Pizzarotti, il Savonarola di Parma, colpisce ancora (di Andrea Marsiletti)

A Pizzarotti piace vivere pericolosamente.

E’ una persona che crede in quello che fa, tenace, disposta a sfidare l’opinione pubblica per le sue idee e ad assumere posizioni scomode.

Mercoledì in Consiglio comunale Effetto Parma voterà a favore della mozione per lo Ius soli presentata dal Pd. Sebbene si tratti di una mozione inutile dal punto di vista pratico e normativo, considerato che il Comune di Parma non ha alcuna competenza a riguardo, Pizzarotti la appoggerà. E lo farà incurante di mettere le dita negli occhi alla Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, ovvero al blocco di centrodestra che per due volte è stato determinante per farlo vincere al ballottaggio.

Al di là di qualche facoltosa festa di Capodanno, se si fa mente locale su quali siano stati fin qui gli elementi più caratterizzanti del pizzarottismo, sovvengono battaglie impopolari: la raccolta differenziata porta a porta, il risanamento del debito del Gruppo Comune di Parma anche a costo di aumentare le tariffe, la rottura con Grillo e il M5S, le politiche a favore dei rifugiati. L’amministrazione Pizzarotti si è spinta fin ad adombrare tagli ai disabili, che, politicamente, equivale a tuffarsi nella lava incandescente di un vulcano in eruzione. Ma anche i varchi elettronici, gli autovelox, i sensi di marcia sul Lungoparma fino alle pedonalizzazioni del PUM non sono stati acqua fresca per i cittadini e i commercianti.

In più occasioni il sindaco ha fin dato l’impressione di sentirsi investito di una missione pedagogica e moralizzatrice che ha avuto la sua visione plastica nell’albero di Natale a pedali.

Per Pizzarotti sarebbe stato più comodo togliersi di dosso il saio di Savonarola, lisciare il pelo agli elettori, smetterla con la differenziata esasperata al massimo, sgravare l’assessore al Bilancio Ferretti dal peso opprimente dei problemi finanziari e lavarsene le mani dichiarando lo stato di pre-dissesto del Comune di Parma come proposto da una mozione del Pd, fare buon viso a cattivo gioco con Grillo e dirgli di sì pure lui come fanno tutti quelli che gli stanno intorno invece di impuntarsi contro i suoi metodi, incatenarsi in San Leonardo perchè i giornali possano fotografare la sua opposizione alle politiche di accoglienza del Governo di centrosinistra.

Nulla di tutto ciò. E’ andato avanti, a dispetto dei santi.

Ma allora come ha fatto questo frate domenicano, solo contro tutti, che si flagellava e predicava contro la Chiesa e i depravati costumi del popolo, a vincere con il 58% dei consensi?

Nessun miracolo, ma il vantaggio di non essersi trovato contro né il Tribunale dei Commissari Apostolici né Lorenzo De Medici detto il Magnifico… ma il centrosinistra di Parma, che di “magnifico” sono vent’anni che non ha nulla e che alle ultimi elezioni comunali è riuscito a confutare la legge dei grandi numeri e a sbagliare tutte le mosse. E quindi, invece di mettere sul rogo Pizzarotti, quelli del Pd hanno iniziato prima ad accusarsi a vicenda di eresia e poi a bruciarsi l’uno con l’altro, fino a autodistruggersi. (leggi: Centrosinistra di Parma: tutte le mosse di un suicidio perfetto)

A quel punto per Pizzarotti la strada era spianata.

C’è da giurare che se i suoi nemici fossero stati i democratici parmigiani, invece di essere arso vivo in Piazza della Signoria, Savonarola sarebbe diventato Papa.

Andrea Marsiletti

  1. Gambarini (FI): “Pizzarotti non usi Parma come personale trampolino di lancio”

    “Il sindaco Pizzarotti la smetta di usare la nostra città come trampolino di lancio personale”. Così Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Fidenza (Pr), commenta la partecipazione del sindaco di Parma alla nascita del “Partito dei sindaci”. “Non è la prima volta che Pizzarotti antepone i suoi interesse personali a quello delle città che amministra – prosegue – . Lo ho fatto in occasione della sua uscita dal Movimento 5 Stelle e lo fa ora lanciando un nuovo partito. Invece di andare a Roma ogni due per tre, Pizzarotti potrebbe utilizzare il suo tempo libero a fare un giro per le strade di Parma e si renderebbe conto di come l’incuria e l’insicurezza la facciano da padrone. Parma ha bisogno di un sindaco che la ami, non di uno in cerca di una vetrina per se stesso. Se Pizzarotti ha intenzione di replicare a livello nazionale quello che ha fatto a Parma, si salvi chi può!!”

  2. Gambarini (FI): “Pizzarottiani e Pd, due facce della stessa sinistra medaglia”

    “I pizzarottiani di Effetto Parma hanno gettato la maschera: di diverso dalla sinistra hanno solo il nome del gruppo consiliare. Ieri sera il Consiglio comunale di Parma (a favore i pizzarottiani e la sinistra) ha approvato una mozione a favore dello ius soli. Si tratta di un documento prettamente politico date che ben sappiamo che il Consiglio comunale di Parma non può influire nei procedimenti legislativi nazionali. Ma la sinistra ed Effetto Parma hanno voluto a tutti i costi ribadire che loro vogliono lo ius soli e vogliono la cittadinanza facile per chi arriva in Italia. Il Consiglio comunale di una città dovrebbe occuparsi dei problemi di quella città. Discussioni ideologiche come quella di ieri a Parma tolgono tempo al dibattito sui problemi della città. E a Parma i problemi sono tanti, a partire proprio dalla sicurezza”. Così Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Fidenza (Pr) commenta la mozione a favore dello Ius soli approvata a Parma.

  3. direttore, sbagli nel raccontare quanti cittadini di Parma hanno rivotato PIZZAROTTI, non il 58%, MA IL 25% DEGLI ELETTORI e bene che anche il nostro lo tenga a mente per il prossimo tentativo di non tornare a lavorare !

  4. Freddi (Effetto Parma – Radicali): “Il nostro futuro vedrà il popolo dei migranti protagonista della costruzione di una nuova identità fondata sul meticciato”

    Care e cari Cittadini di Parma,
    lunedì 20 novembre, giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è ripreso lo sciopero della fame a staffetta a favore dell’approvazione dello Ius soli e Ius culturae. 901 insegnanti di tante scuole italiane hanno digiunato, spiegando ai loro alunni, le ragioni di questa scelta.
    La causa lo merita: al di là delle considerazioni d’occasione, sul riconoscimento dello Ius soli si gioca una battaglia di civiltà ed è per questo, che presentiamo in Consiglio Comunale una mozione in appoggio all’approvazione dello Ius Soli.
    Laura Cavandoli scrive che “il rischio è quello di invitare nuovi immigrati in un periodo in cui stiamo subendo l’invasione dei finti richiedenti asilo, con tutte le conseguenze in tema di degrado e criminalità. Questi sono solo alcuni dei motivi che ci portano a dire no ius soli, sostenendo che il popolo italiano assiste impotente alla svendita di uno dei diritti fondamentali, la cittadinanza, che è uno status che appartiene non a coloro che nascono sul territorio nazionale, ma rappresenta il peculiare mix di identità, storia, cultura e tradizioni che differenziano una comunità da un’altra”.
    Inutile parlare di numeri, di dati dei centri studio, delle fondazioni – il problema ideologico, di natura antropologica, tradotto il razzismo imperante nei discorsi pubblici delle destre, ne impedisce una lettura laica – che sottolineano l’importanza delle presenza degli immigrati nella contribuzione alla ricchezza nazionale, contribuendo col 9% di PIL o delle contribuzioni nette alla sostenibilità del sistema previdenziale dove vede oggi, il pagamento di 640mila pensioni di italiani autoctoni o, tornado allo Ius Soli, gli 800mila bambini nati da cittadini stranieri permettono a 86mila insegnati di lavorare e non di essere in mobilità.
    Tutto inutile, tutto ciò non serve, più forte è la vocazione razzista.
    Ovviamente non può mancare il binomio immigrazione/criminalità, su questo, ancor più facile è raggiungere i più profondi sentimenti di paura delle persone, della diffusa percezione dell’esistenza di un nesso tra immigrazione e criminalità.
    Esiste, realmente, un nesso tra immigrazione e criminalità?
    Il dato statistico che alimenta l’equazione “più immigrazione uguale più criminalità” è quello relativo alla presenza di stranieri in carcere, circa un terzo della popolazione detenuta in Italia. Solitamente, ci si arresta a questo dato, traendone la conclusione che, considerata la percentuale di stranieri in Italia, circa dell’8%, il tasso di delittuosità di questi è di gran lunga superiore a quello degli italiani.
    Eppure, occorre considerare che la stragrande maggioranza degli stranieri detenuti (circa il 90%) sono irregolari. Se si guarda a quelli regolari, la percentuale di detenuti sul totale della popolazione carceraria scende al 3%.
    Sono, quindi, gli irregolari che coprono la quasi totalità della percentuale straniera detenuta, a dimostrazione che investire in processi di regolarizzazione e di integrazione significa porre in essere un’azione di contrasto alla criminalità.
    Facile fare leva sui sentimenti di paura meno essere capaci di dire la verità.
    I processi di regolarizzazione e di integrazione sono stati aboliti per legge, con la legge Bossi-Fini, dove i cosiddetti “finti richiedenti asilo” sono PERSONE, che fuggono da condizioni di povertà coltivando un sogno, lo stesso sogno coltivato dai 30milioni di Italiani che hanno lasciato l’Italia in un secolo di storia.
    Esiste un problema di criminalità spicciola?
    Si, esiste e deve essere affrontato ma l’arma migliore che abbiamo, e sono i numeri che lo raccontano, è l’inclusione attiva, anche partendo dallo Ius Soli, ed è questo che renderà sicure le nostre città e proprio perché tutto questo è la realtà dei numeri, tutte le forze politiche sono chiamate responsabilmente a proporre politiche di inclusione ma, ad oggi, di proposte non ve né traccia.
    Lo si vede, ancora, dal fatto che a colmare un vuoto di prospettiva politica ci abbia dovuto pensare una forza extraparlamentare, quella Radicale, che il mese scorso ha consegnato alla Camera dei deputati oltre 85.000 firme a sostegno della legge di iniziativa popolare “Ero Straniero”, per superare la legge Bossi-Fini sul reato di clandestinità, riformare il sistema di accoglienza e introdurre canali legali e sicuri di arrivo in Europa.
    Certo, lavorare su questa strada costa tempo e fatica, soprattutto sotto periodo elettorale, dove è più semplice comunicare per frasi fatte. Ma è la strada maggiormente sostenibile a livello democratico, maggiormente vantaggiosa a livello economico e maggiormente indirizzata verso l’idea di un’Europa unita.
    Ma ancora una volta, tutto questo è inutile se il presupposto è il problema antropologico, è il raccontare di una falsa tutela, protezione culturale di italianità o cristianità ed è proprio l’opposizione all’Ius Soli, sta mettendo in crisi, in discussione la nostra identità, ed è per questo che bisogna capovolgere i discorsi sull’identità culturale.
    Chi attenta alla nostra cultura, ai nostri valori sono coloro che si oppongono al loro ingresso, opponendo la falsa identità razzista e xenofoba, di chi teme l’incontro con le differenze e su queste specula – non cosciente delle conseguenze – in chiave elettorale.
    Ma sono precisamente queste norme – o la mancanza di norme – che violano l’identità democratica, quelle carte d’identità delle nostre democrazie che si chiamano Costituzioni.
    Dobbiamo essere consapevoli che il rischio che stiamo correndo, è che tutti i nostri principi di uguaglianza, dignità della persona, diritti fondamentali, nel tempo possano diventare impronunciabili, cioè possono diventare una semplice lustra ideologica non più credibile, e che la nostra identità possa essere appiattita sulla loro negazione.
    Il rischio più grande che corrono le nostre democrazie è la pace, perché la pace si fonda sulla convivenza degli opposti, dei differenti, dei disuguali.
    Ed è proprio sulla base del rispetto dell’uguale valore che viene attribuito a tutte le differenze, che fanno di ciascuna persona un individuo differente dagli altri, ma anche di ciascun individuo una persona uguale alle altre, che si creano condizioni per la pace.
    Dobbiamo avere coraggio e lungimiranza politica e guardare alla realtà, che – partendo dal dato demografico – vedrà sempre più crescere la mobilità delle persone, questo dato rimarrà con noi e rimarrà in modo strutturale.
    Il nostro futuro vedrà il popolo dei migranti, essere protagonista della costruzione di una nuova identità, un’identità fondata sul meticciato ed a noi la scelta, di governare il fenomeno con intelligenza, con diritti e responsabilità, oppure di subirlo.
    Spero anche questo possa servire ad aprire una laica discussione in città, al netto delle tante difficoltà da affrontare.
    Grazie.

    MarcoMaria Freddi

  5. A gamba tesa per essere eclatante di una tematica “lo,ius soli,che non riguarda la c itta’ un segno di servilismo a Renzi.La politica del qualunquismo buona per tutte le stagioni .Tutto è chiaro Pizzarotti non si smentisce!

  6. Girano voci che il Pd abbia chiesto a Pizzarotti di candidarsi alla camera in città. Qualcuno ne sa di più?

    • Sono Voci ma!!! Si dice che tre indizi fanno una Prova ecco il primo in indizio si aspettiamo gli altri due

  7. È sopravvalutato direttore, la fattura che ci lascerà dopo questi anni sarà molto salata.

      • Certo che ha risanato con dei tagli. Però cara Erika oggi a Parma abbiamo il modello di accoglienza più stupido che esiste cioè scaricare i clandestini /profughi sulla città senza nessun controllo. e pizza è il promotore lo ha detto lui stesso che il modello Parma è da esportare.
        Poi ha venduto quote delle Fiere un gioiello come bene pubblico per finanziare un aeroporto con una linea a settimana cioè tecnicamente fallito.
        Se usciamo dal Centro storico tante zone sono delle discariche a cielo aperto quartieri interi San Leonardo, Oltretorrente, Pablo Ugozzolo.
        Vai alle 17 in Cittadella, gioiello architettonico della città, manca persino l’illuminazione ambiente ideale per i balordi.
        Allora dimmi te se tutto questo non sarà un costo futuro per la città?
        Ciao!

  8. Per fortuna che nel Pd di Parma sono cambiate tante cose e i responsabili della sconfitta sono stati messi da parte. Dall’Olio che fine ha fatto?

    • Non tutti i parmigiani hanno ancora capito quanto bene ha fatto Pizzarotti alla nostra città.

      • Infatti pochi mesi fa ce stato un link che spiegava molto bene come nascondere le cose,poi ci rivedremo presto quanti conti sono stati sanati andate a vedere i bilanci e poi vedrete come sono veri,e comunque ha chiuso delle partecipate sane ha venduto tutto per fare cassa oltre le tasse che pagiamo noi, siete capaci di andare a vedere invece di fare polemiche poi vediamo cosa dite ancora

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