Dall’Olio verso il ritiro della sua candidatura alle primarie? Prende forza la candidatura di Dario Costi

Le primarie del 19 febbraio 2017 muovono i passi, con qualcuno che ne fa in avanti, altri indietro.

Sicuramente in campo ci sarà Paolo Scarpa. Ingegnere civile di 60 anni, politicamente Scarpa ha un passato politico come segretario cittadino della Margherita e poi nel Pd; nei primi mesi del 2012 promosse un appello pubblico a favore del candidato Dall’Olio alle primarie del centrosinistra (leggi). Vinse Bernazzoli, e allora Scarpa abbandonò la coalizione e sostenne la lista di Parma Unita (leggi) e l’allora candidato sindaco Roberto Ghiretti lo indicò come uno dei suoi 4 assessori in caso di vittoria (guarda video).

L’altro esponente politico che ha annunciato pubblicamente la sua candidatura alle primarie da mesi e da ultimo il 2 dicembre sulla sua pagina Facebook e in Tv (leggi) è il capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio. Ad oggi tutte le sue dichiarazioni sono andate in questa direzione. Ma voci sempre più insistenti dentro il Pd danno questa candidatura fin dall’inizio come “finta”, come un posizionamento tattico per poi essere ritirata e andare in appoggio di Paolo Scarpa in cambio della poltrona di vicesindaco e/o del sostegno alle prossime parlamentarie. La suspence sarà comunque breve: il 22 dicembre è la data ultima di presentazione delle candidature alle primarie, e quindi tra pochi giorni sapremo se queste sono solo voci o delle verità.

Chi pare stia facendo un passo in avanti è Dario Costi (leggi), architetto di 45 anni, professore universitario, fondatore di Parma Urban Center. Questa candidatura nasce nel mondo civico e potrebbe essere la novità delle primarie. La forza di Costi dipenderà dal sostegno che saprà costruirsi nelle prossime settimane.

C’è fermento anche nella sinistra del centrosinistra. Nei giorni scorsi è apparso un appello sul web (leggi). Che quell’area arriverà ad esprimere un candidato sembra comunque certo. Il nome non è ancora conosciuto.

La possibilità (e la speranza di tanti a sinistra) di un ripensamento al foto-finish di Massimo Rutigliano (leggi) e quindi di un suo ritorno alle primarie appare remota.  Ma con tutti questi passi in avanti e indietro mai dire mai…

Andrea Marsiletti

  1. Costi sarà anche un grandissimo architetto, ma proprio per questo lo vedrei meglio a seguire in prima persona la realizzazione di questo suo super progetto urbano molto complesso e articolato, piuttosto che delegare la cosa ad un altro, visto che se fosse eletto sindaco il suo lavoro sarebbe tutt’altro. Ma a parte essere un bravo architetto ha un programma? A parte fare il giro dei quartieri a vedere cosa non va (e a rendersi ridicolo “cacciando” il palo di uno spaccino in Oltretorrente), ha poi le idee e le persone giuste a risolvere i problemi?
    E soprattutto, questi 4 candidati, che patti hanno stretto con Ghiretti per avere la sua alleanza? Cosa gli hanno promesso per i suoi voti? Io se fossi un iscritto al PD vorrei sapere almeno questo.

  2. A Novembre, Domus, la più antica rivista d’architettura ha dedicato ben quattro pagine a Parma Città Futura. Mi pare eccezionale che una rivista come questa decida di pensare a Parma piuttosto che a una qualsiasi altra città al mondo. Leggo: “parere agli esperti….”
    É un parere abbastanza autorevole quello di Domus? Aggiungo che forse PCF é stata l’unica iniziativa in grado veramente di coltivare la voglia di riappropriarsi della propria città coinvolgendo in modo straordinario la cittadinanza al dibattito

    • ok, ma in sostanza quale sarebbe il programma di questo candidato? no, perché a parte la storia di questo progetto architettonico (ma è davvero una priorità per Parma?) per il resto mi sembra per ora molto prossimo allo zero. ps: PD avevate solo un ingegnere ed un professore di architettura? questo è il massimo che siete riusciti a tirare fuori dal cilindro? allora sono vere le voci secondo cui avete deliberatamente messo dei candidati deboli e sconosciuti ai più per tirare la volata al Pizza?

    • Già dal fatto che lei usa “PCF” al posto di Parma citta futura, svela la sua identità…
      I pareri di Domus, se positivi e ben motivati, sono sicuramente significativi, ma pure loro sono Politici… Vorrei altri commenti di altri architetti “al di sopra delle parti” e di altri tecnici, sociologi, urbanisti, paesaggisti, ma anche economisti, esperti di viabilità e delle dinamiche della mobilita sostenibile, studiosi di Smart city e di amministrazione pubblica, progettisti esperti nei rapporti fra pubblico e privato…
      Ecco vorrei conoscere anche un loro giudizio….
      Un progetto così è sicuramente bello da mostrare e per mostrarsi, ma certe scelte vanno studiate a lungo e anche fuori dalle solite dinamiche politiche, meno parole e più sostanza, in ogni caso, chi può posti da qualche parte le 4 pagine di Domus così ognuno si potrà fare un’idea…
      Grazie di tutto e buone primarie

  3. Parma città futura è un pretesto, una scatola abbastanza vuota impacchettata con una carta dorata…
    Progetto interessante? lasciamo parlare gli esperti…
    sicuramente è stato molto bravo a darsi un sacco di visibilità, anche se, nonostante siano stati negli anni al PUC invitati nomi altisonanti, la presenza delle persone a questi incontri è sempre stata molto scarsa, la maggior parte delle volte non più di una ventina, organizzatori inclusi…
    riflettiamo sulla patina e sulla sostanza delle cose, non lasciamoci distrarre come al solito
    la parola agli esperti…

  4. Costi non ha fatto solo Parma Urban Center. Organizza dibattiti con ospiti internazionali sui temi dell’architettura e della città. Ha reso Parma, grazie a PUC un centro per la ricerca e l’approfondimento sull’identita urbana della nostra città. Ho avuto la possibilità di assistere ad alcuni incontri sulla Parma Città Futura da lui ideata e portata avanti con tanto impegno e sacrificio. É una persona dalle idee chiare e propositive. Vedo in lui degli obiettivi e un’idea di città chiara e consapevole che possa tornare di nuovo grande. Su Facebook ho visto esserci anche una pagina dedicata al progetto Parma Città Futura. Andate a vedere quanto bella potrebbe tornare Parma. Altro che staccionate pizzarottiane

  5. Mi fa molto piacere che il professor Costi si mette in politica. Dal punto di vista urbanistico è una persona molto preparata.
    Congratulazioni prof.

  6. Costi è un ottimo professionista e l’idea di Parma Urban Center è una ventata di positività dopo anni di nebbia. In bocca al lupo!

  7. In un momento in cui la città è smarrita, in cui il degrado e l’ illegalità prendono sempre più sopravvento, Costi, grazie al progetto “Parma Cttà Futura”, offre almeno una prospettiva di rigenerazione urbana.

  8. Questi signori qua, cioè Scarpa Ghireti Lavagetto e Dall Olio sono terrorizzati che le prossime elezioni le vince Pizzarotti.

  9. Trovo idiota, per lui, per il PD di Parma, per i Cittadini di Parma soprattutto (e in parte anche per quelli del territorio provinciale) che non si presenti Giorgio Pagliari, ovvero il politico indubbiamente più capace che si possa esprimere nell’ambito del centrosinistra parmigiano. Se non si presenterà mi riterrò libero di dare pubblicamente dell’idiota a diversi personaggi in campo nel PD e attorno al PD parmigiano. Nessuno escluso, ovvio.

  10. SCARPA copia le mosse di Alfieri sul bilancio. Dall’Olio si ritira? Ci sarebbe qualcosa sotto. Non mi convince Costi. Troppo addentro alle logiche di un professionista architetto…
    Bel casino sto Pd a Parma.

  11. Ma secondo voi. il PUC, Parma Urban Center, è una cosa pubblica o privata? Perchè dal nome sembrerebbe una cosa pubblica, ma ne siamo certi?
    E poi, Costi è il Presidente del Parma Urban Center… ma chi lo ha eletto?

    • IL BUFFONE DI GENOVA NO DI SICURO !

      Con sommo dispiacere per l’attivista ALUNNO c’è il fatto che COSTI non lo ha eletto il Genovese: Lui , infatti, elegge quelli del defunto RAGGIO MAGICO!

  12. Fatemi capire, Dall’Olio chiede in giro se lo sostengono alle primarie e poi si ritira senza dire nulla? Sempre peggio. Poi non stupiamoci se nessuno lo può vedere.

  13. SCARPA: PARMA NON PUO’ SVENDERE I GIOIELLI DI FAMIGLIA

    Un’amministrazione a fine mandato vende quote di partecipazione per fare cassa: non è certo questo il momento. Parma ha perso progressivamente troppi asset strategici in questi ultimi anni
    I cittadini di Parma sono azionisti, attraverso il Comune, di Fiere di Parma Spa, partecipazione che adesso l’Amministrazione intende vendere. Si tratta, a mio avviso, di un errore. E per due ragioni. La prima è che l’Amministrazione Pizzarotti è a fine mandato e una decisione del genere porrebbe un’ipoteca grave sul futuro della città, e quindi non le compete. La seconda è la perdita di controllo progressivo sul sistema Parma. Una vendita di questa entità sostanziale non può avvenire con leggerezza, solo per fare cassa e per pochi euro (si parla di sei/sette milioni, circa il 3 % del monte investimenti a Bilancio).
    Non si svendono i gioielli di famiglia frutto di anni del lavoro di una intera città, al fine di utilizzarne i proventi per qualche intervento contingente.
    La perdita progressiva di controllo di Parma sui propri asset strategici è un problema che in questi anni si è ingigantito: abbiamo perduto Spip, abbiamo perduto Soprip, l’Aeroporto è a grave rischio di chiusura, mentre Tep rischia di scomparire e ora si parla di cedere le quote pubbliche di Fiere di Parma. Sono questioni tra loro profondamente diverse, ciascuna con una propria storia, ma testimoniano un impoverimento del sistema Parma.
    Nel 2013 il Comune ha fatto fallire Spip, società indebitatissima con le banche, ma che possedeva circa un milione di metri quadrati di aree produttive urbanizzate pubbliche dove poteva espandersi il sistema produttivo di Parma.
    Soprip, società pubblica, simile per finalità a Spip, dopo essersi indebitata in modo vergognoso, passa dal concordato preventivo a una fase di liquidazione.
    Nel 2016 Tep sembra avere perso l’appalto sul Trasporto Pubblico Locale. Può essere che i vari ricorsi presentati conducano a ribaltare gli esiti della gara che ha visto vincitrice Bus Italia, ma oggi la lettura oggettiva è che Tep a brevissimo termine diverrà una scatola vuota.
    Su Fiere di Parma non si può agire con leggerezza. Ricordiamoci che su tutta quell’area, che comprende Fiere, Aeroporto, futuro Centro commerciale ex Salvarani e che è a ridosso di autostrada e Alta Velocità, si giocano partite fondamentali, che possono determinare, nel bene o nel male, il futuro della città.
    L’aeroporto deve potere crescere, perché l’alternativa è morire, ma devono essere tarati con attenzione assoluta gli impatti ambientali; la nascita del nuovo centro commerciale deve salvaguardare il piccolo commercio in città, aiutarlo, non ucciderlo; le Fiere devono sviluppare con vigore una compartecipazione tra pubblico e privato che fino ad oggi ha dato risultati positivi. Le tre cose non sono disgiunte, ma profondamente collegate e un progetto comune deve comprendere l’idea di nuovi collegamenti, sia con l’Autostrada, sia con la Tav. Occorre gestire i processi con visione strategica: la navigazione a vista di questi ultimi anni ha prodotto alla fine solo disastri.
    Paolo Scarpa

    • Caro Paolo, condivido, ma fra i gioielli di famiglia svenduti per ottusaggine o miopia o altra ristrettezza o cortezza di visone, dovresti nominare (prova un po’ a pensarci, e non giudicarlo fuori tema) anche i Boschi di Carrega, il Parco Regionale omonimo, alla cui progettazione, istituzione e gestione il Comune di Parma compartecipava al versamento della propria quota consorziale, che un qualche “distratto” sindaco ovvero una qualche “distratta” giunta prese la sciagurata demenziale decisione di abbandonare, ritirando e stupidamente affossando il suo impegno per uno dei gioielli, questo sì di nome e di fatto, del paesaggio storico della città di Parma, che ovviamewnte va oltre (ma in verità ..di poco, solo di una decina di km. da piazza Garibaldi) lo stretto e asfittico confine comunale di questa nostra .. piccola capitale (?), … diventata sempre più “piccola” (soprattutto di cervello) nel corso di questi ultimi, diciamo, 35 anni, con una accelerazione di “rimpicciolimento” (mentale) negli ultimi due tre o quattro lustri … E intanto il neoclassico Casino dei Boschi, la parte più rappresentativa, questo gioiello di patrimonio storico culturale paesaggistico, residenza della nostra tanto amata (mi vien da ridere) Luisetta nel 200° del suo arrivo, l’ignavia, l’insipienza, l’irresponsabilità di schiere di amministratori sindaci presidenti consilieri assessori ecc. ecc. – incapaci di favorire e sviluppare concretamente, e non con vuote parole, la tanto conclamata strategica cruciale, proprio per Parma, economia della cultura – hanno contribuito e stanno contribuendo a ridurre ad una vergognoso rudere. Con tutto quel che ne consegue …

  14. Costi come architetto è presuntuosetto e borioso come politico non ha mai fatto nulla. Il PD sta mettendo in campo candidati uno peggio dell’altro.

  15. Certo che scarpa è un bel saltinbanco della politica. Perde le primarie e cambia schiaramento. E poi viene trombato anche là.

  16. Ne vedremo ancora di candidati che si dichiarano tali, ma poi passano e si ritirano!!!! (Fabio Callori, coordinatore di Forza Italia, su Facebook)

  17. La gente chiede chiarezza e amore per la propria città , non giochetti come questi. A vedere questi balletti per le poltrone si capisce bene perchè il pd di Parma perderà sempre le elezioni. ANDATE TUTTI A CASA

  18. Dall Olio e’ un costo abnorme per il Pd. Il problema sono Lavagetto e Scarpa che con queste mosse vergognose di Dall Olio non riescono a fermarlo. Più vanno avanti e più perdono credibilità davanti ai parmigiani.

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