Lega Nord: “L’Emilia è trattata come una pattumiera, ogni qualvolta non si sa dove smistare rifiuti o migranti”

«Siamo stanchi di vedere l’Emilia utilizzata come una “pattumiera”, ogni volta che non si sanno dove smaltire i rifiuti provenienti dalle regioni del sud, oppure, in questo caso, quando c’è da gestire un’emergenza come quella degli immigrati richiedenti asilo.»

E’ questa la dura presa di posizione del capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, e del segretario nazionale Ln Emilia, Gianluca Vinci, dopo l’annuncio che 100 dei migranti responsabili dei disordini avvenuti a Cona (Ve), a seguito della morte di una donna ivoriana, saranno trasferiti in Emilia. Probabilmente a Modena, anche se le voci nelle ultime ore rimbalzano in maniera confusa. Come le politiche del Governo in fatto di migranti, del resto.

«La misura è colma – dice Fabbri – perché la nostra regione è ormai la “ruscarola” d’Italia, ed ogni volta che il Governo non sa come gestire un’emergenza la riversa sui nostri cittadini. Il presidente Stefano Bonaccini non sa prendersi le proprie responsabilità – attacca il capogruppo Ln – e scarica sui suoi cittadini i problemi che è costretto a mandare giù, per ordini di scuderia interni al Pd. Siamo stanchi e un rimedio al problema dei richiedenti asilo (potenziali clandestini) esiste: procedere con le espulsioni.»

Linea dura anche da parte del segretario nazionale, Gianluca Vinci: «l’Emilia si conferma la pattumiera d’Italia – rimarca Vinci – e questo la dice lunga sulla considerazione che hanno nei nostri confronti gli esponenti del Pd. I quali non si fanno scrupolo nell’inviare rifiuti nelle nostre discariche e inceneritori, quando altre regioni non riescono a smaltirli, ed anche i migranti quando l’emergenza è quella dei cosiddetti “profughi”. Peraltro, con l’invio delle persone protagoniste di una rivolta, quindi pericolose.» Vinci sottolinea come, probabilmente, i “richiedenti asilo” arrivati da Cona saranno «stipati in un’identica struttura, a Modena. Quindi, senza risolvere il problema, ma semplicemente spostandolo.»

Insomma, l’Emilia che deve sobbarcarsi i problemi di tutti inizia ad essere un adagio scomodo: «Gli emiliani sono brava gente – sottolinea Gianluca Vinci – ma non ci va sempre di essere considerati come persone da sottomettere. E’ ora che la gente si svegli e faccia sentire la propria voce.» Una voce di protesta, evidentemente.

  1. Dopo i disordini ed il sequestro di 25 persone avvenuti ieri notte nel centro di accoglienza di Cona in Veneto, il Ministero dell’Interno ha deciso di “premiare” i rivoltosi sparpagliandoli in altri centri di accoglienza in varie regioni italiane, fra cui l’Emilia.
    Quattro riflessioni in merito.
    Primo. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di come questa follia chiamata dagli ultimi 4 Governi “accoglienza” sia qualcosa di aberrante e perverso. La rivolta di Cona è la riprova di come da una parte il tessuto sociale ed economico italiano non possa assorbire qualunque flusso migratorio, dall’altra non si riescano garantire gli standard minimi necessari per la sicurezza e la dignità umana di queste persone che la sinistra insiste a lasciar entrare in Italia come clandestini.
    Secondo. Non è possibile continuare a mantenere per mesi e mesi questi clandestini nelle strutture di prima accoglienza. Occorre sveltire i tempi di identificazione e rimpatriare chi non ha il diritto di stare qui. Vale a dire almeno 4 persone su 5.
    Terzo. Chi ci sta governando continua a lanciare messaggi del tutto errati. Fino a quando si “premierà” chi commette reati, non si potrà sperare che lo Stato venga percepito come garante di legalità. Se l’ordine pubblico italiano è nella situazione che tutti vediamo è proprio perché il lassismo ed il permessivismo di una certa parte politica ha tolto alle nostre Forze dell’Ordine autorevolezza ed autorità. Ricordiamoci sempre che in Senato abbiamo un’aula intestata a Carlo Giuliani e vergogniamoci.
    Quarto. Come sempre chi ci rimetterà saranno gli italiani che si ritroveranno spersi nel territorio dei clandestini che, a torto o a ragione, come protesta hanno deciso di segregare in una baracca 25 persone per una notte intera. Se presto spariranno dai luoghi di destinazione e diventeranno fantasmi malavitosi sarà ancora una volta colpa di chi sta permettendo il perdurare di questa situazione.

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