Pd, Centristi e Parma Protagonista sulla “partecipazione narrata e sbandierata” : “Quale legittimità ha la Consulta dei Popoli? Partecipano in 5 su 25, l’ultimo verbale è di un anno fa”

La riunione della Consulta dei Popoli che si è tenuta venerdì scorso è l’occasione per farci e a fare al Comune alcune domande sulla cosiddetta partecipazione.

La prima è di legittimità: se è vero che “Il Presidente e il Consigliere Aggiunto restano in carica per il mandato del Sindaco” (come dice l’apposito Regolamento), quando saranno nominati i nuovi organi? Per la verità, di questioni di legittimità ce ne sarebbero anche altre: i membri attuali hanno i requisiti previsti per far parte della Consulta? E soprattutto: come sono stati scelti? si tratta davvero di scelta libera o di una cooptazione più o meno esplicita da parte della Giunta?

Domande che portano al nucleo della questione: chi rappresenta la Consulta dei Popoli e in che rapporto è con le diverse nazionalità presenti sul territorio? Che funzioni svolge esattamente nei confronti del Comune? In che modo contribuisce alle sue scelte politiche?

Oggi più che mai sarebbe fondamentale la partecipazione dei cittadini stranieri alla costruzione di una città plurale dei diritti e dei doveri, ma finora della Consulta abbiamo sentito solo una flebile voce. E non crediamo per colpa dei suoi pochi superstiti, che fanno quello che possono (alla riunione avrebbero partecipato 5 membri su 25 – esiste il numero legale? – e l’ultima riunione di cui sia disponibile un verbale è di un anno fa!).

Temiamo che si tratti di una di quelle forme di partecipazione “narrate”, come lo sono tante cose di questa amministrazione. Ossia sbandierate ma poi non realizzate, non accompagnate, non curate. Perché fa comodo avere la Consulta, purché non ci sia per davvero.

Crediamo che sia giunto il momento di riparlare di partecipazione – quella vera – e di rimettere in discussione i modi in cui i cittadini possono diventare soggetti del governo del territorio, con tutta la fatica e il carico di responsabilità che questo porta con sé.

Ripensare la Consulta (e i CCV) è il primo passo di questa lunga strada, che a nostro modo di vedere si può percorrere a due condizioni: passare attraverso elezioni vere (quelle in cui le persone tornano a parlarsi, a incontrarsi, a discutere); e dare agli organi eletti l’ascolto e lo spazio di azione che meritano.

Parma Protagonista – Parma Unita Centristi – Partito Democratico

  1. IL SUK DELLA POLITICA PARMIGIANA. Ahamed, Fatim, Bhasir…… ma in quale caxxo di SUK mediorientale sono capitato. Sentivo già odore di fritto e donne in burqa camminare per strada. Poi leggendo l’articolo mi sono reso conto che parliamo di Parma e di un non ben definito organo “consulta dei popoli”. Ma consulta di cheeeeeeeeee…… In Italia c’è una sola consulta si chiama COSTITUZIONE. Chiunque soggiorna o abita in Italia si deve attenere alle nostre leggi.


  2. LibertàEguale Parma: “L’attacco dell’opposizione di sinistra serve solo a screditare la Consulta dei Popoli, che invece va sostenuta”

    L’associazione Libertà Eguale, è per suo statuto esterna alla competizione politica ma al tempo stesso è parte del centro sinistra e del riformismo italiano ed europeo, alla cui evoluzione cerca di contribuire con la sua attività culturale e di elaborazione programmatica.

    Tra i temi che l’associazione pone al centro della propria attenzione stanno quelli legati all’inclusione dei cittadini che, provenendo da Paesi e mondi diversi, cercano e spesso trovano nel nostro Paese risposte ai propri bisogni fondamentali, economici e in generale umani.

    L’impegno dell’associazione è quello di contribuire alla costruzione di una comunità locale inclusiva, nel rispetto delle culture di provenienza dei nuovi cittadini e nella salvaguardia dei valori fondanti della comunità di accoglienza, a partire dallo stato diritto, dalla democrazia, dalla costituzione e dalla solidarietà. Ritiene che questo sia il più rilevante problema che le istituzioni democratiche debbano oggi affrontare.

    Per questi motivi, Libertà Eguale di Parma associa o interloquisce con numerose personalità e associazioni che raccolgono i cittadini non italiani, ne seguono i problemi, li sostengono nello sforzo di inserimento e di integrazione, premessa ineludibile anche nell’ottica della sicurezza e dell’armonia della convivenza.

    L’introduzione nello Statuto e nei regolamenti del Comune di Parma della Consulta dei Popoli e l’istituzione del consigliere aggiunto hanno rappresentato un passo utile e altamente positivo a sostegno delle politiche di inclusione, in vista di un auspicabile allargamento dei diritti di partecipazione politica a tutti quanti, con il pagamento delle imposte, contribuiscono al sostegno dei servizi e delle istituzioni locali.

    Questa premessa motiva lo stupore prodotto dalla sconcertante uscita della opposizione “di sinistra” in consiglio comunale in merito alla attività e, addirittura, alla legittimità della Consulta dei Popoli. (LEGGI)

    Se l’intento era quello di attaccare il Sindaco e la maggioranza in consiglio, cosa in sé legittima da parte di un’opposizione, il risultato della sortita, con le sue allusioni, le sue insistite domande retoriche (quando saranno nominati i nuovi organi? i membri attuali hanno i requisiti previsti? come sono stati scelti? in che rapporto sono con le diverse nazionalità presenti sul territorio? Che funzioni svolge esattamente nei confronti del Comune? In che modo contribuisce alle sue scelte politiche?) ottengono l’effetto di screditare e delegittimare un prezioso organismo che invece avrebbe bisogno di sostegno e incoraggiamento.

    Per motivi tutt’altro che chiari, l’opposizione di “sinistra” si è prodotta in un attacco che da un lato ha mobilitato gli immancabili odiatori xenofobi da tastiera, dall’altro ha introdotto un inquietante sospetto di tentata intromissione partitica in un organismo che per sua natura deve restare fondamentalmente legato alla rappresentanza dei bisogni comuni ai residenti non italiani, indipendentemente dalla provenienza geografica, religiosa e politica.

    Quanto sia difficile e complesso individuare questi comuni bisogni, trovare un denominatore comune a punti di vista diversissimi fra loro, a condurre persone e famiglie per le quali la democrazia occidentale è spesso cosa estranea alla loro diretta esperienza, lo sa chi accanto ai nuovi concittadini ha vissuto e con loro ha collaborato. Uscite come quelle di questa opposizione, così lontane dalla dura e complessa realtà dell’inclusione, rendono tutto più difficile e minano la capacità della città di affrontare con le armi della cultura e con l’attrezzatura delle istituzioni democratiche, il più importante problema che qualsiasi amministrazione italiana ed europea ha oggi nella propria agenda.

    LibertàEguale Parma giudica positivamente l’esperienza della Consulta e l’attività della sua rappresentanza in Consiglio Comunale. Auspica che la vita democratica della Consulta si rafforzi libera da interferenze di sorta, nel rispetto delle procedure regolamentari. Ad essa va assicurato il sostegno di tanta parte della città, delle associazioni, del volontariato e, nei limiti della propria capacità anche della associazione che firma questo comunicato.

    Auspica infine che i problemi emersi e qui richiamati siano oggetto di valutazione e presa di posizione da parte di sindacati, associazioni e infine da parte del Consiglio comunale.

    LibertàEguale Parma

    • In questi giorni molti di noi hanno letto sui giornali interventi sulla Consulta dei popoli, alcuni con toni anche polemici. Mi sembra però che tutti gli interventi condividano una tesi fondamentale: l’importanza della consulta e del compito al quale collabora. Proprio perché si condivide tale importanza, è bene che questo organismo sia forte, solido ed effettivamente rappresentativo delle comunità straniere presenti sul territorio: questo è quanto chiede sia l’opposizione, sia chi, come me, della consulta fa parte. Non si tratta di disconoscere il lavoro che è stato fatto fino ad ora, né di valutare l’azione di singoli, ma di partire dai limiti dell’esperienza dei primi anni della consulta, limiti che molti di noi, dall’interno, ben conoscono e condividono, per lavorare insieme ad un suo miglioramento e potenziamento. Troppi stranieri a Parma, e spesso intere comunità, ne ignorano esistenza e funzione, i cittadini stranieri non hanno mai votato per eleggerne i membri, la consulta non ha un calendario e una sede fissa per le proprie riunioni. Personalmente ritengo che qualsiasi organismo di rappresentanza (e la consulta dovrebbe essere tale, non è una semplice associazione di volontari) dovrebbe passare attraverso un voto. La partecipazione, come qualcuno ha sottolineato nei vari interventi, richiede impegno, discussione continua e lavoro, nonché il coraggio di vedere le proprie debolezze e affrontare critiche. Dunque, ben venga l’interesse di tutti sulla consulta dei popoli, e ben venga l’intervento dell’opposizione, che chiede chiarezza e rafforzamento delle regole della consulta, perché sicuramente una delle sfide più forti delle nostre democrazie oggi passa per le dinamiche di inclusione e coinvolgimento delle differenti culture che fanno parte ormai del nostro tessuto sociale. Per questo, ringrazio chiunque voglia dare il suo contributo alla costruzione di una consulta più forte, con regole chiare, e maggiore capacità di rappresentare e coinvolgere le comunità straniere e chiedo, per questo la collaborazione di maggioranza ed opposizione: il nostro futuro, la sicurezza, la serenità e, soprattutto, la nostra democrazia, passano anche attraverso questo lavoro.
      Suhail Mushtaq, membro della consulta dei popoli (nella foto a sinistra)

  3. È arrivato il momento che questa fantomatica Consulta si faccia per davvero. Ho degli amici della comunità filippina che sono organizzati e che non sanno niente cosa fanno in questa consulta chi guida.

  4. La presa di posizione della minoranza consigliare sul funzionamento della consulta dei popoli lascia perplessi e turbati quanti a questo istituto si sono con passione, e senza trarre beneficio personale alcuno, dedicati.
    Dispiace anzitutto constatare l’approssimazione e la mancanza di conoscenza dell’organismo in questione da parte dei presentatori, a partire da quanto detto sulla durata in carica del Consigliere aggiunto.
    A termini di regolamento, questi scade 30 mesi dopo la sua nomina; il consiglio comunale decaduto volle evitare (su proposta del gruppo PD) la coincidenza del rinnovo dell’assemblea cittadina con quello del consigliere aggiunto, per garantire continuità nella rappresentanza e sottolinearne il carattere non partitico ma consultivo e rappresentativo.
    Sulla attività della Consulta e su quella del Consigliere aggiunto, non intendo dilungarmi. Mi limito ad assicurare l’opinione pubblica che il lavoro fatto in questi anni è stato intenso, faticoso e altamente produttivo, ancorché applicato ad una materia di titanica difficoltà.
    La presa di posizione dei rappresentanti dell’opposizione addolora in particolare perché disconosce il lavoro svolto e ne sottovaluta le immense difficoltà.
    Accompagnare all’esercizio della cittadinanza attiva e della democrazia una base fatta di oltre cinquanta provenienze, culture e religioni diverse, se è impresa di enorme difficoltà, è anche un obbiettivo dal quale non potersi prescindere volendo costruire una società che accoglie e accogliendo si muove per creare le condizioni della sicurezza nella difesa dei propri valori fondanti.
    La Consulta dei Popoli, istituto di civiltà che onora Parma, chiede di essere sostenuta e aiutata nel proprio prezioso e immane lavoro. Tutto quanto, al di là delle intenzioni, ne produce delegittimazione è da considerarsi un danno inferto non ai nuovi parmigiani ma all’intera città

    MARION GAJDA
    consigliere comunale aggiunto

  5. Il problema, è che loro hanno trattato la Consulta come un’associazione di stranieri qualunque. Invece è un organo di rappresentanza. Perciò se hanno il senso delle istituzioni si devono dimettere. Ma non lo hanno questo senso.

  6. Documenti cosa hanno fatto in questi anni. Altrimenti se ne vadano tutti a casa che il Comune fa a meno di loro.

  7. Il Pd di Parma è riuscito a perdere il voto anche degli extracomunitari. Sono dei fenomeni. Quello degli italiani non lo vedono più neanche col binocolo

  8. Anche io sono albanese e posso dirvi che marjon il consigliere aggiunti albanese è un delle persone più brave e che meglio ci rappresenta. Sta facendo un bellissimo lavoro e che siamo orgogliosi che sia albanese. Afrim Ma da chi dobbiamo farci rappresentare , da quelli che hanno cambiati 3000 partiti perché vogliono aggrapparsi da qualche parte? E che si vergognava fino a ieri di dire che era albanese?ma daiii ..oppure da quel altro che non sa parlare albanese figuri italiano. Siete invidiosi . Lasciate lavorare la gente brava e preparata .

  9. Rimango perplesso dalle recenti dichiarazioni del Consigliere Eramo riguardo la Consulta dei Popoli e l’accusa di presunta illegittimità della sua nomina che denotano una scarsa conoscenza dei cinque anni di Amministrazione appena trascorsi.(LEGGI)

    Sarebbe bastato documentarsi, magari dialogando con i componenti della Consulta stessa o visitando più semplicemente il sito del Comune, per ripercorrere le fasi di costituzione e venire a conoscenza degli incontri propedeutici fatti con tutte le comunità nel 2015 (LEGGI)

    Un percorso di ascolto, di suggerimenti e di proposte che ha portato alla stesura di un Regolamento e la nomina interna di due rappresentanti per Comunità al fine di garantire una omogenea e corretta rappresentazione di tutte le nazionalità all’interno dell’Organismo nonché la nomina di un Consigliere Aggiunto in Consiglio Comunale.

    Nessuna ‘cooptazione’ quindi e nessuna imposizione da parte dell’Amministrazione, ma una scelta democratica e libera delle Comunità.

    Colgo l’occasione per ringraziare i membri della Consulta per l’impegno profuso nei due anni di attività e per le diverse iniziative portate avanti dando voce a tutti i ‘cittadini’ in un’ottica di integrazione e convivenza e per essersi in più occasioni schierati apertamente contro ogni forma di violenza e illegalità.

    Mi rammarica constatare l’ennesimo tentativo di screditare l’attuale Amministrazione con una narrazione “fantasiosa” della realtà al solo scopo di guadagnarne in visibilità.

    Cristian Salzano
    Capogruppo Effetto Parma

    • Fare il magazziniere è molto più semplice che fare il capogruppo sig. Salzano. Ma ti voglio ricordare che lo Statuto del Comune è molto più semplice che i tuoi amici stranieri.

  10. il presidente della Consulta dei Popoli, il Vicepresidente e il Consigliere aggiunto sono stati eletti alla fine di un percorso di coinvolgimento delle comunità Straniere a Parma che hanno individuato, ognuna, due rappresentanti da candidare alle elezioni.
    la Consulta è sempre aperta all’inserimento di rappresentanti di comunità che ancora non hanno aderito.
    L’idea della figura del Consigliere aggiunto è stata , per la prima volta, proposta da un Cittadino Italiano di origine straniera, durante la Giornata dei 500 ( Giornata della Democrazia) che poi ha seguito il suo iter fino ad essere inserito nello statuto Comunale.
    Il consigliere aggiunto NON HA GETTONI di presenza e NEPPURE GIUSTIFICAZIONE PER IL LAVORO. Nonostante questo è sempre stato presente in Consiglio Comunale .
    Vi invito a guardare la pagina FACEBOOK CONSULTA DEI POPOLI COMUNE DI PARMA per conoscere le iniziative che stanno portando avanti.
    Rimango perplessa che il mio partito PD svalorizzi l’operato di tanti volontari della Consulta dei Popoli senza aver approfondito con i diretti interessati.

  11. Ma non vi vergognate delle cose che scrivete?? La Consulta dei Popoli fa tutto a livello volontario. Il consigliere aggiunto sta in Consiglio comunale dalle 6 alle 12 ore senza prendere una lira. Più le riunione nelle commissioni. Ma stiamo scherzando!!! Vorrei vedere gli altri consiglieri se lo fanno questo, soprattutto quelli che stanno spuntando veleno adesso.Non solo.. ma non gli viene dato nemmeno il permesso per il lavoro come viene fatto con tutti gli altri consiglieri. È stato più presente lui in Consiglio comunale che tanti altri consiglieri, pagati con i soldi dei cittadini. Ha fatto più interventi lui che molti consiglieri che dormono. Ha fatto più attività la Consulta dei Popoli completamente gratis che tante altre associazioni che prendono fior fior di quattrini. Ma non sapete più dove aggrapparvi. Vergognatevi e ditte anche di essere di Sinistra.

    • Ma smetteteka con questa vergognosa Consulta dei Popoli che a Parma nessuno sa cos’è? Cosa fanno? Via su stanno li per far campagna a Pizzarotti. Chiese e moschee durante la campagna elettorale.

  12. Questi praticamente devono spiegare la legalità ai loro connazionali???? Ma per favore andate a lavorare!!!!

  13. Ma questo e il suo cognato sono i più insopportabili da noi albanesi. Siamo tutti con Erion Begaj, Durim Lika e altri ragazzi semplici che lavorano sodo e senza secondi scopi per la comunità albanese!
    Fuori dalla comunità albanese!

    • Sono d’accordo. Siamo tutti con Erion Begaj, ragazzo umile e grande lavoratore per l’integrazione della comunità albanese nella vita pubblica della nostra città. Fuori i traditori dalla nostra città!

  14. Sono albanese e vi dico che questo personaggio neanche noi lo appoggiamo. Almeno gli albanesi di Parma non si riconoscono in lui!

  15. Abbiamo capito che la Consulta dei Popoli è un bluff. Ma allora a che titolo Marjon Gaida sono anni che occupa uno scranno in consiglio comunale?

  16. Questa consulta è stata solo uno strumento elettorale per portare voti a Pizzarotti. Quelli del pd lo capiscono con 5 anni di ritardo.

  17. Si dimetta subito il consigliere albanese dal consiglio comunale. I PARMIGIANI NON LO HANNO ELETTO E L’ORGANO CHE RAPPRESENTEREBBE NON FA NULLA.

  18. Tirate fuori i verbali se avete fatto qualcosa. Se non avete fatto niente andate a casa e il consigliere aggiunto molli la cadrega in Consiglio perchè nessuno lo ha eletto. STOP ALLE POLTRONE!

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