INTERVISTA – Rutigliano: “I parmigiani hanno compreso che Pizzarotti non sa amministrare. Ma il Pd non deve dividersi”

Alla luce del dibattito sulla città e sulle candidature in atto all’interno del Pd di Parma, abbiamo intervisto Massimo Rutigliano, candidato (almeno per ora) alle primarie del centrosinistra (leggi).

Scusami ma io non l’ho ancora capito: le primarie il Pd di Parma le farà o no? 

Spero le faccia e confido che le farà… ma avrei preferito le facesse per tempo, con candidature presentate molti mesi fa (avevo suggerito febbraio, ma anche marzo od aprile sarebbero andati bene) per consentire ai candidati, al PD, agli altri partecipanti alle “primarie aperte” di confrontarsi in città, con circoli, associazioni, movimenti, singole persone. Non solo formulando idee e programmi ma ascoltando anche idee e proposte.

Insomma andare in mezzo alle persone, andare tutti sul territorio per tempo, non all’ultimo minuto, perché all’ultimo minuto la gente si sentirebbe presa in giro e direbbe ‘Ecco, venite solo ora per chiedere il mio voto’.

Una parte del PD questo ha fatto (penso alla splendida ed innovativa iniziativa ParMap) ma le primarie effettuate dopo un lungo periodo di confronto sul territorio, avrebbero rafforzato ed incrementato questo rapporto, anche perché una sana e leale competizione avrebbe aiutato la partecipazione delle persone. A me l’elevata percentuale di astensionismo non piace: vuol dire che la politica non è capace di rispondere a quei cittadini che per protesta non vanno a votare oppure votano per partiti o movimenti di protesta di nessuna o poca capacità di amministrare.  Con il percorso da me proposto e richiesto avrei desiderato andare a parlare con loro per riportarli ad occuparsi della cosa pubblica, per sentire anche la loro voce, le loro proposte, ascoltare il loro disagio e cercare di superarlo. La partita non è solo chi vince, ma per fare cosa. La sfida è la maggior partecipazione possibile poi… vinca il migliore.

Perchè hai dichiarato che se le candidature alle primarie si presenteranno dopo il referendum tu ritirerai la tua candidatura? Hai dato la tua disponibilità a dicembre… qualche settimana in più o in meno cosa cambia?

In primo luogo non è qualche settimana ma sono molti mesi, visto che, per quello che ho prima detto, per me le candidature avrebbero dovuto presentarsi 6-7 mesi fa. Aspettare il referendum significa emblematicamente subordinare la città, la mia città, ai destini di qualcuno e questo lo ritengo inaccettabile. Parma, i progetti per Parma, la cura per Parma, esistono a prescindere dal destino di Renzi o del Senato, a prescindere dal destino della seggiola di pochi.

Ecco, non accetto di subordinare la mia città agli interessi di pochi. Non sono quindi poche settimane ma mesi, una diversa visione della politica, un diverso modo di amare la propria città.

La mia disponibilità-volontà l’avevo manifesta a dicembre dello scorso anno ed era ancorata ad un preciso percorso; se viene meno quello vengono meno anche le ragioni della mia partecipazione. Non ho bisogno di una poltrona, per mia fortuna ho un bel lavoro, che mi gratifica sotto tanti profili. La politica è bellissima se vissuta secondo i propri ideali e la propria visione politica. Se vengono meno quei presupposti non ritengo utile ed opportuno partecipare ad una competizione dell’ultimo secondo. Avrei partecipato volentieri ad un campionato lungo sei mesi; se invece si vuole assegnare lo scudetto solo ai calci di rigore, beh… sarebbe un campionato al quale non riterrei di iscrivermi. Liberi tutti di decidere le regole del gioco come meglio credono (rispetto tutte le decisioni anche quando non le condivido) ma liberi tutti di partecipare o meno, anche per non avallare un percorso che non condivido, contrasto e contrasterò.

Quanto il Pd regionale potrà incidere nella decisione del percorso da seguire per scegliere il sindaco di Parma?

Non lo so perché non sono dentro le segrete stanze. Spero non lo faccia non solo per il doveroso rispetto dello Statuto (il rispetto delle regole vale anche per il Segretario regionale) ma ancor più perché Parma si ribellerebbe (per me giustamente). Poi non credo che abbia molto da insegnare, visti i risultati elettorali delle recenti amministrative (ricordiamoci la scarsa percentuale di affluenza alle urne per le ultime regionali ed il risultato del primo turno di Bologna). Così come non credo che molto da insegnare abbia il provinciale vista la gestione politica di Fontevivo prima, Busseto e Traversetolo poi.

In una tua precedente intervista per ParmaDaily avevi escluso che “Parma io ci sto” presentasse un proprio candidato alle elezioni. A quanto oggi pare, avevi ragione. Che futuro vedi per Parma io ci sto?

Non so quale sarà la loro decisione finale. Sarei felice se non presenteranno un loro candidato, con ciò confermando, come ritenevo e speravo, che i promotori avevano ed hanno davvero a cuore la città nonché la capacità di rintuzzare i tentativi di taluno di portarli su altri binari. Sarei felice che rimanesse un laboratorio di idee e proposte per la città oggetto di confronto aperto, leale e trasparente, anche nelle sedi democraticamente elette. Confido che così sarà, conoscendo l’input dei promotori.

Con un Pd così diviso e un centrodestra sottotono, quello che questa volta può sbagliare il calcio di rigore a porta vuota è Pizzarotti? E magari la butta dentro Luigi Alfieri?

Spero che il PD sia capace di non dividersi. Se ci riuscirà, Pizzarotti non dovrebbe arrivare ai calci di rigore perché i parmigiani hanno perfettamente compreso che non è capace di amministrare: dice una cosa e ne fa un’altra e li prende in giro. Ama se stesso ma non ama la sua città. Emblematico è il caso del Ponte Nord per il quale lui, non altri, ha speso 800.000 euro per le vetrate senza mai decidere niente dopo quattro anni e mezzo di amministrazione. A tacer della Scuola europea, dell’allucinante vicenda dei servizi sociali, della raccolta rifiuti, del sig. Bagnacani, dei contributi agli amici dello SCEC, delle vicende multe, ecc.. (ma su questo ci vorrebbe una intervista dedicata solo a queste ed altre cose).

Quanto a Luigi Alfieri, del quale sono amico dai tempi dell’Università, ho sempre detto che è stato bravo a sollevare per primo, con efficacia, il tema della sicurezza (se ti ricordi era uno dei temi che già nel dicembre scorso avevo indicato come oggetto di confronto e proposta per le primarie). Non condivido chi bolla Luigi come uomo di destra. Lo ritengo invece una persona che ama la sua città e che ha posto un problema che assilla i cittadini (a torto o ragione non importa, perché quel che conta è il grande disagio che i cittadini avvertono) e del quale le istituzioni hanno l’obbligo, anche morale, di farsi carico. Non credo però che Luigi, vista la parzialità dei temi da lui affrontati (almeno fino ad oggi) possa arrivare a giocare la partita finale. Molto comunque dipenderà da quel che faranno gli altri protagonisti. Se mi dovessi sbagliare sarebbe comunque un “in bocca al lupo”. Personalmente preferisco lui rispetto a Federico Pizzarotti, perché Luigi ama la sua città, Pizzarotti no, Pizzarotti ama solo se stesso, con un narcisismo di berlusconiana memoria.

Voterai sì o no al Referendum costituzionale?

Prima di decidere attendo l’evolversi della vicenda legge elettorale perché esiste davvero una connessione tra le due leggi (si pensi alle maggioranze necessarie per eleggere gli organismi di garanzia – Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale – al premio di maggioranza, alla nomina de plano dei capilista… quelli che ho chiamato i nominati dal capo, gli yes men). Molti sanno che non ho mai condiviso l’Italicum (ho firmato per il referendum abrogativo che purtroppo non ha raggiunto il quorum) e tutti vogliono dimenticare che il giorno in cui la legge costituzionale è stata definitivamente approvata lo stesso Giorgio Napolitano ha più o meno dichiarato “ora bisogna subito rimettere mano all’Italicum”.

Quindi a questa domanda potrò risponderti correttamente verso metà novembre quando sarà chiaro e definito quale sistema elettorale regolerà le prossime competizioni elettorali. Poi, per me, nel merito della sola riforma, il Senato ben poteva abrogarsi del tutto mentre, ad esempio, la partecipazione delle realtà locali ben avrebbe potuto meglio affermarsi normando al meglio la già esistente Conferenza Stato-Regioni.

Aggiungo, come sanno i miei amici, che non ho mai condiviso il pastrocchio similfederalista della precedente riforma del riparto delle competenze Stato-Regioni. Su questo punto, a mio avviso, con la recente riforma qualcosa è migliorato ma poteva-doveva farsi molto di più. Insomma, si tratta di una riforma che contiene elementi di positività ma che è il frutto di compromessi al ribasso privi di una visione complessiva e lineare dell’assetto di uno Stato, come invece, a mio avviso, avrebbe dovuto essere. Purtroppo ormai mancano davvero i Padri della Patria che avevano una alta visione dello Stato e…si vede!

Andrea Marsiletti

  1. Vedo tanti commenti a favore del PD , ma vi sembra un partito che sappia governare cosi bene ???

  2. uno come Alfieri , si presenta con idee di destra , tanti temi leghisti alle prime uscite, ora cambia radicalmente e va col PD , tra breve parlera’ come Rutigliano , ha gia’ perso la mia fiducia .

  3. Alfieri è il più forte. Muove centinaia di persone. Tiene il dibattito a lovelli alti invitando ai convegni gente cone Andrea di Nicola. Conosce la città come nessuno. Fa bene Rutigliano a tenerselo buono. Fa bene Romanini ad andate ai suoi convegni. Fa bene Serpagli a dialogare. Solo un radical chic come Dall’Olio non capisce. Perdente nato.

    • Andrea ha ragione da vendere.

      IL PD deve puntare alle ALLEANZE : altrimenti i Pagliacci del Genovese coalizzano su di loro i veti incrociati di elettori di destra e di sinistra , vincendo ancora una volta a mani basse per poi amministrare , con l’uso della menzogna e del dileggio, una città che chiede servizi e buona amministrazione .

  4. BRAVO!!!1 e 4 anni fa avevano capito la stessa roba …il PD non sa governare, ma senza nemmeno vederlo all’opera.
    Io ho un dubbio: non è che per caso sono i parmigiani che non sono capaci di fare nulla??? mah….ho questo tremendo sospetto e credo che i prossimi che andranno a governare saranno pure peggio.

  5. @asdente, il buffone o denigratori come li chiami, non hanno nulla a che vedere , penso invece che le osservazioni diano fastidio.

  6. C’è poco da dire, Rutigliano è di uno spessore superiore. Sarebbe un sindaco perfetto per Parma adesso. Spero si candidi almeno alle primarie, io lo voterei.

    Non voterei Lavagetto e non so perché circoli con insistenza il suo nome come possibile candidato, non solo qui…
    Se non è riuscito a fare opposizione al pasticcione Pizzarotti, e gli sono scappate di mano cose non proprio in linea con la condotta di opposizione, come può governare una città?

    Voterei anche Pagliari per lo stesso motivo di Rutigliano, preparato, intelligente e conoscitore della città. Tra i due non saprei, forse Pagliari avrebbe poi più possibilità, ma non è detto…
    Andrei per il PD sarebbe una rovina, perderebbe sia a sinistra che al centro: l’elettorato non ama le vie di mezzo…

  7. Lunedì Alfieri ha dato una grande prova di forza portando quasi 400 persone al suo convegno sulla sicurezza. Dentro il Pd e dentro la Lega tremano

    • ALFIERI – che è persona saggia e ben voluta – dovrebbe coalizzarsi con il PD e Ghiretti, mettendo alle corde un movimento che vive solo in funzione del caos, sulla negazione della politica, puntando quindi ogni energia per distruggere le libere istituzioni come centro della vita democratica.

      Far rinascere la citta’ richiede UNITA’ di INTENTI E DI PROGETTO. Elementi preziosi per qualsia Comunita’ ma che mancano in toto al ripugnante popolusmo nato dalla violenza della piazza dei Vaffa Days.

  8. I DENIGRATORI E GLI AGIT PROP DEL PAGLIACCIO SONO SEMPRE A FARE GLI STRAORDINARI PUR DI METTERE ZIZZANIA E DI CREARE LE CONDIZIONI DI CAOS PER POTERE METTERE GLI UNI CONTRO GLI ALTRI E VINCERE A MANI BASSE UNA COMPETIZIONE CON MENO DEL 10 PERCENTO DI VOTI AL SEGUITO.

    MAESTRI DELL’IMBROGLIO E DELLA CALUNNIA CE LA FARANNO ANCORA UNA VOLTA A GOVERNARE LA CITTA’ A SCAPITO DEI TANTI INGENUI ELETTORI E DI UNA CITTA’ SEMPRE PIU’ POVERA ECONOMICAMENTE, CULTURALMENTE E MORALMENTE.

  9. ANCHE NOI SPERIAMO IL LAVAGETTO: COSI IL PD HA LA CERTEZZA DI PERDERE AL PRIMO TURNO…………

  10. ALFIERI E’ TUTT’ALTRO CHE UN BLUFF……..DOPO IL 5 DICEMBRE IL PD NON ESISTERA’ PIU’ E LA GENTE NON VOTERA’ PIU’ BANDIERE DI PARTITO…..MA GENTE DELLA SOCIETA’ CIVILE.

  11. Uno del PD , Rutigliano , comunica che un’ altro PD , Pizzarotti , non sa governare .
    I Parmigiani hanno compreso una cosa , il PD ,e’ un partito di incapaci , un partito da non votare, ma non solo a Parma ,anche a livello nazionale , il buffone di Firenze e’ maestro di balle e di incapacita’.

  12. I Buffoni del Genovese riusciranno ancora una volta ad imbrogliare le carte e tutti i parmigiani.

    Quindi imporranno come Sindaco uno dei loro grigi caporioni senza fare nulla in campagna elettorale: faranno tutto i loro avversari che li voteranno con il gioco dei veti incrociati.

    Triste epilogo per una Citta’ alla deriva e che resterà tale per altri 10 anni |

  13. L’unico candidato che ha il Pd che può vincere è Giorgio Pagliari. Gli altri farebbero la stessa fine di Bernazzoli e Peri.

  14. Si sapeva fin dall’inizio che Rutigliano avrebbe fatto un pò di casino e poi si sarebbe ritirato. Come volevasi dimostrare

Lascia un commento

Your email address will not be published.