C’è da scommettere che Noè non lascerà un buon ricordo di sé a Parma (di Andrea Marsiletti)

No, non lascerà un buon ricordo di sé qui a Parma.

E’ questo il destino dell’ex comandante della Polizia Municipale Gaetano Noè, nei confronti del quale nelle settimane scorse la Procura di Parma ha chiesto il rinvio a giudizio per disastro colposo nell’indagine dell’alluvione del 2014.

E’ di ieri la notizia che la Procura di Parma lo sta indagando anche per abuso d’ufficio. L’ipotesi di reato deriva dalla sua presenza in servizio alla Cariparma Running nel 2015; tre suoi sottoposti fornirono a riguardo risposte agli investigatori e per questo essi avrebbero successivamente subito valutazioni professionali negative da parte dell’allora capo dei vigili.

La Cariparma Running, diciamo così, fece perdere di lucidità alla Polizia di Municipale che, proprio il giorno prima dell’annunciata conferenza stampa del Movimento dei Nuovi Consumatori sulla corsa di Noè, indagò per violazione della privacy il responsabile dell’associazione e altri che vi avrebbero partecipato, “colpevoli” di aver pubblicato dieci giorni prima, in occasione di un’altra conferenza stampa, documenti pubblici quali il Pubblico Registro Automobilistico e una visura camerale. Una tempistica quantomeno sospetta, così come il contenuto dell’indagine, non esistendo il reato trattandosi di documenti accessibili a chiunque… ma i vigili fecero di più, e si recarono sul posto di lavoro delle persone per identificarle e farle nominare un avvocato, millantando di agire per conto della Procura di Parma. Così non era come si appurò in una Commissione comunale, ma, per loro sfortuna, le dichiarazioni degli agenti furono registrate in un file audio che li inchioda, nel quale i vigili dichiararono per ben tre volte che li mandava la Procura, e che dell’esistenza di questa delega li avevano informati i loro superiori.

L’azione documentata di pubblici ufficiali che indagano e identificano sul posto di lavoro delle persone per reati inesistenti, alla vigilia della conferenza stampa sul loro comandante, dichiarando falsamente di procedere su mandato della Procura fu così clamoroso e grave che i parlamentari di Parma e il celebre magistrato Stefano Dambroso depositarono un’interpellanza parlamentare.

Quelle indagini, ammesso che siano mai iniziate, si rivelarono a tal punto “urgenti”, che a distanza di due anni nessuno dei tre indagati dalla Polizia Municipale è stato mai convocato da alcuno, tantomeno, ovviamente, dalla Procura.

Un mix di atti inquietanti di cui i protagonisti risponderanno in tribunale. Per quanto di competenza verrà coinvolto anche l’Ordine dei Giornalisti.

Poi Noè se ne va dalla nostra città.

Nel frattempo si viene a sapere che le stampe dei verbali della Polizia Municipale di Parma furono appaltate alla ditta per la quale sua moglie fa l’agente commerciale.

Lui dichiarò che non essere a conoscenza di quel fatto.

Già, non lo conosceva, ma c’è da giurare che quest’uomo i tribunali di Parma arriverà a conoscerli molto bene.

Andrea Marsiletti

  1. Sicuramente la dirigenza del corpo di Polizia Municipale è un compito di una importanza vitale in una Amministrazione Comunale che deve essere impostata alla tutela del territorio, nel rispetto delle Leggi e in particolar modo alla sicurezza dei Cittadini.
    La Polizia Municipale, come gli altri corpi di Polizia, devono espletare il loro compito nell’ambito della prevenzione e non, come spesso accade, della repressione cosa che questa Amministrazione ha privilegiato a discapito dei Cittadini. (vedi il caso Velox in tangenziale e le corsie preferenziali con videocamere ).
    E’ innegabile che a ricoprire questo incarico deve esserci un Dirigente altamente qualificato ed esperto, cosa che il ben noto personaggio, Comandante Noè, non ne aveva i requisiti. La Procura lo ha indagato per i fatti ben noti, e speriamo gli siano fatti pagare tutti gli illeciti da lui commessi.
    Remo Chierici Presidente Nuovi Consumatori

  2. GUARDAMAGNA (M5S): “IL NOE’ DELLA BIBBIA E’ UN UOMO RETTO CHE UBBIDISCE A A DIO, IL NOSTRO E’ INDAGATO PER ABUSO D’UFFICIO”

    Sei alla guida dell’auto e vieni inquadrato da una telecamera in città. Niente di nuovo fino alla settimana scorsa, quando viene data la notizia che il sistema di videosorveglianza gestito dalla polizia municipale di Parma conserverebbe immagini di veicoli oltre i termini stabiliti dalla legge (leggi). Sembra non si tratti di una svista, poiché l’auto di un cittadino – ma è poi uno solo? – incensurato sarebbe stata ripresa ripetutamente e le immagini conservate per almeno 2 mesi, nonostante la legge stabilisca un termine massimo di 7 giorni.

    Si potrebbe ipotizzare che l’operazione sia dovuta a motivi di sicurezza, ma in realtà non è così perché esistono precise liste di veicoli sospetti, rubati o senza assicurazione. Se uno di questi è fotografato i database delle registrazioni si dovrebbero incrociare con quelli delle liste, così che le foto siano automaticamente tenute per ulteriori accertamenti. In tutti i casi dove il dato non si ritrova in entrambi i database, la registrazione deve essere conservata solo per “sette giorni successivi alla rilevazione” (L’art. 6 comma 8 della legge 38/2009). Qui invece è avvenuto il contrario Senza gridare allo scandalo, iniziamo ad osservare che i cittadini, paradossalmente, potrebbero anche essere interessati a rinunciare a parte dei loro diritti – privacy inclusa – garantiti dalla legge in cambio del conseguimento di un vantaggio superiore, per ottenere obiettivi non di poco conto visto che quelli che cedono sono diritti vitali per una democrazia.

    Ad esempio, si potrebbe anche accettare il coprifuoco e quindi una legge che dopo le 8 di sera limiti la circolazione, a fronte dell’impegno dello stato e delle amministrazioni locali a ripulire le strade dai delinquenti garantendo così la riduzione dei reati. Nel film di fantascienza The Matrix, il traditore consegna Morpheus agli Agenti in cambio di un ritorno nella società, con promessa di un accrescimento di status, ricchezza, e perdita della memoria della vita – libera ma schifosa – precedente. Lui è disposto a rinunciare alla libertà e alla consapevolezza faticosamente conquistata per avere il vantaggio di un’esistenza ordinata e soddisfacente, in un contesto forse illusorio, ma appagante. I cittadini potrebbero quindi decidere di “scordarsi” temporaneamente di alcune delle proprie libertà se questo fosse utile al bene comune e vi fossero dei chiari vantaggi. Ed invece qui cosa succede? Che ti registrano come in The Matrix, ma non si sa il perché, e tutto questo in violazione della legge?!

    La differenza, non di poco conto, è che nel film quando ti affacciavi alla finestra o accendevi la TV, le immagini mostrate erano quelle di una realtà preformata, frutto di un programma preciso gestito dalle macchine per il controllo dell’umanità. Uno potrebbe dire che era un programma perverso, perché nascondeva una realtà ben diversa, ma almeno tutto seguiva il proprio ordine logico. Qui al contrario tutto è fatto apparentemente senza uno scopo, che se vi è non è stato comunicato agli interessati. Insomma, agenti della polizia municipale hanno conservato per mesi immagini di un veicolo appartenente ad un cittadino incensurato, e poiché le telecamere OCR volute dal comune registrano sistematicamente tutti i veicoli che passano in strada, siamo di fronte a un caso isolato o la violazione della privacy per motivi ignoti è invece assai più diffusa? Se così fosse allora Il “sistema” a Parma dà i numeri come in The Matrix, e controlla tutti, buoni e cattivi senza distinzione.

    Nessuno avanza teorie cospirative, ma dopo i recenti fatti che hanno coinvolto la vendita di profili Facebook all’insaputa di Zuckerberg, dovrebbe essere lampante anche al meno avveduto degli amministratori che detenere dati oltre i limiti di legge può comportare la sottrazione o la manipolazione dei dati stessi. Quindi perché assumersi tale rischio? Per quale motivo i cittadini di Parma dovrebbero acconsentire che la propria privacy non sia tutelata integralmente come previsto dalla legge?

    Purtroppo altre recenti e poco edificanti vicende hanno interessato il comando dei vigili urbani. E’ di due giorni fa la notizia che l’ex-comandante Noè (leggi: C’è da scommettere che Noè non lascerà un buon ricordo di sè a Parma (di Andrea Marsiletti), dopo essere stato coinvolto in un episodio ancora non chiarito sull’emissione di avvisi di garanzia fasulli nel Maggio 2016, è indagato per un nuovo reato. Gli avvisi senza data o timbro della Procura, ma regolari secondo l’amministrazione di Parma, erano indirizzati a tre cittadini – gli stessi che si interessavano alle indagini su PGE e le notifiche false.

    False le notifiche e falsi gli avvisi di garanzia emessi a mo’ di castigo divino? Non si sa, ma certo è che Noè, che nella Bibbia era un uomo retto e ubbidiva a Dio per rinnovare un’umanità corrotta, qui sembra essersi un po’ smarrito, al punto da diventare oggetto di indagine per abuso d’ufficio che avrebbe commesso contro altri agenti. Motivo: correva la maratona in orario d’ufficio e loro per averlo fatto notare sono stati oggetto di discriminazioni.

    Il tutto si somma al rebus sulla videosorveglianza, per il quale ci si chiede quale vantaggio concreto hanno ottenuto i cittadini in cambio di una violazione della privacy, che andrebbe come minimo discussa con gli interessati? Maggiore sicurezza? Non si direbbe, visto che intere aree cittadine sono diventate ormai da anni un far west viziato da spaccio continuo e furti in aumento. Le immagini trattenute sono vere, mentre i vantaggi per i cittadini sono solo virtuali, o parte di un programma non ancora realizzato, stile Matrix Redux … dei poveri naturalmente.

    Alessandro Guardamagna

  3. E che dire delle multe annullate per Buona Fede Non colposa dal solerte comandante????
    Spazio per aprire una bella inchiesta anche su questo fatto ve ne rimane?

  4. Altro colpo da collezione del Noe’….
    A differenza del suo omonimo Biblico, questo non riuscira’ ad evitare il diluvio di procedimenti che gli piovera’ in testa!

  5. Debbo ammettere che quanto narrato e provato dal direttore non lascia spazio a molti dubbi….
    Il fatto che dei pubblici ufficiali si rechino a domicilio per identificare dei soggetti e notificargli un avviso di garanzia asserendo di agire su impulso della Procura , quando non e’ vero, e’ sconcertante ed inquietante; in genere si viene convocati per essere identificati.
    Il reato di Falso Ideologico prevede che Il pubblico ufficiale, che ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni , attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, soggiace alle pene stabilite nell’art. 476 [487, 493]
    Per non parlare poi di un eventuale Abuso d’Ufficio che potrebbe configurarsi o peggio ancora Violenza Privata…..
    Direi che vi e’ sufficiente spazio per aprire un altro procedimento a carico del Noe’…..

  6. Dire in modo falso di agire per conto della Procura è un reato gravissimo. Spero che i responsabili siano messi nelle patrie galere perchè non commettano più questi reati contro altri cittadini.

  7. Sig direttore, articolo impeccabile ed equilibrato. Io ed i miei collaboratori ricordiamo bene quel giorno. Fui identificato come un delinquente che si apprestava a fuggire, davanti a tutti nella associazione che presiedevo. Io l’esposto denuncia lo depositai sul serio in Procura. Ed attendo i risvolti per capire il perché di un abuso vero e proprio, com’è magistralmente scritto dal dott. Dambuoso nella sua interrogazione al ministro di cui non abbiamo ancora contezza. Non provo odio ne disprezzo per quell’uomo, ma vorrei avere Giustizia, quello si. Mi recherò in Procura a chiedere a che stato è quel procedimento. Il comune di Parma , ovviamente, non ha mai preso posizione, se non quella di ribadire che il sig. Noe agi in base alla legge; quale, mi verrebbe da chiedere…Dott. Filippo Greci presidente onorario Nuovi Consumatori

  8. Abbiamo dei vigili comunali di primo livello. Chi sbaglia deve pagare, anche se ha addosso una giacca. La procura vada avanti fino in fondo.

  9. Sua moglie era l’agente commerciale di chi ha vinto l’appalto dei verbali della Polizia municipale e lui non ne sapeva niente…. grandissimo Noè!

  10. Quello di Comandante della Polizia Municipale di Parma è un posto maledetto. La maledizione ha già colpito sul caso Bonsu, poi su Jacobazzi e poi la Verrusio. Colpirà anche Noè.

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