Lorenzo Lavagetto l’equilibrista (di Andrea Marsiletti)

Karl Wallenda è stato il più grande equilibrista di tutti i tempi, un eroe della storia circense.

Ma adesso c’è chi incalza il suo primato: è Lorenzo Lavagetto, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Parma, che sta dimostrando un’abilità sovrumana nel camminare sul filo scivolosissimo dell’essere all’opposizione del sindaco Pizzarotti a Parma ed esponente locale del partito che a livello provinciale, regionale e nazionale sta corteggiando Pizzarotti con un desiderio ormai svergognato. Sono quotidiani su tutti i giornali, tv e social gli appelli del Presidente Bonaccini per arruolare Pizzarotti tra le sue fila alle prossime regionali, esaltandone il civismo, la leadership politica e la buona amministrazione. Un amore, a dire il vero, non sempre corrisposto, anzi, negli ultimi giorni snobbato (leggi).

Fare opposizione è sempre difficile, spesso ci si ritrova da soli, contro amministratori a tempo pieno e l’intero apparato comunale. Riuscire a farla nelle condizioni ambigue e delegittimanti a cui è costretto Lavagetto è un’impresa che fa apparire una “robetta” la traversata di Wallenda su un filo sopra il fiume Tallulah in Georgia, davanti agli occhi sbalorditi di più di trentamila persone. Già, perchè, nonostante i vincoli imposti direttamente o implicitamente dal Pd sovraordinato, Lavagetto comunque una sua coerenza riesce a mantenerla e la sua parte a farla. Talvolta osa fin affondare il colpo, magari il giorno dopo che ha visto Pizzarotti protagonista alla festa provinciale dell’Arci insieme a Bonaccini o esaltato dai suoi colleghi democratici e portato in trionfo alle Feste dell’Unità di tutta Italia. Penso, ad esempio, al recente successo di Lavagetto che, pur finito sotto nella comunicazione per abilità di Pizzarotti e demeriti propri, ha fatto introdurre modifiche qualificanti alla delibera istitutiva del Comitato Parma 2020 rafforzando il ruolo di guida del pubblico, all’interno della collaborazione tra il pubblico e il privato: la governance e la concessione del logo di Parma 2020 saranno di competenza del Comune, il sindaco sarà presidente del Consiglio direttivo e garantirà il pieno, fondamentale e imprescindibile coinvolgimento dei privati con ruoli correttamente disciplinati. Bravo pure l’assessore Guerra ad accettare i miglioramenti.

Ultimamente Pizzarotti ha alzato il tiro, proponendo il modello Zedda anche per l’Emilia Romagna, ovvero il candidato alla presidenza della Regione civico espresso da Italia in Comune, sostenuto dal Pd, di fatto chiedendo un passo indietro a Bonaccni. Per Lavagetto si profila all’orizzonte la richiesta “irricevibile” di dover votare un uomo di Pizzarotti. Forse l’incubo di dover votare Pizzarotti stesso! Dovrà dare sfoggio a tutte le sue capacità di sopravvivenza per uscire da questa tenaglia mortale.

La speranza di chi, come me, gli vuole bene è che il capogruppo Pd non faccia la fine di Wallenda che nel 1978 affrontò l’impresa estrema di Puerto Rico: andare da una torre del Condado Plaza Hotel all’altra a San Juan, in equilibrio sopra un filo senza reti di protezione (“le reti non sono altro che una serie di buchi tenuti insieme da un filo”) a 37 metri di altezza. Karl quella volta non ce la fece; contrariamente a quello che si pensa, non fu una folata di vento a farlo precipitare sull’asfalto e trovare la morte, ma un errore sulla sistemazione delle corde secondarie (che servono a tenere tesa la corda principale). Fu ucciso dal fuoco amico. In diretta TV.

Ma Lavagetto non ha paura delle sfide impossibili, e forse ci ha preso anche gusto a vivere così pericolosamente… del resto “stare sul filo è vivere, tutto il resto è aspettare”.

Andrea Marsiletti