INTERVISTA – Laura Bergamini, candidata sindaco di Parma del Partito Comunista: “La parola d’ordine ‘socialismo o barbarie’ è più che mai attuale. Siamo marxisti-leninisti”

Intervista a Laura Bergamini, candidata sindaco di Parma per la lista del Partito Comunista.

Che tipo di campagna elettorale stai conducendo?

A partire dai contatti e dai rapporti che intrecciamo come Partito, abbiamo sviluppato una proposta che è un progetto collettivo dove coniughiamo i nostri obiettivi politici fondamentali alle necessità delle classi popolari del nostro territorio. La nostra campagna elettorale è la continuazione dell’attività che il Partito Comunista porta avanti. Incontriamo ed organizziamo confronti con gruppi di lavoratori e lavoratrici, ci rapportiamo con chi, a livello soggettivo o collettivo, promuove iniziative ed attività contro le diverse forme di sfruttamento e sopruso sociale.

Quando parli con gli elettori e difendi le ragioni del “comunismo” che reazione noti?

Il nostro bacino elettorale è composto principalmente da operai, lavoratori, disoccupati, precari, donne proletarie doppiamente sfruttate, pensionati e giovani studenti che faticano ad arrivare alla fine del mese e quando parliamo con loro troviamo rabbia, disincanto e spesso smarrimento. Di conseguenza si rendono concretamente evidenti le ragioni del comunismo: questo sistema economico-sociale non può che generare sfruttamento, disoccupazione, guerre imperialiste, quindi solo con un altro sistema potremo vedere garantiti i nostri diritti poiché in un mondo dove nel 2016 le otto persone più ricche al mondo possedevano la ricchezza dei 3,6 miliardi di persone più povere, il socialismo-comunismo non è solo di un’attualità stringente ma diventa anche una necessità per la giustizia sociale e la salvaguardia dell’umanità.
La parola d’ordine “socialismo o barbarie” è più che mai attuale. Dunque solo organizzando una alleanza sociale di lotta potremo costruire la risposta efficace alle necessità delle classi popolari.

Ci sono almeno due candidati sindaco comunisti: tu per il Partito Comunista e Ettore Manno per il Partito Comunista Italiano. In cosa vi differenziate?

Oggi nel Movimento Comunista Internazionale e conseguentemente anche in Italia esistono serie differenze strategiche tra i Partiti Comunisti coerenti ed organizzazioni politiche che si definiscono tali. Prendendo atto di questo fatto oggettivo pensiamo che sia fondamentale porci l’interrogativo su “unità con chi e per che cosa”?

Per noi la questione dell’unità comunista è la questione dell’unità dei comunisti realmente marxisti-leninisti che rompe con le forme di opportunismo e rifiuta qualsiasi riduzione a generiche connotazioni elettoralistiche e aggregazioni con le forze della cosiddetta “sinistra” che relegano i comunisti ad una funzione di subalternità storica e di classe. Noi ci battiamo per l’autonomia politica dei comunisti e la totale indipendenza dai partiti che accettano come orizzonte il sistema capitalistico.

La costruzione del Partito Comunista non può essere ridotta ad un’opinione più radicale interna la sistema borghese, costruire il Partito Comunista significa realizzare lo strumento indispensabile per l’abbattimento del sistema di sfruttamento capitalista.

Significa rifiutare ogni tipo di alleanza elettorale col PD; un rifiuto netto, indipendentemente da chi guida il PD, espresso tanto a livello nazionale che regionale e locale. Ecco! Questi sono sinteticamente alcune delle ragioni fondamentali che ci diversificano radicalmente dal PCI e da Rifondazione.

Quali sono i 3 principali punti del tuo programma elettorale?

Lavoro con assunzioni e stabilizzazioni all’interno dell’Ente Comune di Parma per meglio rispondere alle funzioni che il Comune svolge per tutti i cittadini; programmazione di un concreto processo di rientro dei servizi esternalizzati dai socio-educativi alla manutenzione, dalla riscossione tributi alle diverse partecipate; promozione di politiche attive per la lotta alla precarietà, per la sicurezza del e sul lavoro, per il rispetto dei più favorevoli inquadramenti contrattuali anche nelle imprese non direttamente gestite dal Comune.

Servizi ai cittadini, con con ampliamento delle risposte a totale carattere pubblico alle necessità dei cittadini delle fasce popolari per garantire pari opportunità ed accessibilità economica ai servizi socio-educativi (dai bambini, agli anziani, ai disabili, ai giovani). Con politiche attive per il diritto all’abitare, per il diritto ai servizi energetici e di trasporto a prezzi popolari e per una sempre maggiore tutela dell’ambiente.

Ricostruzione di un tessuto sociale e solidale attraverso il decentramento di centri di servizio pubblico affiancati da centri socio culturali con attività in forma stabile e continuativa che promuovano sport, cultura, controcultura, arti a carattere collettivo, popolare ed intergenerazionale.

Parma è città medaglia d’oro della Resistenza. Se entrasse in Consiglio comunale Casapound e rimanessero fuori i comunisti…credi opportuno revocare la medaglia alla città, non certo per il suo passato ma per il suo presente?

Parma ha meritato la medaglia d’oro nel fuoco della guerra di liberazione e nella lotta eroica della Resistenza, per il contributo umano, collettivo e politico alla lotta al nazi-fascismo. La presenza di Casapound e di qualsiasi organizzazione fascista e razzista fuori e/o dentro il Consiglio comunale rende indispensabile la mobilitazione e la lotta popolare insieme al lavoro di informazione diffusa sulla natura e gli obiettivi di tali formazioni coniugati ad un mantenimento costante e non rituale dell’attualità della memoria storica. Nessun tipo di revoca, quindi, ma intensificazione della lotta antifascista – anticapitalista e isolamento politico e sociale delle organizzazioni fasciste e razziste. (AM)