INTERVISTA – Giampaolo Lavagetto: “Questa è la campagna elettorale più inutile di sempre. Il partito di Pizzarotti può essere interessante in prospettiva”

Intervista a Giampaolo Lavagetto, già assessore comunale di Parma, esponente “storico” di Forza Italia, oggi civico.

Che campagna elettorale stai vedendo a livello nazionale?

Quella che stiamo vivendo è la campagna elettorale che probabilmente rischia di essere la meno utile per il nostro Paese dalla caduta della Prima Repubblica.

Innanzitutto, potrebbe esserlo per il possibile ribaltamento tra l’espressione della volontà popolare e la formazione del prossimo governo nazionale. Per questa legge elettorale, infatti, le coalizioni elettorali con cui i partiti si stanno impegnando solennemente innanzi agli elettori, un minuto dopo essere entrate in Parlamento, si potrebbero scomporre per formare alleanza di governo e opposizione completamente diverse.

Inoltre vi è una rincorsa ad esasperare i toni da parte di tutti su temi fondamentali per gli italiani dimostrando di non avere capito il grado reale di esasperazione e\o paura dei cittadini.

In realtà questi sono temi che hanno ormai raggiunto livelli di emergenza e dovrebbero essere affrontati in modo sicuramente deciso, ma anche lungimirante. Alle promesse dovrebbero seguire soluzioni, concrete e realistiche di tipo definitivo.

Infine si stanno trascurando, o mettendo in secondo piano, tematiche fondamentali per il nostro immediato futuro. Ad esempio, in un Paese che continua ad invecchiare con una popolazione autoctona che fa sempre meno figli, non si stanno mettendo in campo proposte strutturali a favore della famiglia e della genitorialità. Altro esempio, è caduto nel vuoto l’allarme lanciato alcuni giorni fa dalle associazioni di categoria relativo al fatto che tra alcuni anni mancheranno medici per garantire l’attuale livello di assistenza primaria e specialistica sul territorio.

In altre parole, nell’era della politica orfana delle grandi ideologie e dei profondi ideali, fatta sui social e sul consenso del momento, le lungimiranti visioni strategiche per il futuro hanno lasciato il posto alla raccolta dei “mi piace” su Facebook.

E a livello locale?

Fatto salvo alcune eccezioni, il modo con cui i partiti hanno elaborato le loro liste elettorali dimostra quanto poco abbiano tenuto in considerazione il territorio nella loro strategia di politica nazionale. In realtà sono partiti dei leader, i quali, in vista di quella che dopo il voto si presenterà come una difficile partita a scacchi, hanno voluto garanzie di avere fedelissimi nelle due camere del parlamento.

Soprattutto, nelle liste del proporzionale, con cui si eleggono i 2\3 dei parlamentari, nelle posizioni sicure si sono paracadutati esponenti di partito anche da fuori regione, relegando i pochi rappresentanti locali nelle posizioni in cui sarà arduo se non impossibile essere eletti.

Il risultato è che anche a livello locale si assiste spesso a una riproposizione degli scontri visti sulle Tv nazionali, con buona pace delle tematiche del territorio. Inoltre, una volta eletti, molti di questi parlamentari li vedremo forse ancora tra 5 anni.

Infine, anche a livello locale, mi sembra ci si sia adattati alla campagna elettorale virtuale su social e comunicati, a scapito di quella “porta a porta” alla quale io sono ancora molto affezionato.

Chi credi la spunterà nei quattro collegi uninominali della nostra provincia, alcuni dei quali sembrano i sondaggi accreditano come molto equilibrati?

Nella coalizione di centrodestra colpisce il fatto che nessuno dei candidati all’uninominale sia espressione di Forza Italia. Certamente è il giusto riconoscimento della grande crescita della Lega Nord, non solo in termini di consensi, ma anche di personale politico locale, a partire dalle due candidate per i collegi di Camera e Senato in città, passando per lo storico esponete legista in provincia per il collegio alla Camera di Fidenza.

Tuttavia è anche il segnale della debolezza di Forza Italia nel nostro territorio, con una disparità di esposizione che potrebbe trasformarsi in un possibile effetto di trascinamento di voti da Forza Italia alla Lega Nord anche nel proporzionale.

Sul versante opposto, il PD mette in campo personalità di tutto rispetto, chi sul piano politico, vedi i due parlamentari uscenti, chi sul piano della propria storia personale, come la candidata al collegio per la Camera in città. Tuttavia, se Liberi e Uguali punta a fare male, elettoralmente parlando, a Renzi, non vi è dubbio che l’Emilia occidentale, l’area da sempre più sbiadita delle Regioni rosse, sia il luogo più facile.

Difficilmente vedo possibilità di successo per gli altri candidati, pur rispettando ed elogiando il loro senso civico dimostrato con la candidatura.

Prevedo, quindi, che in tutti i collegi di Parma ci sarà un inedito testa a tesa, dove saranno più le persone candidate che i simboli a fare la differenza… come dovrebbe sempre essere.

Tu sei in campo in questa campagna elettorale? Per chi?

Nel 2011 sono uscito da Forza Italia, partito che nel 1994 avevo contribuito a far nascere a livello locale. Da allora non milito in alcuna forza politica nazionale e, allo stato attuale, non ne sento nemmeno il bisogno. Per me la politica è una passione che però non necessita per forza di una militanza ideologica o dirigenziale, ma si basa sull’interesse di affrontare i problemi del mio territorio contribuendo a proporre soluzioni il più condivise possibile in ragione della loro efficacia ed efficienza e non del loro colore di appartenenza.

Naturalmente intendo esercitare il mio diritto di voto e quindi, visto che tra le tante cose brutte questa legge elettorale permette almeno nell’uninominale di potere scegliere il candidato senza la necessità di barrare alcun simbolo di partito, alla fine questa potrebbe essere la mia opzione, basandomi sulla conoscenze e la stima che ho per alcune persone in corsa e sulle loro proposte per il territorio.

Pizzarotti ha perso il tram di queste politiche o ha fatto bene a rimanere fermo?

Ha fatto benissimo. Sul piano personale, a pochi mesi da una rielezione ottenuta grazie alla sua indipendenza dalle logiche di schieramento nazionale, immischiandosi in queste “curiose” elezioni avrebbe avuto tanto da perdere e poco da guadagnare.

Sul piano amministrativo, proprio alla luce del successo alle recenti comunali, ha il dovere di concentrarsi per i prossimi anni nel trovare soluzioni ai problemi della città, in primis verso quelli che hanno ormai superato la soglia della sopportabilità e che attendono soluzioni definitive.

A tale proposito il nuovo soggetto politico a cui ha aderito può certamente essere interessante in prospettiva futura, se non altro nasce da chi ogni giorno vive a contatto con i problemi veri dei cittadini. Tuttavia, per i doveri a cui facevo cenno prima, non vorrei risultasse un prematuro distoglimento di tempo e soprattutto di concentrazione dal “lavoro” di Sindaco, il ruolo più appagante per chi vive la politica come spirito di servizio ma che richiede il 100+1% del proprio impegno.

Andrea Marsiletti

  1. Ha detto una cosa vera , campagna elettorale fuffa , studiata a tavolino dai partiti per non far vincere nessuno , e mantenere Renzi , spero che nessuno vada a votare.

  2. Giampaolo è uscito pulito da quella vergognosa indagine sui cellulari che gli ha stroncato la carriera politica. Adesso deve ripartire perchè un popolo che l’aspetta c’è ancora.

  3. Francesca Gambarini, candidata alla Camera per Forza Italia nel collegio plurinominale di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, ha incontrato oggi Confagricoltura: “È stato un incontro molto interessante e proficuo. Ho ascoltato le ragioni degli agricoltori e, se sarò eletta, mi batterò per sostenere questo settore così importante per la nostra terra. Tutela del Made in Italy, lotta alla contraffazione e taglio della burocrazia sono tre pilastri del programma di Forza Italia. In particolar modo ci sono stati rappresentati i problemi relativi all’eccessiva burocrazia che spesso crea difficoltà nell’accedere ai contributi europei. Semplificare deve essere una priorità che va di pari passo al taglio delle tasse e a politiche serie da mettere sul tavolo dell’Unione Europea per tutelare i nostri prodotti tipici”.

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