INTERVISTA – Maestri (Pd): “Mi auguro che l’Annibali manterrà un contatto quotidiano con Parma. Ho visto all’opera i 5 Stelle, pertanto non si stupisco di rimborsopoli”

Intervista a Patrizia Maestri, candidata del Pd dell’ultima legislatura, non ricandidata a queste elezioni politiche.

Come stai vivendo questa campagna elettorale più “da fuori”, nel senso di non candidata?

Naturalmente sono amareggiata, sul piano politico, dalle scelte del Segretario Nazionale che hanno portato all’esclusione della gran parte dei parlamentari facevano riferimento alla “sinistra”. Ma comprendo bene che le battaglie che ho condotto in questi anni sui temi del lavoro e dei diritti, oltre che sul modello partito, non facevano di me la candidata ideale in questa fase, pur avendo agito sempre con lealtà e coerenza verso il partito come riconosciuto dal Pd a Parma che ha proposto unanimemente la mia ricandidatura, insieme a quella di Giorgio Pagliari e Giuseppe Romanini.

In queste settimane sto raccontando nei Circoli Pd l’esperienza dei 5 anni trascorsi, ripercorrendo soddisfazioni e delusioni. Il prossimo 26 febbraio presenterò pubblicamente il mio resoconto di mandato: credo sia un dovere di chiunque abbia svolto una funzione pubblica relazionare sul lavoro svolto. Pensavo a una mia ricandidatura come l’occasione per ricevere dagli elettori un giudizio “ufficiale” su quello che è stato fatto. Sono sinceramente dispiaciuta di non aver potuto dare loro questa possibilità.

La Lega sottolinea che l’Annibali non è di Parma ma si è candidata a Parma con quattro paracaduti (LEGGI). Credi che queste candidature “nazionali” possano incontrare difficoltà in termini elettorali?

Non spetta a me esprimere giudizi sulle singole proposte. La candidatura di Lucia Annibali testimonia un simbolo e un impegno concreto nel contrasto alla violenza di genere: oltre alla sua drammatica esperienza di vita, sul piano professionale ha lavorato per un anno e mezzo al dipartimento delle pari opportunità insieme alla ministra Boschi proprio su questo tema.

Le pluricandidature, che non riguardano solo lei, sono state utilizzate dal gruppo dirigente nazionale (non solo del Pd) per “blindare” la composizione dei futuri gruppi parlamentari con persone “allineate”. Non è un caso che la gran parte dei parlamentari uscenti del Movimento 5 Stelle sia candidata nella quota proporzionale (nei listini bloccati) e non nei collegi! Le candidature multiple, tra l’altro, penalizzeranno la rappresentanza femminile in quanto, per ogni donna eletta saranno eletti tanti uomini quante sono le pluricandidature di quest’ultima.

Lucia Annibali non ha conoscenza diretta del nostro territorio ma sono certa che avrà la pazienza e la costanza di farsi conoscere da tutti i parmigiani. Spero che, se eletta, manterrà un contatto quotidiano con Parma.

Quali credi siano i temi sui quali il Pd dovrebbe battere per ottenere consenso? Quali sono i risultati più importanti raggiunti dai Governi Renzi e Gentiloni?

Lavoro, lavoro, lavoro. Non solo per il consenso ma perché penso che sia questa la principale preoccupazione degli italiani. Grazie all’azione dei governi che si sono succeduti in questa legislatura e alle riforme che son state fatte, il nostro Paese è riuscito ad intercettare – anche se con affanno – la ripresa in atto: gli indici economici son tutti tornati in positivo e l’occupazione è cresciuta. Senza disperdere il lavoro fatto è quindi necessario rafforzare il dinamismo della nostra economia e, correggendo anche qualche errore compiuto in questi anni, assicurare un’equa redistribuzione della ricchezza e una riduzione delle disuguaglianze.

Sento tra le persone molta rabbia, a volte senza ragione specifica. Credo si tratti di una condizione determinata dall’incertezza che molti, soprattutto i più giovani, ancora vivono. E’ soprattutto a queste persone che, parlando il linguaggio della serietà e della verità, il centrosinistra dovrebbe rivolgersi per recuperare i consensi persi.

Ti ha stupito la “rimborsopoli” del M5S?

Non sono per niente stupita, avendo visto i 5Stelle all’opera a Montecitorio e sul territorio.

In questa legislatura e nella precedente sono stati aboliti tutti quegli istituti che i cittadini interpretavano, comprensibilmente, come ingiustificati privilegi. Nella prossima legislatura sarà possibile ottimizzare ancora il lavoro già svolto e sicuramente sarà fatto. In Parlamento era già evidente a tutti che alcuni deputati e senatori stellati gonfiassero le note spese (spesso nemmeno rese pubbliche) per garantirsi compensi più alti. Ma quelli che qualcuno definisce “costi della politica” sono in realtà “costi della democrazia” che presiedono all’esercizio libero del mandato parlamentare. Se ci sono o ci sono stati abusi è stato giusto colpirli e sanzionarli ma è sbagliato demonizzare continuamente la classe politica solo per questioni economiche.

Nel 2016 inviai una lettera alla Gazzetta di Parma spiegando la composizione degli emolumenti parlamentari. In quella circostanza ricordai il dovere che noi del Pd abbiamo di contribuire al funzionamento del partito a livello locale e nazionale: ho sempre creduto nella funzione costituzionale dei partiti e quindi ritengo un dovere sostenerli. Scrivevo che pur disponibile a rendere più trasparenti e tracciabili le spese rimborsabili non ero disponibile a trasformare la Camera dei deputati nella “Camera degli scontrini” come proponevano i 5stelle, aprendo la strada a polemiche e recriminazioni come vediamo in questi giorni. Scrivevo che fintanto che si utilizzeranno questi argomenti come strumento di lotta politica, il Parlamento continuerà a subire una quotidiana delegittimazione, che non fa bene al Paese e alla qualità della nostra democrazia. Dopo queste mie considerazioni sono stata come al solito bersagliata dal gruppo degli amici di Beppe Grillo e anche da componenti della Amministrazione Comunale allora ancora legati al Movimento.

Il 5 marzo sarà per il Pd la notte dei lunghi coltelli?

Intanto siamo tutti impegnati per ottenere il miglior risultato possibile. In caso di esito negativo più che ad una resa dei conti penso sarebbe necessaria un’assunzione di responsabilità da parte del gruppo dirigente nazionale. Credo che in ogni caso, indipendentemente dal voto del 4 marzo, il Pd dovrà aprire una riflessione sulla propria identità e sulla propria struttura politio-organizzativa. I limiti della nostra azione politica in questi ultimi anni sono del tutto evidenti.

Andrea Marsiletti

  1. Dichiarazione del gruppo regionale M5S Emilia-Romagna sul caso delle mancate restituzioni del consigliere regionale Gianluca Sassi, espulso dal MoVimento 5 Stelle:
    Il lavoro di Gianluca Sassi in questi anni all’interno del nostro gruppo, e in Assemblea Legislativa, non è messo in dubbio. Sassi però, con il suo comportamento riguardo al tema delle restituzioni, ha violato le regole del MoVimento 5 Stelle. Per questo, una volta accertate le sue responsabilità, è stato espulso. E per lo stesso motivo anche noi gli chiediamo di dimettersi dal ruolo di consigliere regionale. Anche se alla base del suo comportamento possono esserci state gravi ragioni di carattere personale, è nostro dovere ribadirgli l’invito a lasciare al più presto il suo posto in Assemblea Legislativa. Le nostre regole sono chiare. Noi non siamo come gli altri partiti.

  2. Intanto cara Maestri potrà sempre dire…, IO NON C’ERO, davanti alla debacle del PD. E poi la sua esclusione è stata voluta dalla CGIL di Parma per il suo voto a favore della soppresione dell’art. 18 (questa notizia gliela do per certa). I suoi stessi Compagni della CGIL l’hanno usata come capro espiatorio da dare in pasto ai tesserati incazzati. Lei ha sbagliato tutta una serie di mosse, politicamente si è suicidata.

Lascia un commento

Your email address will not be published.