Il Pd di Parma è stato cancellato dalla faccia della terra. Ma non era tutta colpa sua (di Andrea Marsiletti)

Il Pd cittadino di Parma è stato annichilito, azzerato, raso al suolo. E’ stato cancellato dalla faccia della terra.

Domenica sera si sono dimessi tutti i segretari di circolo, insieme ai segretari cittadino e provinciale (leggi).

Il Pd di Parma paga un prezzo altissimo in termini di consenso e di immagine, senza precedenti. La prestigiosa storia locale del PCI, PDS, DS è ridotta ai minimi termini e oggi rappresenta, in minoranza, da un solo consigliere comunale (Lorenzo Lavagetto).

E’ stato l’esito inevitabile di un partito che ha pagato errori propri, ma ancora di più errori altrui.

Non è certo colpa del Pd cittadino se nel bel mezzo della campagna elettorale Dall’Olio decide di spaccare il centrosinistra mandando una lettera ai probiviri per chiedere il deferimento di Dario Costi perchè, a suo dire, non aveva più titolo per parlare di programma e di mandare comunicati stampa (leggi), non è colpa loro se di fronte a un fatto così grave Scarpa prese le difese Dall’Olio rimbrottandolo, al più, per un “eccesso di toni”, non è colpa loro se Scarpa, come ha dichiarato in assemblea il segretario regionale Calvano, non ha voluto recuperare l’unità del Pd, non è colpa del partito cittadino se Scarpa ha puntato sugli ex assessori di Vignali destabilizzando il campo del centrosinistra, non è colpa del Pd se i comunicatori del candidato hanno sbagliato tutto, non è colpa di Lavagetto se Scarpa è stato rullato da Pizzarotti in tutti i faccia a faccia, non è colpa dei segretari di circolo se Scarpa annunciò in conferenza stampa che avrebbe “azzerato lo spaccio in città in un anno” facendosi ridere dietro da tutta la città, non è colpa del Pd se Scarpa non è riuscito ad ottenere un voto di opinione, non è colpa loro se il capogruppo uscente aveva spianato la strada della sconfitta non facendo nulla per cinque anni ma riuscendo lo stesso a rendersi insopportabile alla città… l’elenco potrebbe essere molto lungo.

Detto questo, di errori il Pd ne ha compiuti, e anche di molto gravi.

Il più grande commesso in modo collegiale dal partito cittadino, ma in primis da Lorenzo Lavagetto in quanto segretario, dal Pd provinciale e regionale è stato quello di avere appalto il partito, le alleanze, la stesura di un programma inesistente, la comunicazione e la strategia elettorali ad un gruppo autoreferenziale intorno al candidato sindaco che strada facendo ha sconcertato per inadeguatezza anche quelli che lo avevano sostenuto alle primarie. Il Pd avrebbe dovuto condizionare, se non commissariare, un candidato che stava sbagliando tutto lo sbagliabile (leggi: Centrosinistra di Parma: tutte le mosse di un suicidio perfetto), invece di concedergli un’autonomia totale che si è rivelata poi fatale. I segretari di circolo che adesso scrivono le lettere dov’erano quando si consumava giorno dopo giorno questo suicidio collettivo? Perchè non hanno parlato prima?

Gli esponenti interni ed esterni al Pd che sono stati presentati come frontman della campagna elettorale di Scarpa erano personaggi che la città rigettava. Tra queste facce impresentabili non c’è quella di Lorenzo Lavagetto, una persona che ha raccolto il record di 1.300 preferenze, seria, competente, per bene, la cui presenza in Consiglio comunale da capogruppo, al contrario, è uno dei pochi punti fermi da cui il Pd può ripartire.

Vediamola così, ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione.

Andrea Marsiletti

  1. DALL’OLIO E LE GRANNY… gira voce che sia un vero rapace di granny. E pare che qualche granny in particolare lo protegga

  2. Premetto che non ho mai votato PD ma devo dire che questa campagna elettorale a Parma mi ha incuriosito e fatto riflettere.
    Analizziamo le primarie PD.
    Scarpa, alle primarie, pareva essere appoggiato dal PD quello vero, quello che non si mescolava con la giunta Vignali e che aveva l’appoggio di tutto l’apparato e di associazioni tipo millecolori (per la maggior parte renziani della prima ora, quelli che riempirono il cinema Astra ai tempi delle primarie Renzi – Bersani).
    Costi invece era accusato di essere intriso di “Vignalismo”
    Ricordate la storia dei 40 incarichi di Costi dalla giunta Vignali? ricordate la Chiesa sconsacrata sempre data in uso gratuito all’Associazione privata di Costi?

    Passiamo ora alle elezioni del sindaco.
    Scarpa viene accusato di Vignalismo per aver cooptato ex assessori della giunta Vignali, Costi invece non appoggia Scarpa e partecipa alle nuove primarie di Renzi appoggiandolo, tentando così o di scavalcare il problema di Scarpa (pensando eventualmente che se Renzi avesse voluto lo avrebbe potuto appoggiare e sostenere nel caso avesse voluto presentare una “sua” lista) o di aprirsi una futura via per una ridente carriera politica “a Roma” o se gli va male “in Regione”

    eco, dall’esterno, tutte queste dinamiche fanno un po’ effetto (Parma?) perchè sono veramente complesse da capire. Credo anzi che il cittadino medio non le voglia proprio capire… e lo spingano all’astensione…

    grazie per l’attenzione

  3. Accertato che DALL’OLIO è stato determinante per la sconfitta del PD sia in termini esoterici (e me tocco) sia in termini politici. Ma qualcuno la conosce la storia politica di DALL’OLIO. Politicamente dove nasce? Aspetto notizie

  4. E’ da qualche giorno che me lo chiedo: “Ma non scrivo proprio nulla su Dall’Olio, prima di archiviare queste comunali e non parlarne più?”

    E quando domandavo consiglio a qualche amico mi sentivo rispondere: “Lascialo perdere. E’ come menare uno che caga!”

    In effetti infierire contro chi ha perso tutte le competizioni elettorali a cui ha partecipato è superfluo, prima ancora che poco elegante. Del resto era lo stesso Lucio Anneo Seneca ad ammonire che “anche sul campo di battaglia si passa oltre di fronte al caduto e si combatte con chi resiste.” Sì, caro Seneca, ma consentimi di contrapporti l’insegnamento del compagno Mao Tse Tung “Bastoniamo il cane che affoga” con cui il Grande Timoniere educava la Guardie rosse. E poi, dai, se il destino s’accanisce tanto contro di lui avrà le sue ragioni!

    Dall’Olio è riuscito a confutare la teoria delle eccezioni e delle probabilità, del vento che “una volta tira di qua e una volta di là”, financo a liquidare dispute filosofiche irrisolte da millenni quali l’influenza del “caso”. Prima l’unica cosa certa nella vita era la morte. Dall’Olio ne ha aggiunta un’altra: dove c’è lui si perde.

    Esordì in politica, ovviamente perdendo, alle primarie del 2012 contro Bernazzoli, poi è stato presentato come assessore durante il ballottaggio e il centrosinistra ha perso, poi si è candidato alle europee e non è stato eletto, poi ha perso le primarie regionali per Balzani, poi ha perso il congresso comunale del Pd con la Bonetti, poi ha perso il congresso provinciale con Bizzi, prima ancora le primarie nazionali per Civati… e chissà quante altre sconfitte avrà rimediato che non mi sto dimenticando. Per fortuna sua (e del centrosinistra) fa politica solo da cinque anni!

    Dall’Olio avrebbe perso anche le primarie per le comunali del 2017. Ma la sua partecipazione alla competizione avrebbe favorito Dario Costi e quindi, per una volta, il suo ruolo avrebbe potuto essere positivo dando una reale chance al centrosinistra di vincere le elezioni. Non se ne parla: Dall’Olio ha pensato bene prima di raccogliere le firme per terrorizzare l’avversario e alzare il prezzo politico, poi di ritirarsi e di appoggiare Scarpa, un candidato debole che non aveva nessuna possibilità di battere Pizzarotti.

    Nel vedere Dall’Olio esultare per festeggiare la vittoria di Scarpa alle primarie gli elettori del centrosinistra si abbandonarono ai più plateali gesti scaramantici e scongiuri! Quando poi è trapelata la notizia che Dall’Olio fosse il vicesindaco designato, beh, a quel punto era scritto sulla roccia che Scarpa fosse spacciato. Quando poi scrisse che “la partita è tiratissima. Si vince o si perde per una manciata di voti“, quella era la certificazione che sarebbe stata una debacle per il centrosinistra, che in effetti perse con più di 10.000 voti di scarto.

    Concludo spezzando una lancia in favore proprio di Scarpa.

    Già, perchè è da settimane che tutti gli danno la colpa della sconfitta, che direttivi, politici, giornali si scervellano per analizzare cause e responsabilità… è colpa di Renzi, dei tre ex assessori di Vignali, di Costi, di Salvini, della Meloni, delle temperature alte, del mare pulito della Romagna, di Bonaccini, di Merola, dei sabatatori interne, dei profughi, degli scafisti, del sindacato, degli industriali…

    Magari non è così. La verità si ritrova sempre nella semplicità, non nella confusione.

    Scarpa è stato solo l’ennesima vittima della maledizione del perdente. Implacabile, come la morte.

    Andrea Marsiletti

    PS: A bocce ferme, un giorno Scarpa ci toglierà la curiosità: la sparata che in “un anno azzererò lo spaccio in città”, dica la verità, gliela ha suggerita Dall’Olio?

    • Bravo Parmigiano !

      Un voto in piu’ al Buffone di Genova o a Salvini ( il DEGASPERI DI LAMBRATE) è sempre una bella notizia: ci fa sperare in un mondo migliore dove ci siano politici sempre piu’ avveduti ed elettori sempre meno stolti.

  5. Credo che all’ottima analisi del Direttore si possa, anzi si debba aggiungere anche il fatto che buona parte dell’elettorato di Parma, diventato astensionista, lo si deve al fatto che tra gl’incandidabili in corsa con Scarpa c’era anche Laguardia, attento nel 2011 più distratto sui quadri di Tanzi….Il minestrone di volti nelle liste di Scarpa era davvero inguardabile: ex Vignaliani, Laguardia che li ha mandati a casa e la Roberti con i suoi tegamini che sotto i Portici del grano urlava “ladri,ladri” ai primi due! Almeno la metà dei pochi voti con cui Pizzaballe è diventato Sindaco , provengono da gente che alla fine ha votato il meno peggio….fate anche questa considerazione!

  6. Scusi Marsiletti, visto che li ha citati potrebbe indicare con maggiore precisione
    quali fossero i personaggi attorno a Scarpa in questa fantomatica cerchia poco avveduta , quali i Comunicatori e quali credenziali presentavano? Quante campagne politiche di candidature avevano fatto? Quanti candidati da loro seguirmi avevano ottenuto consenso o ruoli di primo secondo terzo piano? E lasciamo stare i soliti assessori di Vignali che tra l altro non erano nemmeno i peggio del bigoncio e vengono tirati sempre in mezzo talvolta anche a sproposito…Ma chi gli altri? Presidenti del Rotary pensionati? Fondazioni vetuste e poco presenti ? Giornalisti perdigiorno senza fissa dimora? O Giornalisti caciaroni votati al bianchino stradale mattiniero e pomeridiano? Insomma precisione precisione precisione!

    • @Pardo: lo staff comunicazione di Scarpa creo che fosse, se non sbaglio, lo stesso (o almeno parte) che ha seguito l’elezione del sindaco Sala a Milano

  7. Purtroppo per Filo & C il Partito Democratico si rigenera continuamente; nonostante si faccia troppa analisi e si cerchi il “purismo” molte volte, come nelle ultime elezioni per il Sindaco, prevale l’autolesionismo e i risultati sono questi. Ma c’è una varia umanità di brave persone che va avanti, ricostruisce, vive la propria esistenza donando alla politica e quindi al bene comune il proprio tempo, le proprie competenze con il solo scopo di migliorare la nostra società, l’economia, lo sviluppo culturale, ci cibiamo di onestà e anti mafia…..insomma siamo sognatori della società nuova per cui non ci fermiamo nè con le sconfitte nè con gli insulti, rassegnatevi.

  8. ottimo articolo. Speriamo il Pd sparisca anche dalla faccia della terra nazionale.

    • CAERTO COSI’ ti sollazzi con i Buffoni del Genovese e con Meloni e Salvini !

      Vedi che spettacoli che si creerebbero !

    • Molti si chiedono del perche’ certi figuri – come l’amabile FILO – non spariscono , loro stessi, dalla faccia della terra.

      Forse non spariscono – come accade per questo Filo – per farci sbracare dal ridere per le fesserie eterne che evacuano.

  9. Segretari di circolo, Andrea? Vogliamo provare una seria analisi anche su di loro? Che quando c’era da prendere una posizione (e quante ragioni ci sarebbero state!) hanno fatto ricorso al peggio del vecchio politichese pur di non essere costretti a uscire allo scoperto?!? Gente di trent’anni che non ha dimostrato quel briciolo coraggio, che a quell’età sarebbe il minimo sindacale, tale da consentire loro di prendere con chiarezza una posizione pubblica forte?
    Andrea, ne conosco parecchi di giovani in politica. Ebbene, se posso essere franco, mai come a Parma ne ho contati tanti cresciuti con l’idea lustrando le scarpe di qua e di là, prima o poi arriverà qualcosa, magari anche solo per sbaglio (frattanto non arriva niente da ormai un quarto di secolo). Se il PD ha perso di nuovo, è stato anche a causa di gente così.

    • Come posso criticare i segretari di circolo, ragazzi di 30-35 anni che sono cresciuti nel mito della Soliani. Hanno imparato dai loro maestri che a lustrar le scarpe si va in parlamento. Tale maestro, tale discepolo.

  10. DALL’OLIO COME VILLANI…. se non posso distruggo! O fate quello che dico o vi dimostro che posso distruggere il consenso tanto faticosamente conquistato. In Forza Italia questo è successo con Villani. Nel PD la storia, la stessa storia, si è consumata con DALL’OLIO. Persone, Villani e DALL’OLIO che del bene comune non gliene frega un cazzo. Persone Villani e DALL’OLIO solo interessati a se stessi.

    • Ci sono le mafie Nigeriane nella strada adiacente. Tra un anno, quando é finito il conto alla rovescia, la riaprono.

  11. Bravo direttore, 1.300 voti di preferenza di lavagetto non si possono ignorare.

  12. Dall’Olio è stata una sciagura per il Pd di Parma e lo ha condizionato in negativo per cinque anni fino a farlo esplodere.

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