L’altra metà del cielo di Pizzarotti (di Andrea Marsiletti)

Pizzarotti possiede qualità naturali che fanno di lui un politico di livello nazionale.

Non mi sto riferendo alle capacità amministrative dimostrate, sulle quali, come per ogni sindaco, ci sono luci e ombre (penso, ad esempio, alla pessima gestione dei rifiuti imposta dal precedente assessore all’ambiente), ma alla sua potenzialità elettorale che va ben oltre i confini locali.

E’ un sindaco con la faccia giusta, giovane, fresco, simpatico, alla mano, furbo, che sa stare benissimo davanti alla televisione e sui social.

Diciamocelo, come appeal elettorale Pizzarotti batte Martina, Delrio, Zingaretti, Franceschini, Orlando 10-0. Per popolarità e nomea nazionali è il più importante politico che Parma abbia mai espresso, inarrivabile per Borri, Ubaldi, Pagliari, Lunardi.

Pizzarotti si porta dietro l’immagine del vincente, che si è meritata salendo alla ribalta nazionale per essere stato il primo sindaco del M5S, poi per aver vinto la battaglia mediatica contro Grillo e Casaleggio che volevano espellerlo dal Movimento, e infine per aver trionfato alle ultime comunali da civico, solo contro tutti, mandando a casa il Pd di Renzi, la Lega di Salvini e il M5S di Di Maio umiliato al 3%. Un’impresa mai riuscita a nessuno nella storia della nostra città.

All’inizio del secondo mandato Pizzarotti comincia subito a guardarsi intorno, con un iperattivismo che rischia di disorientare e di far commettere errori.

Pur avendo vinto i ballottaggi contro il centrosinistra grazie agli endorsement e al voto del centrodestra (questo schema è sempre stata la sua arma vincente) in pochi mesi ha bruciato questo “tesoretto”, credo in modo definitivo per sé e per i suoi successori, contrapponendosi frontalmente in particolare alla Lega sia nelle scelte amministrative, ad esempio sul tema dell’immigrazione, che nelle prese di posizione politiche. Nulla di male, anzi, Pizzarotti ha espresso le sue idee in modo trasparente e ciò fa onore alla sua coscienza e al suo coraggio… ma ciò non toglie che l’elettorato di centrodestra non lo voterà più.

Alle elezioni politiche fa dichiarazione di voto per il partito “+Europa con Emma Bonino” all’interno dell’alleanza di centrosinistra. Stravince la Lega che esprime tutti i parlamentari locali.

Il rapporto con i Radicali dura poco.

Pizzarotti cambia la natura sua e della sua maggioranza consiliare fondando il partito di “Italia in Comune”, passando quindi dall’essere civico a politico. A livello europeo, invece, sceglie la sinistra cosiddetta radicale e viene nominato referente italiano del movimento politico transnazionale Diem25 del greco Varoufakis, che ha una concezione dell’Europa antitetica a quella della Bonino.

Poi Pizzarotti inizia a scrive numerosi post molto duri sul presente e sul futuro del Pd: “Il Pd è morto, bisogna cambiare tutto, anche il nome, perché di persone valide ce ne sono tante, ma il progetto politico è naufragato. Non capisco cosa ci sia da rifondare, come sostiene il segretario reggente. Bisogna ripartire da zero“. Da anni in rapporti ottimi e mai nascosti con Bonaccini, nelle settimane scorse Pizzarotti entra con non poca vis polemica nel dibattito pubblico sulla sua ricandidatura, subordinandola al programma, “non si rifonda un partito con le stesse persone di sempre“. Interventi che, al di là delle loro intenzioni, di fatto lo accreditano come uno del centrosinistra, organico a quel mondo, al punto di sentirsi in dovere di criticare le loro scelte, come fosse parte in causa. Italia in Comune, che era nata come un movimento trasversale, oggi è a tutti gli effetti ascritta al campo del centrosinistra, non fosse altro per essersi tagliata i ponti con l’alleato “occulto” del centrodestra e col M5S. Sui giornali nazionali Pizzarotti viene rivelato come la “tentazione del Pd”, come il possibile candidato Presidente della Regione Emilia Romagna per il centrosinistra. E pensare che il Presidente del movimento di Varoufakis è il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che è da anni in conflitto totale col Pd…

Diciamo che c’è un pò da farsi venire il mal di testa: M5S, Effetto Parma, endorsement di Salvini e Meloni, Bonino, centrosinistra, Italia in Comune, Varoufakis… Bonaccini. Tutto in un anno.

Alla fine, giratela come volete, si torna sempre a Bonaccini, perchè è lui il vero sostenitore di Pizzarotti, il primo che ha compreso le potenzialità del sindaco di Parma e che cercherà (e fa bene) di coinvolgerlo, a suo favore, alle elezioni regionali, alle quali Italia in Comune ha già dichiarato più volte di partecipare.

Pizzarotti non ha più alcuna alternativa a Bonaccini, è lui l’altra metà del suo cielo. Ieri ce l’avrebbero fatta di sicuro, oggi spira da nord un vento forte, fortissimo. Sono due uccelli con un’ala ciascuno che volano abbracciati. E che possono cadere a terra, insieme.

Andrea Marsiletti