Guardamagna (M5S): “Pizzarotti sta lasciando andare la città in malora”

L’attivista del M5S di Parma Alessandro Guardamagna scrive in nota: “E’ di ieri la notizia dell’arresto del sindaco Andrea Censi di Polesine Zibello con l’accusa di corruzione. Sindaco di lungo corso e supportato dal PD, Censi secondo alcune testate manteneva ottimi rapporti con l’amministrazione di Parma. Pochi giorni fa avvisi di garanzia legati all’indagine sulla costruzione dello shopping mall a Baganzola sono stati recapitati all’assessore all’urbanistica, Michele Alinovi e a due dirigenti del comune di Parma. Il sindaco Pizzarotti, dopo aver essere stato oggetto nuovamente di indagini lo scorso Giugno per abuso d’ufficio, ha rinnovato la sua fiducia all’assessore per il lavoro svolto nell’interesse esclusivo della città.

Nell’attesa che la magistratura faccia gli accertamenti del caso, si constata l’eterno ritorno dell’identico. Sono anni che il sindaco ci informa delle sue prodezze, a cui ora si aggiungono quelle di altri membri della sua amministrazione. Dopo non essere riuscito a chiudere l’inceneritore, ma non per colpa sua, ha fatto di tutto per azzoppare il M5S a Parma, di cui fino al 2016 si proclamava l’incarnazione, tentando di far credere in tutta l’ER che questo fosse una versione del Pizzarottismo, un sorta di costola rotta del PD. Ha dato tramite l’ufficio stampa del comune il massimo sostegno all’ex-comandante dei vigili Noè che faceva recapitare avvisi di garanzia patacca, e lasciato in standby i chiarimenti su PGE, società partecipata inizialmente difesa ad oltranza che qualche milione ai cittadini di Parma e alle casse del comune sembra averlo sottratto.

Di recente si è riscoperto ambientalista e ha deciso, al minimo cenno di Bonaccini, di vietare la circolazione in città ai veicoli euro 4, per poi fare marcia indietro dopo una settimana quando Bonaccini ha detto “meglio ripensarci”… e dire che qualche anno fa andava in televisione apostrofando chi gli chiedeva chiarezza in relazione al programma elettorale, che aveva concordato col M5S, dicendo “saranno del PD”. Dopo l’indagine di Giugno e non si sa quanti avvisi ricevuti – tre? quattro? – ha dichiarato di voler lavorare “con ancora più passione di prima”.

Fa piacere vedere un sindaco così appassionato che negli anni ha però lasciato andare la città in malora. E dire che per capire dove stava andando bastava aprire gli occhi: Parma era al 96° posto in Italia per la sicurezza nel 2016, all’apice del new-deal pizzarottiano, e all’84° nel 2017. Nel Novembre 2015, in seguito all’attacco terroristico al Bataclan a Parigi dove persero la vita 90 persone, furono applicati protocolli sicurezza che portarono le forze dell’ordine ad intensificare i controlli sul territorio nazionale. Controlli straordinari dei carabinieri svolti in provincia di Parma in una sola giornata 5 giorni dopo i fatti di Parigi portarono ad identificare 202 persone, e a denunciarne per vari reati 19, 12 delle quali straniere. La popolazione residente nella provincia di Parma alla data del 31 Dicembre 2015 era di 447.779, di cui quella straniera di 60.751, pari al 13,5% del totale.

Se il dato venisse rispecchiato nel campione dei fermi effettuati, i cittadini di origine straniera denunciati per reati avrebbero dovuto essere 2.47 (il 13% di 19) e non 12, pari al 63% del totale, 5 volte tanto la media. Era evidente già da allora che la situazione stava degenerando. La città nel 2016 vedeva un numero di stranieri raddoppiato – oltre 30.000 – rispetto al decennio precedente e, nonostante la gran passione del sindaco per l’amministrazione politica, non aveva nessun piano di accoglienza. Dopo che per anni Pizzarotti ha detto che a Parma non esisteva un problema particolare di sicurezza, ora che si ritrova più pusher che fioriere ha chiesto l’intervento dell’esercito.

Ognuno ha le proprie passioni, ed è giusto che le coltivi. C’è chi ha passione per giocare a tennis, chi per collezionare figurine e chi ha talento per pettinare bambole. C’è anche chi, mentre colleziona avvisi di garanzia e indagini a proprio carico, cerca con passione il consenso a tutti i costi, ma questo non ha niente a che vedere con l’amministrare per il bene dei cittadini, come i fatti dimostrano. In bocca al lupo al sindaco e ai suoi collaboratori per le loro vicende giudiziarie.”