Diciotti: vittoria di Salvini e tempesta perfetta per il Pd? (di Andrea Marsiletti)

Alla fine, dopo un braccio di ferro istituzionale e mediatico con pochi precedenti, tutti i 170 migranti della nave Diciotti sono sbarcati.

Sebbene Salvini avesse annunciato il contrario, oggi i migranti calcano il suolo italiano, perchè i cento accolti dalla Chiesa si trovano in Italia… e non sono i 50 dislocati in Albania e Irlanda a cambiare la sostanza delle cose.

Quindi Salvini ha perso.

Ma ne siamo proprio sicuri?

No, a pensarci bene, forse ha ottenuto la vittoria politica più grande da quando è al Governo.

La Diciotti è stata la sua battaglia campale, che ha combattuto da solo contro tutta l’Europa, contro alcuni ministri e una parte del M5S, contro l’opposizione, contro i giornali. La durezza e la solitudine dello scontro lo hanno ancora più immortalato nell’immaginario collettivo (sopratutto popolare), credo in modo irreversibile, come l’unico in Italia che si oppone all’immigrazione dall’Africa. La Diciotti è stata la plastificazione della volontà di Salvini di rispettare gli impegni elettorali addirittura a costo del sacrificio personale estremo dell’arresto. Già, financo andando oltre le regole. L’indagine della Procura di Agrigento sono le sue stigmate.

Viceversa il Pd, Leu e le altre sigle di sinistra (quantomeno così loro si definiscono), con le visite di Martina, Maria Elena Boschi, Boldrini, Fassina sulla nave, saranno per sempre considerati coloro che, legittimamente, ritengono che ogni migrante debba essere accolto, senza limiti, senza condizioni, perchè la priorità rispetto a qualsiasi altra considerazione è “rimaniamo umani”.

Ripeto, una posizione che si può condividere o no, ma che ha una sua legittimità politica e, ancora di più, morale.

Una visione che però gli italiani paiono non condividere. Un sondaggio di Ixè condotto due mesi fa rivela che il 72% degli italiani approva le politiche di Salvini sul tema dell’immigrazione… e c’è da giurare che tale percentuale sia cresciuta dopo l’ultimo vergognoso diniego dell’Europa a qualsiasi sostegno all’Italia nella ridistribuzione dei migranti.

A mio giudizio, è proprio la chiusura totale dell’Europa, prima con Renzi, poi con Gentiloni e oggi con Salvini, e quindi la convinzione (ormai una certezza) che l’unico approdo migratorio sarà l’Italia, che determina il fortissimo consenso di Salvini, non certo il razzismo. E, parimenti, agli occhi degli italiani riduce o annulla la credibilità e la sostenibilità delle tesi del centrosinistra.

Se non cambierà qualcosa, la concomitanza della questione migratoria e della negazione di ogni solidarietà da parte dell’UE, fa prefigurare alle elezioni europee dell’anno prossimo la “tempesta perfetta”, come quella che si abbatte nel 1991 nell’oceano Atlantico davanti al Massachusetts che fu protagonista del film di George Clooney. La situazione meteorologica era estrema, con l’uragano Grace che si trovava in rotta di collisione con altre due aree di bassa pressione, una proveniente da Sud, l’altra da Nord. Una coincidenza di fenomeni rarissima, esplosiva, violentissima. Gli uragani travolsero ogni imbarcazione che si trovava nell’area.

Questa volta in mare aperto non c’è peschereccio Andrea Gail, ma le barche del Pd, cariche di migranti.

I meteorologi prevedono che potrebbero essere spazzati via, per sempre.

Che Dio gliela mandi buona!

Andrea Marsiletti