Il M5S di Parma sconfessa Ghirarduzzi: l’inevitabile finale di un’esperienza completamente fallimentare

E’ stata un’esperienza completamente fallimentare, dall’inizio alla fine, quella della candidatura a sindaco di Parma di Daniele Ghirarduzzi per il M5S.

E’ lui a guidare la fronda contro Pizzarotti quando il sindaco di Parma è ancora dentro il M5S. Costituisce il “Gruppo degli Amici di Beppe Grillo”, una decina di persone di improvvisati a cui, però, lo scontro in atto tra Pizzarotti e Grillo dà un ruolo di figuranti e gli consente di esporre qualche cartello durante i consigli comunali per conquistarsi la foto sui giornali.

Quando Pizzarotti esce dal M5S, Ghirarduzzi e i suoi soci esultano, pensando che finalmente siano venuti il loro turno e momento di gloria.

In un qualche modo riescono a mettere insieme una lista.

La candidatura a sindaco di Parma è la grande occasione per Ghirarduzzi, irripetibile per una persona già avanti negli anni che in età nessuno conosce: il simbolo del M5S, che a livello nazionale vale il 30% dei consensi, è suo. Grillo glielo consegna con un sms. A Ghirarduzzi basta quel sms, ha già vinto, è l’sms che nessuno mandava più da tempo a Pizzarotti. Adesso tocca a lui!

Negli ambienti iniziano a fare circolare la notizia che Grillo potrebbe venire a Parma in sostegno di Ghirarduzzi, per farla pagare a Pizzarotti, “per metterglielo nel c*** al traditore!”

La campagna elettorale contro Pizzarotti è livorosa, astiosa, personale.

Grillo capisce subito che aria tira e ben si guarda dal venire a Parma per sostenere questa lista. Nonostante i ripetuti inviti non si fanno vedere neppure i big del partito Di Battista, Di Maio, Taverna, Fico… nessuno di loro vuole metterci la faccia.

Sono in tanti a consigliare a Ghirarduzzi la strategia vincente: “Prendete atto della realtà. Non fatevi vedere, andate in ferie, non fate campagna elettorale, mettete solo il simbolo sulla scheda e nascondetevi dietro di esso”. L’ammonimento è che più gli elettori prendono coscienza del livello degli esponenti del 5 Stelle di Parma meno voti arriveranno. E’ un modo neppure troppo soft per dirgli che sono degli impresentabili della politica.

Alle loro iniziative non partecipa nessuno, le sale sono vuote, fanno uscite pubbliche imbarazzanti. Nei dibattiti Pizzarotti sembra non volere infierire contro Ghirarduzzi e di avere pietà di questo personaggio che palesemente dimostra di non conoscere nulla di Parma, tantomeno dell’attività amministrativa. E’ l’ignoranza politica allo stato puro, che potrebbe anche suscitare ilarità se non fosse professata con sicumera e presunzione.

Tutto sembra andare storto, ma loro ci credono lo stesso. Fino al giorno prima del voto si scrivono centinaia di messaggi al giorno, prevedendo percentuali da ballottaggio, quando non da vittoria finale. Passano ore e ore nelle chat di whatsapp a rivelare retroscena, a smascherare complotti, spesso a litigare tra di loro. Sono completamente avulsi dalla realtà.

La lista raccoglie il 3% dei voti. Un simbolo nazionale del 30% riesce a non entrare neppure in consiglio comunale. E’ un risultato da Guinness dei Primati. L’odiato Pizzarotti che ha tradito il M5S prende tutti i voti del M5S. Loro, gli interpreti autentici del Movimento, lo hanno messo alla berlina su scala nazionale.

Anche l’epilogo della storia è un pugno nello stomaco a Ghirarduzzi, non potrebbe essere diversamente: lui invita gli elettori ad andare al mare (“ho già prenotato” dichiara spiritoso), il M5S lo sconfessa pubblicamente, richiamando la sacralità della partecipazione al voto (leggi). Non danno nessuna indicazione di voto… Scarpa si stava già toccando…

La resa dei conti è già iniziata. Le teste cominciano già a saltare. La chat torna a surriscaldarsi. Che bello: ci sono cinque anni per scannarsi!

Oggi forse darebbero più retta a chi gli diceva si non farsi vedere in campagna elettorale. Era il suggerimento di chi gli voleva bene, ma sopratutto di chi li conosceva bene.

Andrea Marsiletti

  1. Chel il Movimento 5 stelle non riuscisse a ottenere un risultato positivo era palese, forse nessuno avrebbe mai immaginato il 3%. Ma siamo sinceri, molti si aspettavano che Pizzarotti avrebbe staccato di più i suoi opponenti. Il ballottaggio sarà difficile e nelle mani degli elettori del Centrodestra

  2. Toglietemi una curiosità voi che commentate. Voi cosa avreste fatto a Parma? Mettere il simbolo e non fare nemmeno comizi potrebbe essere, oppure, non presentarsi nemmeno? Erano queste due le alternative? Bhè…mi sembrano un po’ scarse come idee…

    • Presentare un presentabile, sarebbe già stato un miglior punto di partenza.

  3. I NUOVI IMPRESENTABILI DELLA POLITICA LOCALE: IL M5S DI PARMA DAL 30% NAZIONALE AL 3% LOCALE

    Vi ricordate il i politici definiti “impresentabili”? Erano quelli invotabili, quelli che gli elettori non sono disposti a votare per nessuna ragione al mondo. Il M5S ha sempre accusato gli altri partiti di essere “impresentabili”. Il misero 3% delle elezioni comunali di Parma del M5S (che partiva da un 30% di voto politico nazionale), che è rimasto fuori dal Consiglio comunale, dimostra che i nuovi impresentabili della politica di Parma sono diventati proprio gli esponenti del M5S di Parma. Incompetenti, spocchiosi, invotabili. In una parola: impresentabili.

  4. Ogni volta che Ghirarduzzi apriva bocca perdeva voti. Non sapeva nulla, parlava solo per dare aria ai denti e inveire contro Pizzarotti. Ha preso il 3% dei voti. Fin troppi. Senza il simbolo ne avrebbe presi meno di 100.

  5. secondo me non sarà l’unica resa dei conti a cui assisteremo: l’altra la manderà in scena il PD, già il 26 mattina, con la sconfitta di Scarpa. Allora se ne vedranno davvero delle belle, con il probabile azzeramento del quartier generale del PD e incoronazione del nuovo referente (non faccio nomi, ma lo conoscete bene tutti) 😉

  6. Ghirarduzzi non aveva possibilita’ , ma chiunque non ha possibilita’ , il sindaco uscente non ha rivali . La cosa che non condivido nelle dichiarazioni di Pizzarotti e’ quando dice , se mi presentavo col movimento prendevo meno voti, no sindaco , lei avrebbe vinto al primo turno , perche’ molti elettori sono andati al mare proprio per lo scontro tra lei e grillo.

  7. Era evidente sin da subito che gli Amici di Beppe Grillo erano solo un gruppo di esagitati ultra ortodossi, completamente avulsi dalla realtà, ma i veri responsabili della debacle sono stati Grillo, Casaleggio, lo staff e Bugani! Questi hanno imposto alla base persone impresentabili, SAPENDO che erano impresentabili. Si sono sabotati da soli, denotando uno scarsissimo interesse nel tenersi la città, tra l’altro già molto evidente in questi 3 anni, e la gente questo l’ha sentito molto bene. Quando Grillo capirà che deve tenersi care le persone valide e non gli incapaci solo perchè gli dicono sempre si (come si fa coi matti!), allora forse riusciremo a vincerla qualche elezione. Oltre a Ghirarduzzi (che sin dal primo momento ha fatto di tutto per rendersi antipatico alla gente) sarebbe buona cosa defenestrare anche il pluritrombato Bugani, e anche di corsa se si vuole cominciare a recuperare terreno.

    • argufacile, ma pocabile, in definitiva sono quattro chiacchiere di chi ha fretta di chiudere un discorso sull’autobus con un suo amico senza attesa di replica. Se volessimo fare il dietrologo sulle mosse di Grillo ne potrebbero venire fuori ipotesi meno passiviste. In realtà chi ci guadagnerà è l’ing Scarpa

  8. Grillo si sarà pentito di aver messo il M5S in queste mani. Questi non devono più farsi vedere e lasciare spazio a dei grillini presentabili.

  9. Sconfessato e epurato dai suoi. Non è neanche riuscito ad entrare in Consiglio comunale!!!!!!!!!

    • la resa dei conti è iniziata, D’Alessandro proverà a prendere in mano il M5S e a farsi candidare di nuovo in parlamento.

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