Calvano (Pd): “In Emilia Romagna è stata un’elezione tutt’altro che negativa per il Pd, ma la sconfitta di Imola pesa. Ora congressi a tutti i livelli”

“A Imola abbiamo perso, è giusto ammettere la sconfitta e congratularsi con chi ha vinto. Questa tornata di ballottaggi si è chiusa anche con la vittoria a Salsomaggiore del nostro candidato Filippo Fritelli e complessivamente questo turno amministrativo ci consegna il governo di dieci comuni su diciotto, due in più di quelli che avevamo, quindi è stata un’elezione tutt’altro che negativa. Non può però chiaramente essere una consolazione perché il dato di Imola pesa molto sullo scenario complessivo.

Noi abbiamo costruito la nostra proposta, con una candidatura civica – e ringrazio Carmen Cappello per l’impegno e la passione che ci ha messo -, con un campo largo del centrosinistra ma evidentemente non è bastato. Il primo turno ci aveva dato un buon risultato ma nel ballottaggio i voti di Lega e 5Stelle si sono aritmeticamente sommati e il ritorno alle urne di quelli del primo turno non è stato per noi sufficiente.

Ma credo sia giusto e opportuno confrontarsi sul perché abbiamo perso, su quello che è successo e sul futuro del PD. Lo faremo qui e credo sia giusto farlo contemporaneamente anche a livello nazionale. Perché sicuramente ci possono essere questioni locali che hanno pesato ma non è possibile immaginare che non abbiano influito anche dinamiche nazionali, visto che il centrosinistra ha perso nove comuni capoluogo in tutta Italia sui quattordici che amministrava, visto che abbiamo perso tre ballottaggi su tre in Toscana contro la destra, visto che al centro-nord abbiamo eletto solo i sindaci di Brescia e di Ancona, unici capoluoghi tra i comuni al voto.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che per opporci al vento che soffia e alimenta la rabbia e le paure delle persone occorre essere saldi, capaci di proporre una visione alternativa. Dobbiamo avere una identità che, in questo momento, lo dico con dispiacere, non abbiamo. Occorre quindi ripartire e bisogna farlo con un congresso, anzi, con i congressi, a tutti i livelli del nostro partito. Congressi veri che ci dicano qual è la strada che vogliamo prendere.

Lo avevo proposto già all’indomani del voto del 4 di marzo e lo ribadisco ora: è urgente convocare in tempi rapidi e certi i nostri elettori e iscritti a tutti i livelli, che per l’Emilia-Romagna significa con un anno di anticipo, perché siano loro ad aiutarci a costruire la nuova identità del nostro grande partito. Confido che ci sia al più presto l’assemblea nazionale che definisca questo percorso. Dobbiamo arrivare pronti con idee e assetti chiari alle amministrative ed Europee della primavera del 2019 e alle prossime elezioni regionali”.

  1. Un commento paradossale! Che significa “elezione tutt’altro che negativa”?
    Magari ne riparliamo dopo le regionali del prossimo anno così cambierà il tono della affermazione: il 2019 sarà l’anno della scomparsa!

  2. I ballottaggi alle Amministrative hanno segnato una caduta delle roccaforti rosse, a dimostrazione che niente è inespugnabile. Gioisco fortemente per le vittorie del centrodestra e di tantissimi amici di Forza Italia lungo tutto lo stivale.
    Penso, però, che Forza Italia debba rivoluzionarsi: a contare sono le persone! Dove le persone sono valide, contiamo qualcosa e otteniamo successi, mentre dove ci sono paracadutati del potentato non esistiamo più. Una media nazionale del 7% non accontenta nessuno: su le maniche, serve una #RIVOLUZIONEFORZAITALIA e concordo con quanti, anche a livello territoriale, chiedono un cambiamento a livello dirigenziale.

  3. Avrebbe dovuto dimmettersi già dopo le comunali di Parma ma la poltrona questo non la molla mai. Anche se il Pd in ER va al 7%.

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