2011 - n.395
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Il bagno di sangue della STU Stazione
Lavori a rilento, mancano i soldi, pignoramenti, 120 milioni di euro di debiti.
Fiato sul collo
: archivio
Finalità della rubrica
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18/11/2011
L’Area Stazione – Stu Spa è la società 100% del Comune di Parma che ha per oggetto la realizzazione del Programma di Riqualificazione Urbana denominato “Stazione -FS - ex Boschi”.
L’intento progettuale elaborato dagli architetti spagnoli Bohigas e Martorell era quello di ricomporre il pezzo di città compreso tra viale Bottego a sud e via Brennero a nord, dando vita, a Nord, ad un nuovo spazio urbano, che fosse la continuazione architettonicamente coerente della piazza a sud (Piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa).
Dopo alcuni anni di gestazione, la prima pietra del cantiere per la nuova area della stazione era stata posta venerdì 16 marzo 2007, davanti agli occhi dell’architetto Oriol Bohigas, del sottosegretario ai Trasporti Andrea Annunziata e dell’allora sindaco Ubaldi ideatore del progetto della Nuova Stazione.
Il cantiere oggi avanza a rilento trovandosi la Società in grossissime difficoltà di liquidità.
La riqualificazione urbana riguarda un'area molto estesa in prossimità della Stazione Ferroviaria di Parma e comprende la nuova stazione, la riqualificazione di Piazzale Dalla Chiesa, una nuova piazza a nord della stazione, un nodo di interscambio con parcheggi e la realizzazione di due complessi edilizi per un totale di 18.400 mq. di superficie utile vendibile suddivisa tra funzioni direzionali (30%), commerciali (5%), ricettive (46%) e residenziali (19%).
Nei tre livelli interrati saranno realizzati circa 13.200 mq. destinati a parcheggio privato con capienza di circa 420 posti auto.
NUOVA PIAZZA CONTINUA
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guarda il video del progetto
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La nuova piazza di attraversamento nord/sud è l’elemento centrale dell’intervento. Esso rappresenta il luogo di passaggio pedonale, automobilistico e di accesso alle funzioni pubbliche.
Lo schema compositivo della nuova piazza continua si basa sulla pendenza (7%) che viene imposta a Piazzale Carlo Alberto dalla Chiesa, in modo che esso raggiunga una quota di 8.50 m al di sotto della via ferrata. Non solo lo spazio verde e pedonale si immergono al di sotto dei binari, ma anche i due assi laterali di corsie parallele, che servono da accesso alla stazione e comunicazione con il settore Nord.
Qui la continuità con la piazza viene sottolineata da uno spazio urbano di 270m x 55m, diviso in due blocchi, che si conclude esteticamente a nord con una torre direzionale di 45 metri di altezza. Nel primo blocco, le linee di edifici a lato est saranno destinate a residenze universitarie, mentre quelle a lato ovest ad hotel. Nel secondo blocco, è tracciata una strada porticata che ospita esercizi commerciali a piano terra, mentre gli altri piani ospitano residenze, di cui 1000mq di ERP (edilizia residenziale pubblica).
Dalla nuova piazza si accede ad una stazione di autobus extra urbani dotata di tutti i servizi necessari, con una circolazione autonoma e con 20 postazioni. (Fonte: Stu Stazione)
NUOVA STAZIONE
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La nuova stazione ferroviaria, che si integra a quella antica con una struttura su tre livelli, è ripensata in funzione di una maggiore efficienza e di un maggiore comfort. Ciò avviene grazie ad una migliore protezione dell’area di fermata dei passeggeri e dei treni con un sistema di pensiline collegate, grazie a un accesso più snello e fruibile, attraverso ben cinque entrate e la presenza di scale mobili e ascensori.
Il piano terra della stazione e il livello interrato, sono organizzati come un piccolo centro commerciale, e ospiteranno biglietteria, servizi vari e negozi. (Fonte: Stu Stazione)
COSTI
I costi iniziali dovevano essere di 210 milioni di euro (di cui soli 35 a carico del Comune).
La Società ha appaltato i lavori all’ATI Bonatti-Di Vincenzo che saranno pagati in parte con un mutuo e in parte trasferendo la proprietà dei beni immobili costruiti (a cui spettava poi il compito di venderli).
In realtà i costi di costruzione sono cresciuti molto rispetto a quelli preventivati. I lavori procedono a rilento e sono solo al 50% del primo stralcio (gli stralci previsti sono 3. Il 2° e il 3° appaiono irrealizzabili). La società non ha liquidità e fa fatica a pagare i fornitori, sono all’ordine del giorno le minacce di stop dei lavori, pignoramenti per mancati pagamenti degli stati di avanzamento lavori. Oggi si spera in nuovi finanziamenti e nei fondi arrivati a Parma dalla revoca della metropolitana.
La Stu ha chiuso il bilancio 2010 con una perdita di esercizio di 15,3 milioni di euro e un
indebitamento di 119 milioni di euro
(54 mil verso le banche, 38 mil verso i fornitori, 25 mil per acconti).
Coi debiti aumentano pure i dubbi sulla scelta di realizzare una stazione che appare sproporzionata rispetto alle esigenze della città e sempre più un bagno di sangue per le casse comunali.
Andrea Marsiletti
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