Millantare di agire su mandato della Procura della Repubblica è diventato lo sport cittadino?

La tattica è sempre la stessa: quella del silenzio, far cadere le cose nel vuoto, confidando nella veridicità del vecchio detto giornalistico “notizia cancella notizia”.

La trasparenza è però altra cosa: è risposta, dialogo, mura di vetro. Il detto della trasparenza è un altro: “male non fare, paura non avere”.

La nota vicenda della Polizia Municipale di Parma che alla vigilia della conferenza stampa del Movimento dei Nuovi Consumatori contro il loro comandante Gaetano Noè ha indagato per “pubblicazione di dati personali e violazione della privacy” gli organizzatori della conferenza stampa e il sottoscritto (leggi) presenta così tante anomalie che ben cinque parlamentari hanno interrogato il Ministro della Giustizia perchè richiedesse spiegazioni e intervenisse (leggi), visto che fino ad ora né la Polizia Municipale né il Comune di Parma hanno chiarito.

Ha firmato l’interpellanza anche Stefano Dambruoso, questore della Camera, già sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, Pubblico ministero in vari maxiprocessi a Palermo e contro il terrorismo, componente della Direzione distrettuale antimafia di Milano, consulente dell’Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia, agenzia dell’ONU, sostituto procuratore alla Procura di Milano, Capo dell’Ufficio per il Coordinamento dell’attività internazionale dal Ministro della Giustizia. Nel 2003 il settimanale TIME inserì Dambruoso nelle lista degli eroi moderni per il suo impegno nelle indagini sulla rete di al-qaida. Diciamo che Dambruoso è un inquirente con qualche titolo in più di Gaetano Noè.

Ma al di là delle coincidente temporali delle indagini della Polizia Municipale di Parma, della consistenza delle accuse (si tratta di pubblicazione di visure camerali e del Pubblico Registro Automobilistico, cioè di documenti accessibili e dovuti in qualsiasi momento a qualsiasi cittadino ne faccia richiesta), dell’opportunità o possibilità di quell’organo alle dipendenze del sindaco di indagare di sua iniziativa su questioni che coinvolgono assessori comunali… il fatto più inquietante è che i vigili si sono presentati dichiarando di avere il mandato della Procura di Parma per effettuare tali indagini. Mandato che non risulta da nessuna parte, tantomeno nell’atto da loro notificato.

Nei giorni scorsi ho pubblicato le domande e risposte tra me e i vigili al momento della notifica, ovviamente non smentite dagli interessati (leggi). E bene hanno fatto a non smentire, visto che ho le prove inconfutabili delle veridicità di quanto da me scritto che ho già provveduto a trasmettere a chi di dovere.

Ma voglio continuare a non credere, perchè sarebbe di una gravità inaudita e una macchia indelebile per le nostre Istituzioni, che dei pubblici ufficiali si possano presentare in divisa a casa di cittadini per indagarli millantando un mandato o una delega della Procura che in realtà non hanno. Quindi ripropongo la richiesta al comandante Noè perchè dipani la questione: “La Polizia Municipale aveva il mandato della Procura per indagare e identificare il sottoscritto, Greci e Colella come hanno dichiarato i vigili che, tra l’altro, hanno sostenuto che dell’esistenza di questa delega è stato loro riferita dai superiori?”

Se Noè non rispondesse per l’ennesima volta, sia l’Amministrazione comunale che ha sempre sventolato la trasparenza come sua bandiera distintiva ad invitarlo a farlo. Credo sia un atto dovuto ai cittadini di Parma, alla legalità, alla reputazione e credibilità delle Istituzioni coinvolte. Silenzi, reticenze, coperture sarebbero altrettanto gravi.

Noè si comporti allo stesso modo della Polizia di Parma che nei giorni scorsi ha diffuso una copia delle mail ricevuta da un cittadino con cui una non meglio precisata Procura della Repubblica chiederebbe il pagamento di una somma di denaro per evitare conseguenze penali gravi. “Si tratta ovviamente di una truffa” ha reso noto la Polizia facendo immediata chiarezza sull’accaduto (vedi sotto).

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Non vorrei mai che millantare di agire su mandato della Procura della Repubblica fosse diventato lo sport cittadino! Nel caso della Polizia Municipale, tra l’altro, l’abuso sarebbe ancora più grave trattandosi di persone in divisa che dovrebbero rappresentare lo Stato Italiano e la legalità e non dei soliti truffatori telematici da quattro soldi.

In assenza di risposte, l’invito a Noè non può che essere quello di dimettersi. Se ne vada nell’interesse suo e della città.

Andrea Marsiletti


SPECIALE INDAGINE POLIZIA MUNICIPALE DI PARMA

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Pagliari: “Senza impulso della Procura l’informazione della Polizia Municipale al MNC è di una gravità inaudita”

Andrea Marsiletti: “Ecco l’informativa del mio status di indagato… non dalla Procura ma dalla Polizia Municipale di Parma”

Massimo Rutigliano: “Il sindaco e Noè chiariscano subito quelle notifiche della Polizia Municipale”

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Andrea Marsiletti: “Lunedì c’è un’altra conferenza stampa del MNC. Chiedo alla Polizia Municipale di Parma l’autorizzazione a potervi partecipare”

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Interrogazione parlamentare sulle indagini della Polizia Municipale di Parma: “Intervenga il Ministro”