Centrosinistra di Parma: tutte le mosse di un suicidio perfetto (di Andrea Marsiletti)

24 giugno 2017, sede del comitato elettorale Paolo Scarpa Sindaco, via Imbriani (Parma).

“Domani è il grande giorno del ballottaggio. Come andrà a finire?”

“Bene, perderemo alla grande.”

“Sei sicuro?”

“Fino a che non si conta l’ultima scheda non si può mai sapere, ma ci sono tutte le condizioni perchè domani sia una grande disfatta.”

“Se lo dici tu, mi tranquillizzo.”

“Dai messaggi che ricevo, posso assicuranti che tantissimi del Pd staranno a casa o voteranno per Pizzarotti. Ci abbiamo lavorato tanto su queste defezioni. Fin dall’inizio abbiamo tenuto ben nascosto il partito. Le abbiamo chiamate ‘primarie della città‘ e non ‘primarie del centrosinistra‘ proprio per non dare punti di riferimento al nostro elettorato. Quel consenso potenziale del centrosinistra (in città superiore al 50% come in occasione del referendum costituzionale di pochi mesi fa) ti confesso che ci aveva preoccupato non poco.”

“Non dirlo a me! Quando ho visto quella percentuale mi è venuto male e mi sono detto: ‘sta a vedere che andiamo a vincere le prossime comunali!‘”

“E’ per questo che ci siamo subito messi in azione e abbiamo reclutato alcuni ex assessori della Giunta Vignali. In questo modo abbiamo destabilizzato del tutto gli elettori di centrosinistra, già sconvolti dalle politiche nazionali di Renzi. Il cerchio magico di Scarpa era composto quasi tutto da ex vignaliani. Così facendo eravamo certi di suscitare l’indignazione della nostra base e dei nostri alleati. Abbiamo subito ottenuto il risultato di mettere alla porta della coalizione Sinistra Italiana, i rimasugli di Sel e tutti quei comunisti che si ostinavano a stare con noi. Credi a me: domani nessuno di sinistra ci voterà!”

“Però, epurando la sinistra, non corriamo il rischio di andare a prendere dei voti di destra?”

“Tranquillo, per chi ci hai preso! Abbiamo subito controbilanciato candidando l’ex procuratore Gerardo Laguardia, una persona che nel centrodestra è visto come fumo negli occhi. Questa mossa ci ha fatto perdere migliaia di voti con il solo sforzo di una conferenza stampa.”

“E ci avete pensato agli ubaldiani?… loro con Laguardia non avevano brutti rapporti.”

“Quelli di Civiltà Parmigiana ce li eravamo già messi contro quando alle primarie dichiarammo pubblicamente che erano degli infiltrati e gli intimammo di non recarsi ai nostri seggi. Da lì non arriverà nessun voto, abbi fede.”

“Meno male. Perdonami, non mi torna una cosa: ma se il Pd lo abbiamo ridotto così al lumicino, perchè ci siamo tenuti il loro simbolo sulla scheda elettorale?”

“Lo abbiamo fatto così domani al ballottaggio l’intero centrodestra ci voterà contro. In questi giorni ho goduto come un riccio nel sentire gli appelli al voto di Salvini, Meloni e Forza Italia per Pizzarotti. Siamo riusciti a compattare tutto il centrodestra contro di noi, un’unità che a Parma i berlusconiani e i leghisti non avevano mai conosciuto.”

“Perdonami, ma la base Pd, quella più fedele e militante, non è che domani ci va a votare?”

“Non temere. ‘Per fare una frittata bisogna rompere le uova‘ ci insegnava Lenin. Il partito lo abbiamo spaccato a metà come una mela, le due fazioni si odiano.”

“Tutto è nato dalla frattura del ‘dopo primarie’…”

“Certo. Abbiamo subito fatto capire a quelli di Costi che per loro non c’era spazio e che non li volevamo.”

“Come?”

“Li abbiamo tenuti a bagnomaria per un bel pò. Gli abbiamo mandato un sms solo sei giorni dopo le primarie quando la situazione si era già surriscaldata, forse già compromessa.”

“Poi è intervenuto a piedi pari Dall’Olio che scrisse quella memorabile email a tutti i massimi dirigenti del partito nella quale diffidava Costi e i suoi dall’occuparsi del programma e dal mandare comunicati stampa non concordati con noi. Lì gli animi si sono incendiati. Li abbiamo voluti umiliare, dicendogli nei denti che non avremmo fatto prigionieri. L’umiliazione pubblica è il primo passo dell’epurazione.”

“Che mito Nicola! Li ha mandati fuori di testa, e ce li ha messi tutti contro! Per 4-5 giorni le prime pagine dei giornali locali esaltavano la nostra rissa interna. I parmigiani leggevano allibiti e schifati quella sequenza di comunicati stampa politicamente devastanti. Sono stati giorni esaltanti, che hanno lasciato una ferita profonda nell’elettorato che sapevamo non si sarebbe mai più rimarginata.”

“Costi è apparso come una vittima.”

“Meglio. Così i suoi si sono incazzati ancora di più e piuttosto che votare Scarpa si fanno tagliare una mano.”

“E’ stato bellissimo quando abbiamo gettato benzina sul fuoco bollando Pagliari come il peggiore parlamentare della storia di Parma.”

“E’ stato un colpo da maestro! Se c’è una cosa che gli elettori detestano sono le polemiche personali spiattellate sui giornali. Lo sconcerto negli occhi dei nostri elettori ci faceva capire che eravamo sulla strada giusta.”

“Meno male che non abbiamo candidato Dario Costi. Quello magari vinceva…”

“Infatti. Avevamo nasato che aveva l’immagine, l’età e le relazioni per raccogliere un ampio consenso fuori dal centrosinistra. Lo abbiamo segato alle primarie senza pietà con le truppe cammellate di vecchi che organizzavamo da più di un anno. Dall’Olio è stato preziosissimo anche in questa occasione. Prima ha raccolto le firme per presentarsi alle primarie, poi è ritirato, e ci siamo alleati tutti contro Costi (leggi). Marciare divisi per colpire uniti! Lo abbiamo ucciso nella culla quell’infame di Costi!”

“Lo accusavate di essere un epigono di Civiltà Parmigiana della ‘Parma da bere’, quando voi imbarcavate quelli di Vignali. Che senso ha?”

“L’incoerenza e la faziosità aiutano tantissimo a perdere le elezioni perchè disgustano la gente.”

“Abbiamo fatto fuori anche Rutigliano, la lepre maoista.”

“Sì, quello è una testa calda, lo abbiamo mollato nel bel mezzo della sua ‘lunga marcia’. Si sa mai che ci portasse qualche voto di sinistra! La prossima volta ci pensa due volte prima di fare delle fughe in avanti.”

“Diciamocelo, anche fare una campagna elettorale senza avere un programma è stato un colpo di genio.”

“Grazie. Oggi la gente chiede proposte concrete. Noi per andargli in c*** gli abbiamo propinato 10 slide con scritte sopra delle frasine da scuola elementare. Ma non eravamo sicuri che proprio tutti avessero capito che non avevamo un programma e allora abbiamo chiesto e ottenuto da Pizzarotti di fare il faccia a faccia in Piazza Garibaldi a reti televisive unificate a tre giorni dal voto. A quel punto nessuno poteva più dire ‘io non lo sapevo’.”

“Pizzarotti ha vinto il faccia a faccia 2-0.”

“Speravamo in un punteggio più ampio ma anche quello è servito.”

“Dai, adesso puoi dirmelo. Come vi è venuto in mente di fare l’annuncio che in un anno azzereremo lo spaccio in tutta la città?”

“Avevamo la percezione che fosse sì chiaro che Scarpa non avesse un programma, ma che godesse ancora della reputazione di una persona politicamente seria. Abbiamo pensato di sfruttare il tema caldissimo della sicurezza: abbiamo valutato che annunciare che in un anno dieci vigili urbani riusciranno a fare quello che interi corpi di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza non sono riusciti a fare in nessuna città italiana fosse una cazzata così grossa in grado di azzerare la credibilità di Scarpa. I riscontri che abbiamo avuto ci hanno dato ragione. Il countdown sul sito, poi, è stata la ciliegina sulla torta.”

“Anche sulla comunicazione abbiamo lavorato bene.”

“Sì, i nostri comunicati erano fuffa, i manifesti sulle pensiline degli autobus con Scarpa che rideva in mezzo agli anziani sembravano la pubblicità di una dentiera… oggettivamente lo staff della comunicazione è stato molto efficace.”

“Ormai ci stiamo dicendo tutto, fammi capire perchè non abbiamo fatto nessuna alleanza al ballottaggio? Ad esempio col movimento di Alfieri che nasceva proprio contro Pizzarotti?”

“Se avessimo fatto un apparentamento avremmo potuto generare nell’elettorato la speranza che la coalizione stesse crescendo e aumentando le sue possibilità di vittoria. Magari qualcuno si sarebbe galvanizzato, e sarebbe andato a votare invece di andare al mare. Bisogna fare attenzione con le alleanze: si sa come si inizia ma non si sa come si finisce. Non era facile, ma siamo riusciti a spingere anche Greci a votare per Pizzarotti sebbene in un paio d’anni avesse depositato in Procura una trentina di denunce contro il Comune di Parma.”

“Tutto perfetto. Questa volta abbiamo sbagliato tutto quello che potevamo. Sarà una tempesta perfetta!”

“Sì, le abbiamo azzeccate proprio tutte. Col senno di poi forse potevamo evitare di candidare Lorenzo Lavagetto, ma vai a pensare che quello ti andava a prendere 1.300 voti di preferenza!”

“Già.”

“Un rammarico, a pensarci bene, ce l’ho…”

“Cioè?”

“Potevamo fare qualcosina in più.”

“Cosa?”

“Annunciare che Nicola Dall’Olio sarebbe stato il vicesindaco di Parma!”

“Eh, non esagerare! Così avremmo perso proprio tutti i voti. Sarebbe stato troppo palese e, a quel punto, non avremmo più potuto dare la colpa della sconfitta agli altri.”

“In effetti, il troppo stroppia.”

“Ci pensi, che bello altri cinque anni di opposizione!”

“Questa volta è stata più difficile delle precedenti, erano in tantissimi che volevano mandare a casa Pizzarotti.”

“Arriveremo al quarto di secolo di sconfitte.”

“Scriveranno di noi per anni. Stiamo battendo ogni record.”

“Sì, stiamo scrivendo la storia di Parma.”

“Tutto è compiuto.”

Andrea Marsiletti

  1. Scarpa dice che Pizzarotti e’ la continuita’ di Ubaldi e Vignali , una bellissima barzelletta , l’ammucchiata centrosinistra, con Pellacini e Ghiretti ,caro candidato del PD come si puo’ definire ?

  2. In questi giorni sui giornali e sui social si sta scatenando il dibattito sulle cause dell’ennesima sconfitta del centrosinistra a Parma, questa volta con Paolo Scarpa.

    Per giustificarsi gli sconfitti mettono sul banco degli imputati gli elettori del Pd che, a loro dire, avrebbero tradito Scarpa, fuorviati dal Pd regionale, dal Presidente della Regione Bonaccini e dal sindaco di Bologna Merola. Sfugge, tuttavia, la logica di questo scaricabarile considerato che se si volevano i voti del Pd non bisognava condurre una campagna elettorale tenendo nascosto il Pd, quando non vergognandosi del Pd. Se ti vergogni del Pd non devi poi stupirti se quelli del Pd se non ti votano. E’ lapalissiano.

    Ci sono mille modi di suicidarsi: Balzac scelse il caffè, Verlaine l’assenzio, Rimbaud l’Etiopia, Che Guevara la giungla… il Pd di Parma le primarie.

    A mio parere, la sconfitta di Scarpa è nata subito dopo le primarie, quando nel centrosinistra invece della volontà di ricomporre hanno prevalso i regolamenti di conti interne, le ritorsioni, le vendette della serie “adesso abbiamo vinto noi e non facciamo prigionieri.” E’ stato quello il passaggio cruciale. Se spacchi il partito in due ti suicidi da solo. Almeno avessero avuto la pazienza aspettare la fine della campagna elettorale per “fargliela pagare”! Evidentemente non conoscono neanche le regole elementari, l’abc della politica: prima vinci, solo dopo, se proprio non ce la fai a trattenerti, mettili al muro! Niente da fare, l’autolesionismo e la voglia di arraffare tutte le poltrone sono più forti di loro. Volevano epurare gli altri e si sono epurati da soli. Proprio dei geni!

    Nei film i ladri si distinguono in due categorie: quelli che si sparano prima di entrare in banca pensando a come spartirsi il bottino e quelli che si sparano appena usciti dalla banca con il bottino in mano.

    Quelli del Pd di Parma appartengono alla prima (ndr. in questa analogia non c’è alcun riferimento alla moralità delle persone). Il loro fuoco di fila incrociato non ha nulla da invidiare alla sanguinosa scena finale del film “Le Iene” di Quentin Tarantino nella quale tutto degenera in pochi secondi e Joe spara a Orange, White spara a Joe, Eddie spara a White e White spara di rimando a Eddie: solo White e Orange, gravemente feriti, sopravvivono. Ma anche la fine di Orange e White è vicina: i poliziotti intimano a White di gettare la pistola che sta puntando sul viso di Orange: dopo un istante di silenzio, White spara a Orange, venendo a sua volta crivellato dai colpi dei poliziotti.

    E’ stato un massacro.

    Andrea Marsiletti

  3. SCARPA: PIZZAROTTI RAPPRESENTA LA CONTINUITA’CON VIGNALI

    Paolo Scarpa commenta su Facebook la sua netta sconfitta elettorale di domenica scorsa al ballottaggio, a 360°, toccando vari temi del dibattito post elezioni in corso (leggi anche: Centrosinistra di Parma: tutte le mosse di un suicidio perfetto – di Andrea Marsiletti): “Sto riflettendo su quanto avvenuto il 25 giugno. Ripeto, a scanso di equivoci strumentali, che di quella sconfitta mi assumo la piena paternità. E non accetto che mi si dica che scarico le responsabilità su nessuno e tanto meno sul Pd, perché sarebbe una vigliaccata: il Pd di Parma in quella nostra battaglia ha creduto sin dall’inizio e l’ha combattuta lealmente e lo ringrazio. E’ quella parte politica che ha ideali, che vede prioritaria una politica di attenzione alle debolezze sociali, all’ambiente, alla prevalenza del pubblico sul privato e crede alla partecipazione come un valore. Ho solo detto, e questa è una palese verità, che c’è una parte del Pd, esterna alla città, che ha cullato per anni Pizzarotti come suo candidato naturale (in quanto ritenuto vincente) e le dichiarazioni post voto ne sono state la plastica dimostrazione. Di quella valutazione di merito è rimasta traccia in un elettorato che segue più le pagine dei giornali nazionali che quelle locali e alle elezioni ha preferito andare di là. Amen, è avvenuto, ma limitiamoci ai fatti, che non sono confutabili.
    Perché Pizzarotti non poteva essere il candidato di un centrosinistra che abbia ancora a cuore i propri ideali? Semplicemente perché Pizzarotti non li rappresenta, rappresenta altro. Mi rivolgo all’elettorato Pd, come alla cosiddetta sinistra, quella che ama spaccare il capello in quattro sui dettagli e manca clamorosamente il bersaglio grosso da anni. A Parma e nel paese. E’ la stessa parte politica che impallinò Prodi nel 1998, la stessa che fece lo sgambetto all’ultimo grande sindaco di centrosinistra di Parma, Stefano Lavagetto, nel medesimo anno horribilis, il 1998. E non ci siamo mai più mossi da lì.
    Chi mi conosce sa che ho sempre posto Mario Tommasini nel mio personale Gotha dei riferimenti culturali ed etici di Parma. Mario, che ebbi la fortuna di conoscere ed amare nella fine della sua vita, fu un genio della innovazione delle politiche sociali, a difesa dei deboli, sempre. Ma anche Mario fece la sua immane cavolata politica nel 1998, quando spaccò il fronte della sinistra, consegnando di fatto Parma a una serie infinita di amministrazioni che hanno esercitato un liberismo politico sempre più sfrenato, che ha azzerato progressivamente il patrimonio di cultura della cosa pubblica, che a Parma si è dissolta.
    Federico Pizzarotti ha semplicemente proseguito la stessa politica che fu di Ubaldi prima e di Vignali poi. Lo ha fatto legittimamente, per carità, ma risulta grottesco che un centrosinistra che abbia mantenuto un briciolo di lucidità, lo possa vedere come riferimento. Se facciamo l’elenco delle politiche di questi ultimi anni, troviamo la progressiva dismissione di tutto ciò che è pubblico, dalla esternalizzazione sistematica dei servizi educativi, alla pagina triste della riduzione degli educatori per i disabili, alla messa alle corde del sistema della cooperazione sociale, oggi in difficoltà come non mai ed esposta ad appalti punitivi sui servizi sociali, al caso eclatante della Tep, azienda pubblica mandata allo sbaraglio in una gara che poteva e doveva essere evitata, alla vendita della quasi totalità delle azioni Iren, erede di ciò che fu una tradizione di aziende pubbliche, sino alla vendita delle quote delle Fiere di Parma. Lasciamo stare Spip, che è stata lasciata al fallimento, in una condizione di oggettiva difficoltà per le ladronerie che vi furono commesse, ma un tentativo per salvarla era possibile. Persino alcuni tra gli eventi culturali più significativi di questi anni (penso alle mostre di Botero, alla mostra Mater al Palazzo del Governatore, agli spettacoli di intrattenimento in Piazza Duomo), omettendo il giudizio sulla loro qualità, sono di fatto stati affidati al privato, rinunciando a quel ruolo di promozione di una cultura alta, che Parma ebbe anche in un recente passato.
    Senza scomodare Norberto Bobbio e il suo tentativo di attualizzare concetti novecenteschi come sinistra e destra, credo che oggi il discrimine sia soprattutto nella sensibilità di considerare la prevalenza del pubblico sul privato e di tornare a fare della politica il luogo di elaborazione e governo dei processi, senza subirli o assecondarli per la ricerca del consenso.
    Mi hanno contestato di aver posto la sicurezza come priorità, considerandolo un tema “di destra”. Lo hanno fatto dalle case carine del centro o di Via Solferino, ma invito ad andare a parlare, come ho fatto io, con la gente di San Leonardo o di Oltretorrente, ascoltando la paura e la rabbia per un esproprio dello spazio pubblico da parte delle mafie che si sono lottizzate pezzi di città. E io rivendico che quello della legalità e della sicurezza è un tema di diritti. DIRITTI. Una città come Parma non può permettere che lo spaccio avvenga alla luce del sole nella totale impunità e nell’assenza di un’azione da parte della amministrazione che la governa.
    Finisco, tornando a Mario Tommasini e alla sua grandezza, nonostante ciò che ho scritto sui suoi errori politici. Amo la Fattoria di Vigheffio. La amo perché è il simbolo di quella Parma che sapeva essere all’avanguardia delle politiche sociali. Oggi la fattoria rimane un luogo magico, ma, a differenza di prima, ha due ingressi separati. Uno per i “matti” e chi li accudisce e uno per chi si reca al bar (bellissimo). La Fattoria, voluta da Mario, nacque per integrare i cosiddetti matti con i cosiddetti normali, per vincere una barriera culturale. I due ingressi certificano che quelle barriere culturali sono state ripristinate. Per comodità di gestione, forse, per gli appalti separati dei servizi, non lo so, e non entro nel merito. Ma mi fa tristezza. Mi sembra una involuzione che rappresenta la Parma di oggi, divisa nei suoi individualismi e nei suoi interessi e incapace di riprendere in mano se stessa.

    • Scarpa ha imbarcato tre assessori di Vignali e dice che Pizzarotti è la continuità di Vignali. Fermatelo, quest’uomo è sempre più ridicolo

    • Prima dice che il PD ha fatto il tifo per Pizzarotti mentre è lui che è andato alle elezioni con il PD. Poi dice che Pizzarotti è la continuità con vignali mentre è lui che ha imbarcato 3 ex della giunta Vignali e nel 2012 dopo essere stato trombato alle primarie contro Bernazzoli ha dato il pieno appoggio non a lui come ogni logica di partito chiederebbe, ma all’allora avversario Ghiretti con la promessa di posto in consiglio. Scarpa ha perso in controllo, ancora un paio di giorni e dirà che Pizzarotti è stato aiutato dagl’hacker russi. Qualcuno lo porti in vacanza a smaltire la bile.

    • Illogico, falso, contrario al buonsenso e privo di verità storico-politica è mettere sullo stesso piano ELVIO UBALDI e Vignali.

      Posizioni di questa natura fanno rabbrividire.

      Diamo atto atto a Elvio Ubaldi dei suoi meriti piuttosto che citare – senza costrutto – enunciazioni astratte che nulla hanno a che fare con l’Amministrazione di Elvio Ubaldi alla guida della nostra città per due mandati.

    • La mi scusi Messer Scarpa…. Se l’omo Pizzarotti le la prosecuzione di Ubaldi e Vignali. Lei, Messer Scarpa, che aveva in lista tre ex assessori di Vignali cosa l’è il fantasma dei due?? La prosecuzione naturale del testamento politico de due messeri Ubaldi e Vignali???? Tra le cagate sentite codesta Messer Scarpa le quella che fa più puzza

  4. Scarpa era invotabile , guardate tra i nominativi delle liste , aiutooooo !

    • PARE che il nuovo segretario del PD sia quella signora dei GENITORI ARRABBIATI che figura in uno di questi articoli.

      Sarà vero ??

  5. @anonimo, rinfrescati il caldo ti fa male , i parmigiani sanno come votare , sono attenti , se fossero come dici tu avrebbero votato scarpa.

  6. E bravo Andrea,
    l’aver scritto un libro ucronico ti ha migliorato lo stile e illuminato nella realtà.
    In effetti quello che hai ironicamente descritto è quello che, come era prevedibile, è successo data la supponenza e la autoreferenzialità degli attori principali della vicenda.
    Ovviamente la situazione locale sconta il dramma che sta vivendo la sinistra (centrosinistra) a livello nazionale dove le politiche dissennate di Renzi hanno prodotto disastri terribili.
    P.S.
    anch’io mi complimento per il tenore civile dei commenti.

    • Veramente mi sembra proprio che Renzi abbia governato più a lungo dei vari BErsani , Letta , D’Alema , Monti e accolita di nostalgici dell’Ulivo come Franceschini figura assai poco capace ed inconcludente. Governi fantoccio che andavano da Mastella a Ferrero e Damiano incapaci di decidere in tempi adeguati e guidati da gente come Prodi le cui dichiarazioni sull’Europa si sono dimostrate completamente errate a tutto tondo. Renzi non mi fa impazzire e non l ho votato proprio ma la chiusura mentale di questi anziani rancorosi incapaci nei fatti e a caccia di poltrone da cui pontificare sproloqui su tutto è indecoroso. Per loro la più adeguata delle poltrone sarebbe quella di casa. Atteggiamento è da vergogna come del resto la stessa che dovrebbero provare coloro che a Parma dovrebbero fare , almeno per onestà intellettuale e politica ( vedi le dimissioni dopo il flop di BERNAZZOLI) armi e bagagli e andare in gita tornando da dove sono venuti.

  7. Scarpa accusa il PD di scarso appoggio, il PD accusa Scarpa che era poco accattivante come candidato. Devo dire che siamo a buon punto con l’autoanalisi in casa PD. E’ evidente che se le cose non sono andate come sarcastisticamente scrive Marsiletti, poco ci manca. Alcuni errori erano così macroscopici da essere lampanti, come il countdown anti spaccio (ridicolo), eppure li si è fatti con il sorriso sulle labbra, ed è impossibile che in casa PD qualcuno non li abbia fatti notare.
    C’è poco da fare, bisogna azzerare tutti i vertitici del PD di Parma, tutte le sezioni vanno decapitate e fatti avanzare giovani con idee innovative. Ma se non arriva l’ordine dall’alto dubito che i pagliacci nostrani abbiano la voglia di fare un passo indietro, anche perchè di solito per levarsi dai piedi gente del genere i capi a Roma li promuovono, ma come fai a promuovere gente che non vince niente da 20 anni? Gente come Dall’Olio o Lavagetto? La vedo dura per i sempre meno PDdini di Parma.

  8. Analisi completamente sbagliata, come al solito. Oramai mi sono convinto che la sinistra con questa gente, quello che ha scritto sta roba è quasi tutti i commenti a seguito, non vincerà mai. Le beghe non sono solo interne al partito ma, soprattutto agli elettori i quali affogano in mille distinguo mentre gli altri vincono. Ho sempre considerato quelli di destra superficiali e poco intelligenti ma, purtroppo devo cominciare a pensare che anche da questa parte non si stia meglio. Per uno di sinistra votare Pizzarotti a Parma è stata un’emerita ca..ta, sia strategica, perché poi a livello nazionale è un’altra sconfitta, sia a livello cittadino perché come preparazione, idee, capacità, tra Scarpa e Pizzarotti c’è un abisso. Negli ultimi anni c’è una tendenza degli elettori a scegliere non il migliore ma quelli che più assomiglia a se stessi. E gli imbecilli sono la maggioranza.

    • classico esempio di uomo di sinistra che si sente più intelligente degli altri. che tristezza.

    • poi che su capacità preparazione e idee ci sia un abisso è una sua convinzione. Se le idee si fossero viste, ad esempio in piazza Garibaldi, avrebbe ragione Lei, al contrario Pizzarotti è stato quasi offeso da Scarpa “…tu non mi fai queste domande…..”
      Ma del resto sentirsi eticamente, culturalmente e antropologicamente superiore, o hai i mezzi che aveva Hitler o sei destinato a perdere.

    • @anonimo: a prescindere dal fatto che già il solo pensare che gli elettori di centrodestra siano poco intelligenti qualifica la tua di intelligenza (sic!), non so come si possa affermare che Scarpa ha idee e capacità migliori di Pizzarotti, dal momento che a) praticamente non aveva un programma e quindi direi che le idee (quelle vere, cioè concrete e realizzabili) scarseggiano b) non sapremo mai se le sue capacità siano, o meno, molto superiori a quelle di Pizzarotti, giacchè una democratica elezione ha deciso che i parmigiani faranno volentieri a meno di saperlo 😀

  9. PIZZAROTTI COME TRUMP…. AIUTATO DAI RUSSI. Ma davvero siamo al limite del ridicolo. Il PD di Parma sta diffondendo questa voce. E cioè che Pizzarotti sia stato aiutato da Putin a vincere le elezioni… . Ecco spiegato da dove sono arrivati i soldi per la campagna di Pizzarotti…. Io non so più che pensare del PD se lo sono o lo fanno (credo che lo sono proprio).

  10. Questo articolo settario fa pena. Serve a giustificare che tutte le truppe cancellate del vecchio Pd aveavo scelto Costi e poi non hanno votato Scarpa. Il Pd è dritto e questo giornale idem.

  11. Complimenti Andrea lucido e ficcante. Ma dalle primissime dichiarazioni dei nostri sopracitati pare proprio che non abbiano capito molto, anzi nulla.
    Ps: Aggiungerei scritto in grassetto anche lo stratega Ghiretti e la sua accolita di seguaci. Azzerare i vertici Lavagetto e dare più spazio a gente che nel PD in provincia nei piccoli comuni si fa il mazzo ogni giorno nelle amministrazioni locali.
    Questo però solo dopo il commissariamento del partito altrimenti sarebbe troppo comoda per coloro che hanno generato quella serie infinita di scivoloni e che già Tu hai ampiamente citato con chirurgica precisione nel Tuo fondo.
    Della serie …se avete un mestiere …è proprio ora di ricominciare a farlo a tempo pieno mentre … fare da modello a pseudo-laboratori nazionali ( dichiarazioni del segretario cittadino del pd appena dopo la batosta non vasellinata) per non dire psico- laboratori già ampiamente sofferenti e litigiosi in altre sedi ci auguariamo siano vaneggiamenti del dopo-tracollo. Certo che per definire Pizzarotti arrogante ancora dopo queste prestazioni indecorose ci vuole un coraggio da leone. Ps. NOn ho votato Pizzarotti. PS 2: lo stesso commento nel contenuto, subito dopo il voto, è stato censurato da un sito libertario e liberale che fa riferimento alla sinistra nazionale e locale e che ha fatto cinque anni di battaglia politica a Pizzarotti. Indovinate di che sito si tratta?????

  12. Credo che sia la prima volta che leggo dei commenti così pacati ed educati, speriamo che diventi la regola. Mi prendo la libertà di rispondere indirettamente ad alcuni dei commenti: Costi avrebbe perso peggio di Scarpa? Ovviamente non lo sapremo mai, però conoscendolo e avendo condiviso con lui il percorso delle primarie posso dire che almeno nei tre mesi della campagna Costi si è preso la briga di incontrare personalmente e dialogare con migliaia di parmigiani e da questi incontri elaborare un programma organico e dettagliato per la rinascita della città. Scarpa invece? Non pervenuto. Alla vigilia delle primarie l’ipotetica futura squadra di Costi era praticamente pronta; l’idea era di presentarla prima dell’eventuale ballottaggio. Scarpa invece? Non pervenuto. Con questo non voglio dire che Costi avrebbe sicuramente vinto, ma certamente il tipo di comunicazione popolare che aveva (avevamo) preparato avrebbe dato ai cittadini di Parma una percezione diversa della persona. Comunque sono solo parole ed opinioni, l’unico fatto certo è che Pizzarotti ha vinto ancora.

  13. LASAGNA: SCARPA ERA UN CANDIDATO DEBOLE, SENZA PROPOSTE

    Lorenzo Lasagna commenta così su Facebook il risultato del ballottaggio delle comunali di Parma:

    “Alcune riflessioni sul voto di domenica.

    1) L’astensionismo è in linea con la scarsa affluenza al primo turno e in media col dato nazionale. Si tratta di un fenomeno generale, secondo me in parte inevitabile, tipico di questa fase della vita democratica;

    2) La vittoria di Pizzarotti è netta e senza ombre. Vedremo come interpreterà il suo secondo mandato, se con maggiore serenità o con maggiore protervia;

    3) Scarpa ha perso (male, anche nei modi) un po’ perché era oggettivamente un candidato debole, un po’ perché ha velocemente introiettato l’autoreferenzialità della principale forza politica schierata in suo sostegno: zero proposte, una coalizione ampia ma senza reali convergenze amministrative, e quella tradizionale, sottile antipatia, ricoperta da una delicata pastella di dichiarazioni d’intenti, che Pizzarotti ha avuto buon gioco ad irridere. Mi sembra a tal proposito rivelatrice, un marchio di fabbrica radical chic, la dichiarazione sulla natura ‘antropologica’ della sconfitta subita. A sinistra la vittoria è un fatto di Ragione, la sconfitta è Antropologia;

    4) Le famigerate divisioni nel Pd sono materia di ragionamento più per i politologi che per gli elettori. Piaccia o no, gli elettori di Parma hanno scelto con chiarezza: prima semplificando il quadro e spazzando via i piccoli che non avevano saputo trovare una sintesi politica tra mille risibili personalismi, e poi dando fiducia al Sindaco uscente;

    5) L’incapacità attrattiva di Scarpa (e mi riferisco all’attrazione degli elettori, non degli staterelli maggiori di ciò che resta di partiti, associazioni e movimenti in disarmo) era certo dovuta allo scarso appeal del candidato, ma anche all’azione di quell’infallibile macchina per automutilazioni elettorali che risponde al nome di Primarie del Centrosinistra. Una specie di ordigno che dilania chi è nei paraggi, e fa fuggire a gambe levate chi è scampato allo scoppio: autentico caso di scuola del masochismo politico. Ma vedo che nonostante tutto ad alcuni piace… De gustibus.”

  14. Questo è il più dell’articolo mai scritto da Andrea Marsiletti. FAVOLOSO

  15. Credo che avreste perso anche (e forse pure peggio) con Dario Costi, palesemente uomo PD molto più di Paolo Scarpa. Credo, tuttavia, che addossare tutta la colpa della sconfitta alle beghe interne, agli errori (o cazzate) di Scarpa, del suo staff ecc, sia oggettivamente sminuire i grandi meriti di Federico Pizzarotti, il quale ha certamente vinto soprattutto per meriti proprio, del bellissimo gruppo di Effetto Parma e per alcune essenziali mosse politicamente perfette come, ad esempio, l’aver presentato la giunta prima del ballottaggio, evidenziando i futuri limiti della sgangherata coalizione scarpara.
    Mi permetta, infine, un’ultima considerazione: anche scambiare il risultato parmigiano del referendum con una sorta di consenso verso il centrosinistra , come continuano a fare in molti, lei compreso è, per dirla con le sue parole, una “gran cazzata” (e lo si è visto) 😀

    • La gente di pizzarotti non ne può più. Lo hanno votato solo perchè Scarpa e la sua coalizione erano politicamente impresentabili.

  16. Buon giorno,
    direi che le colpe sono da addebitare più alla direzione nazionale ed ai suoi dirigenti, che con le loro dichiarazioni sono stati fin troppo eloquenti, che alla direzione cittadina, che al contrario ha cercato in tutti i modi di controbattere” un accozzaglia di schieramenti contro che non si era mai vista”. Se perfino il segretario di partito ha cercato di fare la corte ad un sindaco, che ha lasciato a desiderare e parecchio, come quello che abbiamo visto in quersti 5 anni, che cosa ci si poteva pretendere?
    Per non parlare del fuoco di fila scatenato a livello nazionale dalla stampa, dalla televisione, tutta schierata a favore del sindaco, senza nella sostanza conoscere i problemi reali che la città vive.
    E per finire ci mancava l’operazione dei sondaggi e dei numeri, sparati alla bello e meglio per creare consenso attorno all’enfant prodige della politica nazionale.
    Ottima operazione di marketing al soldo del potere forte, non c’è che dire…
    Adesso ci aspettiamo dalla stampa e dai mass media, che l’enfant prodige della politica italiana, possa essere a tutti gli effetti incluso fra gli statisti nazionali al pari di tutti i grandi del passato.
    Visto come è andata tutta l’operazione ci sarebbe da aspettarsi anche questo…

  17. Bellissimo commento e molto veritiero Io sono una di quelle persone che non ho votato per Scarpa malgrado sia sempre stata di sinistra .Il motivo non mi e piaciuto che nella coalizione ci fossero persone della vecchia giunta di Ubaldi Vignali

  18. Grande neorealismo. Purtroppo realtà dura e pura, potrei aggiungere altri aneddoti ma ce n’è già abbastanza… Ci sarebbero un pò di “strateghi” del mio partito che sarebbe bene mandare finalmente “in col sit” come si dice in dialetto..

  19. Complimenti Direttore. Un bell’articolo in forma di dialogo platonico. Manca solo il sorso di cicuta finale.
    Il vero dramma è che erano davvero tutte considerazioni così evidenti da subito.

  20. Bravo Ghibellino ,le balle in casa PD sono all’ordine del giorno , Pizzarotti non ha nulla a che vedere col PD , siete dei perdenti , basta, Federico e’ un grande sindaco.

  21. Questo è l’articolo più bello che ho mai letto e il più vero. Una sintesi meravigliosa di mesi sciagurati

  22. Il problema è che questi discorsi io alle riunioni del comitato delle primarie li ho sentiti veramente

  23. E così, dopo altri 5 anni di Pizzaballa, di questa città resteranno macerie…

  24. Non contenti di aver perso, adesso il PD stesso mette in giro la voce che Pizzarotti sia in realtà un uomo di Renzi. Al peggio non c’è limite. Pur di non dimettersi dopo questa sonora sconfitta

    • Ghibellino, … Pizzarotti è davvero un uomo di Renzi !!! .. .Solo che lo maschera bene. Prima di un anno te ne accorgerai …. (Ne riparleremo) .. 😉 Ciao.

      • MARCO, MARCO…. lei crede alle fandonie di 4 cialtroni di via Treves? sta offendendo la sua intelligenza.

        • Ghibellino, ammetto di non essere una volpe in politica, ma … lei crede davvero alle balle di Pizzarotti ??? … Personalmente ho votato per la persona, non per quello che c’è dietro, quindi ho votato per Scarpa, … altrimenti avrei fatto volentieri parte del 55% di coloro che non sono andati a votare, …. Lei cosa propone? …

  25. Sinceramente una raccolta di assurdità così mi lascia allibito. Colpe e motivazioni sono tante ma qui la maggior parte sono contro logica , la più bella è che Costi poteva vincere, da ridere per ore ….non arrivava neppure al ballottaggio con il suo renzismo 100% ….

  26. Che meraviglia di articolo!!!!!!!!!!!!!!!! Complimenti direttore sincerissimi

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