Il coordinatore di Casapound Mora minacciato di morte: “Lo vogliamo a testa in giù!”

Il coordinatore regionale di Casapound, il parmigiano Pier Paolo Mora, è stato minacciato di morte.

Ne dà notizia lui stesso con un post su Facebook: “Il risultato della campagna di odio portata avanti dall’Anpi, dal Pd, dal sindaco e da quei quattro scemi che fanno parte di questi partiti o associazioni, hanno prodotto il risultato. Minacce di morte al sottoscritto e altre scritte inneggianti alle foibe, muri imbrattati e altro degrado urbano. Non ce ne frega niente. Stasera alle 17:30 sono lá a ricordare le migliaia di morti infoibati. E voi, voi vi siete dimostrati per quello che siete, una manica di infami.”

  1. DAVVERO NON CAPISCO QUESTO ACCANIMENTO CONTRO I RAGAZZI/POETI DI CASAPOUND…. la solita sinistra cialtrona e arrogante aggredisce la libera cultura. Mora è la rappresentazione vivente del martirio e della persecuzione, solo perché esprime le sue idee. Mora è un esempio per i giovani d’oggi. Più Mora e meno Anitifa

  2. La fiaccolata organizzata dal “Comitato 10 febbraio” per commemorare gli italiani infoibati nelle terre istriane al termine della Seconda Guerra Mondiale è una manifestazione che ha il sapore di una marcia aggressiva. Ho l’impressione che il ricordo delle foibe sia per le sigle di destra il pretesto per avanzare tesi che la storia ha condannato come portatrici di immani distruzioni e sofferenze.
    Ma per esprimere un giudizio netto, la storia bisogna conoscerla e chi alimenta la propaganda neofascista fa appunto leva sul disagio di chi non ha ancora una coscienza critica allenata a riconoscere gli orrori del passato. Nella nostra città, Medaglia d’Oro della Resistenza, dobbiamo tornare ad esercitare un’azione di presidio civile al fine di contenere l’azione di gruppi organizzati che, nei mesi scorsi, sono stati protagonisti di gesti clamorosi come la diffusione nelle scuole di volantini inneggianti al duce “padre della patria”.
    Ma dobbiamo anche difendere il ricordo di quello che è avvenuto dalle aggressioni alla nostra memoria collettiva, perché senza conoscenza di ciò che è stato non esiste futuro. E il rischio di ricadere negli errori non può dirsi scongiurato.

    Paolo Scarpa

    • marcia aggressiva? Caro sig.Scarpa di aggressivo ci sono le scritte inquietanti(e i fatti) di quei ragazzotti che l’ANPI e il PD si coccolano in nome di un antifascismo assurdo.La vostra memoria(corta) dovrebbe almeno avere la decenza di ricordare degnamente il dramma di miglia di nostri compatrioti (sacerdoti, sindacalisti,antifascisti)che hanno subito la violenza di quei partigiani comunisti di cui, pare, andate tanto fieri .

  3. Caro Pier Paolo
    sono con te. Hai tutto il mio appoggio e la mia comprensione. Questi quattro gatti non sanno nemmeno di cosa parlano, non conoscono la storia e sono vittime (a volte anche inconsapevoli) della disinformazione e dell’inquadramento ideologico che si riceve fin dalle scuole elementari.
    C’è chi apre gli occhi prima o poi mentre ad altri questo lusso non è concesso.
    Che ci vuoi fare!!
    Ciao a presto.
    Gian Franco

  4. Una nazione ancorata al passato che legge la storia secondo il proprio tornaconto non puo’avere futuro..Tutti questi commenti sono figli dell’ignoranza….io conosco questi ragazzi che voi in modo spregevole definite fascisti…Questi “fascisti”sono gli unici a soccorrere italianI in difficolta’,scendono in strada a combattere il degrado…Questo vuol dire amare la propria patria e amare il suo popolo…Sono convinto che se ognuno di voi conoscesse Mora e tanti altri uomini come lui…i vostri commenti sarebbero stati di tutt’altro contenuto….Informatevi,conoscete,documentatevi…..Meditate….prima di dare giudizi

  5. Queste scritte portano solo acqua a casapound. Prima o poi qualche vandalo dovrà capirlo.

  6. Sta tornando la voglia di fascismo anche a Parma. Se riescono ad eleggere un consigliere comunale alle prossime elezioni sarà uno schiaffo alla storia e ai caduti antifascisti di Parma.

  7. Non diamo alibi ai fascisti con queste minacce inutile e controproducenti. No alla violenza, sì alla pretesa del rispetto della nostra Costituzione antifascista.

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