Luigi Alfieri: “Facebook e i siti web sono potentissimi. La Gazzetta di Parma non ha più neppure l’ombra del monopolio dell’informazione”

Intervista a Luigi Alfieri, giornalista, scrittore, autore del libro “Parma non ha paura”.

“Parma non ha paura” è nato come un libro, oggi, a distanza di quasi due mesi da quel furto in casa tua da cui è partito tutto, cosa è diventato?

Un movimento molto forte, con migliaia di persone che ne seguono l’evoluzione attraverso il mio profilo Facebook. Centinaia di amici, ogni giorno, condividono o mettono mi piace ai post di “Parma non ha paura”. Significa che in migliaia, poi, li visualizzano. Fb è come un fiume carsico. L’acqua scorre ma nessuno la vede. Così siamo cresciuti a dismisura senza che i poteri forti della città se ne accorgessero e qualcuno ancora non lo sa. Da un gruppo di vicini di casa, siamo diventati una massa gigantesca di cittadini.

Molti lo hanno scoperto solo il 6 marzo, quando una signora visitata dai ladri che abita in via Felice da Mareto, ha pagato un’inserzione (una pagina intera sulla Gazzetta). Allora è scattato l’allarme, ma era troppo tardi. Ormai il movimento non lo ferma più nessuno. Ma proprio nessuno.

Perché?

Perché affronta il problema che sta più a cuore ai cittadini: la sicurezza, senza razzismo e nel rispetto della democrazia e delle leggi. E anche perché si propone di fare rinascere Parma, nella cultura, nell’amministrazione, in tutto quanto rappresenta civiltà e benessere.

Dalla tua pagina Facebook non risparmi critiche al sindaco Pizzarotti sul tema della sicurezza. Cosa avrebbe dovuto fare di più e di meglio?

Io non ce l’ho solo con Pizzarotti, ce l’ho con tutti quelli che non si arrabbiano (civilmente e con educazione) per lo stato in cui si trova Parma. Ce l’ho con quelli che, come Pizzarotti, hanno guardato impotenti al decadimento della città e alla crescita della criminalità: furti in abitazione, truffe, scippi, interi quartieri in mano agli spacciatori. San Leonardo è il Bronx dei mitici anni Ottanta. L’Oltretorrente una Kasbah. Pizzarotti, nella sua relazione di Sant’Ilario, mi ha rivelato Gian Luca Zurlini, non ha riservato neppure una riga alla sicurezza. Ma dai… adesso lui e i suoi corrono come formichine impazzite per rimediare in extremis. Se riescono a fare qualcosa ne sarò felice. Io vorrei, per prima cosa che garantissero 24 ore su 24 il presidio di Pilotta e piazzale della Pace, che sono il biglietto da visita della città per chi arriva in treno e in macchina, parcheggiando al Toschi. Già sarebbe un segnale.

Cos’è la camminata fotografica che hai in programma?

La camminata fotografica che si terrà il 31 marzo con partenza da Piazzale Barbieri è una festa. E un atto per dimostrare che i parmigiani e gli stranieri onesti e per bene si vogliono riprendere i quartieri in mano agli spacciatori. Una trentina di fotografi, anche grandi firme da fuori, documenteranno il degrado di Oltretorrente, piazzale della Pace, San Leonardo, Parco Falcone Borsellino. Intanto lo Dsévod guiderà il corteo dei cittadini, di cui faranno parte poeti, scrittori, saggisti, pittori e intellettuali di ogni genere. Enrico Maletti terrà in alto la bandiera del dialetto, Corrado Medioli e i suoi ragazzi faranno musica, Mauro Adorni e Gianpaolo Cantoni racconteranno barzellette. Una festa.

E speriamo che la gente si affacci alle finestre e scenda in strada. La cultura popolare e la cultura accademica, in marcia per ridare Parma a chi se la merita e toglierla a chi la schiaccia.

La sicurezza è il problema che sta più a cuore ai cittadini: senza razzismo e nel rispetto della democrazia e delle leggi

Sei attivissimo sui social network… pensi che Facebook sia oggi uno strumento di comunicazione più potente della Gazzetta di Parma?

Più potente della Gazzetta non so. Di certo molto potente. Molto, molto. Come i siti web e tu lo sai bene, visto che ne dirigi uno.

Oggi la Gazzetta non ha più il monopolio dell’informazione. Neanche l’ombra del monopolio. Operazioni come quelle delle passate amministrative sono impensabili anche con la più fervida fantasia. Michele Brambilla non ha i cannoni che aveva Giuliano Molossi. No di sicuro. Fb è tremendo. Se non stai sul web non lo vedi. Ma lui ti stritola poco a poco. Chiedetelo a Vincenzo Bernazzoli, che ha perso le elezioni non per Grillo, non per l’appoggio velato di alcuni giornalisti ed imprenditori amici tra loro, non per il lavoro della destra sconfitta al primo turno, ma perché i 5 Stelle lo hanno denigrato e distrutto sui social e lui sui social non c’era e non li vedeva.

Adesso sui social “Parma non ha paura” ha una presenza impressionante. Se la Gazzetta ignorasse la camminata fotografica, noi saremmo in grado, ugualmente, di documentarla a migliaia di persone che si chiederebbero perché la Gazzetta (parlo di remota eventualità o almeno spero) non ne parla. Il mondo è cambiato e, come sempre lo hanno cambiato gli americani. Fb è un medium targato USA e lì c’è la meritocrazia. Se sai comunicare, loro ti aprono porte e finestre e acquisisci sempre più forza. Perché più “mi piace” e “condividi” girano e più pubblicità raccoglie Facebook. In Italia i media pensano solo alla gestione del potere per conto degli editori attraverso direttori spesso proni (teniamo tutti famiglia).

Può esserci un futuro politico-elettorale per “Parma non ha paura” per portare nelle stanze in cui si decide la consapevolezza e le idee che intorno al tuo libro si stanno diffondendo?

Siamo nati meno di due mesi fa. Abbiamo dato vita ad un fenomeno da studiare nelle facoltà di scienze della comunicazione. Non sappiamo dove ci fermeremo. Sappiamo che vogliamo Parma sicura, Parma consapevole dei doveri che ha verso la sua storia, Parma arrabbiata per i torti che subisce da Bologna e da Roma (ospedale allo sfascio – per fortuna Massimo Fabi lo sta rilanciando -, Alta Velocità a Reggio, Galleria Nazionale e Palatina discriminate in maniera vergognosa, aeroporto abbandonato a se stesso, ma mi fermo: potrei andare avanti per ore), Parma di nuovo coraggiosa nell’economia, nella cultura, nell’amministrazione, Parma pulita, Parma all’altezza del suo nome. In tutti i campi.

Il futuro è nelle mani di Dio o nel grembo di Giove. Vedremo. Di certo fare pressione sulla politica è uno dei nostri obiettivi, come avrà capito Federico Pizzarotti e come capiranno i nostri parlamentari. Facciamo un passo alla volta.

L’associazione “Parma, io ci sto” promossa da alcuni primari industriali di Parma e dall’Upi non ha tra i suoi petali (tavoli di lavoro) il tema della sicurezza. Tu ci stai o no con loro?

Tu mi chiedi se io ci sto con loro? Per ora non me lo hanno chiesto. Quando, due giorni dopo la pagina della Gazzetta che annunciava l’uscita del mio libro e due giorni prima che il libro fosse presentato (sarà una pura coincidenza?) “Parma io ci sto” si è presentata al Teatro Regio, io ho scritto su FB: tutto quello che c’è di nuovo non può che far bene. Quindi, ben venga questa iniziativa. Direi che si è trattato di un’apertura.

Certo, siccome le parole hanno un peso ho scelto l’aggettivo nuovo non a caso. Nuovo si può riferire all’idea, alle persone, al progetto, all’obiettivo. Sono nuove idee, persone, progetto, obiettivo? Lo scopriremo vivendo. Spero di sì.

Nuovo è la parola magica che deciderà le prossime elezioni amministrative. Come ha deciso quelle passate. Bernazzoli era più nuovo di Ubaldi e con lui avrebbe vinto. Ma Pizzarotti si è sostituito a Ubaldi ed era più nuovo di Bernazzoli. Dico nuovo, non migliore, perché non entro nel merito di valutazioni soggettive.

Andrea Marsiletti