando lo smaltimento rifiuti a parte. È contento, di pagare le campagne elettorali nazionali di Grillo coi suoi soldi, invece? |
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| | | | | | |  | | Alessandro | 16/07/12 12.05 |
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| Sarebbe come rimproverare Pizzarotti che non sa che farsene e come mantenere il Ponte Nord invece che sputazzare i politici che hanno fatto costruire quell'ignobile inutilità. (la definizione vale anche per l'inceneritore) |
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| | | | | | |  | | Alessandro | 16/07/12 12.03 |
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| L'inceneritore lo pagano i cittadini di parma con le bollette per incenerire più alte del mondo. In un paese serio chi prende una decisione così sconveniente (non solo dal punto di vista economico) per i propri cittadini sparirebbe dalla scena politica. Invece lei se la prende con chi sta cercando di metterci una pezza, bravo ;) |
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| | | | | | | |  | | Glauco | 16/07/12 13.24 |
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| Metterci una pezza?? Allora, le sia chiaro che qualunque soluzione alternativa avrà ALMENO lo stesso prezzo ( o pensa che mandare il rudo in Olanda a farlo incenerire là come vogliono i suoi amici costi meno che farlo dietro casa?) , solo che IN PIÙ pagheremo i 200/300 milioni di euro di danni a IREN. Ottima idea, eh? P.s. l'altro giorno ho letto di un grillino che diceva che l'inceneritore di Parma è "il più grande d'Europa". Brucia 130.000 tonnellate/ anno. Quello di Brescia ne brucia più di 800.000/anno.... Adesso sento dei costi di smaltimento "più alti del mondo". Alè, chi la spara più grossa è benvenuto!!! |
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| | | | | | | | |  | | Alessandro | 16/07/12 15.52 |
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| Senza considerare che in Italia prendono pure gli incentivi per bruciare rifiuti mentre all'estero in molti paesi ci pagano sopra pure tasse aggiuntive... Con personaggi come lei sempre pronti a giustificare il peggio in nome di non capisco bene cosa non si fa molta strada. saluti |
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| | | | | | | | |  | | Alessandro | 16/07/12 15.44 |
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| A me risulta da 60 a 80 € Olanda, 90 € circa Germania, più o meno tutti allineati, c'è pure brescia poco sopra gli 80 €.
Mi spiega grazie perché bruciandoceli da soli 160€ + spese accessorie?
Se non è truffa questa non so proprio più come spiegarglielo |
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| | | | | | | | | |  | | Glauco | 16/07/12 16.50 |
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| Se non è una truffa pagare 200/300 milioni di euro PIÙ lo smaltimento rifiuti veda lei... P.s. Mi lika i costi che ha postato deve limhabricavati, per favore? Così, tanto per verificare, sa com'è... P.p.s quanto ci costa portarli in Olanda, cioè quello che vuole il GCR, me lo può dire, per favore? |
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| c | 17/07/12 11.37 |
| peccato che il problema principale dell'inceneritore non sia il costo ma le ricadute sulla SALUTE DEI PARMIGIANI. PS. sai che buono il prosciutto e il parmigiano affumicati |
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| Alessandro | 16/07/12 19.38 |
| Brescia è a due passi, dovrebbe bastarle questo link, comunque le tariffe "più o meno" non sono segrete, google fa miracoli, poi province e comuni trattano e trovano soluzioni migliorative... Ad esempio http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/601164/ - Adesso Brescia sta poco sopra gli 80€ - Dovrebbe farle capire quanto è folle una scelta come quella effettuata a Parma |
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 | | Glauco | 17/07/12 09.45 |
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| Lì c'è scritto 92, non 80. E poi perfetto, no? Il comune li mandi a Brescia... Scommettiamo che non succederà? Mille euro vanno bene? |
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| GCR | 13/07/12 17.07 |
| L'ultima speranza è caduta rovinosamente questa mattina, colpita a morte dalle cifre snocciolate dall'assessore all'Ambiente del comune di Parma, Gabriele Folli.
L'inceneritore di Parma, oltre ai noti rischi sanitari, non ci farà risparmiare, ma anzi siamo davanti ad un vero e proprio salasso per le tasche dei cittadini.
Il dato messo in luce è stato comunicato dal direttore generale di Iren Andrea Viero. Chiediamo all'amministrazione di mettere a disposizione di tutti i cittadini questi dati, in modo che ognuno possa accedere alle informazioni che la delibera del consiglio comunale del 2006 dava come obbligatoria nel percorso di trasparenza del progetto del Paip.
Bruciare una tonnellata di rifiuti costerà a Parma 169 euro.
“Però risparmieremo” era stato lo slogan utilizzato delle passate amministrazioni per strappare un qualche sorriso dalle facce perplesse dei cittadini, quando si prospettava loro la realizzazione dell'impianto di incenerimento di Ugozzolo.
“Torneremo alle tariffe del 2008” era un altro claim che colpiva l'opinione pubblica e tranquillizzava gli animi.
Ora conosciamo l'ultima verità direttamente dalla bocca del forno: bruciare ad Ugozzolo costerà un occhio della testa.
Sale spontanea la domanda che tutti i cittadini di Parma, ma forse anche tutti i residenti della nostra provincia, si devono porre.
E che devono subito rilanciare ai loro amministratori locali.
Se oggi bruciare i rifiuti a Brescia costa 93 euro alla tonnellata, spiegateci quale allocco deciderebbe di bruciare a Parma per l'80% in più di quella tariffa.
Perché 169 euro alla tonnellata significa che Parma sarà più cara dell'80%!
Siamo, a nostro avviso, davanti ad una situazione molto grave, tariffe talmente fuori mercato da portare ad una segnalazione alla Corte dei Conti, visto l'enorme divario tra i due forni che sostanzialmente compiono la stessa azione.
L'ente pubblico deve garantire ai cittadini di avere la migliore tariffa a parità di servizi.
A Bergamo, a fronte di questa situazione, hanno deciso di snobbare l'inceneritore locale e di trasferire i loro rifiuti a Brescia.
Crediamo che queste valutazioni, a questo punto, vadano davvero fatte anche a Parma.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR |
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 | | SEMICOGLIONE | 17/07/12 11.52 |
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| Questo intervento che esalta la logica NIMBY non mi piace.
Meglio sarebbe evidenziare la pochezza dei tecnici IREN, dei progettisti che hanno creato un impianto inefficiente e costoso e magari anche inquinante più di quanto si potrebbe realizzare con le tecnologie migliori.
Ma se invece costasse tanto a causa dell'investimento in misure e accorgimenti anti-inquinamento allora sarebbe un altro discorso, e sarebbe più corretto bruciare a Parma che a Brescia.
Ma per capirlo l'impianto dovrebbe essere avviato. E poi eventualmente fermato, ma sulla base di dati, non di dogmi. |
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| LG | 13/07/12 10.46 |
| metto all'ordine del giorno del prossimo consiglio la seguente proposta: riconvertire l'inceneritore in centrale nucleare per la lavorazione di uranio arricchito, al fine di dotare l'Italia dell'arma atomica.
Energia atomica = energia pulita |
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 | | Glauco | 14/07/12 12.16 |
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| Pensi che io invece volevo proporre un parco di divertimenti. Vuoi mettere che figura Grillo che potesse dire "invece del cancrovalorizzatore (è un suo gergo tecnico con cui si rivolge agli scienziati che lo votano) noi garantiamo l'allegria!". Pensa che campagna elettorale! Ah, dici che sarebbe a carissime spese nostre? Be', vabbe', ma vuoi mettere la soddisfazione di fare coi nostri soldi un simile piacere allo statista di Genova?? |
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| Malc | 12/07/12 09.34 |
| Dall'Olio è la persona più scandalosa che esiste, e una bambola/bambolo in mano ai zombie Bernazzoli- Soliani-Motta. Vai Simone ! |
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 | | Maurizio Olivieri | 12/07/12 13.10 |
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| Scusi Malc, Lei è sicuro di essere ben informato su questa cosa? A me risulta ben diversamente... |
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|  | | Malc | 12/07/12 17.20 |
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| Sicurissimo i ex-Pc rimarrano tali fino alla morte e i parmiggiani non si fregherano facilmente! |
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| |  | | G. G. | 13/07/12 09.40 |
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| "i ex PC" (di cosa parliamo, dimpersonal computers?) i "parmiggiani" essere analfabeti è utilissimo per diventare grillini ma comincio a pensare che sia indispensabile. Il livello è terrificante. |
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|  | | Maria Grazia.P | 12/07/12 17.18 |
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| Giusto il il Pd non cambia mai, tanto perderano sempre! |
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| |  | | Maurizio Olivieri | 13/07/12 00.52 |
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| Ok Signori, vedo che non siete affatto informati, ora ne sono proprio certo... Non voglio permettervi di darvi consigli, ma invece che su ragionamenti stereotipati (ad esempio dall'Olio non è mai stato del PCI) cercherei di raccogliere informazioni più precise, per giudizi più motivati, magari ugualmente critici (come è ben lecito) ma più precisi. Cordialmente |
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| | |  | | libero pensatore | 17/07/12 11.15 |
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| Se e' come ha detto l'ass. Folli che i costi di smaltimento con inceneritore sono qsi uguali a quelli attuali e non la meta' come mi pare abbia detto Bernazzoli in campagna elettorale coma anche la penale che pare non ci sia, allora mi.chiedo se non si debba scusare con i cittadini di parma e se sia corretto che continui a ricoprire un incarico pubblico |
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