E se per i leghisti di Parma fosse una vittoria di Pirro? (di Andrea Marsiletti)

Parma è verde, verdissima. Come noto la nostra provincia sarà rappresentata in Parlamento solo da leghisti.

Quello per Salvini è stato un voto di opinione impressionante, un’onda che ha travolto tutto.

Basti pensare che in meno di un anno, la stessa persona con la medesima alleanza, Laura Cavandoli, ha ottenuto 14.600 voti da candidata sindaco e 34.800 da candidata deputata. Ha più che raddoppiato il numero dei parmigiani che le hanno accordato la loro fiducia.

Chi ha pagato caro questo exploit leghista e il contestuale tracollo renziano è stato il migliore parlamentare dell’ultima legislatura (LEGGI), Giorgio Pagliari, persona molto stimata in città, che però il 4 marzo sembrava Willy il Coyote in fondo al canyon con un masso enorme che gli sta piovendo in testa, e lui per difendersi non può fare altro che aprire un ombrellino.

Ma venti e onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili. Ed è indubbio che la Cavandoli sia stata il candidato che ha condotto la migliore campagna elettorale, l’unica che è riuscita a farsi leggere qualche comunicato nel mare di ovvietà e di noia degli altri. Ha puntato sui “classici sempre verdi” leghisti, l’immigrazione, i clandestini, la sicurezza, ma lo ha fatto con efficacia, in modo composto nel linguaggio ma rimanendo fedele ai contenuti dell’ortodossia salviniana. Penso, ad esempio, al provocatorio comunicato sulla presunta applicazione della sharia all’Ospedale di Parma che per alcuni giorni ha tenuto le prime pagine dei giornali.

Cavandoli, Campari, Saponara, rispettivamente laureati in giurisprudenza, ingegneria e architettura, sono il volto di una Lega acculturata che non rinuncia alla radicalità. Del resto, si sa, sono sempre i borghesi a guidare le rivoluzioni, a condurre il popolo apatico e abitudinario alla vittoria e a organizzare la sua vita senza la borghesia e contro la borghesia: Robespierre, Danton, Lenin e Castro erano giuristi, Che Guevara e Marat medici, Pol Pot proveniva da una famiglia che frequentava quella reale.

Oggi i giornali nazionali accreditano come unico Governo possibile (sebbene complicatissimo) quello composto dal M5S e sostenuto esternamente dal Pd.

In questo scenario i leghisti parmigiani sarebbero tutti all’opposizione e quindi, non per colpa loro, con una capacità di incidere sulla destinazione delle risorse molto ridotta.

Se non ci fosse stata sintonia personale e politica con il Ministro Franceschini, nessuno di noi pensa che Pagliari sarebbe riuscito a far finanziare stabilmente il Festival Verdi. E chissà, magari, fermi restando i prioritari meriti dell’assessore Guerra e di “Parma io ci sto”, sarebbe stato più difficile ottenere la designazione di Capitale della Cultura 2020.

Nella compagine di questa ipotetica maggioranza a rappresentare Parma rimarrebbe solo Lucia Annibali, marchigiana, sconfitta nell’uninominale a Parma dalla Cavandoli, ma ripescata nel listino proporzionale a Vicenza. In campagna elettorale l’Annibali ha sempre dichiarato che in ogni modo si sarebbe fatta carico delle istanze della nostra città. Tutti i parmigiani si augurano manterrà fede alla sua promessa.

In caso contrario sarebbe l’ennesima mazzata per la credibilità del Pd di Parma.

Purtroppo la violenza che gli altri esercitano su di noi è spesso meno dolorosa di quella ci infliggiamo da soli.

Andrea Marsiletti

  1. Negli anni novanta ci fu un exploit della Lega, simile a quello dei nostri giorni. In consiglio comunale c’erano otto o dieci consiglieri, in provincia, con una legge elettorale diversa, e con forza italia ai massimi splendori, contavano due o tre parlamentari.
    Sic transit gloria mundi !!!!!!!!!!
    Con queste qualità politiche chiamate a Roma, per grazia ricevuta, se per caso a breve si tornerà a votare, il biglietto di solo ritorno a casa è già preparato |

  2. Cavandoli (Lega): “Sì al taglio delle tasse, no all’assistenzialismo”

    “In questi giorni di incertezza e di grandi manovre, mi stupisce che l’unico tema politico di cui si senta parlare, sia un provvedimento assistenzialistico di difficile realizzazione, gestione e copertura economica, invece di affrontare temi veri come lavoro e competitività”, dice la neo parlamentare parmigiana della Lega Laura Cavandoli.
    “Il nostro Paese ha bisogno di provvedimenti immediati di sostegno all’economia, per rilanciare i consumi, semplificare la vita alle aziende e permettere loro di investire e assumere, allargare la base dei contribuenti con l’emersione del nero. Il Paese, la sua economia, i mercati in cui le nostre aziende si muovono, non hanno i tempi dei palazzi della politica”, aggiunge la Cavandoli.
    “Già dal prossimo Documento di Economia e Finanza bisognerà iniziare a ridurre le tasse, perché solo liberando famiglie e imprese da un fisco opprimente si rilanceranno i consumi e con essi l’economia. La Lega vuole avviare al più presto la “Pace fiscale” (rottamazione delle cartelle Equitalia) per consentire a cittadini, commercianti e imprenditori di uscire dall’incubo e tornare a vivere”, prosegue la Cavandoli.
    “Dalla Crisi – conclude l’onorevole leghista – si esce solo con un’alleanza tra Stato e cittadini, non più sudditi da stanare e vessare. La storia di questo Paese dimostra che l’assistenzialismo di Stato non funziona, bisogna puntare allo sviluppo”.

    Laura Cavandoli, Lega
    Eletta alla Camera dei Deputati Collegio Uninominale 12 Parma

  3. Cavandoli (Lega): “Stop alle sanzioni contro la Russia”

    “Condivido la proposta di Coldiretti di sospendere le sanzioni economiche nei confronti della Federazione Russa”, lo afferma l’On. Laura Cavandoli, neo parlamentare parmigiana della Lega, che definisce “autolesionista” proseguire nella strada delle misure anti-russe volute dall’Unione Europea, soprattutto in un quadro internazionale molto cambiato.
    Cavandoli sottolinea che le misure commerciali contro la Russia hanno già recato gravi danni al “Sistema Italia”, in particolare nel comparto agroalimentare, che già deve confrontarsi con la politica di Bruxelles che danneggia le nostre eccellenze, con i prodotti contraffatti e con la graduale invasione dei prodotti di derivazione cinese.
    “Come ho più volte detto in campagna elettorale – aggiunge la Cavandoli – mi batterò in sede parlamentare a salvaguardare le nostre eccellenze, le nostre imprese e, più in generale, il Made in Italy”.
    “L’embargo totale che da anni blocca l’esportazione di frutta, verdura, carne, pesce, salume, formaggio europei, decretato dalla Russia in risposta ai nostri dazi – conclude – ha già provocato danni enormi alla nostra agricoltura e alla nostra industria alimentare. Nel frattempo, a livello internazionale sono cambiate tante cose, proseguire con i dazi per l’Italia sarebbe puro autolesionismo”.
    Cavandoli esprime la sua preoccupazione per uno scenario di gravi conseguenze favorito dall’arrendevolezza del Governo uscente nei confronti dell’eurocrazia di Bruxelles.

    • Bene,ma non eravate voi quelli dei dazi??Voglio dire che se anche l’Italia si comportasse come la Russia (nel suo caso con qualche ragione) molto probabilmente avremmo una riposta altrettanto decisa da parte di altri Paesi contro le nostre importazioni.

  4. SICUREZZA, CI SONO ANCORA DEI DUBBI SULLE PRIORITA’?

    Anche oggi le prime due notizie che apprendiamo dalla Stampa locale riguardano la Sicurezza della città e non sono per nulla tranquillizzanti.

    Un cittadino senegalese con precedenti penali, già espulso e che da tempo non dovrebbe essere nel nostro Paese, se ne va tranquillamente in Questura a richiedere il passaporto. Al rifiuto, aggredisce gli agenti.

    Un boss della droga albanese evade dagli arresti domiciliari all’Ospedale maggiore. Le forze dell’Ordine se ne accorgono durante un controllo di routine.
    Avete letto bene: “ boss”, “domiciliari” e “controllo di routine”!

    Io non vorrei nemmeno commentare queste due notizie, perché so in che condizioni sono costrette a lavorare le nostre Forze dell’Ordine: sotto organico, poco pagati, senza mezzi, costretti a vedere costantemente rimessi in libertà i delinquenti che arrestano.

    Da Parlamentare della Repubblica mi aspetto però che chi in città minimizza sulla questione Sicurezza o chi da Roma è venuto qui a raccontarci che è tutto a posto, cambi registro.

    Da parmigiana invece mi aspetto che tutti i controlli antidroga e anti delinquenza che ho visto ogni giorno per tutta la campagna elettorale, continuino anche dopo.

    Laura Cavandoli (Lega), parlamentare eletta nel Collegio Uninominale Parma e Bassa

  5. Queste elezioni hanno dimostrato per l’ennesima volta come il cittadino non si informi e non premi il merito. Se andate a chiedere a qualsiasi elettore per chi hanno votato all’uninominale, potrete verificare come un’ altissima percentuale di questi non conoscano neanche un un nome o storia politica delle persone che hanno scelto. Questo ha portato ad avere fuori dal parlamento un ottimo rappresentante della città di Parma come Pagliari. È innegabile che la colpa non debba ricadere solo sul cittadino, però quando i partiti parlano di elettori che hanno scelto i programmi viene da sorridere, poiché molti voti sono stati mossi più dall’odio che da scelte ponderate. Comunque , avremo la fortuna di vedere questi (sicuramente) degni rappresentanti cittadini lavorare per il bene della città come è stato fatto dai loro predecessori.

  6. Credo le promesse fatte dal Pd stavolta abbiano giocato a loro sfavore. La Lega a differenza a sempre cercato di stare con la gente e per la gente. Salvini ha scorrazzato su e giù per l’Italia ma sempre in mezzo al popolo non certi nei salotti, per cui la vittoria della Lega è sacrosanta. Basta chiacchiere o leggi che non devono a niente ma concretezza e la Lega ne è un esempio…..

  7. Gli eletti della Lega a Milano per incontro con Salvini. Presenti anche i parlamentari di Parma

    “La coalizione di Centrodestra ha la rappresentanza maggiore in Parlamento non si può pensare di metterci all’opposizione ”, spiega Laura Cavandoli che insieme agli altri onorevoli del territorio Saponara, Campari e Tombolato, ha partecipato all’incontro di tutti gli eletti della Lega con Matteo Salvini oggi a Milano.

    “C’era molto entusiasmo oggi a Milano: ci siamo ritrovati in 283 parlamentari di tutta Italia e nella riunione si festeggiava anche il compleanno di Matteo Salvini – aggiunge la Cavandoli – l’ho ringraziato per aver spinto tutti noi a un successo così grande.

    La sua leadership, insieme al lavoro sul territorio ha portato al risultato storico di Parma, dove la Lega ha fatto l’en plein”.

    “Ora – conclude l’avvocato leghista – abbiamo una grande responsabilità e, visto che noi non siamo abituati a scherzare con le aspettative degli italiani, bisogna mettersi subito al lavoro per Parma e per il Paese: ci sono partite che non possono aspettare come la Sicurezza e a Parma alcune infrastrutture come i ponti sul Po.”

  8. UNA LEGGE ELETTORALE PAZZESCA…. FATTA PER NON GOVERNARE. E come al solito chi paga per questa pazzia sono l’economia, le aziende, i lavoratori e lo stato sociale. Con questa Legge è palese che ai politici degli italiani non gliene frega un cazzo del popolo italiano. Abbiamo visto tutti il sorriso ironico e beffardo di Renzi alla prima intervista dopo le elezioni. Vorrei avere Renzi come vicino di casa e incontrarlo ogni mattina per le scale…. Per il solo gusto di sputargli in faccia ogni volta che lo incontro.

  9. Ma se Il mandato a governare non viene dato al cdx, allora, in ogni caso i referenti Pd che erano al governo, e che hanno permesso ai parlamentari Pd parmigiani i risultati indicati, non ci saranno più. Il Franceschini, indicato nell’articolo, è uno dei ripescati. Difficile ipotizzare che nel prossimo governo sarà ancora ministro e comunque sarebbe espressione di una componente di forte minoranza. Se è un ripescato difficile non ipotizzare che non verrà trattato quanto meno da pesce dai suoi ipotetici nuovi soci di maggioranza. Se il governo viene fatto invece dal csx i 5 stelle ne ricoprirebbero, quindi, una parte importante per non dire fondamentale. E allora sì che Parma avrà da preoccuparsi. Sappiamo quale simpatia hanno i 5 stelle per Pizzarotti. Di Battista in merito al festival Verdi disse che si trattava di un festival locale non meritevole di fondi pubblici e che se i Parmigiani lo volevano se lo dovevano finanziare da soli. Per quanto riguarda Lucia Annibali, anche con le migliori intenzioni, da nuova della politica com’è, e quindi senza alcun aggancio, e oltretutto rappresentante di un partito come detto in minoranza nell’ipotetica maggioranza, sarà ben difficile che possa arrivare ad ottenere qualcosa per Parma. Già avrà da fare ad ottenere qualcosa per il tema sulla violenza alle donne che è l’argomento per cui primariamente è stata candidata. Con il voto a questi giovani leghisti – per inciso i voti della Cavandoli sono quasi triplicati, non raddoppiati -i parmigiani, ma del resto anche molti altri italiani, hanno voluto esprimere il loro appoggio a chi vuole affrontare in un determinato modo determinati temi. E non come ha fatto il Pd, decidendo sopra le teste della gente su sicurezza e immigrazione, giusto per fare un esempio. È chiaro poi che le scelte contro corrente per invertire rotta presentano sempre un prezzo da pagare, che potrebbe essere avere Parlamentari all’opposizione.
    Quindi fondamentalmente penso Direttore, parere personale, che questa volta con questo articolo si sia volato un po’ basso. Si sia cercato, più che altro, di svilire questi parlamentari e di invitare il lettore a non votarli una prossima volta. Parlamentari che sono, non dimentichiamolo, espressione della volontà dei cittadini. Lo stesso svilire che Raineri rimprovera a Pizzarotti. Io, per carattere e per prudenza, prima di giudicare guarderei come si muovono questi parlamentari. Come ha detto anche lei sono tutti laureati, e non in Albania, e anche negli atteggiamenti si propongono in modo ben diverso dallo stereotipo leghista che fa molto comodo a taluni tirar fuori quando serve. In periodi in cui ci si rende conto che la globalizzazione morde i territori, li snatura e li impoverisce, avere un partito territoriale forte che si propone di preservare i valori, la sicurezza e l’identità locali non può essere che un bene. E chi non potrebbe essere più d’accordo e accorgersi di questo se non chi inneggia ad un popolo e ad un sistema di governo, quello Nord Coreano, dove questi valori, anche se sotto nome e bandiera diversi, sono portati all’estremo? Ricordo,infine, al proposito, per rafforzare quanto asserito, che uno dei più noti economisti di sinistra, il professore universitario Alberto Bagnai, ha deciso di candidarsi, ed è stato eletto, come indipendente della Lega, in quanto a suo dire è l’unico partito che dice cose di sinistra. La saluto Direttore, mi stia bene.

      • molto di più del reverse charge e l’aumento della ritenuta d’acconto che ha dato una botta ai piccoli artigiani, poi ci mettiamo il criter e la futura fattura elettronica vedremo quanti chiuderanno.
        le faccio notare che anche un economista del pd ha dichiarato che sarebbe utile anche per i redditi medio/bassi.
        hanno stratassato i beni di lusso dove l’italia è uno dei maggiori produttori col risultato di diminuire l’introito fiscale del 73% e chi ha i soldi sposta le barche in croazia e prende le macchinone con leasing in germania o romania.
        bella mentalità medioevale quella che se uno ha i soldi è da punire, se li guadagna in modo onesto vi disturba vero ???
        certo meglio il sinistroide marchionne che dopo aver avuto fior di finanziamenti ha portato la sede all’estero dove paga meno tasse, SVEGLIA !!!!!

        • Non cambi discorso cabassa,resti sulla flax tax che significa che indipendentemente dal reddito la percentuale di tasse pagate deve essere la medesima,che tradotto significa privatizzazioni (aumento delle tariffe).No poi mi fa ridere accusa marchionne (giustamente) accusandolo di essere niente altro che un approfittatore poichè il suo unico scopo è quello di pagare meno tasse possibili,ma poi nello stesso tempo sogna un Paese invaso dai marchionne del resto del mondo.Bah…

          • forse non sa leggere ma il tutto rientra nella lungimiranza di una certa politica che pensa di risollevare il paese aumentando le tasse, se la gente non ha soldi da spendere come pensa di far ripartire l’economia.
            non so che lavoro faccia lei ma io arrivo a quasi il 70% di tasse senza considerare i costi di interessi passivi che dobbiamo sostenere con le regole scritte nel post precedente, e l’ex deputato Romanini a Fidenza si è vantato che il suo governo le ha abbassate del 2% ……………
            se ci fosse una tassazione meno idiota chi ora porta i capitali all’estero sarebbe invogliato a rimanere pagando qui quello che a lei come a molti sembra poco ma sempre meglio che pagarlo all’estero, non capisco poi cosa centri la privatizzazione.
            Marchionne era solo l’esempio più lampante, il problema che la fiat come tanti altri hanno avuto aiuti di stato ed ora pagano le tasse altrove, l’idea di Salvini è molto chiara, vuoi trasferirti ? va bene ma mi ridai tutti i soldi pubblici ricevuti comprensivi delle varie casse integrazione o similari.
            si ricordi che gli artigiani sono il 98% della forza lavoro di questo paese e producono quasi il 70% del pil, se non ci lasciano vivere vedremo poi chi le paga la pensione

        • cabassa che ci voglia una tassazione piu’ equa nessuno lo mette in dubbio ma questo non deve significare passare da un estremo all’altro ovvero una tassazione cosi’ bassa e non progressiva che puo’ essere possibile appunto solo privatizzando i servizi e enti pubblici (se cosi’ non è mi dica lei dove trova le risorse).Senza dimenticare che non sta scritto da nessuna parte che l’abbassamento drastico della tassazione porterebbe meno evasione, ma piu’ che altro si limiterebbe ad essere un auspicio.Beh certo se poi il vostro alleato di governo piu’ importante è un condannato per evasione la cosa è ancora meno credibile…

          • Cabassa che di economia se ne intende sbaglia: gli artigiani sono solo il 110 per cento della forza lavoro.

      • Se a chi evade si danno 20 anni di galera, come negli USA, in modo che alla fine l’introito per lo stato è maggiore e si obbligano le aziende ad investire in Italia potrebbe esserla la flat tax di sinistra. Fin che non si prova non si sa.

        • Fino ad ora le politiche legaiole sono andate nella direzione opposta:cuneo fiscale,fedeli alleati di un condannato per evasione.Detto cio’ non trovo assolutamente di sinistra abolire la progressione per reddito delle aliquote fiscali.

          • Scusa ”compagno” ma chi ha decretato che una cosa per essere buona
            debba per forza essere di sinistra.Mi sembra che se guardi le economie
            mondilai di cose di sinistra ce ne siano ben poco. E’ ora di finirla con
            destra e sinistra, la situazione attuale in Italia chi la ha portata. Come
            pensi che se non ci sono soldi si possano aumentare le tasse?? pensi che
            si possa avere tutti ‘ vari ”reditto” se non si riprende il lavoro e l’economia, pensi possano piovere dal cielo i soldi per fare queste cose?

          • Roberto ma vallo a dire al “libero pensatore” che riporta una frase del candidato legaiolo bagnai il quale definisce la lega come unica forza politica di sinistra.Io infatti a tal proposito ho espresso i miei dubbi sulla flax tax come provvedimento di sinistra,tutto qui.In quanto alla situazione economica mondiale ha sbagliato persona dal momento che io non solo sono di sinistra ma anche comunista il che significa che non sono tanto per il miglioramento del sistema economico liberalcapitalista ma piu’ drasticamente per il suo abbattimento,faccia un po’ lei come mi possa piacere il sistema attuale…Non voglio aumentare le tasse ma nemmeno che i ricchi abbiano la stessa aliquota dei ceti bassi e medi come vorrebbe la lega.Sono contro ai vari redditi ma sono per una pianificazione della produzione in base agli interessi collettivi,un salario minimo garantito con un lavoro utile e dignitoso per tutti partendo dalla riduzione dell’orario di lavoro e dall’abbassamento dell’eta’ pensionabile.

  10. LEGA: “RIAPRIRE IL PUNTO NASCITE DI BORGOTARO”

    «Siamo a fianco del comitato “Insieme per vivere” e ci batteremo con loro. Il punto nascite dell’ospedale Santa Maria, a Borgotaro, deve riaprire. Purtroppo, per i cittadini che vivono in montagna questo è uno dei lasciti del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e del suo capo Matteo Renzi, che hanno tagliato in modo brutale e senza riguardo la sanità, incidendo anche sulle regioni che da sempre sono le più virtuose. Non vogliamo che arrivi il pendolarismo sanitario in Emilia Romagna».

    Lo affermano i parlamentari della Lega eletti nei collegi parmensi: i senatori Pietro Pisani e Giovanni Tombolato e la deputata Elena Murelli.

    I cittadini hanno avviato una battaglia legale con un ricorso al capo dello Stato e la richiesta, al Consiglio di Stato, di riesaminare la domanda di deroga alla sospensione del punto nascite (inviato anche al ministero della Salute). Un documento, quest’ultimo, votato dal Consiglio comunale di Borgotaro e da altre realtà montane.

    «I legali che seguono il ricorso – affermano i parlamentari – parlano di vizi di procedura, di superficiale applicazione di norme di legge e del tentativo di boicottare i cittadini. Sentiremo anche la Regione e l’Asl, a cui gli abitanti hanno inviato gli atti».

    • Caro ‘compagno’ grazie per avermi confermato che sei un comunista.purtroppo io alla mia età, dopo avere chiaramente anche passato il periodo comunista, ho presi atto che purtroppo è una pura utopia è che forse il più comunista di tutti fu Cristo. É chiaro che nel mondo capitalista non tutto è come vorremmo, ma mi piacerebbe sapere in quale regime comunista esiste la libertà è la libertà di intraprendere.purtroppo come si vede dove esistono ancora regimi di questo tipo la gente muore di fame e la corruzione è a livelli elevati.l’uomo purtroppo è così e almeno qui abbiamo la libertà di dissentire e provare a cambiare le cose per farle essere più vicine al popolo.guarda la Cina Quale livello di mancanza di democrazia è arrivata con la modifica della costituzione. È questo il comunismo, r meno male che ora sono i padroni del mondo. meglio tentare di cambiare il mondo con o poteri che abbiamo che sperare nel comunismo che oramai è morto e sepolto come le cose passate da 100 anni, mi spiace per le tue idee ma devi prendere atto che non hanno più senso, grazie per l’attenzione.

      • Si va beh il vecchio capitalismo dal volto umano…L’utopista è proprio lei che si illude di cambiare un sistema criminale (liberalcapitalismo) con le elezioni…O si sta da una parte o dall’altra non esistono mezze misure,da una parte si da mano libera alla finanza e ai capitalisti dall’altra tutto cio’ che è al servizio della persona è garantito abolendo le diseguaglianze sociali ridistribuendo i profitti.Ci sara’ qualcuno che ci rimettera’ ma vada pur sicuro che la maggioranza non potra’ che migliorare la propria situazione sociale.Se fossi in lei poi non mi esalterei troppo nel disprezzare la fine dei regimi piu’ o meno affini al marxismo dal momento che quelle piccole ma anche importanti conquiste sociali,almeno nella parte del mondo cd.occidentale,sono state raggiunte proprio grazie all’apporto dei movimenti sindacali e comunisti europei ma sopratutto alla presenza fisica di modelli alternativi al liberalcapitalismo come era appunto,seppur con i suoi molteplici difetti,l’URSS.

        • Ok ho capito purtroppo non c’è niente da fare, indottrinamento totale è solite frasi. Anche davanti alla evidenza si continua a non voler cambiare idea addirittura si è tornati a pontificare l’URss, buona fortuna e grazie comunque del confronto.

          • Pontifico l’Urss tanto quanto lei pontifica la “liberta’” vigente nel sistema liberalcapitalista.

  11. ALAN FABBRI (LN): “BONACCINI AMMETTA IL FALLIMENTO: IL VOTO ALLA LEGA BOCCIA ANCHE LE POLITICHE REGIONALI”

    “Da bersaniano a renziano e ora, dopo la sconfitta, pronto a scalzare l’ex premier che lo ha voluto nella segreteria nazionale. Stefano Bonaccini ne prenda atto: la debacle Pd non è solo un dato nazionale, ha ragioni anche locali. Il cratere sismico dove il presidente sbandierava successi ha votato in massa Lega. E anche il Patto per il lavoro che doveva risolvere l’economia regionale si è rivelato un flop. Cittadini ed imprenditori, adesso, guardano a noi per avere garanzie sul futuro”.
    Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione, analizza la situazione dell’Emilia Romagna alla luce del voto della scorsa domenica che ha consegnato al centrodestra e alla Lega la maggioranza delle province.
    “Oggi che anche l’istituto Cattaneo, dopo il risultato storico ottenuto dalla Lega e dalla coalizione di centrodestra in Emilia Romagna, certifica la fine delle regioni rosse, nel Pd si sta aprendo la guerra fratricida a caccia di colpevoli”, sottolinea Fabbri. “Il governatore dell’Emilia Romagna, pur riconoscendo che non esistono più posizioni garantite, continua a proporre il suo modello di governance della Regione come vincente. Sarebbe invece il momento di rendersi conto che, oltre al fallimento nazionale, nella nostra regione si è giocata una partita diversa, nella quale il Pd si dava vincente e invece ha perso”, continua il capogruppo.
    “Le zone del cratere sismico, dove secondo il presidente, nonchè Commissario straordinario al sisma, la situazione è stata risolta e la ricostruzione è a buon punto, hanno finalmente alzato la testa. Votando in massa il centrodestra con percentuali storiche hanno mandato un messaggio ben chiaro: le politiche di Errani e Bonaccini hanno fallito, non sono affatto un modello da esportare, ma piuttosto un sistema che schiaccia la ripresa da snellire e rivedere completamente, come da tempo la Lega propone”, prosegue Fabbri.
    “Ma non è l’unico grave tonfo delle politiche regionali volute da Bonaccini. Anche il mondo del lavoro e dell’impresa hanno voltato le spalle al Pd e oggi imprenditori ed aziende guardano alla Lega come punto di riferimento per la costruzione del futuro”. Evidentemente “anche il Patto per il lavoro, costruito su logiche superate, ma sul quale la Regione ha investito milioni di euro, e fiore all’occhiello della giunta Bonaccini non ha funzionato”. Il futuro per imprenditori e aziende “si garantisce solo attraverso politiche economiche concrete, complete e strutturate, che agiscono alla base del problema come quelle proposte dalla Lega a livello nazionale: flat tax, pace fiscale e più lavoro”.

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