Pizzarotti: “Il Pd di Parma è un partito morto”. La replica del Pd: “Si occupi della città invece di occuparsi del Pd”

“Perché sostengo da sempre che il Pd è un partito defunto? Perché ad esempio quello locale riesce nella difficilissima impresa di mettersi contro #Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, contro la città e le imprese che investono su questo grande progetto.

È incredibile, ma è così.

Il progetto di Parma Capitale della Cultura nasce grazie a una riuscita alleanza tra pubblico e privato.

Il progetto è del pubblico e il referente del Mibact è il Comune. La parte privata sostiene Parma Capitale con risorse economiche, idee e un coinvolgimento attivo reale, ma il Pd la demonizza e non la vuole solo in quanto soggetto privato.

Il tutto mentre insieme alla Regione, all’area Emilia, con Reggio Emilia e Piacenza, stiamo lavorando in modo coordinato e coeso.
Sono rimasti nell’età preistorica della politica: il pubblico sempre buono e bello, il privato sempre brutto e cattivo. Sarebbero capaci di affossare Parma Capitale solo perché la città intera, assieme al suo Comune, investe su se stessa.
Cito semplicemente la motivazione della vittoria di Parma da parte del Ministero dei Beni Culturali:

“Il progetto enfatizza un FORTE, ATTIVO, COINVOLGIMENTO DEI PRIVATI E DELLE IMPRESE DEL TERRITORIO, una stretta relazione con il mondo dell’università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare”.

Se abbiamo vinto il titolo , è soprattutto grazie a questo.

Mentre se il Pd a Parma perde da 5 elezioni è soprattutto per questo atteggiamento fuori dalla realtà di una città e di una amministrazione che non sono più isolate e arroccate, ma dialogano con i cittadini, con i comuni del territorio, con le imprese e istituzioni regionali e di altre province per progetti di sviluppo strategico.
Il PD di Parma la strategia non sa neanche cosa sia.

Il Partito Democratico, oggi, a Parma è defunto”.

Lo scrive il sindaco di Parma Federico Pizzarotti sulla sua pagina Facebook.

LA REPLICA DEL PD

Invece di andare continuamente in giro per l’Italia, il Sindaco Pizzarotti farebbe meglio a partecipare alle commissioni comunali, prima di prendere posizioni pubbliche su dibattiti e opinioni che evidentemente non conosce, visto che non c’era. Quantomeno, potrebbe degnarsi di assicurare la presenza degli assessori competenti giacché nelle commissioni si discute delle scelte politiche che competono ai politici e non ai tecnici: ieri purtroppo l’assessore alla cultura s’è presentato due ore dopo.

Detto questo, girare la frittata per affermare le solite fandonie sullo stato di salute del Pd è comodo, ma è inaccettabile attribuire al Pd una contrarietà a Parma capitale della cultura o alle imprese del nostro territorio.

Ricordiamo al nostro Sindaco che il riconoscimento è stato ottenuto sotto l’egida del precedente Governo Pd, è stato appoggiato e poi salutato con favore da tutto il Pd di Parma, e verrà finanziato in modo consistente da enti locali a guida Pd. Quindi di cosa vaneggia Pizzarotti?

Ciò detto: le politiche messe in campo dal Pd a sostengo delle imprese sono note e non serve dilungarsi.

Tornando alla proposta di delibera esaminata ieri, essa ha sollevato perplessità nel metodo ancor prima che nel merito. E’ passato quasi un anno dalla proclamazione della Città a Capitale culturale, ma questa è la prima volta che arriva in consiglio comunale una qualsivoglia discussione sul tema, segno dello scarsissimo rispetto mostrato nei confronti degli organi democratici cittadini da parte di una amministrazione che non ha invece lesinato di spiegare il programma ovunque meno che in consiglio. Nel merito la delibera è scritta malissimo: si affronta il delicatissimo tema del rapporto pubblico privato, il cui apprezzabile coinvolgimento non è stato oggetto di discussione da parte di nessuno, affermandosi testualmente che lo strumento di Governance lo hanno deciso altri soggetti e non il Comune. Se si fosse voluto evitare la polemica sarebbe bastato leggere il testo che veniva presentato al Consiglio comunale, un organismo la cui dignità è stata messa alla prova da un testo così malamente formulato.

È stato quindi chiesto un approfondimento del dibattito per rassicurare la Città sul fatto che, nonostante la formulazione della delibera, non venga meno il rispetto delle competenze e delle attribuzioni di tutti i soggetti coinvolti.

Ebbene, queste semplici richieste per Pizzarotti appartengono alla preistoria. Evidentemente il Sindaco ricorda bene quel periodo storico, avendolo frequentato fino al 2012, quando accusava proprio il PD di essere troppo attento agli interessi dei privati.

Invece di perdere tempo ad occuparsi del Pd, e a cercare di procacciarsi i voti come un Salvini qualsiasi, Pizzarotti farebbe bene a occuparsi della sua Città, e delle delibere che vengono portate in Consiglio comunale. Oppure, potrebbe cercare di procurarsi, dai sui ex amici dell’attuale Governo, lo stesso sostegno avuto dai Governi Pd, ad esempio per portare a casa i fondi del bando periferie, concessi a Parma dal Pd e tolti dal governo attuale e che in gran parte finanziano le infrastrutture di Parma 2020. Sempre che ancora si parlino.

Gruppo Consigliare Pd Parma
Segreteria cittadina Pd Parma