Fabio Callori (Forza Italia) sullo scandalo nella sanità di Parma: “E’ evidente che esiste una grande colpa politica, quel ‘filo rosso’ che lega Regione e Sanità parmense”

Il gravissimo quadro che emerge dall’inchiesta “Pasimafi” lascia allibiti e sgomenti; un intreccio di interessi mai emerso che ha provocato un vero cataclisma che ha sconvolto la città.

L’Amministrazione Regionale ha un ruolo di primaria importanza in materia di Sanità pubblica e invece di proporre insensati piani di riordino, di chiudere presidi ospedalieri necessari alla comunità, dovrebbe sorvegliare con attenzione ed effettuare rigorosi controlli sulle Aziende Sanitarie. E’ indubbio un atto di grande responsabilità verso l’intera comunità la nomina dei vertici e dei primari dei Presidi Ospedalieri. E’ evidente che esiste una grande colpa politica, un “filo rosso” che lega Regione e Sanità parmense; ora la più ovvia e scontata conseguenza dovrebbero essere le dimissioni dell’assessore regionale preposto.

Non meno rilevante è il ruolo che riveste la Conferenza Territoriale Socio Sanitaria che ha, oltre a facoltà di scelte e decisioni anche il compito di vigilanza; il Sindaco Federico Pizzarotti, che da quando è uscito dal movimento 5 stelle “strizza l’occhio” al PD, essendone il Presidente ha enormi responsabilità verso i cittadini.

Sono fermamente convinto che la politica abbia un ruolo estremamente importante nel settore della sanità essendo coinvolti direttamente i cittadini e quando si parla di salute delle persone nessuno ha diritto a sconti e chi ha sbagliato ne deve assolutamente rispondere!

Fabio Callori, coordinatore provinciale di Forza Italia

  1. La situazione dell’Azienda ospedaliero – universitaria di Parma è
    alquanto preoccupante e ogni giorno emergono dettagli inquietanti sui
    fatti contestati dalla Procura di Parma, che hanno portato agli
    arresti dei giorni scorsi. Noi rimaniamo garantisti ma è necessario
    che vengano chiariti alcuni aspetti. Primo: il direttore generale
    dell’Azienda ospedaliera, Massimo Fabi, ha incontrato i dipendenti e
    ha illustrato i dati dell’attività del Maggiore, dipingendolo come
    eccellente sotto ogni punto di vista. Ci fa molto piacere che il
    Maggiore sia un’eccellenza. Peccato però che Fabi abbia presentato
    dati relativi al 2014 e al 2015, quando ancora lui non era direttore
    generale dell’Azienda ospedaliera. Secondo: il 18 maggio prossimo si
    sarebbe dovuto espletare un concorso pubblico per il posto di del
    reparto di 1^ Anestesia e Rianimazione (non toccato dall’inchiesta).
    La prova d’esame è stata rimandata. Qual è il vero motivo? Mi auguro
    che presto vengano chiariti tutti gli aspetti dubbi in modo che i
    tanti professionisti bravi ed onesti del Maggiore possano tornare a
    fare serenamente il loro importantissimo lavoro. Strano,infine, mi
    pare il comportamento del Partito democratico, che fa quadrato intorno
    al direttore Fabi difendendolo a spada tratta, presumo perchè nominato
    dalla Regione a guida Pd. A mi avviso, ci si dovrebbe quanto meno
    chiedere se è stato fatto tutto quello che si doveva per vigilare
    sull’operato dei medici coinvolti nell’inchiesta.

    Nicolas Brigati
    Coordinatore provinciale Forza Italia Giovani

  2. LE DIMISSIONI DEL RETTORE BORGHI SONO MERITORIE

    Le dimissioni del professor Borghi, di cui rispetto la sofferenza personale, sono meritorie perché tolgono alibi alle strumentalizzazioni e agli evidenti tentativi di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica da uno scandalo correlato ad un  sistema di potere consolidatosi (in particolare) nell’era dell’ultimo centrodestra a danno dell’intera città. Sotto questo profilo, le dimissioni sono più che mai un atto responsabile perché ora lo scandalo è “nudo”. E davvero c’è da augurarsi che la giustizia inquirente e quella decidente siano celeri ad assicurare verità e giustizia. Fermo restando che il giudizio politico è già pronunciabile: fuori i mercanti dalla sanità  e da Parma. 
    Ciò detto, è certamente “nuda” anche la crisi di Parma, che troppi colpi ha ricevuto e che ora subisce un altro danno di immagine dall’attacco a due suoi gioielli: l’Università e la sanità pubblica.
    La sintesi mediatica, infatti e purtroppo, è questa.
    Per tale motivo, voglio esprimere la mia solidarietà al personale dell’Università e a quello operante nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, che è  nella massima misura onesto e professionale e che ha contribuito alla riconosciuta credibilità delle strutture di appartenenza.
    Ora la crisi va aggredita senza ritardi e concretamente: il rilancio è più che possibile, ma davvero non c’è tempo da perdere.
    Parma deve trovare unità di intenti a partire dalla questione morale (da non dequalificare mai a caccia alle streghe), da una strategia organica e complessiva legata ad una visione di insieme (finora non emersa nella legislatura  amministrativa in essere e nella campagna elettorale), da un patto di solidarietà forte tra istituzioni, cittadini e imprese, da una classe dirigente che, con la storia pregressa che di questo degrado è la madre, non abbia contiguità.
    Il rilancio , infatti,  necessita di scelte forti e libere da condizionamenti e non ha bisogno di frenatori interessati.

  3. adesso aspettiamo, che dopo medicina… si indaghi su architettura… che ci sono 2 nominativi alquanto interessanti su cui fare chiarezza… uno è anche assai amico di Borghi…

    • Come e’ giusto e corretto che sia, attendiamo gli esiti giudiziari di questa vicenda.
      Ma, se fosse tutto dimostrato, consiglierei di indagare anche su altri aspetti.
      Recentemente il figlio Andrea ha ottenuto la abilitazione a professore associato di anestesia.
      Se dovesse risultare vero che Fanelli Jr avrebbe redatto lavori scientifici richiesti ad hoc dalle case farmaceutiche dall’alto del suo ruolo in una struttura medica di Bologna, credo che la suddetta abilitazione debba essere ritenuta non valida.

  4. Questa e’ la mazzata definitiva , e’ gia’ da molto tempo che i parmigiani vanno in altre strutture in provincia o addirittura fuori regione.

  5. “IL PROFESSOR BORGHI SI DIMETTA”
    LETTERA APERTA AL RETTORE DI DANIELE GHIRARDUZZI

    Parma, 12 maggio 2017

    Spett. Università di Parma
    Al Rettore Prof. Loris Borghi
    Al Responsabile anticorruzione dell’Ente

    c/c Spett. Prefetto di Parma

    Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, dopo i 19 arresti di inizio settimana, ed i successivi 7 avvisi di garanzia, sembra palese che ci troviamo davanti non tanto ad un caso isolato, ma ad una falla di sistema.

    La nostra Sanità Pubblica, invidiataci da tutto il mondo e che nella nostra Regione tocca punte di eccellenza, viene da un lato periodicamente amputata e smantellata da scelte del Governo centrale di tagli del tutto ingiustificati, e dall’altro sconquassata da episodi di malasanità che, anziché ridursi, si stanno allargando a macchia d’olio.

    È di tutta evidenza che, laddove si verificano episodi come questi – fatto salvo che in Italia vige la presunzione di innocenza fino a sentenza contraria – che vedono primari ospedalieri gestire presumibilmente un giro di malaffare imperniato su sperimentazioni umane illegali, sull’ammorbidimento dei risultati delle ricerche per compiacere le aziende farmaceutiche, oltre alle accuse ormai di routine, in questi casi, di abuso d’ufficio, concussione, e perfino di riciclaggio, saremmo davanti a tale sprezzo delle vite umane, a tale disumanità, per di più perpetrata sulle categorie più deboli, cioè persone a fine vita, che mi vergogno persino di essere italiano, e parmigiano, in questo momento. Non può essere che l’Ospedale ed in particolare la nostra Università si macchi di un così terribile crimine. Non ci posso credere.

    Pertanto, in attesa che la Magistratura chiarisca il quadro d’insieme, i cui contorni ogni giorno si allargano sempre di più, e considerata la situazione di estrema emergenza per la salute pubblica cittadina, chiedo, in qualità di candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle di Parma, alla S.V. Rettore della nostra Università di farsi da parte e rassegnare le proprie dimissioni, o quanto meno ad autosospendersi in attesa dell’esito delle inchieste in atto. I cittadini di Parma si aspettano questo da lei. Anche per consentire, da parte degli Organi preposti dell’Università, una più efficace indagine amministrativa interna che sono sicuro avete già avviato, in parallelo con l’attività della Magistratura di cui ho piena fiducia, ma che sappiamo ha tempi più lunghi.

    Nel suo recente passato Lei è stato coinvolto in una questione controversa riguardante una sua ex allieva, di cui non conosco l’esito finale. Lei si difese dicendo che veniva attaccato perché aveva delle simpatie verso il MoVimento 5 Stelle. Ora le cronache parlano di un avviso di garanzia che le è stato notificato per una faccenda simile, ma questa volta in una cornice di un caso ben più grave, molto più ampio perché coinvolge decine e decine di ricercatori o personale della sua Università, e dai connotati macabri ed orribili. Considerare gli esseri umani come cavie da laboratorio ricorda l’eugenetica di Mengele. Frasi forti come “possono morire in cento tanto nessuno di noi andrà in galera” forse le pronunciavano i nazisti e non è ammissibile in una società democratica e dalle radici antifasciste. Pertanto, in considerazione anche, ma non solo, della sua professata vicinanza al principio di onestà del MoVimento 5 Stelle che, come sa, non consente di ricoprire ruoli istituzionali a che è oggetto di vicende giudiziarie così gravi, le chiediamo di fare questo gesto di coraggio, che le consentirebbe peraltro di difendersi con le massime energie possibili e senza l’ombra di sospetti.

    Certo della Sua sensibilità di essere umano, prima ancora che di rappresentante delle Istituzioni, e confidando in un suo atto di responsabilità, che la farebbe apprezzare per quello che, sono sicuro, è il suo vero valore, porgo i miei più distinti saluti.

    Daniele Ghirarduzzi, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle del Comune di Parma

  6. Luigi Alfieri, candidato sindaco della lista civica Alfieri per Parma torna sullo scandalo che ha coinvolto la sanità cittadina.
    «Sono molto perplesso da quanto ho letto nel comunicato stampa dell’Università degli Studi e del rettore Loris Borghi che invece di dimettersi fa sapere che non era stato l’ateneo a respingere la richiesta di sospensione di Fanelli da parte dell’Azienda Ospedaliera bensì il comitato dei garanti.
    Ma qualcuno si è chiesto da chi è composto questo comitato?
    È composto da tre membri: uno nominato dall’Università uno dall’Azienda Ospedaliera e un terzo nominato congiuntamente dai due enti.
    Evidentemente a fronte di una richiesta di Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, assai trasparente nel suo comportamento, perfezionata attraverso una relazione della stessa Azienda, ha prevalso la posizione dall’Università, anch’essa completata attraverso una relazione. Io sono convinto che questi due testi siano depositati agli atti e sarebbe interessante renderli pubblici. Ma quello che importa è che, di fronte a uno scandalo gigantesco, dove la salute e i diritti dei cittadini sono stati calpestati da anni, l’Università ci parla del sesso degli angeli.
    Per non parlare del fatto che non è la prima volta che Borghi finisce sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine visto che sull’Espresso di un anno e mezzo fa leggevamo: “Parma, i guai del rettore a Cinque Stelle Loris Borghi è accusato di avere favorito la convivente (secondo il giornale tale sarebbe Tiziana Meschi, anch’essa coinvolta in questa ultima vicenda giudiziaria) nella ristrutturazione dei dipartimenti di medicina. Il magnifico rettore respinge le accuse e si dice vittima di un attacco politico per la sua presunta vicinanza al sindaco grillino Pizzarotti. La guardia di finanza indaga”.
    E Guido Fanelli? Oltre a far parte della Commissione di bioetica (e sottolineo la parola ETICA) dell’Università di Parma con nomina successiva alla prima richiesta di sospensione era, dal 2015, direttore scientifico di Fondazione ANT (Associazione Nazionale Tumori), la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati oncologici e la prevenzione.
    Chissà cosa penserà oggi l’associazione (Onlus) che vive anche grazie a donazioni… Ironia della sorte, nel comunicato che annunciava l’incarico di Fanelli, la presidente Raffaella Pannuti diceva: “L’immediata sintonia che si è creata tra il professor Fanelli e ANT nasce dal comune impegno verso la dignità dell’uomo, la lotta alla sofferenza, sociale e morale e la lotta al dolore sono un impegno prioritario. In una società in cui il valore della vita è messo seriamente in discussione, noi vogliamo tenere la barra a dritta sull’Eubiosia. In concreto vogliamo rivedere anche i criteri di accesso dei medici alla disciplina delle cure palliative”. Tra l’altro, l’attuale ministro Gian Luca Galletti è membro a vita del cda della Fondazione.
    Infine, sottolineo ancora una volta che il sindaco Federico Pizzarotti è la massima autorità sanitaria cittadina, anche se non sembra particolarmente preoccupato di tutelare la salute dei suoi concittadini. Dopo il caso legionella dell’estate scorsa, che sappiamo tutti come è stato gestito, gli eventi di questi giorni. Io qualche domanda me la faccio. Penso anche i parmigiani». Resta celebre la frase pronunciata dal primo cittadino durante l’assemblea sulla legionella tenutasi il 5 ottobre alla scuola Don Milani: “la vita è pericolosa di suo”».

    • Alfieri prima andavi dalla Cavandoli poi ieri da Scarpa, stai facendo delle capriole purché di non fare il fiasco, che secondo me lo farai.

  7. IL RETTORE CHIARISCA LA SUA POSIZIONE O FACCIA UN PASSO INDIETRTO

    E’ di qualche giorno fa lo scandalo provocato dall’inchiesta denominata “Pasimafi”, che ha letteralmente scosso gli ambienti sanitari, e che ha il suo epicentro a Parma ed il suo mentore in un professore (ormai ex) della nostra Università, Guido Fanelli, e che vede indagati tra gli altri anche il Rettore Loris Borghi per abuso di ufficio, reo di aver favorito, modificando l’apposito bando, il trasferimento in entrata del professor Massimo Allegri, braccio destro di Fanelli e sua volta coinvolto nell’inchiesta.

    La prima considerazione che ci viene da fare, oltre il merito giudiziario sul quale siamo sicuri che organi più competenti di noi faranno il loro lavoro, è di tipo etico e morale. Come studenti ci sentiamo offesi e colpiti, riteniamo che sia inaccettabile che un professore dell’Università, che ha come ruolo quello di educare gli studenti ed insegnarli oltre che in ambito accademico anche dal punto di vista umano, si sia rivelato il “boss” di quella che possiamo definire una vera e propria cupola.
    Ancora più inaccettabili sono le speculazioni che si sono fatte sugli ignari pazienti a cui venivano sperimentati i medicinali senza il loro consenso, di fatto rischiando anche l’incolumità delle persone.

    Per quanto riguarda l’indagine a carico del Rettore chiediamo che ci sia un chiarimento della sua posizione in questa triste vicenda, una netta presa di posizione pubblica per affermare la sua eventuale estraneità ai fatti. In caso contrario, riteniamo che debba esserci da parte sua una presa d’atto dei fatti e debbano essere rassegnate le dimissioni.
    E’ la seconda indagine per abuso d’ufficio che colpisce il nostro Rettore negli ultimi due anni, e questo silenzio assordante da parte della più alta carica dell’Università non è una cosa tollerabile, per rispetto nei confronti di tutta la comunità accademica (studenti, docenti, personale tecnico) che con questa faccenda nulla ha a che fare ma che subisce le malefatte di pochi, e dell’Università stessa.
    Confidiamo che questo scandalo possa concludersi nel migliore dei modi, fiduciosi che la magistratura faccia il suo corso e che chi è responsabile paghi, e che la nostra Università sappia prendere le dovute precauzioni affinché fatti simili non possano ripetersi in futuro.

  8. SINDACO ASSENTE SULL’INDAGINE PASIMAFI

    E’ imbarazzante leggere, sentire ancora una volta le parole di un Sindaco che non sa cosa fare in un momento di emergenza, non dice nulla di quanto si sta facendo.
    La notizia dell’indagine “Pasimafi” ha scosso l’Italia intera ma il massimo commento in cui riesce il Sindaco è una frase scontata perché la verità emerga presto.
    Ovviamente il Sindaco non governa l’intera macchina della sanità ma è il primo responsabile della salute della comunità e ha comunque importanti poteri e canali dedicati.
    Per quale motivo non chiede l’intervento del Ministero competente? Forse perché è una richiesta già avanza dal Movimento 5 Stelle, il candidato Pizzarotti vuole dimostrare di far la guerra al Movimento da cui proviene.
    Perché il Sindaco non dice cosa si sta facendo per chiarire, arginare la vicenda e recuperare il servizio? Se il detto “a pensar male si fa peccato ma molte volte ci si azzecca” significa che non si sta facendo nulla, nemmeno una lettera ai vertici della sanità nazionale.
    Non c’è nemmeno bisogno dell’appello al voto perché questa Amministrazione sta facendo di tutto perché venga dimenticata al più presto.

    Giuseppe Pellacini
    Consigliere Comunale Centristi per Parma
    Candidato al Consiglio con Parma Unita-Centristi

    • Quali sarebbero in questo caso i poteri e canali dedicati del sindaco? Se la magistratura sta ancora raccogliendo tutte le informazioni , quali notizie dovrebbe avere il sindaco oltre quelle che hanno già i giornali?

  9. “L’inchiesta che ha coinvolto l’ospedale di Parma è un fatto grave che non va sottovalutato: siamo certi che la magistratura farà il suo dovere e accerterà con velocità e correttezza eventuali responsabilità. Questo ennesimo caso, però, sottolinea che a Parma c’è una questione morale da affrontare tutti insieme: istituzioni, forze economiche e sociali della città. Su questi temi il Partito democratico sarà in prima fila e a disposizione per una discussione con la città”. Gianpaolo Serpagli, segretario provinciale del Partito democratico di Parma, interviene sull’inchiesta Pasimafi chiedendo che non venga fatto di ‘tutta l’erba un fascio’. “Chi oggi, incautamente, chiede il commissariamento della dirigenza l’azienda Ospedaliera sbaglia obiettivo e dimostra di essere in malafede: è stato proprio il direttore generale Massimo Fabi a denunciare quanto stava accadendo oltre un anno fa, chiedendo la sospensione del Dottor Fanelli ma il comitato dei Garanti, che fa capo all’Università, non ha accolto la sua proposta. Le responsabilità, quindi, vanno cercate altrove”.

    Secondo il segretario provinciale, quanto emerge dall’inchiesta, è comunque molto preoccupante. “Dalle notizie che abbiamo – spiega Serpagli – è stato scoperto un sistema dedito alla corruzione in un settore molto delicato come la sanità, questo cancro deve essere sradicato con forza. Se pensiamo agli ultimi anni, la nostra città è stata spesso in prima pagina per casi di malaffare e questo deve spingerci a riflettere in maniera approfondita su quanto sta accadendo, un invito a ragionare insieme sul futuro di Parma che allargo a tutte le istituzioni”.

    Per l’esponente Pd, però, si deve essere attenti a non generalizzare. “Siamo certi che la stragrande maggioranza dei dipendenti del Maggiore operi nel migliore dei modi e onestamente al servizio dei pazienti, a loro e ai dirigenti che per primi hanno denunciato il malaffare, va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà. L’ospedale cittadino è il secondo hub in Emilia-Romagna: poche mele marce non possono certamente mettere in dubbio le capacità di centinaia di professionisti che hanno dedicato la loro vita alla cura degli altri e che, ogni giorno, fanno il proprio difficile lavoro con attenzione e dedizione”.

  10. La credibilità dell’ospedale di Parma sta uscendo a pezzi da questa vicenda.

  11. Lo scandalo è che del Pd che è a capo della Sanità di Parma nessuno di dimetta. Scandaloso.

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