INTERVISTA – Patrizia Maestri (Pd): “Il contributo di Mdp potrà essere determinante, spero se ne rendano conto. Renzi ha fatto anche cose positive ma ha isolato il Pd”

I temi dell’alleanza del centrosinistra, l’attuale divisione tra Pd e Mdp, il rapporto Pd-sindacati sono di grande attualità. Ne abbiamo parlato con la deputata parmigiana Patrizia Maestri (Pd).

Al di là delle dichiarazioni e dei posizionamenti sulla stampa, credi che i tentativi in atto di mediazione di Fassino e Prodi di ricucire la spaccatura del centrosinistra tra Pd e Mdp abbiano qualche possibilità di riuscita?

Piero Fassino ha il compito di ricucire le lacerazioni che si sono create in questi anni tra il Pd e i suoi interlocutori a sinistra, non solo sigle di partito, perché è evidente (e alcune delle ultime sconfitte elettorali lo confermano, a partire da quelle nei Comuni) che una parte dell’elettorato non si è riconosciuto nelle politiche di questi anni. Il fatto che all’iniziativa di Fassino si stiano associando esponenti di primo piano, come Romano Prodi, dà il segno della qualità del lavoro che sta provando a fare.

Certo non sarà semplice anche per gli errori che ha compiuto Renzi e che hanno portato il Partito Democratico ad isolarsi nella società. Io credo che, ancora una volta, gli elettori di centrosinistra ci chiedano unità, non per fare i conti con il passato, ma per impostare il lavoro che sarà necessario fare nella prossima legislatura.

E il contributo di Mdp potrà essere determinante, spero se ne rendano conto.

Quanto credi sia importante, soprattutto nei collegi uninominali, l’unità del centrosinistra? Anche nei collegi di Parma.

Sul piano elettorale l’unità è sempre un valore. Questo l’ha capito bene il centrodestra che litiga su tutto ma poi alle elezioni trova sempre il modo di presentarsi compatto, e per questo è tornato competitivo. Quando ci siamo divisi, penso in particolare ad alcuni Comuni della nostra provincia, abbiamo sempre perso e questo, lo dico senza timore di smentita, ha impoverito il nostro territorio e la qualità delle scelte politiche in campo.

Nei collegi uninominali il voto sarà anzitutto sul candidato proposto e, su questo, credo che il centrosinistra possa competere con l’ambizione di affermarsi nettamente.

Pd e sindacato. Tu conosci bene entrambi i contesti. Cosa fare per recuperare il rapporto che, almeno da quanto si legge sui giornali, pare compromesso?

Il rapporto tra la politica e il sindacato è profondamente cambiato già da molti anni. Parlare di “cinghia di trasmissione” non è più possibile ma ritengo che, in particolare per i partiti del centrosinistra, avere un’interlocuzione forte con i lavoratori e i loro rappresentanti debba essere una ragione fondante.

Io credo che vada apprezzato e valorizzato il fatto che il Presidente Gentiloni abbia riaperto, dopo anni di chiusura e sberleffo, il tavolo del confronto con Cgil, Cisl e Uil a partire dal tema della previdenza. Anche grazie a questo confronto, sul merito dei problemi, il Governo ha inserito già nella legge di bilancio dell’anno scorso delle modifiche importanti in tema di età pensionabile attraverso strumenti come l’Ape sociale che attesta la possibilità di lasciare il lavoro a 63 anni. Purtroppo il confronto di questi ultimi giorni non ha avuto esito pienamente positivo nonostante alcune aperture del Governo.

In questi anni sei stata molto presente sul territorio e il tuo nome compare su tanti emendamenti e interrogazioni a favore della nostra provincia e, spesso, dei suoi lavoratori. Cosa più ti rimane di questi anni?

Prima della fine del 2012 non avrei mai pensato di poter vivere questa esperienza, molto impegnativa ma anche molto stimolante. Ho vissuto questi cinque anni cercando di essere il più possibile presente sul territorio (e mi dispiace di non esserci sempre riuscita come avrei voluto) e di farmi interprete delle istanze che raccoglievo tra i cittadini di Parma che ancora – e a me piace molto! – hanno l’abitudine di fermarmi quando mi incontrano per un confronto a quattr’occhi.

Tra non poche difficoltà, insieme a Giorgio Pagliari e a Giuseppe Romanini, abbiamo ottenuto per il territorio di Parma risultati importanti anche se sarebbe sbagliato misurare il nostro lavoro solo in un’ottica territoriale tralasciando l’impegno nazionale che è parte del nostro ruolo istituzionale.

Certo, alcuni passaggi non sono stati semplici. Ma a Parma e Roma, nel gruppo Pd, ho incontrato persone straordinarie con le quali ho lavorato fianco a fianco quotidianamente.

Hai qualche rammarico? Qualcosa che non sei riuscita a fare?

A livello congressuale non ho mai sostenuto Matteo Renzi ma non ho mai avuto difficoltà a riconoscere le cose positive che ha fatto dal Governo. Il rammarico è quello di non essere riuscita, insieme alla “minoranza del Pd”, a fargli capire che l’isolamento in cui ha condotto il Pd ad un certo punto lo si sarebbe pagato. E oggi siamo a quel punto, purtroppo!

Cose che avrei voluto fare e, purtroppo, non sono riuscita sono diverse ma è impossibile fare un elenco perché in ogni provvedimento che abbiamo votato alla Camera il desiderio di inserire miglioramenti o aggiustamenti era sempre forte, ma non sempre è stato possibile. Penso soprattutto alla materia del lavoro e della previdenza, del sostegno alle persone con disabilità, alle quali ho dedicato gran parte del mio impegno.

Quando si decideranno le candidature per il Parlamento? Ricandidarti è un tuo obiettivo?

La legislatura sta finendo ma non è ancora terminata. Credo che ogni valutazione prima della fine dell’anno sia prematura e inopportuna. Il Pd di Parma ha appena celebrato il suo congresso ma ancora non è completata la composizione degli organismi dirigenti ai quali spetterà una valutazione in questo senso. Ho vissuto queste esperienza come l’opportunità di essere utile ai cittadini di Parma e del parmense e, nel limite del possibile, penso di esserci riuscita. Prima di parlare di candidature occorrerà che si delinei il quadro politico di riferimento nazionale e il perimetro della coalizione. Penso che con l’inizio del 2018 sarà possibile fare valutazioni più puntuali anche sul piano personale.

Andrea Marsiletti

  1. Una legge elettorale pericolosissima per la democrazia ha creato questa situazione ed ora si cercano improbabili ammucchiate pre-elettorali per vincere ben sapendo che dal giorno dopo le elezioni saremo daccapo. Poi fanno finta di voler contrastare l’astensionismo…..ed il populismo…..

  2. Renzi doveva cambiare , tirando dritto ha danneggiato questo paese , chi e’ causa del suo mal ……………

    • Renzi ha danneggiato questo paese!!!
      Elenchi i danni invece di enunciare spot inculcati.
      Forse lei pensa che Renzi abbia governato negli ultimi 20/30 anni come baffino e combriccola!? Bene si sbaglia.

  3. Questo commento della deputata PD è un vero e proprio SUICIDIO comunicativo e politico.
    Possibile affernare cose del genere ?
    E per di piu’ a danno dell’immagine del suo partito ?
    Questi deputati – con il cuore MDP – dovrebbero abbandonare la politica : sono il miglior veicolo propagandistico per la destra populista e truffaldina.

  4. on vi e’ chiaro che avete finito , l gente ve lo ha fatto apire in tutte le maniere, ma a roma si dice in culo vi centra in testa no, adesso la gente vuole i 5 stalle

    • i cinque stalle: evviva.
      UNA STALLA PER TUTTI. Questo è il massimo che potranno regalare agli italiani.
      La prima la daranno ad NN !

  5. Sabato 25 novembre alle ore 14.30 al Circolo Inzani in Strada comunale Moletolo, n.61 a Parma si terrà l’assemblea aperta della sinistra “Cambiamo musica”, “per una nuova proposta”.
    L’incontro è promosso dai partiti Articolo Uno Mdp, Sinistra Italiana e Possibile.
    I cittadini sono invitati a partecipare.

    • La Musica ve la suonerà la DESTRA appena dopo le elezioni.

      Una Destra che vi ringrazierà a vita per il successo elettorale che Voi le regalerete .

      Auguri per altri 20 anni a fare analisi del voto dopo la sconfitta !

    • La nuova proposta ?
      La definiscono in questo modo gli scissionisti predicatori della sconfitta a 360 gradi.
      L’unica proposta che sono in grado di fare è quella di piangersi addosso.
      Sono i denigratori per eccellenza di una sinistra democratica e progressista. Il livore e l’odio personale sono le sole tematiche che li tiene uniti: capaci solo di blaterare , vaneggiare e vagheggiare di linee politiche per le classi meno agiate perdonbo il loro tempo per creare il caos a sinistra in barba a qualsiasi sforzo unificante.
      Insomma sono i migliori alleati della Meloni e compagnia.
      Faranno coppia – dopo le elezioni – con i manganellatori del buffone genovese,in qualità di logore ruote di scorta.
      Che pena . Piuttosto che questi tristi ed impegnati tifosi della sconfitta meglio Berlusca.

  6. Liberarsi del vecchiume di D’Alema, Bersani e Errani fa solo guadagnare voti. Meglio perdere che trovare certi poltonari di professione.

  7. Sottoscrivo parola per parola quello che ha detto la Maestri: serve unità per dare un Governo non populista e non razzista all’Italia.

  8. O c’è l’unità o ci sono le regolazioni di conti dentro il Pd. Nel caso di divisioni la sconfitta è sicura per il Pd e Mdp non entrerà neanche in Parlamento perchè gli elettori di centrosinistra li puniranno severamente.

  9. Mdp gioca allo sfascio e farà di tutto per far vincere il centrodestra. La sinistra è sempre stata così: tanto peggio tanto meglio.

  10. Quello che ha detto la Maestri in poche parole è la verità di quello che è successo in questi anni nel centrosinistra.

    • NON E’ la verità.
      E’ qullo che pensa . Che è cosa ben diversa dalla VERITA’.

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